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L’importante uomo d’affari di Dubai Thani al-Shirawi ha anche aggiunto su Twitter il proprio nome scritto in caratteri ebraici. In questo Tweet (segnalato domenica da Ben-Dror Yemini su YnetNews), al-Shirawi riporta una classifica della Banca Mondiale che vede Israele in testa ai paesi del mondo per investimenti in ricerca e sviluppo, e scrive: “Israele è un esempio da seguire. Mazel Tov [“congratulazioni”, in ebraico] per ciò che Israele ha conseguito”.

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha inviato un chiaro messaggio: “Non si può tornare al precedente accordo nucleare con l’Iran – ha detto domenica, durante una cerimonia commemorativa dedicata a David Ben-Gurion – Dobbiamo attenerci a una politica inflessibile per assicurarci che l’Iran non sviluppi armi nucleari”. Netanyahu ha inoltre attribuito i recenti cambiamenti nella posizione su Israele di diversi paesi arabi alla “posizione determinata di Israele contro il nucleare iraniano e alla nostra opposizione all’accordo nucleare con l’Iran”. L’accorso JCPOA del 2015 (abbandonato dal presidente Usa Donald Trump nel maggio 2018) prevedeva dei limiti al programma nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche (che fece affluire enormi somme nelle casse di Teheran). Tuttavia, le “clausole di scadenza” dell’accordo prevedevano un allentamento dei limiti nei prossimi anni. Inoltre, l’accordo non limitava il programma di missili balistici iraniani né il sostegno dell’Iran alle milizie terroristiche che operano ai suoi ordini in tutto il Medio Oriente.

Le Forze di Difesa israeliane hanno sventato, domenica, un tentativo di attentato quando hanno scoperto e disinnescato in tempo due ordigni esplosivi che erano stati piazzati nei pressi del villaggio di al-Mughayyir, vicino a Ramallah.

Il governo israeliano ha ratificato all’unanimità l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti che prevede l’esenzione reciproca dai visti d’ingresso. Si tratta del primo accordo di questo genere tra lo stato ebraico e un paese arabo. Il governo degli Emirati ha già ratificato l’accordo lo scorso primo novembre, e dunque entrerà in vigore a breve.

Un razzo palestinese lanciato sabato sera dalla striscia di Gaza ha colpito un magazzino alla periferia di Ashkelon (ca. 10 km a nord di Gaza) causando diversi danni. Una donna israeliana incinta si è ferita mentre correva verso il rifugio ed è stata ricoverata al Barzilai Medical Center. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo nelle prime ore di domenica mattina due siti per la produzione di razzi e alcune strutture sotterranee appartenenti a Hamas. Il portavoce di Hamas a Gaza, Fawzi Barhoum, ha affermato che la nuova escalation (iniziata con il lancio di razzi dalla striscia cui ha fatto seguito la reazione israeliana) è da imputare a Israele perché “la resistenza [palestinese] agisce solo per autodifesa”.

Israele trasferirà da 3 a 4 milioni di vaccini contro il coronavirus ai palestinesi di Cisgiordania e striscia di Gaza. Lo ha detto sabato un alto funzionario di Ramallah citato da Israel HaYom. Secondo funzionari del Ministero della sanità dell’Autorità Palestinese, in ogni accordo firmato da Israele con aziende produttrici di vaccini è previsto che una certa percentuale di dosi sarà destinata all’Autorità Palestinese e alla striscia di Gaza. Israele ha già definito accordi con le principali aziende mondiali impegnate nello sviluppo del vaccino come Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Secondo il funzionario palestinese citato da Israel HaYom, il piano di distribuzione è frutto di una collaborazione tra operatori sanitari israeliani e palestinesi. Tuttavia i palestinesi affermano che mancheranno “diversi milioni di dosi per vaccinare l’intera popolazione” anche dopo aver ricevuto i vaccini da Israele e i milioni di vaccini promessi loro dalle Nazioni Unite.

Giovani terroristi palestinesi hanno piazzato venerdì sera esplosivi artigianali presso il valico di Qalandiya, a nord di Gerusalemme, e presso la tomba di Rachele, tra Gerusalemme e Betlemme. Dei due ordigni a Qalandiya, uno è esploso accanto a un’auto che stava attraversando il valico, fortunatamente senza causare feriti. Dopo immediate ricerche nella zona, la polizia di frontiera israeliana ha trovato e arrestato i due responsabili, entrambi minorenni, che si erano nascosti in un negozio vicino. Anche il responsabile dell’ordigno (inesploso) alla Tomba di Rachele, un 18enne di Betlemme, ha tentato di dileguarsi, ma la polizia lo ha catturato oltrepassando la barriera di sicurezza.

Il tunnel di Hamas che penetrava per alcune decine di metri in Israele, scoperto il mese scorso dalle Forze di Difesa israeliane vicino al bosco di Kissufim, era il più profondo tunnel terroristico palestinese mai scavato e probabilmente serviva anche per testare l’efficienza della nuova barriera sotterranea israeliana. Il tunnel di 2 km che partiva da Khan Younis (nella striscia di Gaza sud) è stato scavato di recente e non faceva parte della ventina di tunnel di Hamas e Jihad Islamica scoperti da Israele dopo la guerra del 2014. Il tunnel è stato scoperto grazie alla nuova barriera sotterranea di 60 km che penetra in profondità nel terreno ed è dotata di un sistema avanzato di sensori e dispositivi di monitoraggio. Come altri tunnel terroristici, era rivestito da lastre di cemento ad arco e, data la profondità, era munito di un potente sistema di ventilazione.

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Il Segretario di stato Usa Mike Pompeo è diventato il primo alto diplomatico americano a visitare una comunità ebraica in Cisgiordania quando si è recato, giovedì, presso l’azienda vinicola Psagot, a nord di Gerusalemme. Durante il tragitto Pompeo ha fatto tappa a Qasr el Yahud, venerato dai cristiani come il luogo del battesimo di Gesù nella Valle del Giordano. Un anno fa Pompeo aveva affermato che gli Stati Uniti non considerano gli insediamenti israeliani in Cisgiordania contrari di per sé al diritto internazionale (dal momento che i confini definitivi devono essere discussi e fissati col negoziato). Sul libro degli ospiti dell’azienda vinicola, Pompeo ha scritto: “È una benedizione essere qui in Giudea e Samaria. Che io non sia l’ultimo Segretario di stato a visitare questa bellissima terra”. Alla stessa stregua, poco dopo la visita di Pompeo il Dipartimento di stato Usa ha annunciato che i prodotti delle comunità israeliane in Cisgiordania potranno essere etichettati come “Made in Israel”, spiegando che la decisione “riflette il nostro approccio di politica estera basato sui dati della realtà”. Successivamente, Pompeo si è recato in visita sulle alture del Golan, l’altopiano strategico al confine con la Siria sul quale nel marzo 2019 l’amministrazione Usa ha riconosciuto la sovranità d’Israele. Durante la sosta sul Golan, la prima di un Segretario di stato Usa, Pompeo ha detto: “Non si può stare qui a guardare cosa c’è oltre il confine e negare che questa è una parte di Israele”, e ha ironizzato su quei “salotti d’élite” in Europa e America che vorrebbero cedere il Golan alla Siria: “Immaginate i rischi per Israele e l’Occidente se Assad controllasse questo posto”, ha detto Pompeo.

Il segretario di stato Usa Mike Pompeo sul Monte Bental (Golan), al confine con la Siria. A sinistra, il ministro degli esteri d’Israele Gabi Ashkenazi (clicca per ingrandire)

Il governo degli Stati Uniti designerà formalmente come “antisemita” il movimento globale di boicottaggio contro Israele BDS e prenderà immediati provvedimenti per identificare le organizzazioni che si conformano a questa odiosa campagna per ritirare qualunque sostegno del governo Usa a tali gruppi. Lo ha annunciato giovedì il Segretario di stato Mike Pompeo in una conferenza stampa con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Nel maggio 2019, il Bundestag tedesco ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che denuncia il BDS descrivendo i suoi metodi come antisemiti e rievocativi degli appelli dell’era nazista al boicottaggio degli ebrei. “Accolgo con favore la decisione del governo americano di dichiarare il BDS un movimento antisemita e intensificare la lotta contro di esso – ha scritto in un tweet il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid – Nella battaglia contro gli odiatori di Israele siamo tutti uniti”.