Per l’Autorità Palestinese, gli ebrei sono “conquistatori stranieri da sconfiggere”

Un video musicale della tv di Abu Mazen ripropone le menzogne tipiche della fittizia storiografia della propaganda palestinese

In un video musicale che dal 2012 è stato trasmesso centinaia di volte sulla tv ufficiale dell’Autorità Palestinese (l’ultima volta lo scorso 6 giugno) e sulla tv di Fatah Awdah, si vede una donna palestinese costretta a fuggire da tutta una serie di aggressive figure maschili che rappresentano varie forme di dominio straniero, fino alla salvezza finale.

La donna, che rappresenta una immaginaria ed eterna “Palestina araba e islamica” – come chiarisce l’immagine iniziale della Cupola delle Roccia – corre per mettersi in salvo prima da un centurione romano, poi da un cavaliere crociato, quindi da un ufficiale del Mandato britannico e infine da un ebreo sionista che le getta addosso con disprezzo una sigaretta accesa. Alla fine del video (che curiosamente glissa su 400 anni di dominio islamico turco-ottomano), la donna viene tratta in salvo da una figura maschile a cavallo che – spiega Palestinian Media Watch in un comunicato-stampa – intende rappresentare l’imminente salvatore musulmano che libererà la Palestina dal dominio straniero, compreso quello ebraico-israeliano.

Il video rappresenta un ennesimo esempio della riscrittura e del travisamento della storia che caratterizza l’indottrinamento palestinese. E’ appena il caso di ricordare che, quando l’Impero romano sottometteva il regno ebraico in Terra di Israele e schiacciava le successive rivolte ebraiche (scrivendo sulle sue monete “Judaea capta”), non c’era nel paese nessun arabo musulmano. Ed è appena il caso di ricordare che l’islam non esisteva nemmeno ai tempi dell’Impero romano, e che furono gli invasori arabi del VII secolo e.v. a portare la loro nuova fede in questa regione.

Soprattutto, il video è l’ennesima dimostrazione della visione palestinese del popolo ebraico come di un soggetto estraneo alla regione al pari degli invasori romani o britannici che un tempo l’hanno governata, ignorando e cancellando completamente la storia plurisecolare e il patrimonio ebraici in terra d’Israele.

Questo travisamento della storia è perfettamente coerente con un’altra tipica menzogna della propaganda palestinese (non solo anti-ebraica, ma anche anti-cristiana): quella che descrive Gesù di Nazareth come un palestinese (arabo-musulmano).

Va anche ricordato il continuo riferimento, nella propaganda palestinese come in questo video, al trionfo delle forze del Saladino sui crociati, che portò al crollo del Regno cristiano. Un riferimento che viene esplicitamente usato, nell’indottrinamento anti-israeliano, per sostenere che anche l’impresa sionista, paragonata a quella dei crociati, è destinata prima o poi a soccombere e scomparire grazie all’ostinazione e all’intransigenza degli arabi-musulmani. Si noti che il Saladino, sultano d’Egitto Siria e Hijaz, non usò la sua vittoria per creare un’entità indipendente araba-palestinese, che non è mai esistita né allora né dopo.

(Da: Jerusalem Post, israele.net, 15-22.6.20)