La grande battaglia ideologica in Medio Oriente è fra pragmatici ed estremisti

Non ha senso attaccare un piano come quello di Trump che rafforza arabi e palestinesi pragmatici a scapito dei più pericolosi estremisti

Di Ruthie Blum

L’ex generale israeliano Yossi Kuperwasser – già capo della Divisione ricerca dell’intelligence delle Forze di Difesa israeliane e Direttore generale del Ministero degli affari strategici – ha spiegato le reazioni arabe alla proposta di accordo di pace avanzata dall’amministrazione Trump in un modo ben comprensibile anche per chi è all'oscuro delle più sottili sfumature.

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Il gioco del Consiglio Onu per i diritti umani è truccato e spudoratamente fazioso

La lista nera, voluta dai campioni mondiali di violazione dei diritti umani, è faziosa e mal compilata. Ma può essere dannosa

Di Lahav Harkov

La pubblicazione mercoledì scorso, da parte del Consiglio Onu per i diritti umani, della lista nera delle aziende che operano in Giudea e Samaria (Cisgiordania) ha colto di sorpresa Gerusalemme. Non che qualcuno si sia particolarmente sorpreso per il contenuto

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Fatah: “La Palestina dal Giordano al Mediterraneo è inalienabile waqf islamico”

Alto funzionario del movimento di Abu Mazen minaccia qualunque leader palestinese che osi accettare solo Cisgiordania e Gaza

Il movimento Fatah, che fa capo al presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen, non sta solo dicendo categoricamente "no" al piano di pace proposto dall’amministrazione Trump, ma insiste sul fatto che tutto lo stato d'Israele deve essere "Palestina".

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Violenze spontanee?

Video per ragazzini e proclami pro terroristi fomentano l’ondata in corso di attacchi e aggressioni palestinesi

Tre giorni prima che venissero compiuti tre attacchi terroristici a Gerusalemme e in Cisgiordania con auto e armi da fuoco, l'ex capo dei servizi di sicurezza dell'Autorità Palestinese Tawfiq Tirawi aveva esplicitamente esortato la polizia palestinese a non collaborare con Israele nello sventare atti terroristici.

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Gli israeliani ricordano, per questo non ci credono

Tutti i tentativi di negoziare un accordo e di stabilire frontiere sicure sono stati clamorosamente frustrati: per questo oggi i sostenitori della scommessa "terra in cambio di pace" si ritrovano relegati ai margini della politica israeliana

Di David Horovitz

Gli israeliani, nel loro complesso, non credono che sia possibile fare la pace con i palestinesi, o anche solo separarsi da loro in sicurezza, almeno per il futuro prevedibile.

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