Miss Iraq 2017 alle partecipanti di Miss Universo: “Non fatevi intimidire dalle molestie dei boicottatori di Israele”

Sarah Idan, costretta dalle minacce a lasciare il suo paese per una foto scattata con la concorrente israeliana: “Lasciate che le ragazze vedano Israele di persona e giudichino con la loro testa”

Miss Israele Adar Gandelsman (a sinistra) e Miss Iraq Sarah Idan, nel selfie scattato insieme durante il concorso per Miss Universo 2017

Per la prima volta nei suoi 70 anni di storia, il concorso di bellezza Miss Universo arriva in Israele. La competizione è prevista per il 12 dicembre nella città meridionale di Eilat, sul Mar Rosso. Secondo gli organizzatori, Israele è stato scelto per la sua “ricca storia, i bei paesaggi, la molteplicità di culture e il suo fascino come destinazione turistica globale”. Un altro motivo per cui è stato scelto Israele, ha detto al Jerusalem Post Paula Shugart, presidente della Miss Universe Organization, è il suo successo nella lotta al coronavirus e in particolare nella campagna di vaccinazione. Ma il fatto che il concorso che si terrà in Israele non sarà l’unica novità, ha aggiunto Shugart. Un’altra è che per la prima volta vi sarà una concorrente dagli Emirati Arabi Uniti e per la prima volta, dopo decenni, una dal Marocco.

Fin qui, la cronaca di un evento mondano. Ma ecco che, immancabile, è partita una campagna di boicottaggio ad opera di vari “attivisti” anti-israeliani che fanno pressione sulle partecipanti perché si ritirino dal concorso. Tra questi Nkosi Zwelivelile “Mandla” Mandela, capo tribale di Mvezo nonché nipote di Nelson Mandela. Mandla Mandela sta esercitando fortissime pressioni sulla 24enne Miss Sudafrica, Lalela Mswane, per convincerla a boicottare l’evento perché si svolge in Israele. Inoltre esorta tutti i paesi africani a ritirarsi dal 70esimo concorso Miss Universo e tutte le partecipanti da tutto il mondo “a inviarci lettere che annuncino il loro ritiro e dissociazione da un evento che normalizza l’apartheid Israele – afferma l’attivista – le uccisioni quotidiane, le mutilazioni di bambini piccoli e innocenti”. Vale la pena notare che l’appello di Mandla Mandela al boicottaggio di Israele arriva dopo che ha recentemente elogiato i “profondi legami” tra il Sudafrica e la Cina di Xi Jinping e ha definito un “onore” incontrare l’ambasciatore dell’Arabia Saudita, non esattamente un bastione dei diritti delle donne.

Clicca la foto per il video di Sarah Idan (in inglese)

Qui entra in scena Sarah Idan, Miss Iraq 2017, fondatrice e amministratore delegato della ong Humanity Forward. Durante il concorso Miss Universo 2017, Sarah Idan ricevette minacce di morte e fu costretta a lasciare il suo paese d’origine per il solo fatto d’aver scattato una foto insieme a Miss Israele, Adar Gandelsman. Ora ha pubblicato un video su Twitter e altre piattaforme in cui respinge al mittente gli appelli al boicottaggio di Mandla Mandela ed esorta le concorrenti dell’imminente concorso a non lasciarsi intimidire da attacchi e molestie che potranno ricevere sui social network per il solo fatto di recarsi nello stato ebraico.

“Desidero avvertire le reginette di bellezza – ha spiegato Sarah Idan a The Algemeiner – di prepararsi a un esercito di bot che probabilmente molesteranno i loro post sui social network mentre saranno in Israele con hashtag del tipo ‘fine dell’occupazione’ e ‘Palestina libera’. Non devono preoccuparsi, quelle non sono nemmeno persone reali, ma account falsi usati da alcuni propagandisti per intimidirle. E’ una tattica a buon mercato per cercare di metterle a tacere. Continuate semplicemente a fare quello che state facendo. Restate fiduciosamente belle”.

“Tutto quello che ho da dire è: come ti permetti? – afferma Idan nella clip, rivolgendosi direttamente a Mandla Mandela – Come ti permetti tu, uomo, di provare a dire cosa deve fare un’organizzazione per le donne e per l’affermazione delle donne? Questa è un’opportunità che milioni di donne sognano di avere, per salire sulla scena mondiale e rappresentare la propria gente, la propria nazione e la propria cultura. Non i governi, non la politica e sicuramente non la tua agenda politica”.

Idan attacca Mandela anche per l’uso del termine “apartheid”, sottolineando che la parola viene usata contro Israele da “islamisti radicali, organizzazioni terroristiche e dal regime iraniano: tutti odiatori delle donne e dei diritti delle donne”.

Clicca l’immagine per il video su YouTube

“Per piacere – continua la ex Miss Iraq – lascia che Miss Sudafrica vada in Israele a constatare di persona, sul campo, e lascia che sia lei a giudicare per conto suo. Sono sicura che, proprio come me, resterà scioccata nel vedere che il governo israeliano è composto da musulmani, ebrei, arabi e cristiani: persone che non solo possono votare sulle scelte politiche che riguardano il loro futuro, ma fanno anche parte della Knesset, hanno partiti politici e alcuni di loro sono persino ambasciatori d’Israele nel mondo”.

Idan conclude il video dicendo alla Miss Sudafrica Mswane: “Mi auguro che ti godrai il tuo viaggio e apprenderai cose non solo su Israele, ma su altri bellissimi paesi. Ecco in cosa consiste il concorso Miss Universo”.

La buona notizia, stando a quanto recentemente riferito da Israel HaYom, è che nonostante gli attacchi Lalela Mswane sembra decisa a partecipare all’evento internazionale a Eilat, e l’organizzazione Miss South Africa, anch’essa sotto attacco, ha dichiarato al produttore di podcast sudafricano TshisaLIVE che “non si ritiene coinvolta in una guerra politica di parole ed è ansiosa di vedere Miss Sudafrica rendere fiero il proprio paese su un palcoscenico internazionale”.

Nota Akiva Van Koningsveld, di HonestReporting: “La pioggia di irripetibili insulti sessisti che Sarah Idan ha ricevuto da utenti anti-israeliani a seguito del suo video è probabilmente il migliore argomento a sostegno della scelta di tenere il concorso di Miss Universo in Israele”.

(Da: lgemeiner.com, honestreporting.com, Jerusalem Post, 22-26-27.10.21 – Israel HaYom, 8.11.21)