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Secondo un sondaggio commissionato dalla tv pubblica israeliana Kan, il partito al governo Likud ha sorpassato per la prima volta la lista centrista Blu e Bianco. Secondo il sondaggio, condotto sull’onda delle crescenti tensioni in Cisgiordania e nella striscia di Gaza, se si votasse oggi il partito di Netanyahu prenderebbe 31 seggi mentre la lista di Gantz-Lapid ne prenderebbe 30. Il partito Laburista otterrebbe 9 seggi, la lista araba Hadash-Ta’al 8, la formazione Nuova Destra (di Bennett-Shaked) 6 seggi, come gli ultra-ortodossi di Ebraismo Unito della Torà, mentre l’Unione dei Partiti dell’Ala Destra arriverebbe a 4 seggi. Stando a questo sondaggio, il partito Kulanu del ministro delle finanze Moshe Kahlon e il partito Gesher di Orly Levy-Abekasis non supererebbero la soglia elettorale.

Agenti della polizia di frontiera israeliana hanno individuato e arrestato in tempo, domenica pomeriggio, una 17enne palestinese che cercava di entrare nella Tomba dei Patriarchi, a Hebron, con addosso un coltello. Scoperta, la ragazza ha estratto l’arma ma è stata bloccata dai militari senza colpo ferire.

Con 8 voti contro 1, la Corte Suprema israeliana ha bloccato domenica la candidatura di Michael Ben Ari, esponente del partito di estrema destra kahanista Otzma Yehudit, per razzismo anti-arabo. La Corte ha invece respinto la petizione contro la candidatura della liste arabe Ra’am-Balad e Hadash-Ta’al e di Ofer Kasif, esponente della lista di estrema sinistra Hadash.

Domenica pomeriggio è stata trovata una bomba a mano, attaccata a un modellino d’aeroplano, sulla statale 234, adiacente alla Striscia di Gaza. Gli artificieri israeliani hanno chiuso la strada al traffico per disinnescare in sicurezza l’ordigno.

Tutto Israele è nel raggio dei missili di Hezbollah. Lo ha dichiarato il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana, Mohammad Ali Jafari, in un’intervista rilasciata domenica alla rivista in lingua persiana Soroush. “Mentre un tempo sognavano di espandersi territorialmente dal Nilo all’Eufrate – ha aggiunto Ali Jafari, citando come autentica una famosa calunnia della propaganda anti-sionista – e hanno cercato di realizzare questo desiderio per 50 anni, oggi si può vedere che non sono stati capaci di espandere il loro territorio nemmeno di un centimetro. Hanno persino perduto alcuni dei territori che avevano già occupato, e ora sono sotto assedio su tutti i loro confini. In poche parole – ha concluso il comandante iraniano – possiamo dire che il nemico non ha avuto successo nella regione e tutti i suoi complotti si sono conclusi con un loro fallimento e un successo per la Rivoluzione Islamica e il Fronte della Resistenza”.

Gal Keidan, 19enne soldato israeliano di Beersheba, è stato ucciso, e altri due israeliani sono stati gravemente feriti, domenica mattina vicino ad Ariel, in Cisgiordania, da un terrorista palestinese (forse con dei complici) che ha dapprima accoltellato a freddo il giovane e gli ha sottratto l’arma con la quale gli ha sparato, uccidendolo; poi ha usato l’arma per sparare a tre veicoli di passaggio, ferendo un civile (Achiad Ettinger, di 47 anni), e si è quindi impadronito di un’auto con la quale si è diretto verso un altro incrocio dove ha sparato a una terza persona, prima di proseguire verso il vicino villaggio palestinese di Bruchin dove ha abbandonato il veicolo rubato facendo perdere le proprie tracce. Le Forze di Difesa israeliane hanno lanciato in tutta la Cisgiordania settentrionale la caccia al terrorista (probabilmente ferito dalla prima reazione dei soldati aggrediti). Secondo quanto riferito, i palestinesi della zona sono stati esortati dai loro dirigenti a far sparire le telecamere di sicurezza per rendere più difficili le ricerche. “Sono sicuro che questi terroristi saranno catturati e consegnati alla giustizia, esattamente come quelli che hanno commesso attentati simili prima di loro”, ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Con un comunicato, la Jihad Islamica palestinese ha acclamato l’attentato e celebrato “gli eroi ribelli in Cisgiordania”, pur non rivendicandone la diretta responsabilità. Anche Hamas ha esaltato il mortale attentato come una “risposta ai crimini dell’occupazione israeliana a Gerusalemme e alla moschea di Al-Aqsa”, aggiungendo che “l’oppressione non riuscirà a sconfiggere la volontà del nostro popolo di proseguire sulla via della jihad”. Nella striscia di Gaza, attivisti palestinesi hanno distribuito dolci per le strade per “festeggiare” l’attentato terroristico presso Ariel.

Centinaia di palestinesi sono scesi per le strade nella striscia di Gaza, sabato, per il terzo giorno consecutivo di proteste di piazza contro il caro-vita nell’enclave costiera controllata da Hamas. Durante le manifestazioni, almeno 80 membri di Fatah sono stati arrestati dagli uomini di Hamas che hanno arrestato anche giornalisti e attivisti per i diritti umani. Domenica l’inviato delle Nazioni Unite, Nickolay Mladenov, ha condannato “con forza” Hamas per quella che ha definito “la campagna di arresti e violenze” contro i manifestanti palestinesi, comprese donne e bambini, e “il brutale pestaggio di giornalisti e personale della Commissione indipendente per i diritti umani”.

“Giusto perché lo sappiate, se Israele deciderà di avviare un’operazione militare a Gaza, l’Egitto e i suoi alleati non muoveranno un dito per fermarlo, anche se decidesse di rovesciare il vostro regime e conquistare la striscia di Gaza”. E’ quanto avrebbero detto i rappresentanti dei servizi segreti egiziani ai capi di Hamas, Yahya Sinwar e Ismail Haniyeh, la sera di giovedì scorso quando, durante un incontro per mediare una tregua con Israele, giunse la notizia dei razzi lanciati su Tel Aviv. Il drammatico colloquio è stato riferito a Israel HaYom da un alto funzionario egiziano che ha partecipato alla riunione. “Per quanto pensate di andare avanti con questo doppio gioco? – avrebbero esclamato i delegati del Cairo – Mentre siamo qui a discutere i dettagli di un cessate il fuoco con Israele, voi alle nostre spalle autorizzate i vostri a sparare su Tel Aviv?”. I funzionari dell’intelligence egiziana non si sono mostrati convinti delle smentite di Hamas. “State mentendo – avrebbero detto a Sinwar e Haniyeh – Il sangue di Gaza che verrà sparso ricade sulle vostre mani, le stesse mani con cui provocherete la distruzione di Gaza e la caduta del vostro regime”.

Un account su Twitter in lingua araba, lanciato il mese scorso dal Ministero degli esteri israeliano come apertura diplomatica verso gli stati del Golfo, ha raggiunto i 10.000 follower. Secondo il Ministero, i messaggi postati (una combinazione di politica, tecnologia, sport e “altre aree di reciproco interesse tra cui la questione iraniana”) funzionano come “un’ambasciata virtuale pensata per promuovere il dialogo tra Israele e il Golfo”.

Tutto il mondo ebraico ha espresso solidarietà alla Nuova Zelanda dopo il massacro terroristico, venerdì scorso, di 50 fedeli musulmani, compresi bambini, in due moschee della città di Christchurch. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha immediatamente dichiarato su Twitter che Israele “piange l’assassinio arbitrario di fedeli innocenti a Christchurch e condanna l’atto di puro terrorismo che ha colpito in Nuova Zelanda”.