Biden ha ragione quando respinge lo stato palestinese al Consiglio di Sicurezza

Quattro buoni motivi per cui al momento gli Stati Uniti non riconoscono, e non devono riconoscere, uno stato palestinese

Di James Sinkinson

A fine agosto i palestinesi hanno annunciato che intendono chiedere al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il pieno riconoscimento dello stato palestinese. L'amministrazione Biden ha prontamente chiesto al presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen di abbandonare l'idea, minacciando di porre il veto

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In Iran dovevamo declamare “morte a Israele”, ma sognavamo la libertà

"Quando ho avuto l'opportunità di raccontare al primo ministro israeliano qualcosa del mio paese di nascita, ecco ciò che ho scelto di condividere con lui"

Di Marjan Keypour Greenblatt

"Mi dica qualcosa che non so sull'Iran". La domanda mi ha molto colpito visto che arrivava da Yair Lapid, il primo ministro ad interim d’Israele, mentre ci trovavamo nella piccola sala conferenze accanto al suo ufficio a Gerusalemme.

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Il soldato verosimilmente responsabile della morte di Abu Akleh era convinto di mirare a un terrorista armato

Israele ha condotto un'indagine approfondita e completa sull’uccisione della giornalista di al-Jazeera, ma l’asimmetria mediatica della vicenda garantisce che le accuse di “assassinio intenzionale” verranno rilanciate all’infinito

Ci sono voluti quasi quattro mesi, ma lunedì le Forze di Difesa israeliane hanno diffuso le conclusioni della loro indagine sull'uccisione della giornalista Shireen Abu Akleh: conclusioni – scrive Amos Harel su Ha'aretz – che appaiono come la cosa più ragionevole che si potesse pensare sin dal primo giorno dopo la tragedia.

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Ciò che davvero impedisce la pace

La celebrazione di stragi di ebrei perpetrate vent’anni prima dello stato d’Israele mostra quanto è ancora radicato il rifiuto palestinese di riconoscere la storia autoctona del popolo ebraico in Terra d'Israele

Di Emily Schrader

L'Autorità Palestinese è nota per la sua celebrazione del terrorismo: intitola piazze e scuole nel nome di assassini, versa vitalizi ai terroristi e alle loro famiglie premiandoli per le loro imprese di sanguinosa violenza, distribuisce dolci per le strade per festeggiare stragi e attentati.

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Sopravvissuto alla Shoà, scampato alla strage delle Olimpiadi di Monaco

Shaul Ladany, rinchiuso da bambino a Bergen-Belsen e sfuggito per un soffio ai terroristi palestinesi: “Noi siamo ancora qui: non solo come individui, ma anche come paese"

Lo chiamano il sopravvissuto estremo: Shaul Ladany è sopravvissuto a un campo di concentramento nazista ed è scampato al massacro di 11 suoi compagni atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972.

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Affermare che Israele non ha diritto di esistere rimane la massima priorità dell’Autorità Palestinese. E questo è un problema

La mobilitazione a difesa delle menzogne di Abu Mazen sui “50 Olocausti” ha messo ancora una volta in luce i "sette pilastri" della falsa narrativa palestinese

Di Yossi Kuperwasser

Nel trambusto generato dalle sue recenti dichiarazioni sui "50 Olocausti" che Israele avrebbe compiuto contro i palestinesi, il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen ha trovato sostegno praticamente universale da parte delle istituzioni palestinesi e del palestinese “della strada".

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Il brutto volto antisemita del sostegno pro-palestinese

Di fronte alla fandonia di Abu Mazen sui "50 Olocausti" commessi da Israele, il cancelliere Scholz è rimasto senza parole: si vede che non ha mai letto nemmeno una parte della tipica retorica filo-palestinese sui social network

Di Fred Maroun

Alcuni giorni fa il governo canadese ha tagliato i fondi a un cosiddetto gruppo antirazzismo dopo che è stato rivelato che un membro del gruppo aveva pubblicato materiale antisemita sui social network. Il membro in questione, il "consulente senior" Laith Marouf, aveva twittato: "Conoscete tutti quei sacchi di feci umane starnazzanti, vale a dire i suprematisti bianchi ebrei.

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L’Unrwa non merita ulteriori finanziamenti se non cambia completamente metodi e obiettivi

Onu e ideologia palestinese promuovono la condizione di “profughi eterni”, anche dentro lo “stato palestinese” che vorrebbero creare senza accordo né pace con Israele

Editoriale del Jerusalem Post

Giovedì scorso, mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite teneva il suo abituale dibattito mensile sul conflitto israelo-palestinese, il commissario generale dell'Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi) Philippe Lazzarini ha lanciato un severo avvertimento

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Il vero successo del sionismo (e le sfide del futuro)

Lo straordinario successo del sionismo consiste nell’essere riuscito a persuadere gli ebrei che arrivarono qui per necessità a diventare sionisti e israeliani per scelta, facendo di Israele la loro casa democratica e pluralistica

Di Dan Schueftan

Nel 125esimo anniversario del Primo Congresso Sionista è tempo di fare il punto su quanto è avvenuto finora. La rivoluzione sionista in corso è una delle pochissime di quell'epoca che sia effettivamente riuscita a realizzare un cambiamento radicale, allo stesso tempo evolvendosi costantemente di fronte alle nuove sfide.

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