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Un tribunale francese ha imposto multe da 300 a 800 euro a sette persone (quattro donne e tre uomini) responsabili di un’ondata di ingiurie antisemite su social network rivolte contro April Benayoum, seconda classificata a dicembre nel concorso Miss Francia. Benayoum è stata oggetto di messaggi di odio dopo aver detto che suo padre è di origine israeliana. Gli insulti, come “Hitler si è dimenticato di te” e “Non votate per un’ebrea”, postati principalmente su Twitter, avevano suscitato la condanna di politici e associazioni. Durante il processo gli imputati hanno ammesso d’aver pubblicato i messaggi, ma hanno negato di essere antisemiti sostenendo che si trattava di dichiarazioni politiche in difesa della causa dei palestinesi. Tuttavia la Corte ha ritenuto che i post esprimessero “il ripudio di una persona a causa delle sue origini” o “della sua presunta religione” e che prendessero di mira direttamente Benayoum. I sette dovranno anche simbolicamente pagare un euro di danni morali a Benayoum e a diverse associazioni contro il razzismo e l’antisemitismo che si erano costituite parte civile.

La Knesset si è riunita giovedì per approvare il bilancio nazionale 2022, dopo aver approvato la notte precedente la legge di bilancio 2021 entro la scadenza prevista del 14 novembre, scongiurando in questo modo il rischio di nuove elezioni anticipate. Il bilancio 2022 dovrebbe essere approvato entro la mattina di venerdì. L’approvazione del bilancio 2021 con 61 voti a favore e 59 contrari rappresenta il superamento di un test cruciale per l’eterogenea coalizione di partiti di destra, centristi, di sinistra e arabi guidata da Naftali Bennett. Il prolungato stallo politico che ha visto Israele andare ripetutamente alle urne era accompagnato per più di 3 anni e mezzo dalla mancata approvazione della legge di bilancio, mentre il paese funzionava con una versione proporzionale del budget 2019: una condizione considerata dannosa da tutti gli osservatori. L’approvazione del bilancio 2021 arriva quasi cinque mesi dopo l’insediamento del governo Bennett, subentrato all’amministrazione di Benjamin Netanyahu dopo quattro elezioni inconcludenti in due anni.

Il Dipartimento Usa del Commercio ha aggiunto martedì alla “lista nera” delle aziende che non possono acquistare prodotti tecnologici da società americane la controversa azienda israeliana NSO, specializzata in sistemi per spiare gli smartphone di terroristi e criminali, i cui prodotti spyware si sospetta siano stati usati anche da regimi per spiare oppositori, giornalisti , diplomatici, accademici ecc. “Non stiamo intraprendendo azioni contro paesi o governi in cui si trovano queste aziende” ha precisato una nota del Dipartimento di stato Usa che fa riferimento anche ad aziende di Singapore e Sud Corea aggiunte alla “lista nera”.

“Questo è il momento più importante da quando è stato formato il governo”. Lo ha detto mercoledì sera il primo ministro israeliano Naftali Bennett presentando alla Knesset la nuova legge di bilancio. Bennett ha affermato che questo voto porrà termine a “tre anni di caos”, dopo che il precedente governo si era rifiutato di approvare un bilancio “per motivi personali” (allusione alla gestione dell’ex primo ministro Benjamin Netanyahu che ruppe l’accordo di coalizione con il partito Blu-Bianco rifiutandosi di approvare la legge di bilancio). Dal canto suo, la Banca d’Israele ha esortato il governo a far approvare il bilancio 2021-2022 sottolineando in un comunicato “l’enorme importanza economica di approvare il bilancio dello stato in questo momento, dato che l’economia funziona dall’inizio del 2020 in esercizio provvisorio”. Le operazioni di voto articolo per articolo dei bilanci 2021 e 2022, con le decine di emendamenti presentati dall’opposizione, dovrebbero durare almeno fino a giovedì sera. L’approvazione del bilancio è considerata il vero test del nuovo governo, che è formato da una serie eterogenea di partiti con un maggioranza complessiva di soli 61 parlamentari su 120. La mancata approvazione potrebbe portare alla caduta del governo e alla convocazione di nuove elezioni anticipate. Viceversa, l’approvazione del piano economico dovrebbe stabilizzare la coalizione almeno per il prossimo futuro.

La ministra israeliana dell’economia Orna Barbivai e il suo omologo giordano Yousef Alshamali si sono incontrati in Giordania, per il primo incontro del genere in un decennio. I due hanno discusso “una varietà di modi per rafforzare i legami economici tra i due paesi”, incluso il rinnovo dell’accordo commerciale bilaterale, il turismo e altro. Hanno inoltre firmato un accordo per consentire un maggior numero di esportazioni verso l’Autorità Palestinese, compresi materiali da costruzione, tessuti, elettronica ecc.

La ministra israeliana dell’economia Orna Barbivai e il suo omologo giordano Yousef Alshamali (clicca per ingrandire)

Israele si appresta a far decollare un nuovo pallone aerostatico dotato di un avanzato sistema di rilevamento missili e aerei. Lo ha annunciato mercoledì il Ministero della Difesa spiegando che il dispiegamento del sistema, previsto a breve, fa parte dello sforzo più generale dell’aviazione israeliana di migliorare le difese aeree del paese, in particolare a nord, a causa del proliferare nella regione di droni e missili da crociera iraniani. Il sistema di rilevamento multi-direzionale High Availability Aerostat System (HAAS), soprannominato Sky Dew (“rugiada del cielo”), è pensato per essere posizionato ad alta quota allo scopo di rilevare missili e droni in arrivo. Israele dispone già di una serie di sistemi radar per rilevare le minacce in arrivo, e il nuovo aerostato ha lo scopo di integrare e migliorare le capacità esistenti. L’aerostato Sky Dew, uno dei più grandi del suo genere, è stato sviluppato nel corso di diversi anni da una joint venture tra Organizzazione per la difesa missilistica israeliana (IMDO) e l’Agenzia per la difesa missilistica Usa. Nei mesi scorsi il sistema è stato sottoposto ai test finali ed è pronto per il spiegamento operativo nel nord di Israele.

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Il governo israeliano ha approvato mercoledì una risoluzione volta a legalizzare tre villaggi arabo-beduini “non riconosciuti” (Abdih, Rakhama e Hashim Zanih) sviluppatisi illegalmente nel Negev (sud di Israele), nonché la creazione di un nuovo centro urbano beduino. La risoluzione era prevista nell’accordo di coalizione con la Lista Araba Unita (Ra’am). I termini della risoluzione prevedono che il 70% dei residenti beduini accetti di spostarsi entro i confini (ancora da fissare) dei villaggi appena riconosciuti. “E’ una decisione molto importante – ha detto il parlamentare di Ra’am Waleed Taha, presidente della commissione interni della Knesset – Il consenso dei residenti era una condizione necessaria per portare la questione sul tavolo del governo. È importante dare speranza ai residenti arabi del Negev investendo in infrastrutture e migliorando il loro tenore di vita”.

L’esercito siriano ha attribuito a Israele un raid aereo che ha colpito, nelle prime ore di mercoledì mattina, una postazione militare alla periferia di Damasco causando danni materiali. Si tratterebbe del secondo attacco in quattro giorni su aree vicine alla capitale. No comment delle Forze di Difesa israeliane.

Due palestinesi sono stati arrestati, martedì sera, dopo che hanno tentato di investire con il loro veicolo agenti della polizia israeliana in servizio sulla statale 60, nei pressi di Hebron.

Gli archeologi che lavorano agli scavi nel grande impianto vinicolo di epoca bizantina recentemente portato alla luce a Yavne hanno trovato un anello d’oro con ametista del peso di 5,11 grammi. L’ametista è una delle 12 pietre presenti nel hoshen (pettorale) indossato dal Sommo Sacerdote del Tempio, e ad essa venivano attribuiti molti poteri tra cui la capacità di lenire i postumi di una sbornia. Secondo Amir Golani, esperto di gemme presso l’Authority israeliana della antichità, l’anello apparteneva a una persona agiata e poteva essere indossato sia da un uomo che da una donna. I direttori degli scavi Eli Hadad, Liat Nadav-Ziv e Jon Seligman spiegano che c’è qualche dubbio sull’età dell’anello: è stato rinvenuto fra detriti che sembrano risalire alla fine dell’era bizantina o all’inizio del primo periodo islamico (VII secolo e.v.); tuttavia, l’anello stesso potrebbe essere più antico ed essere stato tramandato di generazione in generazione. Anelli d’oro con ametista erano comuni nel periodo romano e il gioiello potrebbe appartenere a un ricco residente di Yavne del III secolo e.v.

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