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Almeno 45 persone sono morte a 150 sono rimaste ferite (più di 20 in condizioni critiche,) schiacciate tra la folla che partecipava a un pellegrinaggio di ebrei ultra-ortodossi sul Monte Meron, nel nord di Israele, alla tomba del rabbino Shimon Bar Yochai del II secolo e.v., in occasione della festività di Lag BaOmer (che prevede tradizionalmente preghiere, danze e falò per tutta la notte), quando si è scatenata una fuga precipitosa, giovedì dopo la mezzanotte, al raduno religioso di quasi 100mila fedeli del movimento chassidico Toldos Aharon (da quattro a cinque volte il numero di persone che avrebbero dovuto entrare nel complesso, secondo Eli Beer, direttore del servizio di soccorso Hatzalah). Secondo un’indagine preliminare della polizia, alcuni dei partecipanti sono scivolati sulle scale creando una sorta di “valanga umana” che ha schiacciato le persone. Le autorità sanitarie avevano avvertito di evitare assembramenti come misura anti-contagio da coronavirus.

La folla di pellegrini pochi istanti prima della tragedia (clicca per ingrandire)

 

Un’immagine sulla scena del disastro (clicca per ingrandire)

 

Un’altra immagine sulla scena del disastro (clicca per ingrandire)

Parlando giovedì sera a Ramallah a una riunione dei rappresentanti della maggior parte delle fazioni palestinesi (ma boicottata da Hamas e Jihad Islamica), il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ha annunciato che le elezioni legislative fissate per maggio sono rimandate a data da destinarsi. La motivazione ufficiale è che Israele non si è espresso sulla richiesta palestinese di aprire seggi elettorali anche a Gerusalemme est. “Vogliamo elezioni a Gerusalemme esattamente come a Ramallah – ha detto Abu Mazen – Se Israele avesse acconsentito, le elezioni si sarebbero tenute”. Nel suo discorso, Abu Mazen ha sostenuto, fra l’altro, che Israele avrebbe “incitato i coloni a continuare a invocare la morte di tutti gli arabi”.

Le Forze di Difesa israeliane si aspettano scoppi di violenza al confine con Gaza e in Cisgiordania a seguito del previsto rinvio delle elezioni legislative palestinesi, annunciato giovedì sera dal presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen attribuendone la colpa a Israele. Hamas, il gruppo terroristico islamista che controlla Gaza, aveva già dichiarato mercoledì che intende “far pagare” a Israele l’eventuale rinvio del voto. Le ultime elezioni palestinesi si sono tenute nel 2006, quando Hamas sconfisse il movimento Fatah di Abu Mazen. Venne poi formato un instabile governo di unità Fatah-Hamas, non riconosciuto dalla comunità internazionale dal momento che Hamas non accettava i tre criteri basilari indicati dal Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu): rinuncia alla violenza, riconoscimento di Israele, rispetto degli accordi già firmati. Nel 2007 è scoppiata una guerra civile tra le due fazioni palestinesi con centinaia di morti, al termine della quale Hamas ha espulso Fatah dalla striscia di Gaza assumendone il controllo. Voci palestinesi critiche verso Abu Mazen accusano l’impopolare presidente palestinese di usare la questione del voto a Gerusalemme est come pretesto per cancellare le elezioni ed evitare una probabile sconfitta.

All’avvicinarsi della scadenza, martedì sera, dell’incarico conferito a Benjamin Netanyahu di formare il prossimo governo, si sono moltiplicati giovedì incontri e negoziati fra i leader delle formazioni del cosiddetto “blocco per il cambiamento”, in particolare Yair Lapid (di Yesh Atid), Naftali Bennett (di Yamina) e Gideon Sa’ar (di Nuova Speranza), oltre a Merav Michaeli (dei Laburisti) e Nitzan Horowitz (di Meretz). Bennett si è anche incontrato con Mansour Abbas, leader del partito islamista Ra’am.

Da sinistra: Naftali Bennett, Yair Lapid e Gideon Sa’ar (clicca per ingrandire)

La Federazione Internazionale di Judo ha annunciato che la squadra nazionale iraniana sarà sospesa per un periodo di 4 anni per aver vietato ad atleti iraniani di gareggiare con avversari israeliani. La Federazione iraniana perderà il suo status di membro della Federazione Internazionale fino al 17 settembre 2023, in quanto la sospensione sarà retroattiva a partire dal 18 settembre 2019 quando la Federazione Internazionale annunciò per la prima volta la sospensione dell’Iran dopo che un judoka iraniano aveva abbandonato la squadra nazionale opponendosi alla politica di boicottaggio.

Intel Israel ha annunciato mercoledì che intende assumere 1.000 nuovi dipendenti e investire 200 milioni di dollari in un nuovo centro di sviluppo tecnologico a Haifa. Lo ha riferito il quotidiano economico israeliano Globes specificando che il nuovo campus sarà costruito accanto agli altri edifici di Intel, nel parco tecnologico e commerciale MATAM. La costruzione dovrebbe iniziare a breve ed essere completata entro il 2023.

Una veduta di MATAM, il principale parco tecnologico di Haifa (clicca per ingrandire)

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato, giovedì, la riapertura della zona di pesca di fronte alla striscia di Gaza, fino alle consuete 15 miglia nautiche, a condizione che permangano le attuali condizioni di relativa calma. La zona di pesca era stata bloccata a seguito della raffica di razzi lanciati da Gaza verso Israele durante lo scorso fine settimana.

L’azienda farmaceutica israeliana Syqe Medical ha ricevuto l’approvazione normativa dalle autorità sanitarie canadesi per esportare e vendere sul mercato canadese il suo inalatore di cannabis a microdosaggio. Grazie alla licenza canadese per dispositivi medici, il Metered-Dose Inhaler di Syqe, commercializzato dal gigante farmaceutico israeliano Teva, sarà il primo inalatore a microdosaggio approvato da un’autorità sanitaria di regolamentazione internazionale ad essere commercializzato come prodotto medico ufficiale. L’approvazione canadese arriva non molto tempo dopo che Syqe ha ottenuto la certificazione CE europea per commercializzare il suo inalatore all’interno dello spazio economico europeo, a seguito di studi clinici presso il Rambam Medical Center che hanno dimostrato che l’inalazione di dosi molto basse ed esatte di tetraidrocannabinolo (THC) possono servire come efficace analgesico, evitando gli effetti psicoattivi normalmente associati al farmaco.

Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui esprime preoccupazione per “l’istigazione all’odio e alla violenza” presente nei libri di testo e nelle scuole gestite dall’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi. La risoluzione esorta l’agenzia a rimuovere i contenuti ingiuriosi, sottolineando che gli aiuti dell’Unione Europea dovrebbero essere subordinati a materiale didattico “conforme agli standard dell’Unesco di pace, tolleranza, convivenza e non-violenza”. L’organizzazione IMPACT-se, che analizza i libri di testo palestinesi, ha salutato la risoluzione “senza precedenti”, definendola “un passo davvero importante nella lotta per impedire che l’Unrwa ogni giorno a scuola inciti molte migliaia di alunni alla violenza, all’estremismo e all’antisemitismo. È la prima volta – ha dichiarato il capo di IMPACT-se, Marcus Sheff – che un’assemblea legislativa prende posizione e dice ‘basta’ all’Unrwa”.

Materiale didattico dell’Unrwa mostra la mappa della Palestina: Israele è cancellato dalla carta geografica (clicca per ingrandire)

L’Università di Gerusalemme ha annunciato mercoledì che la prof.ssa Mona Khoury-Kassbari è stata eletta Vicepresidente per Strategia e Diversità. E’ la prima volta che un membro della comunità araba viene nominato alla posizione di vicepresidente dell’Università. È anche la prima volta che un’università israeliana crea un ruolo di vertice per rafforzare diversità e inclusione. Nel suo nuovo ruolo, Khoury-Kassabri sarà responsabile dell’ampliamento dei ranghi del personale accademico e del corpo studentesco dell’università con membri di comunità finora sotto-rappresentate come ebrei ultra-ortodossi, arabi, etiopi e persone con disabilità. Inoltre, Khoury-Kassabri sarà incaricata di implementare le priorità strategiche dell’università, tra cui incrementarne l’impatto sociale, economico e ambientale, aumentare le attività interdisciplinari fra i sei campus dell’Università e adattare i metodi di insegnamento al periodo post-coronavirus.

la prof.ssa Mona Khoury-Kassbari (clicca per ingrandire)