Sezione: Attualità

Quale che sia l’esito del voto, il 17 marzo inizia un processo

In attesa dei risultati definitivi delle elezioni del 2 marzo, non si deve dimenticare che è già in moto un meccanismo giudiziario indipendente dalle urne

Di Yonah Jeremy Bob

Le sorti politiche dello stato d’Israele si sono giocate nelle elezioni di ieri. Con i sondaggi che fino a pochi giorni fa prevedevano ancora una volta un testa a testa fra Gantz e Netanyahu, al momento in cui scriviamo l’incertezza è massima

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Elezioni per la 23esima Knesset: la posta in palio non è vincere, ma rimanere in gioco

Likud e Blu-Bianco si sono dimostrati incredibilmente resistenti in una gara che verosimilmente non si risolverà con un K.O. ma in un’estenuante guerra di logoramento (forse con un quarto round)

Di Haviv Rettig Gur

Trecentoventinove giorni separano il giorno delle elezioni del 9 aprile 2019 – un’epoca innocente, quando gli israeliani non sapevano ancora che le loro leggi avrebbero permesso uno stallo politico lungo un anno – dal giorno delle elezioni di questo lunedì 2 marzo 2020.

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Mentre all’Onu Abu Mazen afferma “noi riconosciamo Israele”, il suo vice dice il contrario alla piazza palestinese

Da quando è stato presentato il piano Trump, si è fatta ancora più martellante la campagna dell’Autorità Palestinese per la cancellazione di Israele dalla carta geografica

Di Nan Jacques Zilberdik

In piena coerenza con la tradizionale politica dell'Autorità Palestinese, nello stesso giorno in cui il presidente Abu Mazen sosteneva al Consiglio di Sicurezza che i palestinesi "hanno riconosciuto Israele”, il suo vice proclamava alla piazza palestinese che tutto Israele è “Palestina”.

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A una settimana dal voto, sempre decisivo il testa a testa fra il Likud di Netanyahu e Blu-Bianco di Benny Gantz

I sondaggi registrano piccoli spostamenti di voto, ma entrambi i blocchi risultano ancora lontani dalla fatidica soglia di 61 seggi

Di Yossi Verter

L'ennesimo round di scontri tra Israele e striscia di Gaza passerà e per il giorno delle elezioni in Israele, il 2 marzo, sarà solo un brutto ricordo per decine di migliaia di bambini su entrambi i versanti del confine.

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Come al solito, la Jihad Islamica palestinese cerca di silurare il cessate il fuoco

Che si tratti dall’ideologia irriducibile del gruppo, della sua lotta di potere con Hamas o dalle direttive che arrivano dal padrone iraniano, il risultato non cambia

Di Yoav Limor

Il violento attacco di razzi palestinesi iniziato domenica sera contro le comunità israeliane nel Negev occidentale e attorno alla striscia di Gaza ha costretto Israele in una posizione scomoda, in un momento difficile.

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La “mappa delle menzogne” di Abu Mazen

Il fatto che Abu Mazen abbia esposto il suo falso grafico nel massimo consesso internazionale fa pensare che il mondo sia pronto ad accogliere la sua fantasiosa narrazione “revisionista”. E purtroppo su questo potrebbe aver ragione

Di Danny Danon

Quando il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha parlato la scorsa settimana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro il piano di pace in Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha portato con sé un puntello singolare

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La grande battaglia ideologica in Medio Oriente è fra pragmatici ed estremisti

Non ha senso attaccare un piano come quello di Trump che rafforza arabi e palestinesi pragmatici a scapito dei più pericolosi estremisti

Di Ruthie Blum

L’ex generale israeliano Yossi Kuperwasser – già capo della Divisione ricerca dell’intelligence delle Forze di Difesa israeliane e Direttore generale del Ministero degli affari strategici – ha spiegato le reazioni arabe alla proposta di accordo di pace avanzata dall’amministrazione Trump in un modo ben comprensibile anche per chi è all'oscuro delle più sottili sfumature.

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