La trappola di Hamas in cui è caduta (volentieri) la Corte Penale Internazionale

Perché mai una Corte dovrebbe rispettare le sue stesse regole o preoccuparsi del contesto e della credibilità delle parti?

Editoriale del Jerusalem Post

La Corte Penale Internazionale ha dimostrato ancora una volta di essere non solo irrimediabilmente inefficace, ma anche gestita da persone che non vedono il contesto delle cose e tendono a fare più danni che benefici

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Cari vicini, la colpa non è di Israele: è di Hamas

Guardatevi attorno: ovunque abbia preso il sopravvento l'islamismo estremista, il risultato è distruzione e rovina

Di Ben-Dror Yemini

Cari vicini, vivete da anni in gravi difficoltà, lo sappiamo. Non è vero che non ci importa. Sentiamo la vostra sofferenza. Vorremmo che i nostri vicini potessero vivere nel benessere, nella prosperità e con un futuro migliore per sé e per i propri figli.

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La nuova strategia di Hamas

Niente di tutto questo ha a che fare con una reale preoccupazione per il futuro del popolo palestinese. La parola "ritorno" dice tutto

Editoriale del Jerusalem Post, Jonathan S. Tobin

I palestinesi che hanno organizzato la cosiddetta "marcia del ritorno" dicevano che le dimostrazioni lungo le recinzioni di confine che separano Israele dalla striscia di Gaza sarebbero state pacifiche, con tanto di eventi culturali e danze popolari

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Nel caso qualcuno l’avesse dimenticato, ecco a cosa mira la “marcia del ritorno” di Hamas

I terroristi che comandano a Gaza non fanno mistero del loro obiettivo di distruggere Israele: dopo attentati suicidi, razzi sui civili, tunnel per infiltrazioni, ora è la volta delle marce sul confine

Di David Horovitz, Fred Maroun

Giusto nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, nel 2005 Israele si è ritirato unilateralmente dalla striscia di Gaza sulle linee precedenti la guerra del ‘67

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Magari la (mezza) crisi finanziaria dell’Unrwa la spingesse ad abrogare il suo vergognoso apartheid

Milioni di palestinesi – cittadini giordani in Giordania o dello "stato palestinese" riconosciuto dall’Onu – vengono trattati come “profughi” (cosa che non sono sotto nessun profilo) e condannati all’alienazione

Di Evelyn Gordon

L'Unrwa, l'agenzia Onu incaricata di prendersi cura dei profughi palestinesi e dei loro discendenti in perpetuo, sta affrontando una crisi finanziaria.

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