Israele mette i diritti umani al centro delle relazioni internazionali

Alcuni temono che un piccolo paese non possa permettersi di inimicarsi le grandi potenze autoritarie, ma Israele sa che è importante stare dalla parte giusta della storia

Editoriale del Jerusalem Post

Israele è uno dei 47 paesi che hanno firmato questa settimana una dichiarazione in cui si esprime profonda preoccupazione per i diritti umani nella regione autonoma uigura dello Xinjiang, in Cina.

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La Commissione UE ha ripreso a finanziare l’istigazione all’odio nei libri di testo palestinesi

A dispetto delle risoluzioni del Parlamento europeo e delle dichiarate politiche contro l’antisemitismo pubblicate dalla Commissione stessa

Di Lahav Harkov

Dopo 14 mesi di congelamento dei finanziamenti, l’Unione Europea ha bocciato martedì la proposta di trattenere circa il 5% del sostegno finanziario all'Autorità Palestinese alla luce dell'istigazione all’odio antisemita che persiste nei suoi libri di testo.

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Attivista sudafricana: “La sofferenza del mio popolo sotto l’apartheid viene usata per criminalizzare Israele”

Yoseph Haddad, arabo israeliano: “Questi rapporti, prodotti per giustificare budget scandalosamente esagerati e totale mancanza di risultati, rendono l’Onu parte del problema anziché della soluzione”

Di Tovah Lazaroff

La sofferenza dei neri in Sud Africa sotto il regime dell'apartheid è diventata uno strumento antisemita con cui delegittimare Israele. Lo ha affermato l'attivista cristiana nativa di Johannesburg Olga Meshoe Washington.

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All’Onu continua lo show del pregiudizio anti-israeliano

Che credibilità può avere un Consiglio Onu per i diritti umani dove si impancano a giudici paesi come Mauritania Pakistan Somalia e Qatar che hanno leggi che prevedono l’uccisione degli omosessuali?

Editoriale del Jerusalem Post

Non sorprende affatto che il Consiglio Onu per i diritti umani abbia dimostrato, martedì, che continua a essere l'organizzazione faziosa e prevenuta che da tempo conosciamo

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“Perché ho autorizzato la tradizionale sfilata delle bandiere a Gerusalemme”

In questo anno da ministro della pubblica sicurezza ho imparato che, come la criminalità non conosce limiti, non ci sono limiti nemmeno all'estorsione e alle minacce delle organizzazioni terroristiche

Di Omer Bar-Lev

Nell’editoriale di domenica 29 maggio, il giorno della sfilata delle bandiere a Gerusalemme, Ha’aretz diceva che, in quanto ministro israeliano della pubblica sicurezza, non avevo fatto "tutto il possibile per prevenire un'evitabile conflagrazione regionale".

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Quando la “seconda giornalista uccisa da Israele” è una terrorista recidiva

Ghufran Warasneh è stata mortalmente ferita mentre tentava di accoltellare i soldati, un “dettaglio” convenientemente taciuto da innumerevoli attivisti e persino da funzionari Onu

“Un’altra giornalista uccisa" da Israele. Questa la notizia rilanciata da Francesca Albanese, da poco più di un mese nuova “relatrice speciale per le Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel Territori palestinesi occupati”

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Intanto sui mass-media iraniani: minacce di sterminio e indottrinamento antisemita à gogo

“Israele è un cancro da annientare, gli israeliani sono finti ebrei da scacciare”. “La bugia della Shoà è stata inventata dagli ebrei, maestri di menzogna”

In un comizio tenuto lo scorso 29 aprile presso il santuario dell'imam Reza a Mashhad, in Iran, in occasione della Giornata di al-Quds (Gerusalemme), il comandante dalla Forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, generale Esmail Qaani, ha ribadito che Israele è una "crescita cancerosa" che deve essere "cancellata dalla faccia della storia"

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