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Il Weizmann Institute of Science è stato classificato all’ottavo posto a livello mondiale per la qualità della ricerca in una lista pubblicata dal Center for Science and Technology Studies dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi. Il Weizmann è una delle due sole istituzioni al di fuori degli Stati Uniti entrate nella top ten. L’altra è l’Università di Shandong, in Cina, posizionata al decimo posto. L’Università di Gerusalemme risulta in posizione 395, seguita dal Technion di Haifa inb posizione 454. La classifica di Leiden è quantitativa e non utilizza sondaggi soggettivi. I dati includono il numero di pubblicazioni scientifiche, di citazioni per articoli scientifici e dati sulle dimensione delle istituzioni. Nell’ultimo decennio il Weizmann è passato dal 17esimo all’attuale ottavo posto.

Il 9 novembre 1938 i nazisti scatenarono in Germania e in Austria la “Notte dei cristalli”, un pogrom di due giorni durante il quale vennero bruciate più di 1.400 sinagoghe e istituzioni ebraiche, un momento cruciale nella catena di eventi che portarono alla Shoà. Questo lunedì migliaia di persone in tutto il mondo hanno partecipato a un’iniziativa organizzata dalla Comunità ebraica di Francoforte sul Meno e dal Miller Center della Rutgers University, nel corso della quale i partecipanti (tra cui leader mondiali, sopravvissuti a Kristallnacht e Shoà, personaggi pubblici, celebrità, organizzazioni globali, rabbini, imam e sacerdoti) hanno postato sul sito kristallnacht.motl.org messaggi personali contro l’antisemitismo, l’odio e l’intolleranza. Inoltre, centinaia di sinagoghe chiese e moschee di oltre 50 paesi si sono impegnate a mantenere le luci accese lunedì sera come simbolo unificato di luce e speranza contro i crescenti segnali di antisemitismo, razzismo e odio pregiudiziale.

Molti dei messaggi sono stati proiettati lunedì sulle mura della Città Vecchia di Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Un piccolo vaso di terracotta contenente quattro monete d’oro puro risalenti al primo periodo islamico, più di mille anni fa, è stato portato alla luce durante scavi archeologici condotti a Gerusalemme in vista della costruzione di un ascensore progettato per rendere più accessibile il piazzale del Muro Occidentale (“del pianto”). Il reperto è stato trovato dall’ispettrice dell’Israel Antiquities Authority Yevgenia Kapil. Secondo l’esperto Robert Kool, “le monete sono ben conservate e immediatamente identificabili. Risalgono a un periodo relativamente breve, dalla fine del decennio 940 al decennio 970 e.v.: un periodo di grandi cambiamenti politici, quando il controllo sulla Terra d’Israele passò dal califfato sunnita abbaside, con capitale a Baghdad, in Iraq, ai suoi rivali sciiti, la dinastia fatimide del Nord Africa che conquistò Egitto, Siria e Terra di Israele”. Le monete trovate nella brocca riflettono quegli eventi storici: vi sono infatti due dinari d’oro coniati durante il governo del Califfo al-Muti (946-974 e.v.) e del suo governatore regionale Abu Ali al-Qasim ibn al-Ihshid Unujur (946-961 e.v.), mentre le altre due monete d’oro furono coniate al Cairo dai governanti fatimidi al-Mu’izz (953-975 e.v.) e dal suo successore, al-‘Aziz (975-996 e.v.). Spiega Kool che questa è la prima volta in 50 anni che viene scoperto nella Città Vecchia di Gerusalemme un gruzzolo di monete d’oro del periodo fatimide. L’unico precedente fu il rinvenimento di monete e gioielli di quel periodo durante gli scavi diretti da Benjamin Mazar dopo la guerra dei sei giorni del 1967 a sud del Monte del Tempio, non lontano dal luogo dell’attuale scoperta.

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Secondo un rapporto della Commissione Araba d’Emergenza, nelle ultime 24 ore gli arabi israeliani sono risultati il 39% dei nuovi contagi da coronavirus sebbene solo il 16% dei test effettuati nel paese siano stati condotti in località arabe. Un mese fa gli arabi israeliani costituivano solo il 7% dei contagi. Da allora, tuttavia, i numeri sono schizzati in alto, verosimilmente a causa di feste di matrimonio e spostamenti in Cisgiordania. Mentre gli arabi israeliani costituiscono circa il 20% della popolazione del paese, la comunità rappresenta ora il 37,9% dei malati di covid-19 attivi in di Israele.

Il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif si è rivolto lunedì ai suoi vicini arabi con un messaggio in arabo e in inglese in cui li avverte che Donald Trump se ne andrà tra settanta giorni mentre il regime iraniano rimarrà “per sempre”, e li esorta a rendersi conto che “scommettere su un estraneo per avere sicurezza non è mai una buona idea”. Ha scritto Seth J. Frantzman sul Jerusalem Post che il senso del messaggio, nello stile tipico di un mafioso che offre “protezione”, è chiaro: cambiate politica e accodatevi all’Iran o in futuro ne subirete le conseguenze.

Hamas recluta minorenni che vivono in Cisgiordania per compiere attacchi terroristici contro israeliani. Lo hanno confermato lunedì i servizi di sicurezza israeliani dando notizia dell’arresto di due minorenni palestinesi del villaggio Beit Ummar, vicino a Betlemme (Cisgiordania), uno dei quali solo 16enne, che sono stati reclutati mesi fa via internet dall’organizzazione terrorista che controlla la striscia di Gaza. Hamas li aveva incaricati di raccogliere informazioni e di effettuare, nelle vicine comunità ebraiche, attentati con armi da fuoco e sequestri di persona che poi sarebbero stati rivendicati dall’organizzazione islamista palestinese. A tale scopo, il reclutatore Bilal Kardi, noto agente dell’unità informatica delle Brigate Izzadin al-Qassam, ala militare di Hamas, prometteva di fornire ai due ragazzi soldi, armi e uniformi.

 

Il governo del Bahrein ha approvato lunedì un memorandum d’intesa con Israele che copre i servizi aerei. Ne ha dato notizia l’agenzia statale del paese del Golfo. Dal canto suo, la compagnia aerea israeliana Israir ha annunciato che a partire dal 31 gennaio 2021 offrirà voli settimanali diretti per il Bahrain. Nel frattempo, domenica è atterrato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, il primo aereo con turisti e uomini d’affari israeliani, dopo un volo di tre ore che ha attraversato lo spazio aereo dell’Arabia Saudita.

Amos Hochstein, un assistente del neo eletto presidente Usa Joe Biden, ha detto alla tv israeliana Canale 12 che il ritorno all’accordo sul nucleare iraniano è “in cima alla sua agenda” e che “nei primi mesi della sua presidenza” Biden potrebbe rientrare nell’accordo o in una sua versione ridotta con “revoca delle sanzioni in cambio della sospensione di alcuni programmi nucleari iraniani sviluppati negli ultimi tre anni”. Secondo Hochstein, che ha supervisionato le sanzioni energetiche contro l’Iran sotto il presidente Barack Obama, Biden vuole “alcuni cambiamenti” all’accordo del  2015 (dal quale Trump si è ritirato nel 2018) tra cui la controversa “data di scadenza”. Sui palestinesi, Hochstein ha detto che Biden “vede la soluzione a due stati come preferibile a uno stato solo: il timore di Biden è che, se non c’è una soluzione a due stati, alla fine si arrivi a uno stato bi-nazionale”.

La ong umanitaria israeliana Save a Child’s Heart ha realizzato domenica la sua 5.555esima procedura salvavita di bambini cardiopatici stranieri, circa il 50% delle quali dedicate al trattamento di bambini palestinesi. In questa occasione, la ong ha curato Mahmad, un bambino di Gaza dell’età di cinque mesi affetto da una patologia cardiaca potenzialmente letale, che è stato trasportato al Wolfson Medical Center di Holon dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per salvargli la vita. Molto probabilmente il piccolo Mahmad dovrà tornare al Wolfson per le procedure di follow-up.

Il piccolo Mahmad, di Gaza, nel Wolfson Medical Center di Holon, in Israele (clicca per ingrandire)

Dopo la tendenza al ribasso dei casi di covid-19 registrato sabato, domenica in Israele hanno riaperto i negozi al dettaglio dopo sette settimane di chiusura anti-pandemia, permettendo a circa 80.000 persone di tornare al lavoro. Tuttavia domenica sera Sharon Alroy-Preis, capo dei servizi sanitari pubblici del Ministero della sanità, ha avvertito che c’è ancora “molta strada da fare” prima che il governo prenda ulteriori misure per allentare il blocco a livello nazionale.