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Quasi un terzo degli elettori arabi israeliani afferma di volere che l’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu rimanga al suo posto. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dall’Israel Democracy Institute diffuso dalla tv Canale 12, secondo il quale il 31% degli elettori arabo-israeliani ha dichiarato di preferire che Netanyahu rimanga primo ministro, mentre il 56% si è dichiarato contrario. Per quanto riguarda gli elettori ebrei israeliani, secondo il sondaggio il 43% è favorevole alla conferma di Netanyahu come premier, mentre il 52% è contrario. Secondo un altro sondaggio pubblicato domenica da ricercatori dell’Università di Tel Aviv, l’87% degli elettori arabi israeliani sarebbe favorevole al fatto che gli eletti arabi aderissero al governo o lo sostenessero dall’esterno.

Donne beduine fotografate nei pressi di cartelloni (in arabo) della campagna elettorale del Likud nella città di Rahat, vicino a Beersheba, sud Israele (clicca per ingrandire)

Il Ministero degli esteri del Kosovo ha annunciato domenica d’aver aperto formalmente la sua ambasciata a Gerusalemme. Il Kosovo diventa così il primo paese europeo e il primo a maggioranza musulmana a stabilire la propria ambasciata nella capitale d’Israele (anziché a Tel Aviv).

Una delle foto postate domenica dall’ambasciatrice del Kossovo in Israele, Ines Demiri (clicca per ingrandire)

Secondo una task force militare israeliana dedicata alla pandemia, vi sono indicazioni preliminari secondo cui il vaccino contro il coronavirus può aiutare ad alleviare i sintomi persistenti nei pazienti covid-19 “a lungo termine”. “I dati preliminari – afferma il rapporto – indicano che coloro che soffrono di sintomi persistenti anche dopo la guarigione stanno registrando un miglioramento significativo delle condizioni dopo aver ricevuto una dose di vaccino”.

 

Il governo israeliano ha approvato venerdì la proposta del Ministero della Salute di consentire a circa 700 lavoratori giordani di lavorare nel settore alberghiero nella località turistica meridionale di Eilat (sul Mar Rosso). Tutti i lavoratori saranno sottoposti a tampone al loro arrivo in Israele, e tenuti a rispettare le linee guida anti-pandemia del Ministero.

Dal 2019 Israele avrebbe colpito con mine nel Mar Rosso almeno 12 navi che trasportavano petrolio iraniano verso la Siria, secondo quanto riportato giovedì dal Wall Street Journal. Gli attacchi non hanno affondato le petroliere, ma avrebbero costretto almeno due di loro a rientrare in porto in Iran. Israele avrebbe cercato in questo modo di fermare il traffico di petrolio, i cui profitti servono all’Iran per finanziare estremisti regionali. L’Iran continua a esportare petrolio in Siria sfidando sia le sanzioni Usa contro Teheran, sia le sanzioni internazionali su Damasco. No comment di Israele sul reportage del Wall Street Journal. Commenta Seth J. Frantzman sul Jerusalem Post: “È difficile capire dalle fonti citate nel reportage se è l’Iran stesso ad affermare che Israele ha attaccato le sue navi. Ciò che è chiaro è che negli ultimi anni nella regione si è verificato un oscuro conflitto navale, di cui il pubblico è solo parzialmente al corrente”.

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato giovedì che la loro campagna di vaccinazione ha portato con successo le truppe all’immunità “di gregge” contro il coronavirus. “Dopo 10 settimane, posso dichiarare che le Forze di Difesa israeliane sono il primo esercito al mondo a raggiungere l’immunità di gregge” ha detto ai giornalisti Itzik Turgeman, capo della Direzione tecnologia e logistica dell’esercito. Secondo Turgeman, circa l’81% dei militari ha ricevuto un vaccino contro covid-19 o ne è guarito o entrambe le cose. Entro la prossima settimana il dato potrebbe salire all’85%. L’ufficiale medico capo Alon Glasberg ha spiegato che la cosiddetta immunità di gregge consente ai militari di tornare a operazioni ed esercitazioni quasi normali (una necessità vitale per uno stato come Israele), sebbene ai soldati venga comunque chiesto di indossare mascherine e attenersi alle norme anti-contagio. Stando ai dati di Glasberg, circa l’8% dei militari ha rifiutato di farsi vaccinare, in alcuni casi perché donne nelle prime fasi di gravidanza, in altri per svariate motivazioni ideologiche.

Vaccinazione di una soldatessa israeliana (clicca per ingrandire)

Il viaggio del primo ministro Benjamin Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti è stato cancellato. L’annullamento è avvenuto nel mezzo di una crisi diplomatica con la Giordania e del ricovero d’urgenza per appendicite della moglie di Netanyahu, Sara. I giordani hanno ritardato fino all’ultimo l’autorizzazione al volo nel loro spazio aereo dopo che mercoledì il principe ereditario giordano Hussein bin Abdullah aveva annullato una sua vista alla moschea Al-Aqsa sul Monte del Tempio di Gerusalemme. La Giordania alla fine ha acconsentito al sorvolo, ma a quel punto Netanyahu e il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, hanno concordato di inviare la visita ad altra data. Il principe ereditario giordano Hussein bin Abdullah aveva programmato di visitare mercoledì la moschea di Al-Aqsa. Tuttavia è arrivato al confine con Israele scortato da un numero di guardie armate più alto di quello concordato. Quando Israele ha insistito perché ci si attenesse al numero concordato, i giordani hanno deciso di annullare la visita.

Israele ha vaccinato con il vaccino Pfizer/BioNTech circa 600 ragazzini tra i 12 e i 16 anni appartenenti a gruppi a rischio (tra i quali alcuni malati di fibrosi cistica, una patologia che colpisce i polmoni) senza rilevare effetti collaterali significativi. Lo ha affermato mercoledì il funzionario della sanità Boaz Lev, citato dal Guardian. “Non abbiamo riscontato alcun effetto collaterale importante, e anche quelli minori sono abbastanza rari. Il che è incoraggiante”, ha detto Boaz Lev. Una quarto della popolazione israeliana ha meno di 16 anni, l’età limite per cui sono attualmente autorizzati tutti i vaccini anti-coronavirus disponibili.

 

Israele ha vaccinato oltre 50.000 lavoratori pendolari palestinesi impiegati all’interno di Israele e nelle comunità israeliane in Cisgiordania nel corso della prima settimana della campagna, che vede all’opera otto centri di vaccinazione ai valichi di ingresso dalla Cisgiordania e altri quattro nelle zone industriali.

Un pendolare palestinese viene vaccinato da un’operatrice sanitaria israeliana (clicca per ingrandire)

Hamas ha accusato un drone israeliano per la morte, domenica, di tre pescatori al largo di Gaza, benché i mass-media locali avessero riferito che in quel momento Hamas stava lanciando razzi di prova verso il mare. La Jihad Islamica palestinese ha giurato che vendicherà il “crimine dell’occupazione”.