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In una dichiarazione diffusa lunedì sera, l’ufficio del primo ministro israeliano ha precisato che la decisione degli Stati Uniti di non invitare funzionari governativi israeliani al workshop economico in Bahrain di fine giugno (ma solo privati cittadini impegnati nel mondo degli affari, dell’alta tecnologia e dell’innovazione) è stata coordinata con Gerusalemme in anticipo. Il summit economico del Bahrain, viene spiegato, mira a discutere i possibili investimenti finanziari nei territori palestinesi.

Con il completamento del programma di formazione a fine mese, il pilota di elicotteri G., originario della Galilea, sarà il primo pilota arabo-druso dell’aviazione israeliana. La comunità drusa, che fa parte della minoranza di lingua araba, costituisce meno del 2% della popolazione e, a differenza degli altri arabi israeliani, ha scelto sin dalla nascita dello stato di prestare il servizio militare obbligatorio. G., appassionato rocciatore, dice che ha preferito gli elicotteri ai jet proprio per la loro capacità di librarsi nell’aria e di volare vicinissimi al suolo. La sua famiglia ha espresso gioia e orgoglio per il successo del figlio e un amico riferisce che l’intero villaggio si appresta a festeggiarlo. G. è ben conosciuto nel suo villaggio anche per il suo impegno in attività sociali. Il primo navigatore druso dell’aviazione israeliana, il maggiore A., è stato promosso circa sei mesi fa dal comandante dell’aeronautica Amikam Norkin e attualmente è a capo della scuola nel quartier generale delle forze aree. (Di regola, volti e nomi dei piloti israeliani sono coperti da segreto, ndr)

Il cadetto arabo-druso G. dell’aviazione militare israeliana (clicca per ingrandire)

Il ministro dell’intelligence iraniano Mahmoud Alavi e alti funzionari del movimento islamista palestinese Hamas (tra cui il vice capo di Hamas, Saleh al-Aruri, e il rappresentante del movimento in Libano, Ahmad Abdulhadi) hanno concordato di “affrontare insieme le sfide e i pericoli” derivanti dal piano di pace di Washington per il Medio Oriente (non ancora reso noto, ma già rifiutato da tutte le fazioni palestinesi). Ne ha dato notizia lunedì l’agenzia di stampa statale iraniana IRNA riferendo dell’incontro fra le due parti avvenuto sabato nell’ambasciata iraniana a Beirut.

 

L’ex presidente egiziano Mohamed Morsi è morto lunedì in un ospedale del Cairo, dopo essere svenuto durante una sessione del tribunale dove veniva processato. Lo hanno confermato fonti giudiziarie e di sicurezza egiziane dicendo che Morsi stava parlando da 20 minuti quando è svenuto ed è stato trasportato in ospedale, dove è deceduto. Morsi, 67 anni, affiliato alla Fratellanza Musulmana (poi messa fuorilegge dal Cairo), è stato il primo presidente eletto in Egitto dopo la rivolta del 2011 e la cacciata di Hosni Mubarak, ma è rimasto in carica solo un anno per poi essere deposto da un pronunciamento militare nel luglio 2013.

Il partito Fatah del presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ha deciso di cancellare lo sciopero generale che aveva indetto per protestare contro il workshop sull’economia della pace indetto dagli Stati Uniti nel Bahrain per la settimana prossima. In una dichiarazione diffusa domenica, Fatah afferma che lo sciopero sarà sostituito da “marce di protesta” all’interno e all’estero.

Dopo una giornata di confusione, stando ai mass-media di Gaza i fondi del Qatar trasferiti domenica a Hamas (con il consenso di Israele) non sono stati ancora distribuiti come previsto alle famiglie bisognose. Secondo fonti palestinesi, il ritardo sarebbe dovuto a un disaccordo tra i ministeri del welfare di Ramallah (Autorità Palestinese) e di Gaza  (Hamas) circa la rimozione di 5.000 famiglie dalla lista di coloro che hanno titolo a ricevere i soldi. L’Autorità Palestinese ritiene che le famiglie siano state rimosse per essere sostituite da quelle dei dipendenti di Hamas.

Nei prossimi dieci giorni l’Iran infrangerà il limite di 300 kg di scorte di uranio previsto dall’accordo sul nucleare con le potenze mondiali. Lo ha detto il portavoce dell’agenzia atomica del paese, Behrouz Kamalvandi, in una conferenza stampa con giornalisti locali presso l’impianto per acqua pesante di Araq, trasmessa in diretta dalla tv di stato iraniana. Kamalvandi ha anche avvertito che l’Iran ha “la necessità” di arricchire l’uranio fino al 20%, assai più vicino ai livelli utili per armi nucleari.

Un’unità speciale delle Forze di Difesa israeliane in azione anti-terrorismo un centinaio di metri all’interno della striscia di Gaza, nell’area di Khan Yunis, sarebbe finita sotto il fuoco di militanti di Hamas, domenica notte, solo poche ore dopo che il Qatar, in accordo con Israele, aveva consegnato aiuti ai palestinesi per un totale di 25 milioni di dollari. Il breve scontro a fuoco non avrebbe causato feriti né vittime.

 

Per l’ottava volta, l’inviato del Qatar Muhammad al-Emadi è entrato domenica sera a Gaza, in coordinamento con Israele, per consegnare ai palestinesi della striscia controllata da Hamas una tranche 15 milioni di dollari in contanti. Altri dieci milioni verranno utilizzati per pagare elettricità e carburante forniti da Israele.

Il ministro degli esteri israeliano Israel Katz ha confermato domenica sera che Israele dovrebbe partecipare al workshop sull’economia di pace organizzato per il 25-26 giugno in Bahrain. Secondo quanto riferito all’agenzia di stampa Reuters da fonti ben informate, Israele non invierebbe rappresentanti del governo ma una delegazione composta da privati cittadini coinvolti nel mondo degli affari, dell’alta tecnologia e dell’innovazione.