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Israele ha vaccinato lunedì mattina il suo cinque-milionesimo cittadino, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu prevede che l’intera popolazione over-16 anni sarà vaccinata entro la fine di aprile. La 34enne incinta Janet Lavi-Azulay, originaria di Petah Tikva, amministratrice di un ambulatorio Clalit, ha ricevuto la prima dose di vaccino Pfizer-BioNTech in una breve cerimonia alla presenza di Netanyahu e del ministro della salute Yuli Edelstein. Questi ha scherzosamente osservato che, essendo Lavi-Azulay incinta, non è chiaro se si trattasse della vaccinazione numero 5.000.000 oppure 5.000.001. Circa il fatto di vaccinarsi da incinta, Lavi-Azulay ha commentano: “Il pericolo rappresentato dal coronavirus è molto peggiore, questo è certo”. La popolazione totale d’Israele è di circa 9,3 milioni. Dei cinque milioni che hanno ricevuto la prima dose di vaccino, 3.789.118 hanno ricevuto anche la seconda, secondo i dati diffusi lunedì mattina del Ministero della Salute. Al momento, meno dell’1% dei vaccinati da almeno una settimana è stato infettato dal coronavirus, e meno dello 0,2% ha sviluppato sintomi. D’altra parte, da un’analisi su oltre 100.000 membri della cassa-mutua Meuhedet risulterebbe che l’efficacia del vaccino raggiunge il 96% dopo il 15esimo giorno dalla seconda dose, ma solo l’89% fra il 7° e il 14° giorno dalla seconda dose. In base a questi dati, il dott. David Mosinzon, direttore della divisione medica di Meuhedet, raccomanda che le autorità rilascino il Green Pass solo dopo due settimane dalla vaccinazione completa per evitare ulteriori ondate di contagi.

Seduta al centro, Janet Lavi-Azulay, 5milionesimo cittadino israeliano vaccinato contro il coronavirus (clicca per ingrandire)

 

Un ambulatorio vaccinazioni allestito presso una scuola di Issawiya, sobborgo arabo di Gerusalemme est (clicca per ingrandire)

Israele appronterà speciali navette per i seggi elettorali del 23 marzo riservate agli ammalati di covid-19. Lo ha detto lunedì la direttrice del Comitato Elettorale Centrale, Orly Adas, presentando una serie di misure dovute alla pandemia che renderanno le prossime elezioni per la Knesset le più costose nella storia del paese. Adas ha spiegato che decine di autobus saranno convertiti in seggi elettorali per le persone in quarantena e per ridurre l’affollamento in alcune sedi elettorali. Il Comitato sta anche valutando la possibilità di collocare seggi elettorali all’aeroporto Ben Gurion in modo che gli israeliani in arrivo nel paese possano votare prima di entrare in quarantena. Complessivamente saranno allestiti circa 15.000 seggi elettorali invece dei normali 11.000, ha detto Adas, allo scopo di limitare assembramenti e possibili contagi.

Un autobus trasformato in seggio elettorale in vista delle elezioni del 23 marzo 2021 (clicca per ingrandire)

L’Archivio Clinton Bailey di Cultura Beduina, una raccolta unica di materiale sulla vita dei beduini, troverà una nuova collocazione presso la Biblioteca Nazionale d’Israele e sarà presentato per la prima volta on-line nella sua interezza. Nel corso di cinquant’anni, Clinton Bailey ha documentato e studiato la vita beduina nei deserti del Sinai e del Negev, raccogliendo testimonianze orali e fotografandone lo stile di vita. La raccolta on-line comprenderà trascrizioni di centinaia di ore di testimonianze registrate, foto e diapositive e un catalogo che consentirà l’accesso digitale completo ai materiali in inglese, arabo ed ebraico. In Israele vivono circa 200.000 beduini divisi tra il Negev e il nord, anche se c’è stato un netto declino del loro stile di vita nomade e oggi molte comunità sono semi-nomadi. La città di Rahat, nel Negev, con una popolazione di oltre 70.000 abitanti rappresenta il più grande insediamento beduino del mondo. L’archivio Clinton Bailey offre uno sguardo di valore inestimabile su uno stile di vita che tende a scomparire e fornirà prezioso materiale d’istruzione alle generazioni future, sia beduine che non, spaziando dalle tradizioni orali alle storie di vita vissuta, alle pratiche e norme religiose, alla poesia, al canto, alle forme d’arte più popolari tra i beduini. “L’accesso a questi materiali è fondamentale per la missione e il mandato della Biblioteca Nazionale di Israele – spiega Raquel Ukeles, a capo delle collezioni della biblioteca – poiché lavoriamo scrupolosamente per preservare i tesori di tutte le comunità d’Israele e condividerli con un pubblico diversificato a livello locale e internazionale”.

Clinton Bailey intervista un anziano leader beduino nel 1972 (clicca per ingrandire)

 

Foto di donne nubili beduine, dall’archivio Clinton Bailey (clicca per ingrandire)

Israele ha avviato lunedì la preannunciata campagna di vaccinazione dei lavoratori pendolari palestinesi.

Lavoratori pendolari palestinesi vaccinati da personale israeliano a un posto di controllo presso Ramallah (clicca per ingrandire)

 

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Cipro, Grecia e Israele hanno firmato lunedì un accordo iniziale per la costruzione del cavo sottomarino più lungo e profondo del mondo, al costo di circa 900 milioni di dollari, che attraverserà il Mediterraneo mettendo in collegamento le reti elettriche dei tre paesi. Il progetto, chiamato Euro-Asia Interconnector, garantirà una fonte di energia di riserva in casi di emergenza, ha spiegato il ministro dell’energia israeliano Yuval Steinitz, che era a Nicosia per firmare un memorandum d’intesa con le controparti. Il cavo, che avrà una capacità di 1.000-2.000 megawatt (MW), dovrebbe essere completato entro il 2024.

La Forza Al-Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sarebbe responsabile dell’esplosione davanti all’ambasciata israeliana a Nuova Delhi della fine di gennaio, secondo un’indagine delle agenzie antiterrorismo indiane. L’inchiesta ha rivelato che l’attentato è stato effettuato da un gruppo sciita locale sostenuto da Teheran, stando a quanto riportato da Hindustan Times.

Un attentato all’arma bianca è stato sventato lunedì mattina nell’azienda agricola Sde Ephraim, in Cisgiordania, quando una palestinese è entrata e ha tentato di accoltellare la moglie del proprietario. La donna è stata bloccata dai residenti locali e nessuno è rimasto ferito nell’incidente. Domenica notte, invece, un soldato israeliano è rimasto ferito da un tentativo di accoltellamento mentre era in servizio nella città di Tubas, a nord di Nablus. Il soldato è riuscito a respingere il terrorista, che è stato poi neutralizzato dall’immediato intervento del comandante dell’unità. Domenica sera, soldati delle Forze di Difesa israeliane hanno ferito e arrestato due adolescenti palestinesi che lanciavano ordigni molotov contro auto israeliane di passaggio a sud-est di Betlemme.

Il responsabile israeliano per lo lotta al coronavirus, Nachman Ash, ha esortato i cittadini a tenere alta la guardia nel momento in cui molti settori dell’economia e del sistema scolastico riaprono dopo mesi di lockdown. Ash ha detto a YnetNews che la campagna di vaccinazione, che ha visto metà della popolazione del paese già vaccinata, può proteggere gli ospedali del paese da un aumento troppo elevato di casi gravi di covid-19, ma ha anche avvertito che si prevede un aumento della morbilità ora che molte restrizioni vengono revocate. “Non è finita – ha detto Ash – Dobbiamo continuare a stare attenti, mantenendo le distanze sociali e indossando mascherine”. In serata, anche il ministro della salute Yuli Edelstein ha detto a Canale 12: “Siamo ancora molto preoccupati, ma se la gente seguirà le linee guida eviteremo un  nuovo lockdown”.

Il Ministero israeliano della Protezione ambientale ha annunciato che gli israeliani possono di nuovo svolgere attività sportive nella maggior parte delle acque costiere del paese grazie agli interventi per ripulirle dopo la fuoriuscita di petrolio del mese scorso.

Con oltre il 52% della popolazione che ha ricevuto almeno una dose di vaccino Pfizer e quasi il 40% che ha ricevuto le due dosi, domenica l’economia israeliana ha riaperto i battenti. Ristoranti e bar sono aperti ai titolari di Green Pass fino al 75% della capacità, le sale per eventi e i luoghi di culto fino al 50%. Circa 1,8 milioni di alunni, l’80% del corpo studentesco, può partecipare a lezioni in classe. Anche i campus universitari hanno riaperto le aule agli studenti con Green Pass, mentre gli altri continueranno ad assistere alle lezioni on-line. Il governo ha anche approvato una parziale riapertura dell’aeroporto internazionale Ben-Gurion.

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Studentesse israeliane vengono vaccinate contro il coronavirus presso la scuola professionale Ort, a Lod (clicca per ingrandire)