Continua l’iniquo accanimento dell’Onu contro Israele

Anche nel 2022 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha emesso più condanne contro Israele che contro tutti gli altri paesi del mondo messi insieme

Clicca per l’intervista di i24 News a Dina Rovner di UN Watch (in inglese)

Nel 2022 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato più risoluzioni contro Israele che contro tutte le altre nazioni messe insieme, confermando quello che molti osservatori denunciano come un accanimento evidentemente squilibrato a danno dello stato ebraico.

Secondo i dati pubblicati del gruppo di monitoraggio “UN Watch”, l’anno scorso l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato 15 risoluzioni anti-israeliane e 13 risoluzioni critiche verso altri paesi. La Russia è stata oggetto di sei risoluzioni che condannano la sua invasione dell’Ucraina. Corea del Nord, Afghanistan, Myanmar, Siria, Iran e Stati Uniti (per l’embargo su Cuba) sono stati criticati da una risoluzione ciascuno. Paesi caratterizzati da pessime performance in fatto di diritti umani e/o coinvolti in conflitti regionali come Arabia Saudita, Cina, Libano, Turchia, Venezuela e Qatar non sono stati oggetto di nessuna risoluzione di condanna.

Complessivamente, dal 2015 l’Assemblea Generale ha adottato 140 risoluzioni che criticano Israele (per le sue politiche verso i palestinesi e i paesi vicini, più altri presunti abusi). Nello stesso periodo, l’Assemblea Generale ha approvato 68 risoluzioni contro tutti gli altri paesi. La più recente risoluzione anti-israeliana è quella che è stata approvata il 30 dicembre con 87 voti favorevoli, 26 contrari e 53 astenuti.

Risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’Onu votate nel 2022, suddivise per paesi oggetto di condanna (clicca per ingrandire)

Dal database di “UN Watch” risulta anche che dal 2006 al 2022 il Consiglio Onu per i diritti umani ha adottato 41 risoluzioni contro la Siria, 13 contro l’Iran, 4 contro la Russia, 3 contro il Venezuela e 99 risoluzioni contro Israele.

Oltre alle risoluzioni, vi sono due indagini “a tempo indeterminato” delle Nazioni Unite a carico di Israele, l’unico paese al mondo soggetto a tale trattamento. I commissari di entrambe sono persone notoriamente ostili a Israele che hanno rilasciato in più occasioni dichiarazioni di stampo antisemita. La relatrice speciale delle Nazioni Unite a capo di una delle indagini, Francesca Albanese, i cui commenti antisemiti sono stati esposti a dicembre in un reportage di Times of Israel, si è lamentata la scorsa settimana che Israele le starebbe impedendo di accedere alle aree palestinesi. Potrebbe iniziare a domandarsi il perché.

Da tempo, sia Israele che gli Stati Uniti accusano l’Onu di faziosità pregiudiziale contro lo stato ebraico. Israele inoltre accusa i palestinesi, che hanno lo status di osservatori non membri, di tentare continuamente di utilizzare le Nazioni Unite per eludere i negoziati e cercare di strappare concessioni e ottenere risultati senza firmare accordi di pace.

(Da: Times of Israel, unwatch.org, 3.1.23)