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Cinque persone sono state arrestate in Senegal, Tanzania e Ghana con l’accusa di pianificare attentati contro turisti e uomini d’affari ebrei e israeliani per conto della Forza Quds del Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Lo ha riferito la tv israeliana Canale 12. I cinque, arrestati in tempo da forze locali sulla base di informazioni ottenute da intelligence “occidentali”, avrebbero ricevuto in Libano un addestramento speciale e materiale non specificato, prima d’essere rimandati in Africa con la copertura di studenti religiosi.

L’Iran ha condannato a morte per adulterio un uomo sposato di 27 anni e la sua amante di 33, secondo quanto riferito dalle trasmissioni in lingua persiana di Voice of America e Radio Farda. La moglie dell’uomo sposato avrebbe cercato di ritirare la denuncia contro il marito in un ultimo disperato tentativo di risparmiargli la vita, ma suo padre ha bloccato il tentativo e ha chiesto la pena di morte per il genero.

L’Istituto israeliano Weizmann di Rehovot si conferma uno dei migliori istituti di ricerca scientifica a livello mondiale, collocandosi all’ottavo posto nella classifica annuale pubblicata dal Centre for Science and Technology Studies (CWTS) dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi. Nella top 10 della classifica, nota anche come Leiden Ranking, il Weizmann è uno dei due soli enti non situati negli Stati Uniti (l’altro è l’École Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera, che si classifica al 9° posto).

Una batteria “Cupola di ferro” ha lanciato lunedì un missile contro un drone di Hamas che si dirigeva dal mare verso il territorio israeliano. L’intercettazione è avvenuta senza che nella zona scattassero le sirene d’allarme.

La polizia di frontiera israeliana ha arrestato domenica una 60enne palestinese che si era avvicinata al posto di controllo di Qalandia (entrata nord di Gerusalemme) munita di coltello dicendo agli agenti di spararle. Le forze di sicurezza israeliane hanno più volte registrato il fenomeno di palestinesi che tentano il cosiddetto “suicidio da poliziotti” (agire in modo da suscitare la reazione dei militari israeliani), un comportamento incentivato dai vitalizi che l’Autorità Palestinese garantisce alle famiglie dei cosiddetti “martiri”.

“Non c’è posto per un consolato americano per i palestinesi a Gerusalemme. Lo abbiamo spiegato a Washington esprimendo la nostra posizione con coerenza, con calma e senza drammi e mi auguro che venga capita. Gerusalemme è la capitale di Israele”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Naftali Bennett ribadendo la posizione del governo, confermata anche dal ministro degli esteri Yair Lapid che ha dichiarato: “Se gli americani vogliono aprire un consolato a Ramallah, per noi non è un problema. Ma la sovranità a Gerusalemme è di Israele”. L’amministrazione Trump ha chiuso il consolato Usa a Gerusalemme, un ufficio che per anni è stato l’ambasciata de facto presso i palestinesi pur trovandosi in un quartiere di Gerusalemme ovest, cioè nella parte della città riconosciuta come territorio israeliano. Il segretario di stato Usa Antony Blinken si è impegnato a riaprirlo, ma non è chiaro se il nuovo consolato verrebbe spostato in uno dei quartieri orientali della città. Tra le varie ipotesi ventilate, quella che la nuova sede venga aperta ad Abu Dis, sobborgo est di Gerusalemme dove nel 2000 i palestinesi avevano iniziato a costruire un loro parlamento (simmetricamente alla Knesset, costruita nel sobborgo Givat Ramdi Gerusalemme ovest), ma i lavori vennero sospesi con lo scoppio della seconda intifada.

Le due principali catene nazionali di librerie in Israele, Steimatzki (130 negozi) e Tzomet Sfarim (90 negozi), hanno deciso di rimuovere dai loro scaffali e siti internet tutti i libri, in ebraico e in inglese, della scrittrice irlandese Sally Rooney, dopo che questa ha rifiutato che il suo ultimo libro venisse tradotto in ebraico da un editore israeliano. Viceversa, l’editore israeliano della Rooney ha affermato domenica che non smetterà di vendere i titoli già tradotti spiegando di essere contrario a qualsiasi forma di boicottaggio culturale.

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La Knesset ha approvato venerdì la legge di bilancio per il 2022 con 59 voti a favore e 56 contro. L’approvazione giovedì del budget 2021 e il giorno dopo del budget 2022 rafforza la stabilità del governo dopo anni di crisi politica e di mancata approvazione di un bilancio nazionale per più di tre anni. “Con tranquilla perseveranza e uno sforzo congiunto, abbiamo guidato la nave verso coste sicure – ha dichiarato il primo ministro Naftali Bennett – Il governo è stabile porterà a termine il suo mandato. Ora dobbiamo dedicarci alla lunga lista di compiti che ci aspetta e metterci al lavoro”.

Le fazioni palestinesi nella striscia di Gaza hanno minacciato di scatenare un’altra ondata di violenze contro Israele se le famiglie arabe (che hanno rifiutato il compromesso proposto dalla Corte Suprema) verranno sfrattate dal quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme est. Lo ha scritto giovedì il quotidiano libanese Al-Akhbar.

L’ambasciatore d’Israele all’Onu Gilad Erdan ha risposto lunedì a due lettere inviate dall’Autorità Palestinese alle Nazioni Unite contro la recente designazione di sei ong palestinesi come entità terroristiche. In una dettagliata lettera al Segretario Generale Antonio Guterres, Erdan ribadisce le ragioni per cui le ong sono state messe fuorilegge in quanto, attraverso il riciclaggio dei fondi da donatori stranieri e altre tattiche, hanno fiancheggiato e finanziato il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestin (Fplp), già designato come terrorista da Stati Uniti, Unione Europea, Australia, Canada, Giappone e Israele. Erdan sottolinea l’ipocrisia di chi non vuole applicare la risoluzione 2129/2013 del Consiglio di Sicurezza che afferma il diritto/dovere degli stati membri di perseguire e penalizzare il finanziamento, diretto o indiretto, dei gruppi terroristici e delle loro attività. Le ong impiegavano con stipendi consistenti individui che dichiaravano apertamente di essere agenti del Fplp (in molti casi direttamente implicati in gravi attentati) e consentivano al Fplp di utilizzare le loro strutture come covi sicuri. “Israele – scrive Erdan – attribuisce grande valore al lavoro delle organizzazioni della società civile palestinese (ve ne sono decine che operano indisturbate ndr), ma non può consentire il finanziamento del terrorismo con il pretesto dell’assistenza umanitaria e civile, si aspetta che la comunità internazionale condanni questo pericoloso abuso delle ong ed esorta gli stati membri dell’Onu ad adempiere al loro dovere di prevenire il terrorismo, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo bloccando immediatamente ogni ulteriore trasferimento di fondi alle ong che fiancheggiano il terrorismo”. Nota Mark Goldfeder su Israel HaYom: “Lungi dall’essere nascoste o segrete, molte delle prove (a carico delle ong in questione) sono facilmente disponibili, raccolte negli anni da organizzazioni come ONG Monitor, ed è importante notare che il Fplp non si è nemmeno preso il disturbo di smentire queste connessioni”.