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Dopo Bank Hapoalim, anche la banca israeliana Leumi ha annunciato martedì d’aver firmato un memorandum d’intesa con la Emirates NBD e con First Abu Dhabi Bank.

Il ministro degli interni del Bahrein, Rashid bin Abdullah Al Khalifa, ha affermato lunedì che la normalizzazione dei rapporti con Israele tutela gli interessi del Bahrein e rafforza la sua partnership strategica con gli Stati Uniti a fronte delle perduranti minacce dall’Iran. “Non è un abbandono della causa palestinese – ha detto Khalifa, citato dalla Reuters – E’ per rafforzare la sicurezza e la stabilità economica del Bahrein. Se la Palestina è la nostra causa araba, il Bahrein è la nostra causa vitale. L’Iran ha deciso di comportarsi in modo aggressivo sotto diversi aspetti ed è diventato un pericolo costante che danneggia la nostra sicurezza interna. La situazione regionale ci costringe da anni ad affrontare costanti minacce, per la maggior parte sventate. Non è saggio vedere la minaccia e aspettare che si concretizzi se è invece possibile prevenirla in qualche modo”.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno già iniziato a menzionare la normalizzazione con Israele nei programmi e nei libri di testo scolastici del 2020. Lo segnala un rapporto preliminare della ong IMPACT-se secondo il quale, nella materia Educazione morale introdotta negli Emirati nel 2016, viene elogiato l’accordo e insegnata l’importanza delle iniziative di pace, sottolineando che il paese sostiene gli sforzi futuri di riconciliazione tra israeliani e palestinesi. “È straordinario che un libro di testo che parla del trattato di pace Emirati-Israele sia sui banchi di scuola negli Emirati solo due settimane dopo l’annuncio dell’accordo” ha affermato Marcus Sheff, CEO di IMPACT-se. Il capitolo relativo al trattato afferma che lo “storico accordo scaturisce dai valori della nostra vera religione islamica” che sprona alla “creazione e costruzione di ponti di cooperazione”. “Nel libro di testo, il trattato non è presentato solo come un dato di fatto. Agli studenti vengono illustrate le motivazioni religiose, etiche e nazionali a sostegno dell’accordo”, ha spiegato Sheff. Secondo IMPACT-se, l’introduzione della materia Educazione morale risponde allo sforzo del sistema educativo degli Emirati di spingere verso la modernizzazione e lo sviluppo nazionale. “Chiaramente – ha concluso Sheffi – i cittadini di un paese che insegna a scuola la costruzione della pace, la risoluzione dei conflitti e l’accettazione dell’altro saranno più propensi ad abbracciare i trattati di pace firmati dai loro leader”.

“Ci abbiamo lavorato per molti anni e il momento arriverà finalmente domani – ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un video postato alla vigilia della cerimonia della firma degli accordi di normalizzazione con Emirati Arabi Uniti e Bahrain, martedì alla Casa Bianca – E’ una grande svolta nella storia di Israele e del Medio Oriente. Avrà un impatto enorme e vi assicuro che altri paesi stanno per unirsi a noi”. Da parte sua, il ministro della difesa Benny Gantz ha detto alla tv Canale 13 che ha preso visione del testo del trattato che verrà firmato con gli Emirati Arabi Uniti, che è stato redatto “con professionalità” dal Ministero degli esteri e che non contiene nulla di negativo.

Benjamin Netanyahu con in mano copie del Trattato di pace Israele-Emirati Arabi Uniti e della Dichiarazione di pace Israele-Bahrein, nel video postato lunedì sera dall’hotel di Washington (clicca per ingrandire)

 

Un funzionario della delegazione israeliana a Washington ha spiegato che, martedì alla Casa Bianca, il primo ministro Benjamin Netanyahu firmerà un “Trattato di pace” con gli Emirati Arabi Uniti e separatamente una “Dichiarazione di pace” con il Bahrein (che ha annunciato la normalizzazione soltanto venerdì scorso). “Secondo la procedura standard già seguita in passato – ha detto il funzionario – prima firmiamo, poi i documenti saranno sottoposti all’approvazione del governo e dalla Knesset”. Entrambi i documenti menzionano diverse aree di cooperazione pianificate tra i rispettivi paesi. Benché più dettagliato di quello con il Bahrein, anche l’accordo con gli Emirati contempla temi che nel testo saranno solo menzionati, per essere finalizzati e aggiunti successivamente.

Emirates NDB, la più grande banca di Dubai, e Bank Hapoalim, il più grande istituto di credito d’Israele, hanno firmato lunedì un memorandum d’intesa per promuovere i rapporti di cooperazione reciproca.

Intervistato dal quotidiano al-Ittihad di Abu Dhabi, il ministro degli esteri israeliano Gabi Ashkenazi ha esortato la dirigenza palestinese a tornare al tavolo dei negoziati. “Chiedo alla dirigenza palestinese di capire la realtà, essere responsabile, svolgere un ruolo di leadership simile a quello degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein e tornare al tavolo dei negoziati – ha detto Ashkenazi – Non dobbiamo restare bloccati nel passato se vogliamo arrivare alla pace nella regione”. “Le reazioni positive dei cittadini degli Emirati Arabi Uniti sui social network – ha aggiunto Askhenazi – ci hanno riempito il cuore di calore e ci hanno infuso speranza nella sicurezza e amicizia tra i popoli”.

Il ministro della difesa israeliano Benny Gantz ha parlato al telefono con il suo omologo del Bahrein, Abdullah bin Hassan al-Nuaimi, in vista della firma dell’accordo di normalizzazione tra i due paesi. Ne hanno dato notizia lunedì i mass-media statali del Bahrein. “I due ministri hanno discusso l’importanza degli accordi e della crescente normalizzazione con Israele per la stabilità regionale in Medio Oriente – ha affermato l’ufficio di Gantz – e hanno parlato della reciproca aspettativa di stabilire una stretta collaborazione che contribuisca alla capacità di entrambi di preservare la sicurezza regionale”. Gantz ha invitato al-Nuaimi a recarsi in Israele per una visita ufficiale.

Il ministro dell’industria e del commercio del Bahrein, Zayed bin Rashid Al Zayani, e il ministro della cooperazione regionale israeliana, Ofir Akunis, hanno parlato al telefono di cooperazione commerciale, industriale e turistica tra i due paesi. Ne ha dato notizia lunedì l’agenzia di stampa statale del Bahrain BNA. “La normalizzazione avrà un impatto positivo sulle economie di entrambi i paesi”, afferma la nota della BNA. A differenza degli Emirati Arabi Uniti, fa notare Raphael Ahren su Times of Israel, il Bahrein non ha bisogno di abolire la legge che impone il boicottaggio di Israele perché lo ha già fatto anni fa. Tuttavia, i funzionari di Manama hanno immediatamente iniziato a rimuovere svariate norme e regolamenti che ostacolano le interazioni formali con Israele.

E’ stato condannato dal tribunale di Lod a tre ergastoli l’israeliano Amiram Ben Uliel, giudicato responsabile dell’attacco del luglio 2015 con ordigni molotov contro una casa palestinese nel villaggio di Duma (Cisgiordania) che causò la morte di tre membri della famiglia Dawabshe, tra cui il piccolo Ali di 18 mesi. Il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’allora ministro della difesa Moshe Ya’alon avevano più volte condannato il crimine, garantendo all’Autorità Palestinese e al resto del mondo che i responsabili sarebbero stati consegnati alla giustizia.