Sezione: Attualità

Luce verde al governo di coalizione Netanyahu-Gantz

La Corte Suprema ha respinto le petizioni, la Knesset ha proposto a maggioranza il premier uscente e il presidente Rivlin ha conferito l’incarico al leader del Likud scongiurando una quarta tornata elettorale

La Corte Suprema israeliana ha respinto all'unanimità, mercoledì sera, una serie di petizioni volte a impedire l’incarico a Benjamin Netanyahu di formare il nuovo governo, a causa delle incriminazione a suo carico, e a bloccare l'accordo di coalizione firmato lo scorso 20 aprile da Netanyahu e dal leader del partito Blu-Bianco Benny Gantz.

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Nel mondo arabo, il lockdown continuerà a lungo dopo il coronavirus

Odio e violenza, alimentati da fanatismo religioso razzismo antisemitismo e xenofobia, sono il vero blocco che impedisce al Medio Oriente di funzionare come una società moderna e tollerante

Di Fred Maroun

Quando è iniziato il lockdown, la chiusura sociale causata dall’epidemia di covid-19, immediatamente sono stato assalito dall’angoscia di ritrovarmi nella guerra civile libanese da cui sono venuto via 36 anni fa.

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Rispetto per la Corte

Israele deve preservare le sue istituzioni democratiche e garantire che lo stato di diritto perduri a prescindere da chi è alla guida del paese

Editoriale del Jerusalem Post

Domenica la Corte Suprema d’Israele si è riunita in sessione allargata a undici giudici, guidati dalla presidente Esther Hayut, per esaminare una petizione circa la legalità o meno del fatto che venga incaricato di formare la coalizione di governo il primo ministro ad interim Benjamin Netanyahu, incriminato in tre presunti casi di corruzione, frode e abuso d’ufficio.

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Come sarebbe il mondo senza lo stato di Israele?

Molti danno per scontata l’esistenza dello stato ebraico. Ma se tanti ancora lo desiderano morto, vale la pena pensare a quanto sarebbe pericolosa la vita per gli ebrei, e non solo per loro, senza di esso

Di Jonathan S. Tobin

Ciò che gli studiosi chiamano storia contro-fattuale è l’equivalete della fantascienza per coloro che, anziché speculare sul futuro, amano immaginare le conseguenze se nel passato le cose fossero andate diversamente.

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Giorno della Shoà e Giorno dei Caduti: il prima e il dopo dell’indipendenza ebraica

Il messaggio è semplice e forte: senza quei soldati che hanno combattuto, e che continuano a combattere anche oggi, non avremmo né libertà né indipendenza

Editoriale del Jerusalem Post

Sarà un Israele molto diverso dal solito quello che rimarrà sull'attenti, al suono delle sirene alle undici di martedì mattina, per un minuto di raccoglimento nella Giornata dedicata alla Memoria dei caduti in guerra e per terrorismo.

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