I Mondiali in Qatar: una tragedia araba

La prima Coppa del Mondo in Medio Oriente è diventata una farsa internazionale, un'atrocità morale e una metafora del secolo dello sperpero delle ricchezze naturali arabe

Di Amotz Asa-El

Fu uno dei momenti più appassionanti della storia dello sport. Il viso stravolto dal dolore mentre si avviava all'ultimo giro della corsa di 5.000 metri delle Olimpiadi di Helsinki del 1952 dietro ad altri tre corridori, il cecoslovacco Emil Zatopek accelerò improvvisamente, superò uno a uno i tre avversari e vinse la medaglia d'oro.

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I parlamentari arabi israeliani hanno fatto cadere il governo e ora fanno gli offesi

Cosa hanno ottenuto? Alla fine è caduta anche la Knesset e ora avremo un governo con Smotrich e Ben-Gvir e una Knesset senza Meretz né Balad

Di Uri Misgav

Odeh Bisharat è un narratore di talento. Non c'è cuore che non tremi dopo aver letto il suo ricordo delle lacrime della nonna quando fu costretta a lasciare il villaggio di Ma'aloul nell'estate del 1948.

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Il singolare strabismo dell’FBI tra la morte di Abu Akleh e quella di cittadini americani vittime del terrorismo

Washington non fa granché per ottenere l’estradizione di una stragista che si vanta apertamente del suo attentato, ma vuole indagare su un’uccisione accidentale già investigata a fondo da un paese alleato e attendibile

Di Lahav Harkov

Il poster di Ahlam Ahmad al-Tamimi come "Most Wanted Terrorist" (terrorista più ricercata) che campeggia sul sito web dell'FBI la definisce "accusata d’aver preso parte a un attentato suicida del 9 agosto 2001 in una pizzeria a Gerusalemme che ha ucciso 15 persone

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Perché di queste due vittime palestinesi una sola è diventata eroe nazionale

Shireen Abu Akleh è morta in uno scontro con le forze israeliane, Nizar Banat è morto nelle celle della forze di sicurezza palestinesi, ma per noi palestinesi solo la giornalista è diventata un’icona martire della libertà

Di Rajaa Natour

La famosa giornalista palestinese Shireen Abu Akleh, colpita a morte durante un'azione militare israeliana nel campo palestinese di Jenin lo scorso maggio, è diventata un'icona nazionale palestinese.

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Quando si tratta di Israele, la propaganda trionfa sui fatti

Volendo fare un paragone, il più adatto è fra la nakba palestinese e quella dei tedeschi dopo la guerra mondiale: un aggressore che voleva annientare viene sconfitto e coloro che si sono schierati con esso ne hanno pagato il prezzo

Di Ben-Dror Yemini

Il Goethe-Institut di Tel Aviv, un istituto di lingua e cultura tedesca, stava organizzando la scorsa settimana un evento intitolato "L'Olocausto, la Nakba e la memoria culturale tedesca".

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Anche l’Italia ha votato contro la mozione palestinese all’Onu che mira ad affossare ogni possibile negoziato

La mozione contraddice gli accordi firmati fra le parti e vorrebbe imporre le rivendicazioni di una parte sull’altra, spacciando per giuridico un conflitto che è di natura politica

Il primo ministro israeliano Yair Lapid ha affermato che Israele respinge con forza la mozione palestinese (tecnicamente presentata dal Nicaragua) approvata venerdì sera dalla Quarta Commissione dell’Assemblea Generale Nazioni Unite, che chiede alla Corte di Giustizia Internazionale di indicare se l'occupazione israeliana nei territori di Giudea e Samaria (Cisgiordania), rivendicati dai palestinesi, sia da condannare come “annessione illegale”.

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I fatti parlano chiaro: Israele è una democrazia solida e funzionante

Mente sapendo di mentire chi accusa di apartheid un paese i cui cittadini – ebrei, arabi e altri – hanno tutti lo stesso diritto di eleggere ed essere eletti

Fino al 1991 in Sud Africa ai neri è stato negato il diritto di voto alle elezioni nazionali: non c'erano partiti politici neri a cui fosse permesso candidarsi alle elezioni e nessun sudafricano nero veniva eletto al parlamento sudafricano. Era il Sudafrica dell’apartheid.

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Un insulto diplomatico, un abuso del diritto internazionale

Con la Commissione d’Inchiesta permanente, l'Onu porta la sua guerra contro Israele a un nuovo livello. Bisognerebbe tenere conto di questo linciaggio internazionale quando si giudica il comportamento degli elettori israeliani

Di Dore Gold

Ogni tanto i nemici di Israele alle Nazioni Unite intraprendono un'iniziativa il cui chiaro intento è quello di minare la legittimità stessa dello stato ebraico.

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Riflessioni post-elettorali di un elettore di centro

Quando né destra né sinistra sono in grado di offrire un piano di pace concreto e fattibile, fra gli ebrei israeliani prevalgono cautela e diffidenza. Urgono idee innovative per una soluzione del conflitto

Di Zev Farber

Dato che sono un elettore di centro, sostenitore di Yesh Atid sin dall'inizio, e ho intenzione di rimanere tale per il prossimo futuro, voglio cogliere l'occasione dell’analisi del voto per guardare dove abbiamo fallito.

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Elezioni in Israele 2022: ulteriori spunti di riflessione

Preoccupazioni della minoranza e rassicurazioni della maggioranza, votate in realtà da un numero quasi uguale di elettori

I risultati finali delle elezioni del primo novembre hanno messo in risalto un dato sorprendente circa l'entità della sconfitta dei partiti del blocco anti-Netanyahu: il conteggio dei voti in cifra assoluta mostra che solo 30.293 elettori separano i due campi politici contrapposti.

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