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Israele sta collaborando con l’americana NRx Pharmaceuticals per completare lo studio e commercializzare il vaccino anti-coronavirus BriLife sviluppato in Israele. NRx e l’Istituto israeliano per la ricerca biologica hanno annunciato lunedì un memorandum d’intesa che include diritti di sviluppo, produzione e commercializzazione a livello mondiale. NRx ha detto d’aver organizzato test rapidi di Fase 2b/3 in Israele, Georgia e Ucraina. Il Ministero della Difesa israeliano, che sovrintende all’Istituto di ricerca biologica, ha detto che i test includeranno decine di migliaia di volontari. A differenza dei vaccini a mRNA come Pfizer attualmente utilizzati in Israele, BriLife è un vaccino a virus vivo. C’è stata qualche discussione in Israele sull’opportunità di insistere con il vaccino sviluppato localmente dopo che il paese ha importato in massa il vaccino Pfizer, ma i funzionari hanno affermato che vale la pena portare avanti il progetto per garantire in futuro la disponibilità di un’alternativa prodotta localmente.

La Repubblica Ceca non parteciperà alla IV Conferenza di Durban a New York a settembre. Lo ha annunciato lunedì il ministro degli esteri ceco Jakub Kulhanek, citando preoccupazioni sull’antisemitismo e l’anti-israelismo preconcetto che caratterizza questi eventi. La scorsa settimana lo stesso annuncio era stato fatto da Austria e Paesi Bassi, andando ad aggiungersi agli altri paesi che hanno dichiarato di voler boicottare l’evento, e cioè: Stati Uniti, Israele, Canada, Australia, Regno Unito e Ungheria.

Shirley Pinto (del partito Yamina), la prima parlamentare non udente israeliana, ha pronunciato lunedì il suo discorso inaugurale con la lingua dei segni. E’ la prima volta che un parlamentare non udente pronuncia alla Knesset un discorso nella lingua dei segni. Quando ha finito, i membri della Knesset le hanno fatto una standing ovation facendo il gesto dell’applauso. Vedi il video sul Jerusalem Post.

Incontrando lunedì a Bruxelles i 26 ministri degli esteri dell’Unione Europea, il ministro degli esteri israeliano Yair Lapid ha detto che “non è un segreto”che è a favore di una soluzione a due stati tra Israele e palestinesi, ma ha aggiunto che le condizioni per un accordo di pace non sono attualmente mature. Un futuro stato palestinese, ha affermato Lapid, deve essere una democrazia che persegua la pace con Israele. “Non potete chiederci di costruire con le nostre mani un’altra minaccia alla nostra vita”, ha spiegato. Quando critica Israele, ha continuato Lapid, l’Europa deve ricordare che Israele è costantemente minacciato dall’Iran: “Accetto che parte del nostro dialogo sia un giudizio morale e desidero ascoltare le vostre opinioni con mente aperta. Ma non è troppo aspettarsi che questo dialogo tenga in considerazione che la mia casa è sotto costante attacco”. Lapid ha poi sottolineato i valori condivisi da Israele e Unione Europea: “Diritti umani, diritti per la comunità LGBT, impegno verso le componenti fondamentali della democrazia come stampa libera, magistratura indipendente, una società civile forte e libertà di religione, nonché la lotta insieme contro il cambiamento climatico, il terrorismo internazionale, il razzismo e l’estremismo”.

Un’iscrizione risalente a circa 3.100 anni fa con il nome di un giudice biblico è stata scoperta negli scavi di Khirbat er-Ra’i, vicino a Kiryat Gat, nel distretto meridionale di Israele. Lo ha annunciato lunedì l’Authority israeliana per le antichità, spiegando che l’iscrizione riporta il nome “Jerubbaal” e risale circa al 1100 a.e.v. Jerubbaal o Yeruba’al era il soprannome del giudice biblico Gideon (Gedeone), figlio di Ioas, attivo nelle regioni settentrionali della Terra d’Israele durante questa stessa era. L’iscrizione a inchiostro su un boccale di terracotta è in alfabeto antico/cananeo. “Il nome Jerubbaal è noto dalla tradizione biblica nel Libro dei Giudici come nome alternativo del giudice Gideon ben Yoash”, spiegano Yosef Garfinkel e Sa’ar Ganor dell’Università di Gerusalemme. Le iscrizioni di quel periodo sono estremamente rare. Il ritrovamento, decifrato dall’esperto epigrafico Christopher Rolston della George Washington University, segna la prima volta che il nome Jerubbaal viene menzionato al di fuori della Bibbia. Garfinkel e Ganor, che co-dirigono gli scavi nel sito con Kyle Keimer e Gil Davies della Macquarie University di Sydney (Australia), sottolineano che non c’è alcuna certezza che l’iscrizione si riferisca al Jerubbaal menzionato nella Bibbia. Ma anche se così non fosse, il manufatto getta luce sul periodo suffragando l’idea che il testo biblico offra importanti spunti storici. “Il nome Jerubbaal – spiegano gli archeologi – compare nella Bibbia solo nel periodo dei Giudici, ma ora è stato scoperto anche in un contesto archeologico, in uno strato risalente a quel periodo. In modo analogo, il nome Ishbaal, che è menzionato nella Bibbia solo durante la monarchia di re Davide, è stato trovato in strati datati a quel periodo nel sito di Khirbat Qeiyafa. Il fatto che nomi identici siano menzionati nella Bibbia e si trovino anche in iscrizioni recuperate da scavi archeologici dimostra che le memorie sono state preservate e tramandate di generazione in generazione”. L’iscrizione Jerubbaal contribuisce anche alla conoscenza della diffusione della scrittura alfabetica fra periodo cananeo e periodo israelita. L’alfabeto fu sviluppato dai Cananei sotto influenza egizia intorno al 1.800 a.e.v., durante l’età del bronzo medio. Nella tarda età del bronzo (1.550-1.150 a.e.v.) in Israele sono note poche di queste iscrizioni, la maggior parte a Tel Lachis. La città cananea di Lachis, probabilmente il centro in cui veniva preservata la tradizione dell’alfabeto, venne distrutta intorno al 1.150 a.e.v. e rimase abbandonata per circa due secoli. Finora c’era grande incertezza su dove si fosse preservata la tradizione della scrittura alfabetica dopo la caduta di Lachis. L’iscrizione appena scoperta mostra che, durante la transizione dalla cultura cananea a quella israelita e giudaica, la scrittura venne preservata a Khirbat er-Ra’i, il sito più grande della zona al tempo dei Giudici, a circa 4 km da Lachis.

L’iscrizione Jerubbaal scoperta a Khirbet el Rai (clicca per ingrandire)

 

Veduta aerea del sito di Khirbet el Rai, vicino a Lachish (clicca per ingrandire)

Israele è diventato lunedì il primo paese al mondo a offrire una terza dose di vaccino anti-coronavirus. Il Ministero della Salute ha informato gli operatori sanitari che possono iniziare a somministrare la terza dose agli adulti immunodepressi, raccomandando di somministrarla otto settimane dopo la seconda e comunque non meno di quattro settimane dopo. Il gruppo di esperti epidemiologici del Ministero della Salute ha approvato domenica la scelta, raccomandando anche di vaccinare i bambini di meno di 12 anni in casi eccezionali come gravi malattie di base o convivenza con immunodepresso.

Il ministro degli esteri israeliano Yair Lapid ha incontrato domenica sera a Bruxelles il rappresentate esteri della Unione  Europea, Josep Borrell, e lunedì il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. Lapid ha detto a Stoltenberg che “Israele e NATO condividono gli stessi valori e la stessa percezione riguardo alle sfide e alle minacce nella regione”, e che Israele desidera approfondire la cooperazione con l’Alleanza e operare insieme su diverse questioni come intelligence, sicurezza informatica e lotta al terrorismo.

L’incontro a Bruxelles fra il ministro degli esteri israeliano Yair Lapid (a sinistra) e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg (clicca per ingrandire)

Il ministro del lavoro dell’Autorità Palestinese, Nasri Abu Jaish, è stato espulso dal suo Partito del Popolo Palestinese dopo che si è rifiutato di dimettersi per protesta contro la morte dell’attivista anti-corruzione Nizar Banat. Il Partito del Popolo Palestinese, ex Partito Comunista Palestinese ribattezzato nel 1991 dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ha annunciato due settimane fa di aver deciso di ritirarsi dal governo dell’Autorità Palestinese per protestare contro la morte di Banat, avvenuta poco dopo il suo arresto a Hebron da parte di agenti di sicurezza dell’Autorità Palestinese. Abu Jaish, tuttavia, ha dichiarato domenica di aver deciso di rimanere al suo posto. Il Partito del Popolo Palestinese, una delle tante piccole fazioni dell’Olp, ha sempre esortato l’Autorità Palestinese a rigettare tutti gli accordi firmati con Israele e revocare il “riconoscimento” di Israele.

La decisione del gabinetto di sicurezza israeliano di detrarre dalle tasse riscosse per conto dall’Autorità Palestinese l’ammontare dei vitalizi versati da Ramallah ai terroristi è stato definito domenica “un crimine equivalente a terrorismo e pirateria” da Qadri Abu Bakr, presidente della Commissione palestinese per gli affari dei detenuti ed ex detenuti. Abu Bakr ha anche definito le scelte del governo israeliano “razziste” nonché una “politica del furto” praticata “con il pretesto che vengono pagati stipendi ai prigionieri palestinesi e alle famiglie dei martiri”.

Alla luce della relativa calma prevalente lungo il confine sud, Israele ha annunciato lunedì una serie di misure per la striscia di Gaza tra cui l’ampliamento della zona di pesca a da 9 a 12 miglia nautiche e l’aumento di importazioni ed esportazioni attraverso il valico di Kerem Shalom.