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Il Ministero israeliano per la protezione ambientale ha comunicato giovedì d’aver bloccato il previsto accordo tra una società israeliana e una degli Emirati Arabi Uniti per il trasporto di petrolio dal Golfo all’Europa attraverso la città portuale israeliana di Eilat, sul Mar Rosso, dove si trova una fragile barriera corallina. “Abbiamo bloccato l’ingresso di decine di petroliere nel golfo di Eilat” ha dichiarato la ministra per la protezione ambientale Tamar Zandberg, aggiungendo che Israele “non diventerà un ponte per l’inquinamento in un’era di crisi climatica”.

Il precorso che avrebbe seguito il trasporto di petrolio secondo l’accordo bloccato giovedì (clicca per ingrandire)

Dopo due giorni di intense ricerche, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato domenica mattina due palestinesi accusati d’aver compiuto l’attentato mortale di giovedì scorso costato la vita allo studente di yeshivà Yehuda Dimantman. I due sono stati catturati, insieme a due presunti complici, in una casa del villaggio di Silat al-Harithiya, a nord di Jenin in Cisgiordania, dopo che l’abitazione era stata circondata dai militari. Nell’edificio sono state trovate varie armi, fra cui quelle usate nell’attacco. Il primo ministro Naftali Bennett ha elogiato le forze di sicurezza per la rapida cattura dei presunti terroristi e ha aggiunto: “Ogni terrorista deve sapere che Israele salderà sempre i conti e che non c’è nessun luogo dove possa nascondersi”.

Un israeliano è stato ucciso e altri due feriti, tutti studenti di yeshivà, in un attentato a colpi d’arma da fuoco che ha bersagliato giovedì sera il veicolo su cui i tre giovani stavano transitando tra l’ex insediamento di Homesh e la comunità Sdi havei Shomron, nella Cisgiordania settentrionale. Homesh è uno dei quattro insediamenti in Cisgiordania che Israele ha sgomberato nell’estate 2005 in concomitanza con il ritiro completo dalla striscia di Gaza. “Le forze di sicurezza metteranno le mani su questi terroristi – ha dichiarato il ministro della Difesa Benny Gantz – Continueremo a fare ricorso a tutte le nostre capacità su tutti i fronti contro le organizzazioni terroristiche”. Dal canto suo, il portavoce di Hamas, Hazim Qasim, ha dichiarato: “Hamas benedice questa eroica operazione contro le forze di occupazione e i coloni assassini”. Hani al-Thawabta, alto esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha celebrato in tv il mortale attentato terroristico aggiungendo: “Il messaggio è che combatteremo l’occupazione con il linguaggio dei proiettili”. Anche Tariq Izz al-Din, portavoce del ramo in Cisgiordania della Jihad Islamica Palestinese, ha elogiato l’attentato, ma nessuna fazione lo ha esplicitamente rivendicato.

La scena dell’attentato di giovedì sera (clicca per ingrandire)

Nel bagagliaio di un veicolo fermato nel quartiere Musrara di Gerusalemme per un’infrazione stradale, la polizia israeliana ha trovato e sequestrato antichi manufatti trafugati da tombaroli abusivi probabilmente in un sito archeologico vicino al valico di Tarqumiya, ai piedi delle colline di Giudea, dove di recente erano stati segnalate attività illegali. Il sito consiste in un complesso di nascondigli usati dai ribelli di Bar Kochba durante la rivolta anti-romana del 132-136 e.v. Gli esperti della Israel Antiquities Authority ritengono che i reperti facessero parte di un bottino di guerra catturato ai Romani dai ribelli ebrei quasi 2.000 anni fa. Vi sono, fra l’altro, due incensieri di bronzo che probabilmente appartenevano a romani benestanti, una brocca in bronzo con la raffigurazione di una scena di banchetto romano, una giara tripode in pietra decorata, lampade in terracotta e centinaia di monete risalenti al periodo tardo romano. “Questi antichi reperti incarnano la storia del paese – dice Eli Eskozido, direttore della Israel Antiquities Authority – ma per i tombaroli e trafficanti sono solo merce da vendere al miglior offerente per pura avidità. È estremamente importante prevenire i traffici illegali di antichità e recuperare i reperti perché siano restituiti al pubblico e allo stato”.

Brocca da vino romana in bronzo (clicca per ingrandire)

L’Ucraina riconosce Gerusalemme come capitale d’Israele e il prossimo anno aprirà nella città una succursale della sua ambasciata, durante una visita del presidente Volodymyr Zelensky. Lo ha annunciato giovedì l’inviato ucraino Yehven Korniychuk in occasione di un evento per i 30 anni dei rapporti Israele-Ucraina, a cui era presente il ministro israeliano Ze’ev Elkin che è cresciuto a Kharkiv, in Ucraina. La succursale dell’ambasciata ucraina si occuperà di promuovere i legami bilaterali nel commercio e nella tecnologia.

Il governo israeliano ha posticipato fino a nuovo avviso l’applicazione del controverso obbligo di green pass per l’ingresso nei centri commerciali: sarebbe dovuto entrare in vigore venerdì, ma non si è raggiunto un accordo sulle precise modalità. “Vogliamo evitare un ampio contagio nei luoghi pubblici – ha spiegato la ministra dell’economia Orna Barbivai – Gli israeliani stanno vedendo la diffusione della variante Omicron in Europa e nel mondo, ma nessuno di noi vuole causare inutili danni all’economia e al commercio”.

 

Un portavoce delle chiese cristiane in Terra Santa ha accusato Israele di discriminare i turisti cristiani durante il periodo delle festività natalizie, citando il divieto d’ingresso a stranieri a causa della variante Omicron ripristinato alla fine di novembre e prorogato almeno fino al 29 dicembre, e alcune esenzioni che sarebbero state concesse al “turismo ebraico”. Secca la smentita del Ministero degli esteri israeliano: “Queste infondate accuse di condotta discriminatoria sono oltraggiose, false e pericolose. Ci aspettiamo che i leader religiosi non promuovano infondati discorsi di odio e istigazione che servono solo a gettare benzina sul fuoco dell’antisemitismo e possono sfociare in violenze e far del male a innocenti. Il preposto Comitato – continua la nota del Ministero – esamina ogni richiesta (di esenzione) senza pregiudizi né discriminazioni verso alcuna razza o religione. Nei giorni scorsi il Comitato ha rilasciato numerosi permessi, sia a ebrei che a cristiani, e alcune delle richieste approvate provenivano dalle autorità ecclesiastiche in Israele, compresi permessi d’ingresso nel paese di sacerdoti per le imminenti festività cristiane”.

Paul David Hewson, leggendario vocalist degli U2 più noto come Bono, ha investito in UBQ Materials, società israeliana che converte rifiuti destinati alla discarica in un materiale riciclabile sostituto della plastica.

Alti dirigenti di Hamas hanno accusato mercoledì l’Autorità Palestinese di condurre una campagna in Giudea e Samaria contro palestinesi affiliati al gruppo. Hamas, che nel 2007 con un golpe sanguinoso ha strappato il controllo della striscia di Gaza alla fazione rivale Fatah, afferma che le forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese hanno preso di mira i suoi sostenitori durante celebrazioni di detenuti scarcerati e hanno vietato l’esibizione di bandiere di Hamas. L’Autorità Palestinese ha respinto le accuse affermando che l’escalation è alimentata da Hamas con l’obiettivo di minare la stabilità nell’area. Entrambe le parti si accusano a vicenda di “fare il gioco” di Israele.

Polizia e servizi di sicurezza israeliani hanno dato notizia giovedì dell’arresto, avvenuto a fine novembre con l’accusa di spionaggio a favore di Hamas, di un arabo israeliano di Giaffa con parte della famiglia a Gaza e di un palestinese della striscia di Gaza con permesso di lavoro in Israele. Secondo l’indagine, i due erano stati reclutati da Hamas per raccogliere informazioni e immagini delle Forze di Difesa israeliane e in particolare delle batterie di difesa missilistica “Cupola di ferro”.