Perché Trump ha ragione su Gerusalemme

Chi rese la pace più difficile fu Obama, con la risoluzione Onu di un anno fa che criminalizzava la presenza di Israele nelle storiche aree ebraiche della città. Trump ha ripristinato il giusto equilibrio

Di Alan Dershowitz

La decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele è una risposta perfetta alla cieca decisione presa dal presidente Barack Obama di cambiare la politica americana

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Operazione verità su Gerusalemme

La negazione arabo-palestinese della storia e dell’identità ebraica è uno dei maggiori ostacoli che impediscono accordo e convivenza. Ecco perché affermare la verità su Gerusalemme può servire alla pace

Di Emmanuel Navon, Michael Boyden, Reuven Berko, Avi Issacharoff, Haim Shine

ULTIMAORA. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato mercoledì sera che gli Stati Uniti riconoscono ufficialmente Gerusalemme come capitale d'Israele e che trasferiranno la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.

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Israele chieda il riconoscimento della sua sovranità sul Golan

Prima di avanzare altre offerte e concessioni ai palestinesi, Israele esiga l’istituzionalizzazione del suo confine di sicurezza settentrionale

Di Amiram Levin, Kenneth Bandler

Scrive Amiram Levin: L’amministrazione del presidente Usa Donald Trump presenterà presto una propria iniziativa per risolvere il conflitto tra Israele e palestinesi. Nel frattempo in Siria vanno prendendo forma accordi allarmanti tra Stati Uniti, Russia e Iran in merito a spiegamenti di forze non lontano dal confine settentrionale di Israele.

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Raid sulla base iraniana in Siria: affrontare il problema finché è ancora piccolo

Le foto satellitari passate alla BBC erano il cartellino giallo. Poiché l’avvertimento è stato ignorato, Israele ha estratto il cartellino rosso

Di Ron Ben-Yishai, Yoav Limor

Scrive Ron Ben-Yishai: Se è vero che è stata l'aviazione israeliana ad attaccare venerdì scorso il deposito di armi di una base iraniana alla periferia di Damasco, vuol dire che Israele ha dimostrato a tutti gli attori che pescano nel torbido del pantano siriano che i suoi avvertimenti sono da prendere sul serio.

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A 70 anni dal voto Onu sulla spartizione, uno sguardo indietro per guardare avanti

Oggi Israele ha gli strumenti per porre fine al sequestro politico e alla strumentalizzazione delle Nazioni Unite

Di Emmanuel Navon, Eitan Haber

Il 70esimo anniversario della risoluzione delle Nazioni Unite sulla divisione della Palestina britannica offre l’occasione per ridimensionare un mito circa quella risoluzione e ripensare la politica di Israele nei confronti dell'Onu.

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Israele chiede all’Unifil un’azione più incisiva contro le violazioni di Hezbollah in fatto di armi lungo il confine

Lo hanno detto i rappresentati di Gerusalemme ai paesi, fra cui l’Italia, che contribuiscono col maggior numero di caschi blu alla forza Onu nel Libano meridionale

Presentando lunedì la propria posizione ai paesi che forniscono le truppe della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), Israele ha esortato i caschi blu a fare molto di più per ispezionare e denunciare le violazioni di Hezbollah in fatto di armamenti nel Libano meridionale.

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L’intellettuale arabo che dice: Israele è legittimo e degno d’ammirazione

Una posizione ancora oggi più unica che rara, a 70 anni dal rifiuto arabo della spartizione approvata dall’Onu e accettata da parte ebraica

Nel settantesimo anniversario della risoluzione con cui l’Onu, il 29 novembre 1947, raccomandò la fine del Mandato Britannico e la creazione di due stati, uno ebraico e uno arabo (anniversario anche del violento rifiuto arabo che fu all’origine del confitto e di tutte le sue conseguenze), è interessante segnalare una recente intervista, alquanto insolita

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