Col 90% dei voti scrutinati, ecco perché non è ancora possibile sapere quale blocco ha vinto le elezioni

Il giorno dopo il voto, Israele si ritrova nello stesso stallo politico e con un partito arabo-islamista come possibile ago della bilancia. I successi e le sconfitte di Netanyahu e Lapid

Di Amir Tibon, Haviv Rettig Gur

Scrive Amir Tibon: Mercoledì pomeriggio, con lo scrutinio arrivato a circa il 90% dei voti espressi nella quarta elezione per le Knesset in meno di due anni, il risultato – almeno per il momento – sembra delineare un ennesimo stallo politico.

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Votare in Israele: un compito molto semplice, ma anche estremamente complicato

Molti elettori votano per sostenere un blocco più che un partito, giacché sanno che la vera vittoria non si ottiene alle urne, ma nelle trattative per la coalizione di governo

Di Haviv Rettig Gur

A prima vista, il sistema elettorale israeliano è uno dei più semplici al mondo. Nella cabina elettorale l'elettore ha solo una cosa da fare: scegliere la lista che preferisce, prendere il foglietto relativo, infilarlo in una busta, chiuderla e imbucarla nella tradizionale urna blu.

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Una campagna elettorale troppo incentrata su una singola personalità

Una dinamica dannosa, che lascia prefigurare solo scenari che non suscitano entusiasmo né fiducia, ma apatia e disincanto

Di Justin Pozmanter

Israele sta per andare alle urne. Di nuovo. Le elezioni sono sempre anche una competizione in cui gioca un ruolo importante la popolarità dei principali candidati. La cosa è ulteriormente amplificata quando c'è un politico in carica che polarizza il voto. Tuttavia, è difficile ricordare un'elezione che abbia ruotato quasi al 100% intorno a un singolo individuo.

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Quel 3,25% che potrebbe determinare il risultato delle elezioni in Israele

La risposta alla domanda se il governo sarà formato dal campo “solo-Bibi” o dal campo “chiunque-eccetto-Bibi” dipende da tre fattori solo apparentemente secondari

Di Susan Hattis Rolef

Per la seconda volta nella storia elettorale dello stato d’Israele, le elezioni politiche del prossimo 23 marzo saranno decise non solo in base ai risultati delle liste che supereranno la soglia minima d'ingresso alla Knesset (attualmente fissata al 3,25%), ma in base ai risultati delle liste che non la supereranno e i cui voti andranno di conseguenza dispersi.

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