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In una nota di protesta, l’ambasciata d’Israele a Roma si definisce “scioccata” dal fatto che un terrorista condannato e due organizzazioni terroristiche come Al-Haq e Addameer, entrambe legate all’organizzazione terroristica Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, siano state formalmente invitate a parlare alla Sottocommissione della Camera per i diritti umani, presieduta da Laura Boldrini. L’ambasciata ricorda che nel 2009 la Corte Suprema israeliana ha descritto il direttore generale di Al-Haq, Shawan Jabarin, uno degli invitati all’audizione al parlamento italiano, come un “dottor Jekyll e Mister Hyde” che agisce a volte come responsabile di un’organizzazione per i diritti umani e altre come attivista di un’organizzazione terroristica, e che un’altra invitata, Sarah Francis, rappresenta l’organizzazione Addameer che ha preso le difese in tribunale di Samer Arbid, un terrorista che lavorava in quell’organizzazione e che ha ucciso in modo spietato l’adolescente israeliana Rina Shnerb, il cui unico “crimine” era di essere ebrea. Dal canto suo Laura Boldrini, a garanzia delle virtù umanitarie degli invitati, ha citato l’opinione di Amnesty International, Human RightsWatch e dell’Alta Commissaria Onu per i diritti umani Michelle Bachelet.

Le Federazioni sportive internazionali devono assicurarsi che gli atleti di tutti i paesi possano competere nei loro tornei senza alcuna discriminazione politica e devono garantire che tali assicurazioni siano attuate. Lo affermano in una lettera il direttore sportivo del Comitato Olimpico Internazionale, Kit McConnell, e il direttore della solidarietà olimpica, James Macleod, facendo esplicito riferimento alla alla cancellazione della World Team Squash Championship in Malesia a causa del veto posto da Kuala Lumpur alla partecipazione di atleti israeliani.

I terroristi libanesi filo-iraniani Hezbollah dispongono di circa 2.000 droni, molti dei quali forniti dall’Iran. Lo afferma un rapporto pubblicato martedì del Centro di ricerca ALMA, secondo il quale Hezbollah “molto probabilmente” possiede modelli UAV avanzati come “Mohajer”, “Shahed” e “Samed” (KAS-04), “Karrar” e “Saegheh” e decine di droni civili più piccoli realizzati in Cina che vengono usati per fotografare, ma anche per trasportare e sganciare bombe.

A differenza di tutti gli altri paesi del Medio Oriente, in Israele la popolazione cristiana è in crescita. E’ quanto emerge dai dati diffusi martedì dall’Ufficio Centrale di statistica israeliano in vista dell’imminente Natale. In Israele oggi vivono circa 182.000 cristiani, pari all’1,9% della popolazione totale, e sono aumentati dell’1,4% rispetto al 2020. I cristiani in Israele costituiscono il 7% della popolazione araba (che è in maggioranza musulmana) e il 76,7% dei cristiani israeliani sono arabi. I più grandi centri abitati da arabi cristiani in Israele sono Nazareth (21.400), Haifa (16.500) e Gerusalemme (12.900). Il Ministero degli esteri israeliano ha detto che è “infondata” e che “distorce la realtà della comunità cristiana in Israele” la campagna lanciata in questi giorni dal patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Teofilo III e altri leader religiosi cristiani contro quello che definiscono “il tentativo sistematico di cacciare la comunità cristiana da Gerusalemme e da altre parti della Terra Santa”.

Natale a Haifa, un un’immagine di repertorio (clicca per ingrandire)

Un terrorista palestinese ha cercato di investire martedì era i soldati israeliani in servizio vicino a Mevo Dotan, nel nord della Cisgiordania. I militari hanno reagito aprendo il fuoco e l’aggressore con la sua auto è andato a scontarsi con un veicolo militare ed entrambi i mezzi hanno preso fuoco. Il copro del terrorista è stato trovato all’interno dell’auto senza vita. Due soldati leggermente feriti. Il portavoce di Hamas, Hazem Qasim, ha immediatamente celebrato l’attentato, senza tuttavia rivendicarlo direttamente.

La scena dell’attento di martedì (clicca per ingrandire)

Intervistato martedì durante una conferenza del quotidiano economico Globes, il leader del partito arabo israeliano Ra’am, Mansour Abbas, membro dell’attuale coalizione di governo, ha affermato: “Israele è nato come stato ebraico, questa è stata la decisione del popolo e la questione non è quale sia l’identità dello stato: è nato così e rimarrà tale. La questione è quale sia lo status del cittadino arabo dentro lo stato ebraico d’Israele. Questa è la domanda, e questa sfida non si pone solo a , ma alla comunità ebraica e al cittadino ebreo”. La dichiarazione, raccolta dall’analista della tv Canale 12 Muhammad Magadli, viene considerata storica giacché finora i partiti arabi israeliani hanno sempre sostenuto che Israele dovrebbe perdere tutte le caratteristiche di stato ebraico, arrivando a sostenere modifiche alla bandiera, all’inno, alle feste nazionali e persino alla Legge del Ritorno. In questo caso, invece, Mansour Abbas afferma che il carattere di stato nazionale del popolo ebraico di Israele non è affatto incompatibile con la battaglia per i pieni diritti delle sue minoranze interne.

Mansour Abbas durante un intervento alla Knesset (clicca per ingrandire)

“Nonostante le normative antiterrorismo in vigore, l’Unione Europea non ha seriamente affrontato i vitalizi elargiti dall’Autorità Palestinese alle famiglie di condannati per terrorismo né il persistente problema dell’istigazione all’odio e del diffuso antisemitismo nei libri di testo scolatici palestinesi”. Lo scrivono i ricercatori Tommaso Virgili e Paul Stott in un rapporto commissionato dall’organizzazione filantropica ebraica B’nai Brith International.

Un microscopio elettronico in corso di installazione in un nuovo centro per visitatori nella Città Vecchia di Gerusalemme consentirà ai turisti di visualizzare la NanoBibbia, la Bibbia più piccola del mondo, contenuta in un chip di silicio di 0,5 mm quadrati, più o meno come un granello di zucchero, rivestito con uno strato d’oro di 20 nm. Sul chip sono state incise 1,2 milioni di lettere della Bibbia ebraica utilizzando un fascio di ioni focalizzato. Quando è stato invitato al Technion Institute di Haifa, dove la NanoBibbia è stata stampata come esempio di ciò che può fare la nanotecnologia, il video giornalista e animatore del Vistor Center Ami Bentov si è detto che la cosa non poteva rimanere nel Technion e doveva diventare disponibile a tutti. In collaborazione con un’azienda high-tech nel nord di Israele, Bentov ha fatto stampare su un chip delle dimensioni di un quadratino di carta millimetrata di 5 x 5 mm tutti i 24 libri della Bibbia e, su un altro, il Nuovo Testamento. I microchip sono stati quindi monatti su gioielli di vario design che ognuno può indossare.

NanoBibbia, la Bibbia più piccola del mondo (clicca per ingrandire)

Il microscopio elettronico del nuovo centro per visitatori a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Ricercatori israeliani hanno detto d’aver scoperto la prova più antica di consumo sociale di birra nelle comunità dell’antico Medio Oriente, avendo rinvenuto i resti di chicchi di cereali usati per produrre alcolici in una città di 7.000 anni fa. La birra è nota per essere stata usata nei tempi antichi per scopi cerimoniali e religiosi (come nei riti di sepoltura di un sito natufiano del Monte Carmelo risalente a circa 14.000 anni fa), ma questo ritrovamento rappresenta la prima indicazione del consumo sociale nel Levante prima della diffusione dell’alcol nell’età del bronzo (circa 3.300 a.e.v.). Gli archeologi hanno trovato residui di amido da chicchi di grano e orzo in antiche terracotte a Tel Tsaf, una città che risale all’era calcolitica, intorno al 5.000 a.e.v., situata nella parte centrale della Valle del Giordano. Studiato al microscopio, l’amido ha mostrato segni di un processo di fermentazione indicando il suo utilizzo nella produzione di alcol. In base alle altre scoperte fatte in precedenza a Tel Tsaf, ha spiegato Danny Rosenberg dell’Università di Haifa, “possiamo immaginare questa comunità in via di sviluppo che organizza eventi in cui vengono consumate grandi quantità di cibo e birra in un contesto sociale, e non solo in un contesto cerimoniale”. Tel Tsaf è particolarmente interessante in quanto è una delle poche comunità conosciute nella regione dall’era calcolitica, un periodo di transizione dalle società agricole composte da piccole comunità a quelle che costruivano città più grandi.

Il sito archeologico di Tel Tsaf (clicca per ingrandire)

Il calciatore siriano Firas Al-Khatib è stato espulso lunedì dalla nazionale e dalla Federazione sportiva generale del suo paese dopo che ha giocato in una partita promozionale con un allenatore israeliano. Il Comitato olimpico siriano ha annunciato che Al-Khatib è stato espulso per “aver violato i valori e gli ideali dell’organizzazione e aver deviato dai suoi principi nazionali”. La partita promozionale della FIFA Arab Cup ha visto protagonisti ex calciatori dei paesi arabi e di tutto il mondo. La squadra è stata allenata dall’israeliano Avram Grant. Tre calciatori algerini si sono ritirati per questo motivo, altri giocatori arabi hanno cancellato la bandiera israeliana dalle loro magliette. La stessa cosa dice di aver fatto anche Al-Khatib, che si è anche affrettato a chiedere scusa “ai sostenitori della causa palestinese in tutto il mondo e al popolo palestinese per lo stress psicologico” causato dalla sua partecipazione alla partita, ma evidentemente tutto questo non è basato ai dirigenti sportivi del regime di Damasco.