Hamas ha pagato i famigliari della neonata deceduta perché affermassero il falso

Per l’ennesima volta, gran parte della stampa mondiale è volonterosamente caduta nella trappola mediatica dei terroristi. Ma ormai il danno è fatto

Un 20enne palestinese incriminato per terrorismo ha rivelato agli inquirenti israeliani che il capo di Hamas, Yahya Sinwar, ha pagato perché i famigliari affermassero falsamente ai mass-media che la neonata Layla Ghandour era morta per inalazione di gas lacrimogeni.

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La maggioranza automatica anti-Israele all’Onu non è più tanto automatica

Solo ricorrendo a manovre procedurali, palestinesi e paesi arabi hanno salvato Hamas dalla condanna dell'Assembvlea Generale

"Questa risoluzione attribuisce tutte le colpe a Israele e non cita nemmeno una volta Hamas". Con queste parole l'ambasciatrice degli Stati Uniti dell'Onu, Nikki Haley, ha stigmatizzato il testo che i 193 membri dell’Assemblea Generale sono stati chiamati a votare mercoledì sera.

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Primo, tenere le mani dei dittatori lontane dalle armi nucleari

La portata positiva dello storico summit Trump-Kim è tutta da verificare, ma un dittatore con l’atomica è comunque peggio di uno senza atomica

Di Uri Heitner

Lo storico incontro tra il presidente degli Stati Uniti e il leader della Corea del Nord è una buona notizia per tutti coloro che auspicano la pace nel mondo. È meglio parlare che sparare, negoziare anziché minacciare.

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Photogallery: Quando si dice “fare terra bruciata”

Dopo aver devastato le coltivazioni e le serre lasciate dagli israeliani nella striscia di Gaza, i “liberatori della Palestina” inceneriscono campi e riserve naturali dentro Israele

La macchina fotografica non può trasmettere l'odore del fumo, né la sensazione di rabbia, dolore e impotenza. Ma può fedelmente immortalare la realtà della vita nelle comunità israeliane nei pressi del confine con la striscia di Gaza

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Congelati per legge i fondi che l’Autorità Palestinese versa ai terroristi

Il presidente della Commissione esteri e difesa: “Non dobbiamo più permettere che Israele sia un anello nella catena di pagamenti che alimenta e incentiva il terrorismo”

"Ci sono due modi per trovare un impiego presso l'Autorità Palestinese – ha scritto lunedì Avi Dichter – Il primo richiede di presentare una domanda e sostenere gli esami necessari. Supponendo che l'Autorità Palestinese decida di assumervi, la paga tuttavia non è molto buona.

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Alle campagne di odio, Israele risponde con gesti di pace

L’Iran grida “morte a Israele”, Israele risponde aiutando il popolo iraniano a sopravvivere alla siccità. E ai palestinesi di Gaza dice: “Voi bruciate, noi piantiamo nuovi alberi”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha offerto le competenze idriche d’Israele alla popolazione iraniana che si trova ad affrontare, a quanto risulta, un vero disastro ambientale a causa della cattiva gestione della siccità che colpisce da anni tutta la regione.

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Inutile illudersi che povertà e disperazione siano le cause del terrorismo

Come dimostrano dati e ricerche, è vero il contrario: è la violenza endemica generata dall’estremismo che causa crisi economica e umanitaria

Di Akiva Bigman, Efraim Karsh

Scrive Akiva Bigman: Uno degli argomenti più ripetuti come motivazione alla base della recente ondata di violenze al confine fra Gaza e Israele è la pesante condizione e la disperazione della oppressa popolazione nella enclave controllata da Hamas.

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Perché Hamas ha lasciato perdere la Giornata della Naksa e punta invece sulla Giornata di al-Quds, voluta dall’Iran

Un ulteriore segnale della penetrazione di Teheran nella regione

Di Seth j. Frantzman

La iraniana Press TV sta promuovendo con forza l’imminente "Giornata di al-Quds" (di Gerusalemme) come il più importante evento annuale di solidarietà coi palestinesi "sotto occupazione israeliana". Nel frattempo Hamas ha considerevolmente smorzato le proteste che erano previste per martedì, la "Giornata della Naksa", adeguandosi all'agenda imposta da Teheran.

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A Gerusalemme ci sono già molte rappresentanze diplomatiche… per il palestinesi

Evidentemente tanti stati del mondo portano più rispetto per i sentimenti nazionali palestinesi che per quelli degli ebrei

Di Baruch Stein

Quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò l’intenzione di trasferire l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme era chiaro che quel gesto simbolico, che personalmente non ritenevo necessario, avrebbe causato un’ondata di polemiche diplomatiche.

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