Sezione: Attualità

Affermare che Israele non ha diritto di esistere rimane la massima priorità dell’Autorità Palestinese. E questo è un problema

La mobilitazione a difesa delle menzogne di Abu Mazen sui “50 Olocausti” ha messo ancora una volta in luce i "sette pilastri" della falsa narrativa palestinese

Di Yossi Kuperwasser

Nel trambusto generato dalle sue recenti dichiarazioni sui "50 Olocausti" che Israele avrebbe compiuto contro i palestinesi, il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen ha trovato sostegno praticamente universale da parte delle istituzioni palestinesi e del palestinese “della strada".

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Il brutto volto antisemita del sostegno pro-palestinese

Di fronte alla fandonia di Abu Mazen sui "50 Olocausti" commessi da Israele, il cancelliere Scholz è rimasto senza parole: si vede che non ha mai letto nemmeno una parte della tipica retorica filo-palestinese sui social network

Di Fred Maroun

Alcuni giorni fa il governo canadese ha tagliato i fondi a un cosiddetto gruppo antirazzismo dopo che è stato rivelato che un membro del gruppo aveva pubblicato materiale antisemita sui social network. Il membro in questione, il "consulente senior" Laith Marouf, aveva twittato: "Conoscete tutti quei sacchi di feci umane starnazzanti, vale a dire i suprematisti bianchi ebrei.

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L’Unrwa non merita ulteriori finanziamenti se non cambia completamente metodi e obiettivi

Onu e ideologia palestinese promuovono la condizione di “profughi eterni”, anche dentro lo “stato palestinese” che vorrebbero creare senza accordo né pace con Israele

Editoriale del Jerusalem Post

Giovedì scorso, mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite teneva il suo abituale dibattito mensile sul conflitto israelo-palestinese, il commissario generale dell'Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi) Philippe Lazzarini ha lanciato un severo avvertimento

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Il vero successo del sionismo (e le sfide del futuro)

Lo straordinario successo del sionismo consiste nell’essere riuscito a persuadere gli ebrei che arrivarono qui per necessità a diventare sionisti e israeliani per scelta, facendo di Israele la loro casa democratica e pluralistica

Di Dan Schueftan

Nel 125esimo anniversario del Primo Congresso Sionista è tempo di fare il punto su quanto è avvenuto finora. La rivoluzione sionista in corso è una delle pochissime di quell'epoca che sia effettivamente riuscita a realizzare un cambiamento radicale, allo stesso tempo evolvendosi costantemente di fronte alle nuove sfide.

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“Caro Herzl, il tuo sogno si è realizzato”

Oggi lo stato ebraico va ben al di là di tutto ciò che avrebbe mai potuto immaginare un ebreo nel 1897, foss’anche un visionario come il fondatore del sionismo

Di Yaakov Hagoel

Caro Theodor Herzl, 125 anni dopo il Primo Congresso sionista, ebrei originari di decine di paesi diversi sono tornati a riunirsi a Basilea. Questa volta, però, lo hanno fatto partendo dal “regno” ebraico che tu avevi sognato.

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Intanto, sui mass-media palestinesi: il progetto di distruggere Israele ed ebrei, logori stereotipi dell’antisemitismo religioso

“Israele cesserà di esistere grazie ai combattenti di Fatah”. “La rinascita del Califfato segnerà la fine dell'entità sionista” e “l’uccisione di tutti gli ebrei che vi si trovano”. “Gli ebrei, assassini di profeti, perseguitarono Gesù e mentono sui luoghi santi”

Jalal Abu Shihad, esponente nel Libano meridionale di Fatah (la fazione che fa capo ad Abu Mazen), ha dichiarato in un'intervista del 23 luglio 2022 ad Awda TV (dell’Autorità Palestinese) che Israele cesserà di esistere per mano dei combattenti e dei politici palestinesi”:

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Le lacrime di Roger Waters metterebbero in imbarazzo persino i coccodrilli

Il faro mondiale della giustizia, campione del movimento BDS, è un ipocrita arrogante e ignorante. E Gideon Levy è il suo portavoce a tempo pieno

Di Uri Misgav

“Ieri Roger Waters ha pianto – ha scritto ispirato l’editorialista Gideon Levy su Ha’aretz in un articolo intitolato ‘Quando Roger Waters pianse’ – Era sul suo Twitter e nessuna persona decente potrebbe rimanere impassibile vedendo piangere questo musicista. Waters, il gigante della coscienza”.

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Perché Abu Mezen si è ben guardato dall’esprimere rammarico per il massacro alle Olimpiadi di Monaco

La verità è che da decenni Autorità Palestinese e Fatah si gloriano di quella strage considerata un fiore all'occhiello della “resistenza” palestinese

Di Nan Jacques Zilberdik

Come è ormai noto, durante una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz in Germania è stato chiesto al presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen se non intendesse scusarsi per il massacro delle Olimpiadi di Monaco di cinquant’anni fa

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