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Il sistema scolastico pubblico israeliano tornerà gradualmente alla normalità entro un mese, salvo eventuali sviluppi negativi nel tasso di contagi da coronavirus. Lo ha detto lunedì il commissario anti-coronavirus, Nachman Ash, annunciando per la prima volta dall’inizio della pandemia un piano dettagliato per ripristinare completamente lo studio a scuola degli alunni di ogni ordine e grado.

Centinaia di residenti della città arabo-israeliana di Baqa al-Gharbiyye hanno tenuto lunedì una cerimonia di benvenuto per il loro concittadino Rushdi Hamdan Abu Mukh, scarcerato dopo aver scontato 35 anni per l’omicidio a sangue freddo del soldato israeliano Moshe Tamam, sequestrato nel 1984 allo svincolo di Netanya mentre tornava a casa dalla sua base, e successivamente ucciso vicino a Jenin, in Cisgiordania. Abu Mukh era membro della cellula del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina che commise l’assassinio. Gli altri terroristi della cellula, tutti cittadini arabi israeliani, stanno scontando l’ergastolo. Anche Abu Mukh era stato condannato all’ergastolo, ma nel 2012 l’allora presidente d’Israele Shimon Peres decise di ridurre la pena a 35 anni. Un video pubblicato sui social network mostra l’accoglienza da eroe che è stata riservata lunedì ad Abu Mukh, mentre sfila in una strada principale della sua città. A quanto risulta, Abu Mukh è uno dei terroristi detenuti che ha percepito fra le più ingenti somme che l’Autorità Palestinese versa come vitalizzi a coloro che hanno perpetrato attentati terroristici contro israeliani.

Un fermo immagine dal video della sfilata d’onore del terrorista Rushdi Hamdan Abu Mukh nella sua città natale di Baqa al-Gharbiyye (clicca per ingrandire)

Un 42enne palestinese che si è avventato con l’auto contro soldati israeliani in servizio nelle prime ore di martedì mattina a un posto di controllo anti-terrorismo presso il villaggio di Bir Nabala, vicino a Ramallah, è rimasto ucciso dall’immediata reazione dei militari.

Il Commissario anti-pandemia del governo israeliano, Nachman Ash, ha detto lunedì in un’intervista a YnetNews che l’obbligo di indossare mascherine all’aperto verrà probabilmente abbandonato dalla prossima settimana grazie alla netta diminuzione dei casi di contagio. Ash ha aggiunto che le mascherine saranno ancora necessarie nei luoghi chiusi e negli assembramenti.

Clienti e venditori con le mascherine al mercato Mahane Yehuda di Gerusalemme (clicca per ingrandire)

L’Italia consentirà ai passeggeri provenienti da Regno Unito, Austria e Israele di sottoporsi a una quarantena più breve di soli cinque giorni all’ingresso nel paese. In base alle nuove regole che entrano in vigore martedì, le persone provenienti dai paesi con meno restrizioni dovranno comunque presentare un tampone negativo effettuato entro 48 ore dall’arrivo in Italia e fare un secondo test dopo i cinque giorni di quarantena.

Secondo un nuovo studio israeliano (non ancora sottoposto a revisione paritaria), i vaccinati proteggono anche coloro che non possono o non vogliono essere vaccinati. Lo studio avrebbe rilevato che l’effetto è così netto che ogni aumento di 20 punti dei tassi di vaccinazione degli adulti in una comunità, si dimezza il rischio che i bambini risultino positivi. Gli scienziati hanno notato che le persone che hanno contratto il covid-19 dopo una dose di vaccino presentano una carica virale inferiore e quindi sembrano meno inclini a trasmettere il virus. “Questi risultati forniscono prove fattuali che la vaccinazione non solo protegge i singoli vaccinati, ma fornisce anche protezione trasversale alle persone non vaccinate della comunità” hanno scritto i ricercatori del Technion e del servizio sanitario Maccabi. I bambini hanno fornito un banco di prova ideale in quanto, con pochissime eccezioni, non sono  vaccinati. Ma la questione riguarda anche gli adulti.

Zabulon Simantov, l’ultimo ebreo che vive in Afghanistan, sta per partire alla volta di Israele più di due decenni dopo che vi si è trasferita la sua famiglia. Secondo la Jewish Telegraphic Agency, Simantov era rimasto a Kabul per prendersi cura dell’ultima sinagoga rimasta nel paese mentre l’Afghanistan era devastato da violenze e instabilità. Il commerciante 61enne dice che partirà in autunno per riunirsi a moglie e figlie che hanno fatto l’aliyà nel 1998. La partenza di Simantov significa che la sinagoga di Kabul chiuderà, ponendo fine alla vita ebraica nel paese dopo 2.000 anni o più. La comunità ebraica afghana, una delle più antiche dell’Asia centrale, contava un tempo oltre 80.000 membri. Nel 1951 agli ebrei fu permesso lasciare il paese e la maggior parte si trasferì in Israele, dove attualmente vivono oltre 10.000 ebrei di origine afgana.

Il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen è stato portato in Giordania in elicottero, lunedì, prima di trasferirsi in Germania dove sarà sottoposto a esami medici. Il suo ufficio non ha fornito ulteriori dettagli sul viaggio, che non era stato precedentemente annunciato. Un anonimo funzionario palestinese ha detto che in Germania Abu Mazen si sottoporrà a un “controllo sanitario di routine”. Non sarebbe la prima volta che l’85enne presidente, forte fumatore con una storia di problemi cardiaci, si reca all’estero per cure mediche. Il mese scorso ha ricevuto la prima dose di vaccino anti-coronavirus. Abu Mazen non ha mai indicato un successore. Assunta la carica di presidente provvisorio nel 2004 in seguito alla morte del capo palestinese Yasser Arafat, l’anno successivo Abu Mazen venne eletto per un mandato di quattro anni, ma è poi rimasto ininterrottamente in carica dopo la scadenza del mandato.

L’Autorità Palestinese ha comunicato domenica che sono state presentate 36 liste per le elezioni parlamentari del prossimo maggio, le prime dopo 15 anni. Oltre a Fatah del presidente Mahmoud Abbas, che controlla l’Autorità Palestinese in Cisgiordania, e Hamas, che controlla la striscia di Gaza dal 2007, sono in lizza fazioni dissidenti come la lista “Libertà” guidata da Nasser al-Qudwa, nipote del defunto capo palestinese Yasser Arafat, e sostenuta da Marwan Barghouti, terrorista all’ergastolo in Israele per diversi sanguinosi attentati organizzati durante la seconda intifada (2000-2005). Anche l’ex capo della sicurezza di Fatah a Gaza, Mohammed Dahlan, attualmente in esilio ad Abu Dhabi, sostiene una lista di sfidanti, mentre un’altra è sostenuta dall’ex primo ministro palestinese Salam Fayyad, un ex funzionario della Banca Mondiale che si è fatto una fama di politico anti-corruzione.

 

 

Utilizzando immagini 3D e tecnologia digitale, gli archeologi della Israel Antiquities Authority sono giunti a nuove conclusioni che potrebbero risolvere l’antico mistero delle migliaia croci incise su alcune pareti della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e che finora venivano spiegate come graffiti fatti dai pellegrini. “Questo fenomeno unico ci ha sempre lasciati perplessi” ha detto alla Reuters Amit Re’em, capo del distretto Gerusalemme dell’Authority per le Antichità. I nuovi studi dimostrano che i simboli religiosi sono stati creati da un ristrettissimo numero di persone. “Abbiamo constatato che tutte le croci hanno la stessa profondità e persino il marchio dello scalpellino – spiega Re’em – Probabilmente solo due o tre artigiani hanno fatto tutte quelle croci. Quindi non sono generici graffiti, ma qualcosa di più organizzato”. L’ipotesi è che fosse consuetudine dei pellegrini medioevali pagare degli scalpellini specializzati perché praticassero l’incisione, a nome del fedele, nel luogo più sacro per la cristianità.

Croci incise su un muro della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Clicca per il video su Youtube