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Palloni palestinesi con appesi ordigni esplosivi sono atterrati nel sud di Israele e in una località presso Hebron, domenica, nello stesso giorno in cui 9 camion con 150 tonnellate di gas da cucina fornito da Israele entravano nella striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom ed erano in arrivo altri 27 camion con gas fornito dall’Egitto. Sono almeno 11 i razzi o colpi di mortaio, e decine gli aerostati esplosivi palestinesi, lanciati negli ultimi giorni verso Israele dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Un razzo si è abbattuto sabato presso la comunità israeliana di Nahal Oz mentre vi si trovava in visita il leader del partito d’opposizione Blu-Bianco, Benny Gantz. Almeno due razzi diretti su zone abitate sono stati intercettati in tempo dal sistema difensivo “Cupola di ferro”. Le Forze di Difesa israeliane  hanno reagito colpendo obiettivi terroristici a Gaza, sia venerdì notte che sabato notte. Inoltre le autorità di sicurezza israeliane hanno sospeso, da domenica fino a nuovo ordine, 500 permessi d’ingresso in Israele per commercianti di Gaza.

Rispondendo al discorso del presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen al summit della Lega Araba al Cairo, l’ex inviato Usa per la pace in Medio Oriente, Jason Greenblatt, ha scritto su Twitter: “Abu Mazen condanna un piano che mira a creare un futuro luminoso per i palestinesi, ma nessuno parla di uno dei maggiori problemi per i palestinesi: i terroristi Hamas e Jihad Islamica finanziati dall’Iran che causano grandi sofferenze a palestinesi e israeliani. E’ tempo di dire la verità”.

La Reuters afferma che il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ha già posto fine alla cooperazione con Israele in materia di sicurezza, mentre l’Associated Press descrive le parole di Abu Mazen come una minaccia non ancora attuata. L’Associated Press aggiunge: “I palestinesi hanno già fatto analoghe minacce in passato e pochi le prendono sul serio. Ma questa volta potrebbe essere diverso”. Secondo molti osservatori, se Abu Mazen dovesse dare seguito alla minaccia il suo regime controllato da Fatah rischierebbe di essere rovesciato da Hamas. Scrive Khaled Abu Toameh sul Jerusalem Post: “È difficile trovare dei palestinesi che prendano sul serio l’ultima minaccia di Abu Mazen di tagliare tutti i rapporti con Israele e Stati Uniti, compresi quelli sulla sicurezza. Secondo un analista politico palestinese, Abu Mazen sa che senza il coordinamento sulla sicurezza non potrebbe nemmeno uscire da Ramallah”.

Un alto funzionario dell’amministrazione Usa ha criticato il rifiuto della Lega Araba del piano Trump. “Solo con la disponibilità a tentare un nuovo approccio si potrà imprimere una svolta a un conflitto che ha lasciato languire il popolo palestinese per decenni – ha detto l’alto funzionario in una dichiarazione citata sabato sera da Times of Israel – Le risoluzioni della Lega Araba hanno sempre compiaciuto la dirigenza palestinese senza portare né pace né sviluppo. E’ importante tentare un nuovo approccio altrimenti la sorte del popolo palestinese non cambierà mai”.

L’Autorità Palestinese ha annunciato il taglio di tutti i rapporti con Stati Uniti e Israele, compresi quelli relativi alla sicurezza, dopo aver respinto il piano di pace dell’amministrazione Trump. Lo ha fatto sabato il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) intervenendo a un summit della Lega Araba al Cairo. Abu Mazen ha anche confermato d’essersi rifiutato di discutere il piano con Trump per telefono e persino di riceverne una copia da esaminare: “Trump mi ha chiesto di parlargli al telefono ma io ho detto no, e voleva mandarmi una lettera ma io l’ho rifiutata”, ha detto Abu Mazen. I 22 ministri degli esteri della Lega Araba hanno affermato che il piano Trump “non risponde alle aspirazioni minime dei palestinesi” e che la Lega Araba “non coopererà alla sua attuazione”. Tale posizione non è tuttavia totalmente unanime: Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno esortato ad avviare “negoziati diretti” sulla base del piano ed anche l’Arabia Saudita ha espresso una posizione simile.

Abu Mazen al summit della Lega Araba al Cairo mostra la famosa grafica che vorrebbe denunciare l’espansionismo di Israele a scapito dei palestinesi. Clicca la foto per leggere la critica a questa grafica

Il ministro della difesa israeliano Naftali Bennett ha dato disposizione al Coordinatore delle attività governative in Cisgiordania di interrompere a partire da domenica tutte le importazioni di prodotti agricoli dall’Autorità Palestinese. La decisione giunge dopo mesi di boicottaggio della carne israeliana da parte dell’Autorità Palestinese, e una serie di tentativi falliti di porvi fine.

In tutto il sud di Israele sono stati avvistati giovedì diversi gruppi di palloni palestinesi con appesi ordigni esplosivi lanciati dalla striscia di Gaza e probabilmente anche dalla Cisgiordania. Cariche esplosive appese a palloni sono state trovare anche nella città di Dimona, nel Negev, a oltre 70 km dalla striscia di Gaza. Sui luoghi sono interventi gli artificieri della polizia israeliana. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo posti d’osservazione di Hamas presso il confine fra striscia di Gaza e Israele.

Un terrorista palestinese delle Brigate Al-Qassam di Hamas è rimasto ucciso nel crollo di un tunel a cui stava lavorando. Lo hanno riferito giovedì fonti palestinesi.

Gli affari vanno a gonfie vele in una fabbrica iraniana di Khomein, a sud-ovest della capitale Teheran, che produce ogni mese fino a 2.000 bandiere statunitensi, britanniche e israeliane che vengono tradizionalmente bruciate nelle manifestazioni di piazza sponsorizzate dal regime. Ne ha dato notizia giovedì la Reuters.

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Terroristi palestinesi hanno sparato un proiettile di mortaio, mercoledì notte, dalla striscia di Gaza verso il sud di Israele colpendo un campo nei pressi del kibbutz Kissufim. Due razzi lanciati da Gaza sono invece ricaduti all’interno della enclave palestinese. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo obiettivi di Hamas.