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Due dispositivi Watergen che estraggono acqua potabile dall’aria sono stati donati da Israele alle scuole della Colombia rurale e installati la scorsa settimana a La Guajira, nel nordest del paese da anni colpito da una grave crisi idrica. “Abbiamo una lunga storia di perforazioni del terreno che credevamo fosse il modo più efficiente per portare acqua a La Guajira – ha detto il governatore di La Guajira, Nemesio Roys – Ma grazie alla tecnologia israeliana abbiamo appreso un nuovo metodo e possiamo usare l’aria intorno a noi per fornire acqua potabile, una risorsa molto necessaria qui”. I dispositivi Watergen forniranno ogni giorno fino a 800 litri di acqua potabile estratta dall’aria a 1.500 scolari di etnia Wayuu della scuola indigena di San Antonio Armasain, nonché alle scuole vicine nella città di Manaure. Le soluzioni Watergen, già distribuite in altre zone della Colombia, sono convenienti, trasportabili, sostenibili e non comportano alcuna infrastruttura idrica né rifiuti di plastica.

Il sistema israeliano Watergen installato a La Guajira, nella parte nord-orientale della Colombia (clicca per ingrandire)

Il responsabile israeliano anti-coronavirus, Nachman Ash, ha detto lunedì che Israele potrà tornare alla piena normalità “quando arriverà a 7 milioni di cittadini vaccinati” (su una popolazione di 9,3 milioni), un obiettivo che si prevede di raggiungere per l’estate. Dal canto suo, la dott.ssa Sharon Alroy-Preis, capo della sanità pubblica presso il Ministero della Salute, ha confermato che il virus in Israele è “in costante diminuzione”, ma ha aggiunto che le nuove varianti costituiscono motivo di grande preoccupazione.

Israeliani in un centro commerciale da poco riaperto con il graduale allentamento delle misure anti-pandemia (clicca per ingrandire)

La nazionale di rugby israeliana è partita lunedì sera alla volta di Dubai per un allenamento congiunto e una partita amichevole con la squadra nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

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Il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha deplorato l’impasse politica nel paese. “Anche di fronte alla sfida del coronavirus – ha detto lunedì Rivlin ad una conferenza del Centro Interdisciplinare di Herzliya – i nostri rappresentanti eletti non sono riusciti a formare un governo stabile e stanno portando noi elettori a votare alle elezioni della Knesset per la quarta volta in meno di due anni. L’infausta conseguenza di questa situazione non è solo il fatto che compromette la capacità dello stato di garantire un budget e assicurare servizi essenziali ai cittadini nel campo della salute, dell’istruzione, dell’occupazione e del welfare, ma anche il fatto che questa situazione erode la fiducia della popolazione nelle istituzioni democratiche: la Knesset, il governo e i partiti politici. Si erode la fiducia del popolo nel sistema democratico stesso. “Come ogni altra sfida che deve affrontare la società israeliana – ha continuato Rivlin – questa crisi non può essere vinta se ciascuna comunità cerca di combatterla da sola, nel suo settore chiuso. Il coronavirus ci ha ricordato, nel bene e nel male, che dobbiamo vivere qui insieme: destra e sinistra, ebrei e arabi, laici, religiosi e ultra-ortodossi”.

Israele ha iniziato a somministrare vaccinazioni anti-cornavirus a 700 lavoratori giordani cui è stata recentemente rinnovata l’autorizzazione (precedentemente sospesa a causa della pandemia) di lavorare negli hotel di Eilat. “Il ritorno dei lavoratori in Israele è un altro passo volto a rafforzare le relazioni civili tra Israele e Giordania”, ha detto il Ministero degli esteri israeliano.

L’Iran ha diffuso lunedì le immagini di una nuova base del corpo dei Guardiani della Rivoluzione, definita dalla tv di stato di Teheran una “città missilistica” munita di missili da crociera e balistici e attrezzature per la “guerra elettronica”. Nessun dettaglio sulla posizione né sulla quantità di missili che vi sarebbero immagazzinati.

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In un’eventuale futura guerra con Hezbollah, Israele potrebbe subire fino a 2.000 attacchi al giorno di razzi e missili. Lo ha affermato lunedì il comandante del Fonte Interno, gen. Uri Gordin, intervenendo a Gerusalemme alla Conferenza B’Sheva. “I nostri nemici – ha detto Gordin – sanno che non possono sconfiggerci sul campo di battaglia, quindi cercano di spostare la guerra su un altro fronte e cioè sulle nostre case e città. Ma i nostri nemici, sui diversi fronti, devono anche sapere che, se necessario, noi mobiliteremo una forza militare come non si è mai vista prima”. Secondo Israele, Hezbollah dispone al momento di un arsenale di circa 150.000 razzi e missili, alcuni dei quali in grado di colpire in tutto il territorio israeliano.

Il Ministero della Difesa israeliano ha annunciato domenica d’aver completato lo sviluppo di un nuovo sistema di mortai guidati da tecnologia sia laser che GPS. Il nuovo sistema detto “Iron Sting” fornisce alle Forze di Difesa israeliane una nuova arma di precisione utilizzabile contro nemici rintanati in ambienti urbani affollati, riducendo ulteriormente il rischio di danni collaterali ai civili nelle vicinanze.

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Per la prima volta all’inizio della pandemia, lo scorso fine settimana in Israele sono stati ammessi spettatori negli stadi delle partite di calcio, limitatamene a quelli in possesso del “pass verde” che attesta l’immunità, e fino a un massimo di 15.000 persone. Gli sport professionistici erano continuati durante la pandemia, ma senza pubblico in presenza. Inoltre, dalla prossima settimana potranno entrare in piscine, palestre, ristoranti, hotel e altri siti anche i bambini e le persone non vaccinate purché all’ingresso si sottopongano a un tampone rapido che il Ministero della Salute prevede di approntare da domenica prossima. Attualmente hanno accesso a queste strutture solo gli immunizzati. E da lunedì torneranno in aula altre decine di migliaia di scolari e studenti, oltre a quelli che vi sono già tornati con il recente allentamento delle misure anti-contagio. Domenica il responsabile anti-pandemia israeliano Nachman Ash ha detto ai giornalisti che, al momento, non sono previste ulteriori restrizioni in occasione della Pasqua ebraica, che inizia il 27 marzo, né del Ramadan, che inizia il 13 aprile. Ash ha comunque specificato che una decisione definitiva verrà presa solo in prossimità delle due scadenze.

Scolari di quinta nella scuola elementare Alomot a Efrat, in Giudea o Cisgiordania meridionale (clicca per ingrandire)

Il tasso stimato di contagi da coronavirus in Israele continua a diminuire e domenica risultava attestato a 0,78, l’indice R più basso da cinque mesi (un indice R superiore a 1 indica che i contagi crescono a ritmo esponenziale, mentre un indice R inferiore a 1 indica che il contagio è in via di estinzione). Nel frattempo, tuttavia, bilancio delle vittime della pandemia in Israele ha superato domenica la cifra di 6.000.

Un’israeliana viene vaccinata contro il coronavirus in un ambulatorio della città arabo-israeliana di Umm El-Fahem, nel nord del paese (clicca per ingrandire)