“Mi auguro che troveremo un compromesso di pace nonostante i vostri sforzi, certo non grazie ad essi”

Nel suo discorso di commiato, l’ambasciatrice israeliana a Ginevra abbandona il linguaggio diplomatico e accusa il Consiglio Onu per i diritti umani di praticare una forma di ”antisemitismo istituzionalizzato”

Di Ariel Kahana

Aviva Raz Shechter, ambasciatrice d’Israele presso la sede Onu di Ginevra

Aviva Raz Shechter, ambasciatrice israeliana presso la sede di Ginevra delle Nazioni Unite, nel suo discorso di commiato per fine incarico ha pronunciato domenica un’energica reprimenda davanti al Consiglio Onu per i diritti umani.

In un intervento caratterizzato da inconsueta franchezza, Shechter ha accusato il Consiglio di prendere di mira Israele in modo ingiusto e fazioso e di promuovere una forma di “antisemitismo istituzionalizzato” mediante il famigerato punto 7 del suo ordine del giorno.

Il punto 7 è l’unico punto permanente nell’ordine del giorno del Consiglio Onu per i diritti umani relativo a un singolo paese: esso prende di mira Israele e solo Israele. In pratica, il punto 7 obbliga il Consiglio Onu per i diritti umani a discutere presunte violazioni israeliane in ogni sua riunione, predisponendo una piattaforma per colpire sistematicamente lo stato ebraico come non accade con nessun altro paese al mondo. Nel suo discorso di fronte al Consiglio Onu per i diritti umani, Aviva Raz Shechter ha definito il punto 7 “nient’altro che un meccanismo di discriminazione sistematica contro Israele e gli israeliani, profondamente radicato nella cultura di questo Consiglio e di alcuni dei suoi stati membri”.

Accusando il Consiglio Onu per i diritti umani di promuovere e fomentare l’intransigenza  palestinese verso qualsiasi piano di pace, passato o futuro, Aviva Raz Shechter ha voluto ricordare un importante fatto storico e la realtà che ne consegue: “Oggi, nel momento in cui sto terminando il mio mandato in questo Consiglio – ha detto l’ambasciatrice d’Israele – permettetemi di ricordare che nel novembre 1947 proprio le Nazioni Unite raccomandarono la creazione di due stati: quella risoluzione delle Nazioni Unite venne accettata dalla parte ebraica e respinta dalla parte araba. Lo sforzo arabo di negare e distruggere lo stato ebraico iniziò immediatamente, e per alcuni non è mai cessato. Il fatto, come si è visto più e più volte nel Consiglio per i diritti umani e in tutto il sistema delle Nazioni Unite, è che la dirigenza palestinese e i suoi rappresentanti preferiscono fare le vittime che cercare la pace, preferiscono le acrobazie propagandistiche rispetto alla verità, preferiscono distribuire colpe a tutti anziché assumersi la responsabilità per ciò che è avvenuto e per ciò che potrebbe avvenire”.

Shechter ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza e una frecciata finale. “Mi auguro e prego – ha detto – che potremo trovare un compromesso sostenibile e che potremo così godere in futuro di giorni migliori, al nostro interno e in tutta la nostra regione, nonostante i vostri sforzi, certo non grazie ad essi”.

(Da: Israel HaYom, 21.6.20)