Sezione: Attualità

La composizione del nuovo governo israeliano demolisce le false accuse di apartheid

L'accordo di coalizione con un partito arabo islamista dimostra che coloro che demonizzano Israele come "stato di apartheid" mentono sapendo di mentire. Ma non aspettatevi che lo ammettano

Di Jonathan S. Tobin

L'impostura che cerca di caratterizzare l'unica democrazia in Medio Oriente come equivalente al Sudafrica dei tempi dell'apartheid continua a guadagnare terreno in vari ambienti politici e dei mass-media.

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Futuro ministro per i servizi religiosi: alcune riforme senza stravolgere lo status quo, e ovviamente un’inchiesta sulla tragedia del Monte Meron

Matan Kahana (Yamina): “Il governo entrante salvaguarderà i valori dell'ebraismo, la legge ebraica, la Terra d'Israele e il pubblico ultra-ortodosso lo sa molto bene"

Di Amy Spiro

Il parlamentare di Yamina Matan Kahana, che dovrebbe diventare ministro per i servizi religiosi nel prossimo governo israeliano, ha detto mercoledì che, pur non cambiando le principali linee politiche sul rapporto stato/religione, intende adoperarsi per riformare la kashrut e nominare più rabbini nazional-religiosi nelle posizioni locali.

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Violento attacco dei leader ultra-ortodossi contro Bennett: “Disonora la kippà, mette in pericolo lo stato ebraico”

La risposta del premier designato: “Una scomposta scenata isterica: non saranno gli haredim a insegnarmi cos'è l'ebraismo e cos’è il sionismo”

In una conferenza stampa congiunta martedì pomeriggio, i vertici dei partiti israeliani haredi (ultra-ortodossi) Shas ed Ebraismo Unito della Torà hanno lanciato uno violentissimo attacco verbale contro il leader del partito Yamina (A destra) e primo ministro designato, Naftali Bennett.

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Ovviamente Hamas non ha nessuna intenzione di usare gli aiuti a favore della gente di Gaza

Non ci fossero i precedenti, basterebbero a dimostrarlo i lugubri proclami guerrafondai di Sinwar e l’ostracismo imposto al funzionario Unrwa che ha osato ammettere l’alto livello etico della difesa israeliana

Editoriale del Jerusalem Post

La guerra di 11 giorni tra Israele e Hamas è iniziata, il mese scorso, quando il gruppo terroristico ha lanciato sette razzi su Gerusalemme mentre Israele stava festeggiando la giornata che celebra la riunificazione della città.

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Quel 7 giugno 1981 quando i jet israeliani distrussero il reattore atomico di Saddam Hussein

Quarant’anni fa il raid su Osirak sbalordì il mondo e pose le basi della politica d'Israele rispetto alle potenziali capacità nucleari degli stati nemici nella regione

Di Lilach Shoval

Quarant’anni fa Israele effettuava una delle missioni militari più audaci della sua storia: l'eliminazione di quello che era destinato a diventare il reattore nucleare iracheno.

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Un governo per risanare Israele

Rappresentando destra e sinistra, laici e religiosi, ebrei e arabi, la nuova coalizione ha la potenzialità di ricucire le lacerazioni e rimettere in funzione il paese. Ma è una scommessa difficile

Di David Brinn

Sembra passata un'eternità, e non un solo mese, da quando Yair Lapid ha ricevuto l’incarico dal presidente Reuven Rivlin di formare una coalizione di governo, dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu non era riuscito a farlo.

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Israele sta entrando nell’era del dopo Netanyahu?

Ci vorrà tempo per abituarsi a non vedere Netanyahu al timone, ma Israele è più di qualunque suo leader, indipendentemente da quanto possa essere stata dominante la sua figura

Di Herb Keinon

Con il teatrale annuncio di domenica sera della decisione di Naftali Bennett (Yamina) di formare una coalizione di governo con Yair Lapid (Yesh Atid) e di alternarsi con lui nella carica di primo ministro, Israele ha fatto un passo verso la fine dell'era Netanyahu.

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