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Il 2018 si è confermato un anno record per il turismo verso Israele. Secondo quanto riferito giovedì dall’Ufficio Centrale di Statistica, circa 4,1 milioni di turisti hanno visitato Israele lo scorso anno, marcando un aumento del 14% rispetto al 2017 che era stato a sua volta un anno record.

Due razzi palestinesi (secondo fonti arabe, due Fajr di produzione iraniana) lanciati dalla striscia di Gaza si sono abbattuti giovedì sera su aree non edificate nella regione di Tel Aviv. Non si registrano feriti, ma alcune persone, tra cui un bambino di dieci anni, sono rimaste contuse correndo verso i rifugi. Era dalla guerra anti-Hamas dell’estate 2014 che i razzi da Gaza non raggiungevano la maggiore metropoli israeliana, nel centro del paese. Le Forze di Difesa hanno detto che le sirene d’allarme e il sistema anti-missile Cupola di ferro si sono attivati come previsto, ma non sono state operate intercettazioni in volo dal momento che i razzi si dirigevano verso zone non abitate. Secondo la tv Al-Jazeera, Hamas e Jihad Islamica si sono affrettate a comunicare a una delegazione egiziana presente a Gaza di non essere responsabili dell’aggressione. Un alto ufficiale israeliano ha detto alla tv Canale 13 che i razzi sarebbero stati lanciati da un gruppo diverso da Hamas “interessato a sabotare i recenti sforzi volti a ripristinare la calma nella zona”. I mass-media pro-Hezbollah, come la tv libanese Al-Mayadeen, e pro-Iran, come le agenzie Tasnim e Shehab, hanno celebrato il “bombardamento” di Tel Aviv. In serata il primo ministro Benjamin Netanyahu si è riunito con l’establishment della difesa per valutare la risposta che, secondo un ufficiale citato da Canale 13, sarà forte ma misurata per evitare una escalation.

Le Forze di Difesa israeliane hanno scoperto che il gruppo sciita libanese filo-iraniano Hezbollah sta creando una nuova rete terroristica sulle alture del Golan, a ridosso del confine con Israele, forse all’insaputa dello stesso presidente Bashar Assad. “La forza segreta sul Golan – afferma un comunicato dell’esercito diffuso martedì – è progettata per agire contro Israele non appena le venisse dato l’ordine”. La nuova unità, denominata Golan File o Progetto Golan, è attualmente nelle fasi iniziali e non è ancora operativa. È guidata dal comandante di Hezbollah Ali Mussa Daqduq, che è stato cinque anni in una prigione irachena per un attacco del 2007 che uccise cinque soldati americani nel Governatorato di Karbala. Rilasciato nel 2012, è tornato in Libano ed è stato poi inviato in Siria la scorsa estate. Altri comandanti Hezbollah coinvolti nel progetto clandestino identificati dalle forze israeliane sono Bashar e Ismail Mustafa, Talal Hassoun e Fahim Abu Qais. Il Progetto Golan di Hezbollah è iniziato dopo la riconquista dell’area da parte delle truppe filo-regime. Attualmente i militanti di Hezbollah stanno operando per dotarsi della capacità di raccogliere intelligence ai danni di Israele, operando da posti d’osservazione civili e militari vicini al confine. Il quartier generale del progetto è a Damasco e a Beirut, ma ci sono già decine di agenti operativi nelle città siriane di Hader, Quneitra ed Erneh vicine a Israele. “Il Comando settentrionale e la 210a divisione – ha detto il generale israeliano Amit Fisher – hanno identificato i movimenti del nemico e stanno operando, sia apertamente che in segreto, per localizzarlo, allontanarlo dal confine e garantire la sicurezza del settore”. “Ho un chiaro messaggio per l’Iran e per Hezbollah – ha detto mercoledì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu – Israele sa cosa state facendo e sa dove lo state facendo. Quello che abbiamo rivelato oggi è solo la punta dell’iceberg. Sappiamo molto di più”.

Il presidente turco Recep Tayyip ha definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un “ladro” e un “tiranno che massacra bambini palestinesi di 7 anni”. L’attacco verbale di mercoledì è giunto dopo che il portavoce di Erdogan aveva denunciato Netanyahu come “razzista” per aver detto che Israele è lo stato nazionale del popolo ebraico, e Netanyahu aveva ribattuto definendo Erdogan un dittatore che mette in galera i giornalisti. Mercoledì Netanyahu ha nuovamente ribattuto affermando: “”Erdogan, il dittatore che getta in prigione decine di migliaia di oppositori politici, commette omicidi di massa dei curdi e occupa la parte settentrionale di Cipro, vuole dare lezioni allo stato d’Israele e alle Forze di Difesa israeliane in fatto di democrazia ed etica militare: una barzelletta. Erdogan ha solo da imparare da noi su come rispettare tutte le religioni e tutelare i diritti umani”.

Parlando mercoledì ai giornalisti a Ginevra, un alto ufficiale delle Forze di Difesa israeliane ha dettagliatamente criticato il recente rapporto della Commissione d’inchiesta dell’Onu sui fatti di Gaza che accusava le truppe israeliane di sparare “intenzionalmente” a bambini, giornalisti, operatori sanitari e altri civili. “Per la commissione Onu – ha detto l’ufficiale israeliano – Hamas è totalmente assente: non vedono Hamas e non sentono Hamas, un’organizzazione considerata terrorista da Israele, Stati Uniti, Unione Europea e altri, e che ha il completo controllo delle violenze al confine”. L’ufficiale ha anche detto che l’esercito ha aperto indagini sulla morte di 11 palestinesi durante le violenze a Gaza dell’ultimo anno, specificando che queste inchieste vengono sempre avviate quando vi sono “motivi ragionevoli” per sospettare l’esistenza di reati.

Durante una cerimonia martedì in memoria di Levi Eshkol (primo ministro israeliano durante la guerra dei sei giorni del ’67), il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto che Israele sta sviluppando relazioni con una mezza dozzina di importanti paesi arabi e musulmani che fino a poco tempo fa erano totalmente ostili a Israele. “E’ un fatto molto significativo per il processo di pace” ha detto Netanyahu. E ha aggiunto: “Solo quando i nostri vicini si convinceranno che la nostra forza e la nostra presenza qui sono fatti incontrovertibili, solo allora alcuni di loro si convinceranno a fare la pace con noi. E noi stiamo portando avanti questo processo di riconoscimento con i nostri vicini: non con tutti, ma con la maggior parte di loro”.

Israele vanta crediti per 158,3 miliardi di dollari da paesi di tutto il mondo, secondo i dati pubblicati lunedì dalla Banca d’Israele e dall’Ufficio Centrale di Statistica. L’importo verrà aggiunto alle riserve in valuta estera della Banca d’Israele, che all’inizio del 2019 si attestavano a 115 miliardi di dollari, cosicché il margine finanziario della  Banca supererebbe ora i 273 miliardi. La somma garantisce una sorta di copertura di sicurezza al paese per fronteggiare potenziali scenari finanziari, locali e globali. Anche gli investimenti stranieri in Israele sono in aumento, secondo il rapporto. Nel 2018, gli investimenti stranieri in Israele hanno totalizzato 20,5 miliardi di dollari, contro i 17,1 miliardi del 2017. Tra il 2016 e il 2018 sono stati iniettati nell’economia israeliana non meno di 55,4 miliardi di investimenti esteri. Nel 2018 gli investimenti israeliani all’estero sono stati pari a 19,5 miliardi di dollari.

Benny Gantz, leader della lista d’opposizione Blu e Bianco attualmente in testa nei sondaggi, ha incontrato gli ambasciatori in Israele dell’Unione Europea per parlare della sua visione in fatto di rapporti Israele-UE. Stando a quanto riferito da uno dei partecipanti all’incontro citato da Times of Israel, Gantz non ha espresso esplicito sostegno alla soluzione “a due stati”, ma ha affermato che sia gli israeliani che i palestinesi “sono qui per restare” e che è necessario trovare un accordo in questo senso.

Una bomba molotov è stata lanciata martedì contro un posto di controllo della polizia israeliana sul Monte del Tempio, a Gerusalemme, ferendo un agente. La polizia ha ordinato la chiusura per 24 ore degli accessi al sito per cercare i responsabili e procedere a perquisizioni. Durante le operazioni sono scoppiati tafferugli fra le forze dell’ordine e manifestanti palestinesi. La polizia ha poi comunicato d’aver trovato diversi contenitori con materiali infiammabili e bottiglie di molotov, e di aver operato una decina di arresti. In una dichiarazione ufficiale, il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha condannato quella che ha definito “l’escalation israeliana” al Monte del Tempio, minacciando “gravi conseguenze”. Il Ministero palestinese degli affari religiosi ha fatto appello alle masse perché si radunino alla moschea di Al-Aqsa per opporsi alla decisione israeliana di chiudere gli accessi. E ha aggiunto: “Le masse arabe, islamiche e palestinesi dovrebbero marciare dappertutto per sostenere la moschea di Al-Aqsa attaccata dai sionisti”. Anche Hamas ha attaccato la decisione di Israele, esortando i palestinesi a protestare e tutto il mondo arabo e musulmano “a prendere posizione contro l’occupazione e le sue aggressioni contro i luoghi santi di Gerusalemme”. Il ministro della pubblica sicurezza israeliano Gilad Erdan ha detto che Israele “non permetterà che venga provocata una guerra religiosa sul Monte del Tempio”.

Un attentato terroristico all’arma bianca è stato sventato, lunedì, quando un terrorista ha tentato di pugnalare dei soldati israeliani in servizio a un posto di controllo a Kiryat Arba, presso Hebron, ma è stato colpito e ucciso dalla reazione dei militari. Martedì, nello stesso luogo, i soldati hanno arrestato in tempo una palestinese trovata in possesso di un coltello.