Sezione: Attualità

Un insulto diplomatico, un abuso del diritto internazionale

Con la Commissione d’Inchiesta permanente, l'Onu porta la sua guerra contro Israele a un nuovo livello. Bisognerebbe tenere conto di questo linciaggio internazionale quando si giudica il comportamento degli elettori israeliani

Di Dore Gold

Ogni tanto i nemici di Israele alle Nazioni Unite intraprendono un'iniziativa il cui chiaro intento è quello di minare la legittimità stessa dello stato ebraico.

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Riflessioni post-elettorali di un elettore di centro

Quando né destra né sinistra sono in grado di offrire un piano di pace concreto e fattibile, fra gli ebrei israeliani prevalgono cautela e diffidenza. Urgono idee innovative per una soluzione del conflitto

Di Zev Farber

Dato che sono un elettore di centro, sostenitore di Yesh Atid sin dall'inizio, e ho intenzione di rimanere tale per il prossimo futuro, voglio cogliere l'occasione dell’analisi del voto per guardare dove abbiamo fallito.

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Elezioni in Israele 2022: ulteriori spunti di riflessione

Preoccupazioni della minoranza e rassicurazioni della maggioranza, votate in realtà da un numero quasi uguale di elettori

I risultati finali delle elezioni del primo novembre hanno messo in risalto un dato sorprendente circa l'entità della sconfitta dei partiti del blocco anti-Netanyahu: il conteggio dei voti in cifra assoluta mostra che solo 30.293 elettori separano i due campi politici contrapposti.

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Israele ha votato per Netanyahu e Ben-Gvir, dunque che governino

In democrazia l’elettorato ha diritto di vedere al governo i candidati votati dalla maggioranza, e la maggioranza deve garantire la tutela dei diritti di tutte le minoranze, a parole e con i fatti

Editoriale del Jerusalem Post

Israele è andato alle urne e in modo piuttosto insolito ha preso una decisione netta: Benjamin Netanyahu. Niente giudizio sospeso, questa volta; niente pareggio, niente diatribe infinite

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Netanyahu alle soglie del terzo mandato: le ragioni di uno sviluppo sorprendente

Molta acqua è passata sotto i ponti di Israele dalle elezioni del 1992 vinte da Rabin. Per capire il successo della destra bisogna chiedersi: cosa è successo nei trent’anni successivi?

Di Herb Keinon

È tornato, o almeno così pare. Se i risultati verranno confermati dallo spoglio definitivo e i colloqui di coalizione andranno come previsto, il più probabile prossimo primo ministro d’Israele è Benjamin Netanyahu, l'uomo che ha già ricoperto quel ruolo per 15 anni e tre mesi

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La rimonta di Netanyahu, l’affermazione di Ben Gvir

I risultati quasi completi danno il blocco Likud e alleati a 65 seggi, con l'estrema destra destinata a esercitare un'influenza senza precedenti

Di Michael Bachner

Mentre volge al termine lo spoglio delle schede delle elezioni per la Knesset del primo novembre, tutti i segnali indicano una netta affermazione del leader dell'opposizione Benjamin Netanyahu e del suo blocco di partiti di destra, estrema destra e religiosi, un risultato che potrebbe porre fine allo stallo politico

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