Israele ha votato per Netanyahu e Ben-Gvir, dunque che governino

In democrazia l’elettorato ha diritto di vedere al governo i candidati votati dalla maggioranza, e la maggioranza deve garantire la tutela dei diritti di tutte le minoranze, a parole e con i fatti

Editoriale del Jerusalem Post

Israele è andato alle urne e in modo piuttosto insolito ha preso una decisione netta: Benjamin Netanyahu. Niente giudizio sospeso, questa volta; niente pareggio, niente diatribe infinite

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Netanyahu alle soglie del terzo mandato: le ragioni di uno sviluppo sorprendente

Molta acqua è passata sotto i ponti di Israele dalle elezioni del 1992 vinte da Rabin. Per capire il successo della destra bisogna chiedersi: cosa è successo nei trent’anni successivi?

Di Herb Keinon

È tornato, o almeno così pare. Se i risultati verranno confermati dallo spoglio definitivo e i colloqui di coalizione andranno come previsto, il più probabile prossimo primo ministro d’Israele è Benjamin Netanyahu, l'uomo che ha già ricoperto quel ruolo per 15 anni e tre mesi

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La rimonta di Netanyahu, l’affermazione di Ben Gvir

I risultati quasi completi danno il blocco Likud e alleati a 65 seggi, con l'estrema destra destinata a esercitare un'influenza senza precedenti

Di Michael Bachner

Mentre volge al termine lo spoglio delle schede delle elezioni per la Knesset del primo novembre, tutti i segnali indicano una netta affermazione del leader dell'opposizione Benjamin Netanyahu e del suo blocco di partiti di destra, estrema destra e religiosi, un risultato che potrebbe porre fine allo stallo politico

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Levata di scudi di giornalisti arabi e palestinesi a difesa dei colleghi antisemiti che elogiano Hitler

Anziché dire ai colleghi di assumersi le loro responsabilità e non fare le vittime, preferiscono accusare i "sionisti" di voler "mettere a tacere la narrativa palestinese"

Dopo che la scorsa settimana la Thomson Reuters Foundation ha preso l’iniziativa di revocare alla giornalista Shatha Hammad il premio Kurt Schork per il giornalismo internazionale, la stampa palestinese ha immediatamente preso le difese della collega senza dare alcun peso ai suoi post anti-ebraici e filo-hitleriani che hanno causato la decisione della Fondazione.

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Se solo si ascoltasse cosa dicono i terroristi jihadisti palestinesi in guerra perpetua contro Israele e Occidente

“Arafat aiutava sottobanco i jihadisti, Allah ha portato qui gli ebrei perché noi li finissimo, non abbiamo bisogno di quaderni ma di missili, gli iraniani saranno i padroni del mondo dopo aver annientato Israele”

"La Palestina è tutta nostra, anche entro i confini del 48. Vogliamo diffondere la lotta armata dentro Israele"

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