Pubblicato il programma della lista di Benny Gantz e Yair Lapid

Negoziati senza ritiri unilaterali, mantenimento delle posizioni strategiche, misure per la moralità pubblica, investimenti in sanità e istruzione, tutela degli stili di vita laico e religioso

Il logo della lista Kahol Lavan (Blu Bianco)

La nuova lista centrista Kahol Lavan (Blu Bianco), data in testa nei sondaggi per le elezioni del 9 aprile, ha pubblicato mercoledì la sua attesa piattaforma programmatica presentando le proprie posizioni su importanti questioni politiche in un dettagliato documento che spazia dalla promessa di mantenere il controllo israeliano sui principali blocchi di insediamenti, a una serie di proposte che sfidano gli ambienti ultra-ortodossi della società israeliana sulle questioni relative al rapporto stato/religione. Nell’introduzione, il manifesto di 45 pagine si propone di affrontare “tutte le questioni essenziali che riguardano lo stato d’Israele e i cittadini d’Israele, dando corpo al diritto dei cittadini israeliani di vivere in dignità, sicurezza, prosperità e libertà”.

La lista Blu e Bianco è stata formata il mese scorso dalla fusione del partito Hosen L’Yisrael (Resilienza d’Israele) creata dall’ex capo di stato maggiore Benny Gantz e il partito centrista Yesh Atid (C’è un futuro) di Yair Lapid, oltre a Telem di Moshe Ya’alon, anch’egli ex capo di stato maggiore ed ex ministro della difesa. La piattaforma di Blu e Bianco include varie proposte su questioni sia di politica interna sia di politica estera e di sicurezza, anche se in misura diversa.

La leadership della lista Blu e Bianco

Sul piano diplomatico, il documento afferma che “non vi sarà un secondo disimpegno [unilaterale]” perché “le mosse unilaterali portano il nemico alla conclusione che può piegarci con lo scontro violento”. “Qualsiasi decisione politica di portata storica – si aggiunge – sarà sottoposta a un referendum popolare o approvata dalla Knesset con una maggioranza qualificata”. Il termine “soluzione a due stati” non appare nella carta, né la locuzione “stato palestinese”, in quello che appare come uno sforzo di persuadere gli elettori di destra. Fonti interne alla lista hanno detto a YnetNews che su questo punto c’è stata discussione tra l’anima di destra e quella di sinistra. “In ogni caso – ha aggiunto la fonte – non vi è alcuna possibilità concreta di istituire uno stato palestinese nel prossimo futuro, e quindi abbiamo deciso di attenerci a un programma che fosse pragmatico”.

Oltre a escludere un disimpegno unilaterale dalla Cisgiordania, il documento afferma che non vi sarà alcun ritiro del controllo israeliano su quattro aree strategiche: i principali blocchi di insediamenti, la Valle del Giordano, Gerusalemme e le alture del Golan. Queste ultime, in particolare, vengono definite “parte inseparabile e non negoziabile dello stato d’Israele”.

“Soprattutto – afferma Blu e Bianco in aperta critica all’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu – Israele manca di una leadership politica proattiva che agisca nel senso di trarre vantaggio dalle opportunità e modificare la realtà, sia nella regione sia all’interno dei nostri confini”.  Riguardo al conflitto con i palestinesi, il documento afferma: “Promuoveremo una conferenza regionale con i paesi arabi che perseguono la stabilità e approfondiremo il processo di separazione dai palestinesi, pur preservando senza compromessi gli interessi di sicurezza dello stato d’Israele e la libertà di azione ovunque delle Forze di Difesa israeliane”.

La guerra civile in Siria vista dal Golan israeliano (foto d’archivio)

Circa l’integrità della vita politica, una delle misure che la lista intende promuovere è quella di limitare la durata di un primo ministro a due mandati quadriennali consecutivi, e comunque non più di tre in totale.

Per quanto riguarda l’istruzione, Blu e Bianco vorrebbe allungare gradualmente la giornata scolastica, sovvenzionare asili nido, migliorare lo status degli insegnanti e rafforzare i movimenti giovanili.

La piattaforma della lista ha poi parole severe sulle sovraffollate condizioni dei servizi sanitari nazionali, accusando l’attuale governo di non riuscire a pianificarli adeguatamente in fatto di personale medico, budget e “privatizzazione strisciante”. Si propone invece di “aumentare gli investimenti nelle strutture e nei servizi sanitari pubblici” promettendo di aggiungere 12,5 miliardi di shekel nei prossimi cinque anni.

La piattaforma di Blu e Bianco prende una posizione netta a sostegno di riforme che l’attuale governo ha abbandonato per assecondare i voleri delle sue componenti ultra-ortodosse, come i trasporti pubblici di Shabbat e l’opzione d’apertura di sabato dei mini-market. La sezione del documento sui rapporti stato/religione afferma che la lista “preserverà l’identità ebraica dello stato insieme alla realizzazione del diritto di ogni persona e comunità di plasmare il proprio stile di vita in libertà e tolleranza”. In questo senso, la piattaforma promette anche di promuovere una legislazione che preveda unioni civili e maternità surrogata per coppie dello stesso sesso. La piattaforma include anche l’impegno ad attuare un accordo già raggiunto, ma attualmente congelato, per l’ampliamento della sezione di preghiera “a uso pluralistico” al Muro Occidentale (“del pianto”) di Gerusalemme e l’istituzione per la prima volta di un organismo composto da rappresentanti delle correnti non ortodosse dell’ebraismo per la supervisione del sito.

Circa la controversa legge sullo stato nazionale del popolo ebraico (approvata lo scorso luglio), Blu e Bianco afferma che intende “garantire che il valore dell’eguaglianza sia sancito da una Legge Fondamentale”, senza specificare se intende emendare la legge attuale o affiancarle una nuova.

(Da: Times of Israerl, YnetNews, 6.3.19)