Sezione: Attualità

La democrazia israeliana è in pericolo, ma non per i motivi che pensate

Il governo ha ottenuto la maggioranza con elezioni libere e corrette, ma avere la maggioranza non conferisce poteri illimitati. La vera minaccia è l’escalation dello scontro fra gli estremi e la perdita di fiducia nella capacità dello stato repubblicano di preservare unità sociale e nazionale

Di Benjamin Kerstein

Mentre scrivo queste righe, nella vicina piazza Habima di Tel Aviv si va spegnendo l’eco della manifestazione di migliaia di israeliani che si sono radunati per esprimere la loro opposizione all'attuale governo e in particolare al piano di riforma giudiziaria

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Unione Europea e Occidente stanno finalmente aprendo gli occhi sulla vera natura del regime iraniano

Solo pochi anni fa Israele appariva isolato nel denunciare le minacce di Teheran

Di Seth J. Frantzman

Fino a pochi anni fa i diplomatici iraniani venivano ricevuti coi tappeti rossi in varie località d'Europa. Javad Zarif, allora ministro degli esteri iraniano, si vantava che lui e altri rappresentanti iraniani erano "tutti Guardie Rivoluzionarie” (pasdaran).

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Governo della maggioranza e diritti delle minoranze

Il delicato equilibrio fra democrazia e libertà civili – oggi al centro di un acceso scontro politico in Israele – spiegato da un grande giurista americano

Di Alan Dershowitz

Nel dibattito in corso sui progetti di riforma volti a diminuire i poteri della Corte Suprema d’Israele, si fa molta confusione circa l’effetto che avrebbero sulla democrazia in quanto distinta da diritti delle minoranze e libertà civili.

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20esima edizione dell’Israeli Democracy Index: cala la fiducia degli israeliani nelle istituzioni del paese

In diminuzione anche la fiducia nella Corte Suprema, che tuttavia resta molto più alta rispetto a partirti e Knesset (ai quali la prospettata riforma conferirebbe la facoltà di prevalere)

Editoriale del Jerusalem Post

Siamo abituati a vedere pubblicati di tanto in tanto i risultati di sondaggi che mostrano quanto, nonostante tutte le difficoltà, gli israeliani siano generalmente felici della loro vita e del loro paese.

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I terroristi adolescenti palestinesi non sono “bambini innocenti”

Solo nel periodo 2000-2003 vi furono 29 attacchi suicidi, 40 tentativi di attentato suicida e 22 attacchi con armi da fuoco tutti opera di palestinesi minori di 18 anni

Di Stephen M. Flatow

Mi è già capitato di scrivere circa la follia di trattare tutti i terroristi arabi palestinesi adolescenti come se fossero bambini innocenti. Ora abbiamo davanti agli occhi un altro esempio concreto di quali siano i pericoli di cui stiamo parlando.

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Herzog: ricomporre la lacerazione prodotta nel paese dalla prospettata riforma della Corte Suprema

Il presidente d’Israele afferma che sta facendo tutto il possibile per mediare un accordo sulla riforma giudiziaria che sia accettabile per tutti

Il presidente d’Israele Isaac Herzog ha confermato, domenica mattina, che sta cercando di trovare una soluzione di compromesso allo scontro innescato nel paese dalle riforme giudiziarie prospettate dal governo di Benjamin Netanyahu.

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Quando l’Unione Europea raggira gli israeliani e vìola gli accordi che essa stessa ha firmato

Con il pretesto dell’assistenza umanitaria, l’UE dichiara nero su bianco di voler aiutare i palestinesi con “mezzi politici e finanziari” a impossessarsi dell'Area C a scapito del negoziato

Di Jenny Aharon

Secondo un documento “confidenziale da non far circolare”, redatto dalla missione UE a Gerusalemme est e trapelato il mese scorso, l'Unione Europea progetta di aiutare i palestinesi a impossessarsi dell'Area C (in Cisgiordania) nonostante abbia sempre affermato di attenersi a una posizione imparziale, rispettosa del diritto e degli Accordi firmati.

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In democrazia la maggioranza è autorizzata a governare, ma deve anche ascoltare critiche e obiezioni

Se e quando necessarie, riforme fondamentali come quella del sistema giudiziario vanno fatte perseguendo il più ampio dialogo e consenso possibile

Editoriale del Jerusalem Post

Migliaia di israeliani sono scesi in pizza, sabato sera a Tel Aviv, per protestare con toni molto accesi contro la riforma giudiziaria proposta dal ministro della giustizia Yariv Levin

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