Quel vecchio vizio di giustificare l’odio anti-ebraico

Theodorakis si dichiarava apertamente antisemita, ma per il New York Times erano solo “critiche alle politiche di Israele”

Di Ira Stoll

Il New York Times ha già aggiunto due separate correzioni al suo necrologio di Mikis Theodorakis, descritto come "il famoso compositore greco e agitatore marxista". Ma non ha corretto, almeno fino al momento in cui scriviamo, un altro errore molto significativo.

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Un pezzo della moderna storia di Gerusalemme nella restaurata trincea del Monte Sion

Quando i cecchini giordani bersagliavano le linee di rifornimento prima che Israele riunificasse la città, i genieri israeliani costruirono un camminamento segreto, ora ristrutturato e aperto ai visitatori

Di Aviva e Shmuel Bar-Am

Tra l'indipendenza d'Israele nel 1948 e la conclusione della guerra dei sei giorni del 1967, ci sono stati 19 anni durante i quali una parte di Gerusalemme era sotto il controllo israeliano e un'altra parte, compresa la Città Vecchia e il Muro Occidentale (“del pianto”), era occupata dalla Giordania.

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Ma che diavolo di problema c’è con il concetto di una maggioranza ebraica in Israele?

Il sionismo consiste nella creazione di uno stato democratico a maggioranza ebraica. Da quando in qua quest’idea è diventata indifendibile per la sinistra sionista (e abbandonata dalla destra sionista)?

Di Eric H. Yoffie

Nel difendere la legge israeliana sulla cittadinanza, il ministro degli esteri Yair Lapid ha affermato che essa "mira a garantire una maggioranza ebraica in Israele". Per tutta risposta, Carolina Landsmann ha scritto su questo giornale (Ha’aretz) che "un paese che si sforza di negare a una minoranza qualsiasi la possibilità di diventare maggioranza non è una democrazia".

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Scuole palestinesi: continuare a finanziare il festival dell’odio o esigere testi e programmi di pace?

Benché pieno di lacune e pregiudizi favorevoli, persino un rapporto commissionato dall’Unione Europea conferma che le scuole dell’Autorità Palestinese insegnano violenza e antisemitismo

Di Marcus Sheff

Nell'aprile 2019 la rappresentante della politica estera dell'Unione Europea Federica Mogherini annunciò un'indagine sull'odio e l'istigazione nei testi scolastici palestinesi redatti e usati da insegnanti i cui stipendi sono generosamente sostenuti dall'Unione Europea.

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Per gli antisionisti, la “Palestina” non si ferma affatto alla ex-Linea Verde

Quando i nemici d'Israele parlano di "Territori palestinesi occupati" non intendono solo striscia di Gaza e Cisgiordania, e non occorre conoscere la lingua araba per capirlo

Di Dov Fischer

Dopo che l'azienda di gelati Ben & Jerry's ha annunciato il boicottaggio delle vendite nel "Territorio palestinese occupato", vale la pena dare un'occhiata più da vicino a questo termine.

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La verità è che viviamo tutti in Israele

Nella loro guerra contro libertà democrazia e diritti delle donne, i jihadisti sono pronti a massacrare tutti (a partire dai musulmani deboli e oppressi)

Di Ben-Dror Yemini

L’incontro a Washington fra il primo ministro israeliano Naftali Bennett e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, originariamente programmato per giovedì 26, sarebbe coinciso quasi al minuto con il devastante attentato terroristico all'aeroporto di Kabul.

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Affrontare le ragioni profonde della violenza e criminalità che imperversano nella comunità araba israeliana

La società araba d’Israele non può continuare a dare tutte le colpe al governo senza sforzarsi di adottare drastici cambiamenti culturali ed educativi

Di Janan Bsoul

Un ennesimo omicidio a Rameh, in Alta Galilea, e i social network si riempiono di post di furiosi cittadini arabi israeliani che si scagliano con comprensibile indignazione contro l'inefficacia della polizia, la negligenza del governo e il modo in cui Israele lascia che la sua minoranza araba precipiti in un abisso di violenza e criminalità.

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È tempo che i palestinesi riconoscano l’esistenza di Israele: innanzitutto nel loro interesse

Finché i cosiddetti leader palestinesi continueranno ad alimentare (in arabo) lo slogan senza futuro "dal fiume al mare", i palestinesi non potranno realizzare il sogno di uno stato indipendente

Di Alon Ben-Meir

Sebbene i palestinesi abbiano tutto il diritto di istituire un proprio stato indipendente, nulla ha minato così tragicamente la loro causa agli occhi degli israeliani quanto la pretesa di avere uno stato che si estenda dal fiume Giordano al mar Mediterraneo, che significherebbe l'estinzione definitiva di Israele.

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