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Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, giovedì notte vicino a Damasco posizioni militari del regime siriano e un deposito di armi utilizzato da Hezbollah sono stati colpiti da attacchi aerei attribuiti a Israele.

Due palestinesi di Ramallah in possesso di mitra artigianali sono stati individuati in tempo e arrestati, giovedì, dai soldati israeliani in servizio al valico di Shomron fra Cisgiordania e Israele.

Israele celebra quest’anno Yom HaShoà con il titolo: “Fino all’ultimo ebreo: a ottant’anni dall’inizio dell’annientamento di massa”. Gli eventi commemorativi, iniziati mercoledì sera con le tradizionali sei fiaccole accese al memoriale Yad Vashem di Gerusalemme da sei sopravvissuti (Shmuel Naar, Zehava Gealel, Yossi Chen, Halina Friedman, Sara Fishman e Manya Bigunov), terminano giovedì sera al kibbutz Lohamei HaGetaot (Combattenti dei ghetti), nel nord del paese. Alle 10 del mattino, tutto Israele si ferma per due minuti al suono delle sirene. A differenza dell’anno scorso, l’allentamento delle misure anti-pandemia permette quest’anno di tenere eventi commemorativi “in presenza”, fra cui il progetto Zikaron BaSalon (Memoria in salotto): incontri con sopravvissuti in case private.

Le sei fiaccole della memoria allo Yad Vashem di Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Maher Ibrahim, l’infermiere musulmano dell’HaEmek Medical Center di Afula che lo scorso febbraio recitò di propria iniziativa la preghiera ebraica “Shemà Israel” per un anziano ebreo che stava morendo di covid-19, è stato scelto come uno dei cittadini israeliani chiamati ad accedere la tradizionale torcia durante la cerimonia ufficiale della 73esima Giornata dell’Indipendenza d’Israele, che ricorre la prossima settimana (secondo il calendario ebraico). Ibrahim accenderà la torcia a nome dei medici e paramedici israeliani che operano “tutti insieme per salvare vite umane, siano essi ebrei o arabi, religiosi o laici”. Ibrahim ha detto a Canale 12 che si sente “onorato e fiero” per se stesso e “per tutti coloro che insieme a noi hanno combattuto la pandemia nell’ultimo anno”.

L’infermiere Maher Ibrahim mentre parla a Canale 12 dall’HaEmek Medical Center di Afula (clicca per ingrandire)

Il sistema di difesa anti-missilistica israeliano “Cupola di ferro” ha festeggiato mercoledì il suo decimo compleanno: infatti, era il 7 aprile 2011 quando intercettò per la prima volta un razzo a corto raggio lanciato dalla striscia di Gaza verso un centro abitato israeliano. Da allora Kippat barzel (“Cupola di ferro”) ha effettuato con successo circa 2.500 intercettazioni che hanno prevenuto una quantità incalcolabile di morti, sofferenze e distruzioni nella popolazione israeliana ma anche, di conseguenza, nelle popolazioni palestinese e libanese di cui i terroristi si fanno scudo. Lo ha ricordato alla cerimonia il ministro della difesa Benny Gantz che ha poi aggiunto, parlando ai militari della difesa aerea: “Israele è il paese più forte della regione e rimarrà tale per due ragioni: perché non abbiamo altra scelta e perché ci sono persone come voi, come quelle che vi hanno preceduto e quelle che vi seguiranno, che adempiono il loro dovere con tanto scrupolo e dedizione. Abbiamo sistemi difensivi attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno – ha concluso Gantz – e siamo pronti ad agire su qualsiasi fronte, a qualsiasi distanza e su qualunque scala a cui le Forze di Difesa israeliane siano chiamate a intervenire”.

il ministro della difesa Benny Gantz parla alla cerimonia per il 10 anni di Cupola di ferro (clicca per ingrandire)

 

Per la prima volta Yom HaShoà, la Giornata israeliana della Memoria dell’Olocausto, viene celebrata anche in un paese arabo. Ne ha dato notizia Canale 12 riferendo di vari eventi in programma a Duba fra mercoledì sera e giovedì, con la partecipazione di delegazioni di ebrei e musulmani, insieme a decine di influencer dei social network del Golfo. Giovedì sera l’Associazione delle Comunità ebraiche del Golfo ospita un webinar con giovani musulmani degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein “che parleranno delle loro esperienze di visita a Yad Vashem”, a Gerusalemme.

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WAM, l’agenzia di stampa ufficiale degli Emirati Arabi Uniti, ha recentemente lanciato un sito di notizie in ebraico, il primo di questo genere negli Emirati Arabi Uniti e nel Golfo in generale. Il sito è partner dell’agenzia di stampa israeliana Tazpit Press Service la quale, oltre all’accordo con WAM, ha anche stretto partnership con agenzie di stampa in Spagna, Romania, Azerbaigian, Armenia e Macedonia del Nord. L’agenzia degli Emirati WAM copre eventi di attualità locale, regionale e globale 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in 19 lingue diverse ed è consultata ogni giorno da milioni di utenti in Medio Oriente e altrove. WAM ha anche lanciato diversi account in lingua ebraica su varie piattaforme di social network. “Il nuovo servizio di notizie in lingua ebraica è un’altra fase nell’attuazione degli Accordi di Abramo e delle relazioni pacifiche che si sviluppano tra gli Emirati Arabi Uniti e lo Stato d’Israele in numerosi campi” ha affermato il CEO di WAM, Mohammed Jalal Al Raisi.

Il sito di WAM in ebraico (clicca per ingrandire)

Mentre Israele abbandona gradualmente le misure anti-pandemia, l’Ufficio Centrale di Statistica ha pubblicato nuovi dati da cui risulta che, nella prima metà di marzo, la disoccupazione è scesa al 12,7%. Il dato include i lavoratori in congedo non retribuito. Senza questi ultimi, contando solo chi sta attivamente cercando un impiego il tasso si attesta al 9,8%.

Israele ed Emirati Arabi Uniti stanno cooperando contro le minacce informatiche. Lo ha detto ad Ha’aretz Mohamed Hamad Al-Kuwaiti, il massimo funzionario della sicurezza informatica degli Emirati, spiegando che Israele ha recentemente condiviso informazioni su un attacco informatico di Hezbollah che aveva preso di mira numerosi paesi, inclusi gli Emirati Arabi Uniti. “Abbiamo una grande collaborazione e rapporti diretti – ha detto Al-Kuwaiti, intervenendo all’evento israeliano Global CyberTech, quest’anno ospitato a Dubai – Non importa chi ci attacca. Dobbiamo tutti cooperare sui meccanismi di difesa e in particolare sulle tattiche, le tecniche e i metodi degli aggressori”.

“In meno di quattro mesi abbiamo prodotto 55 kg di uranio arricchito al 20%. In circa otto mesi possiamo raggiungere i 120 kg”. Lo ha detto mercoledì Behrouz Kamalvandi, portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran, alla tv di stato di Teheran (citata dalla Reuters). L’uranio arricchito al 20% è tecnicamente a pochi passi dal 90% necessario per produrre un’arma nucleare.