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Stando a quanto pubblicato giovedì dal quotidiano panarabo edito a Londra al-Araby al-Jadid, l’establishment della difesa israeliano avrebbe esortato l’Egitto a riaprire il valico di Rafah tra Sinai e striscia di Gaza per cercare di prevenire nuove ondate di violenze a Gaza e ai suoi confini.

Raja Za’atra, capo della sezione di Haifa del partito comunista israeliano Hadash, è stato nominato membro della Commissione difesa civica della città. Dopo l’elezione, lo scorso novembre, della sindaca laburista Einat Kalisch Rotem, aveva suscitato vivaci polemiche la nomina di Za’atra a vice sindaco di Haifa a causa delle sue precedenti prese di posizione a sostegno delle organizzazioni terroristiche Hamas e Hezbollah. Alla fine, Za’atra si era dimesso dicendo che non intende ritrattare le sue dichiarazioni e aveva ceduto il posto alla numero due della sua lista, Shahira Shalab, alla quale vengono peraltro attribuite posizioni molto simili. Ora la nomina di Za’atra in una commissione che è istituzionalmente a conoscenza di informazioni classificate è stata accolta con grande “sconcerto” da alcuni alti funzionari della Municipalità, citati giovedì da Israel HaYom.

La polizia militare israeliana ha arrestato, mercoledì, un comandante di plotone e quattro soldati accusati d’aver picchiato due palestinesi che erano sotto la loro custodia dopo essere stati arrestati perché sospettati di coinvolgimento nell’attentato presso di Givat Asaf dello scorso dicembre. I cinque militari appartengono al Battaglione Netzah Yehuda, della Brigata Kfir, composto da religiosi ortodossi. I due palestinesi erano stati arrestati nell’area di Ramallah nel quadro delle ricerche dei responsabili dell’attentato con armi da fuoco a una fermata d’autobus che aveva provocato la morte di due soldati dello stesso battaglione Netzah Yehuda.

Eilat, la località turistica israeliana sulla costa del Mar Rosso, compare al sesto posto nell’elenco delle mete di viaggio consigliate dal New York Times per il 2019. “Con l’apertura all’inizio di quest’anno del nuovo aeroporto Ramon, nella spettacolare valle di Timna – scrive la reporter Debra Kamin – il mondo vi si potrà recare in volo diretto”.

Nel 2018 le aziende hi-tech israeliane hanno raccolto la cifra record di 6,4 miliardi di dollari in 623 operazioni finanziarie, segnando il sesto anno consecutivo di crescita record nella raccolta di capitali. E’ quanto risulta dai dati pubblicati mercoledì da IVC Research Center e da Zysman, Aharoni, Gayer & Co. Benché il numero di operazioni sia leggermente diminuito rispetto alle 661 del 2017, il capitale totale raccolto è aumentato del 17%. Dal 2013 i finanziamenti hi-tech annuali sono cresciuti di circa il 120%. Confermando il trend degli ultimi anni, le operazioni inferiori ai 5 milioni hanno continuato a diminuire mentre hanno continuato ad aumentare quelle superiori ai 20 milioni di dollari.

L’Autorità Palestinese ha tagliato gli stipendi dei parlamentari di Hamas in Cisgiordania, dopo che il mese scorso il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha sciolto l’assemblea legislativa di 132 membri. Il vicepresidente del parlamento palestinese, Hassan Khreisheh, ha dichiarato mercoledì che questa settimana hanno ricevuto i loro stipendi tutti i parlamentari eccetto 48 di loro, per lo più affiliati a Hamas. Dirigenti palestinesi allineati con il movimento Fatah di Abu Mazen hanno minacciato ulteriori azioni contro Hamas per il suo rifiuto di cedere il controllo sulla striscia di Gaza.

Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per i negoziati internazionali Jason Greenblatt ha criticato martedì l’Autorità Palestinese, che a sua volta aveva attaccato il consigliere per la sicurezza nazionale Usa John Bolton e l’ambasciatore Usa in Israele David Friedman per essersi recati in visita al Muro Occidentale (“del pianto”) a Gerusalemme. “Rappresentanti dell’Autorità Palestinese hanno criticato Bolton e Friedman per aver visitato aree ebraiche storiche di Gerusalemme – ha twittato Greenblatt – Questi rappresentanti si renderanno mai conto che la pace può essere costruita solo sulla verità e sulla realtà? Non si possono cancellare la verità né la storia. E’ ora di comportarsi da persone serie”.

L’Unione Europea ha accettato di mettere sulla sua lista delle organizzazioni terroriste la Sezione sicurezza interna del Ministero dell’Intelligence iraniano, accusata da Danimarca e Francia d’aver pianificato attentati in Europa. Lo ha comunicato martedì il ministro degli esteri danese, Anders Samuelsen. La Francia accusa la sezione d’essere implicata nel piano per un attentato esplosivo contro una manifestazione di oppositori iraniani lo scorso 30 giugno presso Parigi. La Danimarca la accusa d’aver progettando l’assassinio di un oppositore iraniano, sempre a ottobre, su suolo danese. Martedì anche il ministro degli esteri olandese, Stef Blok, in una lettera al parlamento ha accusato l’Iran di coinvolgimento nell’assassinio di due cittadini olandesi di origine iraniana, oppositori del regime di Teheran, rispettivamente ad Almere nel 2015 e a L’Aia nel 2017.

La fondazione israelo-americana BIRD (Binational Industrial Research and Development) ha annunciato martedì che investirà 7,3 milioni di dollari in otto nuovi progetti di innovazione nei settori agritech, energia, education-tech, sanità digitale, apparecchi medici e sicurezza nazionale. Creata nel 1977 dai governi Usa e israeliano, la BIRD Foundation promuove collaborazioni fra aziende statunitensi e israeliane in vari settori tecnologici per sviluppare prodotti congiunti. Fino ad oggi la fondazione ha investito quasi 350 milioni di dollari in 974 progetti, con vendite di prodotti successivamente sviluppati dalle società per un valore complessivo stimato in oltre 10 miliardi di dollari. Nell’ambito del programma, la BIRD Foundation fornisce finanziamenti fino al 50% del budget di un progetto, dalla ricerca e sviluppo fino alle fasi iniziali di vendita e marketing. I finanziamenti vengono poi rimborsati come royalties in caso di successo commerciale del progetto.

Nel 2018 il commercio israeliano ha toccato livelli senza precedenti, stabilendo il nuovo record annuale di oltre 110 miliardi di dollari in esportazioni. E’ quanto risulta dalle stime pubblicate martedì dall’Amministrazione del Commercio estero presso il Ministero dell’economia e dell’industria israeliano. L’aumento stimato del 7% delle esportazioni rispetto al 2017 è dovuto alla rapida crescita in vari settori, tra cui l’incremento del 14% nell’esportazione di servizi, ora valutate a circa 51 miliardi di dollari. Il sotto-settore in più rapida crescita sono i servizi relativi alla tecnologia (+20%), mentre le esportazioni di merci sono aumentate di un più modesto 3%. I mercati più interessati dagli aumenti includono la Cina, dove le esportazioni sono aumentate del 52% toccando i 5,03 miliardi di dollari, il Giappone (+42%, 1,16 miliardi di dollari), il Brasile (+28%, 1,16 miliardi di dollari) e l’Argentina (+16%, 0,16 miliardi di dollari): cifre che confermano la crescente importanza di Asia e America Latina come mercati emergenti per i produttori israeliani. L’anno scorso ha visto anche un aumento del sostegno da parte del governo agli esportatori israeliani, con l’approvazione di 281 domande d’assistenza su 413 presentante (+16% nel numero di approvazioni e +18% nel sostegno finanziario totale).