L’esempio dei drusi israeliani

Gli altri arabi d'Israele dovrebbero smettere di fare le vittime e prendere in mano il loro destino, come hanno fatto gli arabi drusi

Di Yusuf Haddad

Yusuf Haddad, autore di questo articolo

Nei giorni scorsi, i mass-media hanno dato molto risalto ad alcune centinaia di manifestanti arabi israeliani che hanno sventolato bandiere palestinesi in alcune città a popolazione mista ebraica e araba. Quelle immagini, associate alle reazioni di alcuni personaggi pubblici israeliani, hanno generato un discorso molto negativo sui social network nei confronti della comunità araba d’Israele. E’ possibile modificare questo atteggiamento?

Prendiamo, ad esempio, la comunità arabo-drusa: come ha fatto a diventata parte della società israeliana? Chiedete a qualunque israeliano per la strada, e la risposta sarà semplicemente che gli arabi drusi rappresentano una comunità che contribuisce sul serio allo stato e alla sua sicurezza e che è conosciuta per la sua esemplare cittadinanza e per quante energie investe nella comunità stessa e nella società in generale. Con una popolazione di circa 140.000 cittadini, gli arabi drusi rappresentano meno del 2% della popolazione israeliana totale. Per contro, il resto della popolazione araba israeliana, sia cristiana che musulmana (sunnita), rappresenta circa il 20% della popolazione. Com’è che una comunità così piccola è riuscita a fare ciò che un gruppo che ammonta a un quinto della popolazione del paese trova così difficile fare, cioè integrarsi nella società israeliana?

Tutto inizia dalla scuola. Gli arabi drusi sono ai vertici nel campo dell’istruzione, con la più alta percentuale di studenti che superano gli esami di immatricolazione delle scuole superiori. Le donne arabo-druse sono tra le più istruite del paese. Al contrario, secondo i dati del Ministero dell’istruzione relativi al 2017, il 61% degli altri studenti arabi israeliani viene definito “di debole istruzione”, contro solo il 5% degli studenti ebrei definito come tale.

18 luglio 2017: il presidente d’Israele Reuven Rivlin rende visita, nei villaggiu drusi di Maghar e Hurfeish, alle famiglie di Kamil Shnaan e Haiel Sitawe, i due poliziotti uccisi nell’attacco terroristico arabo sul Monte del Tempio a Gerusalemme del 14 luglio 2017

Gli arabi drusi vogliono integrarsi e sentirsi parte della società israeliana. Quello che fanno è adoperarsi per cercare di influenzare la realtà in cui vivono. Vi sono tre parlamentari arabo-drusi all’interno della coalizione che è al governo e uno di loro, Ayoob Kara, ricopre una carica ministeriale. Viceversa, nella coalizione non c’è un solo parlamentare rappresentante gli altri arabi israeliani. I parlamentari arabi non drusi se ne stanno comodamente nell’opposizione, sempre impegnati a dividere la gente con posizioni estremiste e ideologiche anziché cercare il modo per migliorare concretamente la vita dei loro elettori.

Poi c’è la questione del contributo che si dà allo stato. I maschi arabo-drusi hanno i più alti tassi di arruolamento nelle Forze di Difesa israeliane. Centinaia di arabi drusi sono caduti in battaglia, e molti sono stati segnalati e decorati per i loro sacrifici. Due agenti di polizia arabo-drusi sono stati assassinati, quasi un anno fa, mentre intervenivano per sventare un attacco terroristico sul Monte del Tempio, nella città vecchia di Gerusalemme. Nei giorni che seguirono apparvero del tutto evidenti i profondi legami tra la comunità arabo-drusa e la più ampia società israeliana, con cittadini israeliani venuti da tutto il paese a partecipare ai funerali dei due militari e a confortare le loro famiglie in lutto.

Un gruppo di drusi del nord di Israele in visita a Gerusalemme, con le loro bandiere

Questo non significa che gli arabi drusi d’Israele non condividano alcuni problemi con il resto della popolazione araba del paese. Sebbene siano parte integrante della società, anche i drusi non si sentono trattati con piena equità dal momento che il governo non stanzia fondi sufficientemente grandi per le comunità druse: le infrastrutture nei villaggi drusi sono spesso carenti, e i drusi non si vedono sempre offrire pari opportunità di lavoro. E tuttavia, gli arabi drusi sono in una posizione molto diversa dagli altri arabi, nella società israeliana, per via della diversa percezione.

Gli altri arabi israeliani dovrebbero considerare una nuova strada. Potrebbero imparare dai drusi come avvicinarsi alla società israeliana. Non è qualcosa che possa essere fatto dai personaggi pubblici: deve venire dai cittadini comuni. Gli altri arabi israeliani dovrebbero smettere di fare la parte delle eterne vittime e prendere in mano il loro destino, facendo gli sforzi necessari per diventare parte della società israeliana, che è aperta a questo tipo di approccio. Ci sono molti modi per farlo. L’arruolamento volontariato nel servizio civile nazionale, ad esempio, dimostrerebbe la volontà di dare un contributo alla società, alla propria stessa comunità e allo stato. Importanti cambiamenti andrebbero anche fatti nei programmi scolastici arabi, che attualmente sono incentrati sulla narrativa irredentista palestinese. E poi bisognerebbe premere per l’elezione nelle posizioni di potere di rappresentanti arabi che operino davvero per migliorare la vita dei cittadini arabi israeliani.

Senza dubbio anche allo stato spetta un compito chiave nella questione, giacché è lo stato che è responsabile per investire le risorse e i mezzi necessari a promuovere le comunità araba e drusa in Israele. Gli arabi israeliani, i drusi e la società israeliana in generale hanno tutti bisogno di un cambiamento. È solo attraverso questo costruttivo cambiamento che possiamo migliorare la vita in Israele a vantaggio di tutti i cittadini.

(Da: Israel HaYom, 17.5.18)