Amnesty vuole farci fessi (e cancellare lo stato ebraico)

L’ultima volta che gli ebrei vennero definiti una “razza” fu da parte dei nazisti. Adesso lo fa anche Amnesty

Di Marco Paganoni

I rappresentanti di Amnesty e i loro apologeti sanno benissimo – e ammettono – che le politiche d’Israele, dentro e fuori il paese, non hanno nulla a che vedere con il regime di apartheid sudafricano, e che è ridicolo anche solo pensarlo.

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L’HaTikvà suonata in un paese arabo manda in bestia gli odiatori di Israele

Solo nello stralunato mondo dell'odio ossessivo verso lo stato ebraico, l'esecuzione di un inno nazionale per salutare la pace e l'amicizia tra le nazioni viene investito da critiche così virulente

Di Salo Aizenberg

Il presidente d'Israele Isaac Herzog si è recato di recente in visita ufficiale negli Emirati Arabi Uniti, consolidando la nuova era di pace dopo la firma degli storici Accordi di Abramo nel settembre 2020.

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Il nuovo missile iraniano che evoca il massacro degli ebrei di Khaybar

E’ un caso se il "Demolitore di Khaybar" riecheggia lo slogan “Ricordate Khaybar, o ebrei, l'armata di Maometto tornerà” tipico delle manifestazioni islamiste antisemite?

La tv di stato iraniana ha rivelato un nuovo missile di fabbricazione nazionale che ha una gittata di 1.450 chilometri, il che significa che potrebbe raggiungere Israele dall'Iran occidentale (il punto più vicino di Israele all'Iran è a circa 1.000 chilometri di distanza).

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L’israeliana araba drusa che presenta agli ebrei americani “un altro Israele”

Gadeer Kamal Mreeh non è il solito inviato dell'Agenzia Ebraica. Tanto per cominciare, non è ebrea. Ma questa ex parlamentare e giornalista tv è abituata ad aprire strade nuove

Di Judy Maltz

Non molto tempo dopo aver assunto il suo nuovo incarico a Washington, Gadeer Kamal Mreeh stava facendo una passeggiata con la sua famiglia nel Great Falls Park quando ha visto che il figlio più piccolo correva avanti su un tratto di sentiero un po’ pericoloso.

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La “soluzione finale” dell’Onu alla questione israeliana

Per la campagna di delegittimazione dello stato ebraico da parte dell'organismo internazionale, lo stato ebraico non solo non ha il diritto di difendersi ma non ha nemmeno il diritto di esistere

Di Clifford D. May

Gli storici di solito fanno risalire l'inizio dello sterminio della Shoà al giugno del 1941 quando le truppe tedesche invasero l'Unione Sovietica e iniziarono a identificare i civili ebrei, a metterli in fila e a fucilarli a migliaia.

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Scampata ai nazisti, uccisa dai terroristi palestinesi

Naomi Perlman, 91 anni, non è sopravvissuta alle ferite riportate lo scorso maggio nella sua casa di Ashkelon centrata da un razzo di Hamas (che si vantò d’aver ucciso dei “coloni”)

Naomi Perlman, una 91enne sopravvissuta alla Shoà e residente ad Ashkelon, nel sud di Israele, è morta domenica a causa delle gravi ferite riportate lo scorso 10 maggio quando la sua casa venne colpita in pieno da un razzo di Hamas lanciato dalla striscia di Gaza.

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La calunnia di Amnesty che vuole la distruzione dello stato ebraico

L'accusa di apartheid è infondata e diffamatoria: molto dannosa per l’immagine di Israele agli occhi di chi ci crede; devastante per la credibilità di Amnesty agli occhi di sa come stanno in realtà le cose

Di David Horovitz

No, Amnesty. Israele non pratica l'apartheid contro i palestinesi: non lo fa, come ridicolmente sostiene l’ultimo calunnioso rapporto di Amnesty, all’interno di Israele stesso; non lo fa nella striscia di Gaza gestita da Hamas; e nemmeno nella realtà profondamente problematica della Cisgiordania

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Amnesty distorce la mia identità araba pur di calunniare Israele

I palestinesi vivono sotto il controllo dell'Autorità Palestinese in Cisgiordania o sotto il controllo del gruppo terroristico Hamas a Gaza. E noi arabi israeliani?

Di Yoseph Haddad

Sono un arabo israeliano cresciuto a Nazareth e il recente rapporto di Amnesty International cerca di distorcere la mia identità. Il documento di oltre 200 pagine fa costantemente riferimento a un "apartheid" contro i "cittadini palestinesi d'Israele", senza fare distinzione tra arabi israeliani e palestinesi.

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