“Caro Herzl, il tuo sogno si è realizzato”

Oggi lo stato ebraico va ben al di là di tutto ciò che avrebbe mai potuto immaginare un ebreo nel 1897, foss’anche un visionario come il fondatore del sionismo

Di Yaakov Hagoel

Caro Theodor Herzl, 125 anni dopo il Primo Congresso sionista, ebrei originari di decine di paesi diversi sono tornati a riunirsi a Basilea. Questa volta, però, lo hanno fatto partendo dal “regno” ebraico che tu avevi sognato.

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Intanto, sui mass-media palestinesi: il progetto di distruggere Israele ed ebrei, logori stereotipi dell’antisemitismo religioso

“Israele cesserà di esistere grazie ai combattenti di Fatah”. “La rinascita del Califfato segnerà la fine dell'entità sionista” e “l’uccisione di tutti gli ebrei che vi si trovano”. “Gli ebrei, assassini di profeti, perseguitarono Gesù e mentono sui luoghi santi”

Jalal Abu Shihad, esponente nel Libano meridionale di Fatah (la fazione che fa capo ad Abu Mazen), ha dichiarato in un'intervista del 23 luglio 2022 ad Awda TV (dell’Autorità Palestinese) che Israele cesserà di esistere per mano dei combattenti e dei politici palestinesi”:

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Le lacrime di Roger Waters metterebbero in imbarazzo persino i coccodrilli

Il faro mondiale della giustizia, campione del movimento BDS, è un ipocrita arrogante e ignorante. E Gideon Levy è il suo portavoce a tempo pieno

Di Uri Misgav

“Ieri Roger Waters ha pianto – ha scritto ispirato l’editorialista Gideon Levy su Ha’aretz in un articolo intitolato ‘Quando Roger Waters pianse’ – Era sul suo Twitter e nessuna persona decente potrebbe rimanere impassibile vedendo piangere questo musicista. Waters, il gigante della coscienza”.

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Perché Abu Mezen si è ben guardato dall’esprimere rammarico per il massacro alle Olimpiadi di Monaco

La verità è che da decenni Autorità Palestinese e Fatah si gloriano di quella strage considerata un fiore all'occhiello della “resistenza” palestinese

Di Nan Jacques Zilberdik

Come è ormai noto, durante una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz in Germania è stato chiesto al presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen se non intendesse scusarsi per il massacro delle Olimpiadi di Monaco di cinquant’anni fa

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Il problema non è solo ciò che Abu Mazen ha detto sulla Shoà, ma ciò che non ha detto su Monaco

Il presidente palestinese rappresenta un ulteriore tassello del più grande successo palestinese: quello d’aver annientato il campo per la pace israeliano e con esso ogni possibilità di compromesso

Di Uri Misgav

Mettiamo da parte per un momento la Shoà, anche se è difficile. Dopotutto, il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen in passato ha già flirtato in modo aggressivo con la negazione dell'Olocausto.

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Il reiterato negazionismo di Abu Mazen è un serio problema (e servono a poco le insincere ritrattazioni)

CNN, BBC, New York Times & company riporteranno la rettifica e passeranno oltre. Gli israeliani no, e si fideranno sempre meno. Ma ci sarà sempre chi dice che sono loro gli intransigenti

Di Herb Keinon

Si consideri questa notizia tratta dal sito web della BBC: "Il leader palestinese Abu Mazen si è scusato per le osservazioni che ha fatto sul popolo ebraico e sull'Olocausto. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio... ha definito l'Olocausto come ‘il crimine più efferato della storia’."

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Abu Mazen, il doppio negazionista

Imbevuto della propria stessa propaganda, in una sola frase il presidente palestinese ha giustificato la strage alle Olimpiadi di Monaco e minimizzato la Shoà ai limiti dell’irrisione

La minimizzazione, banalizzazione e negazione della Shoà nella propaganda e pubblicistica palestinese è talmente martellante, e l’abitudine ad atteggiarsi a vittime di un immaginario genocidio talmente pervasiva, che il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen non si è nemmeno reso conto, sul momento, dell’enormità che stava dicendo

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Carristi israeliani sospendono il tiro appena scorgono una bambina presso l’obiettivo terroristico

Un altro filmato che documenta il comportamento etico delle Forze di Difesa israeliane

Le Forze di Difesa israeliane hanno diffuso venerdì un video girato nel pomeriggio dello scorso 5 agosto in cui si vede una bambina palestinese che si arrampica per gioco sulla scaletta di una postazione di osservazione e cecchinaggio della Jihad Islamica Palestinese al confine fra striscia di Gaza e Israele

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