Sezione: News

Hamas sostiene che non ostacolerà gli sforzi per creare uno stato palestinese nelle linee del 1967 con Gerusalemme come capitale, ma questa posizione su uno stato provvisorio non rappresenta una rinuncia al “diritto al ritorno” e a “tutte le terre palestinesi”. Lo ha detto Ahmed Yusuf, vice-ministro degli esteri di Hamas, in un incontro con attivisti politici e universitari americani.

Aprendo la riunione settimanale del gruppo parlamentare del Likud, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto riferimento al tentativo da parte dei palestinesi di bloccare l’adesione di Israele all’OCSE. “L’Autorità Palestinese – ha detto Netanyahu – ha fatto di tutto per impedirci di entrare nell’organizzazione, nonostante il fatto che Israele avesse rimosso molti ostacoli per facilitare gli scambi e si fosse adoperato attivamente per incoraggiare gli investimenti nei territori”.

Dieci anni fa, il 24 maggio 2000, Ehud Barak, allora primo ministro di Israele, ordinava alle Forze di Difesa israeliane di lasciare il sud del Libano dopo 18 anni di presenza anti-terrorismo. Il presidente israeliano Shimon Peres ha dichiarato: “Abbiamo lasciato il Libano per diventare amici. Noi vogliamo vivere in pace e amicizia coi nostri vicini. Non c’è alcun bisogno di minacciarsi l’un l’altro”.

Israele ha autorizzato lunedì il trasferimento nella striscia di Gaza di 100 tonnellate di materiali da costruzione (nonostante il timore che possano essere utilizzati a scopi terroristici, come la costruzione di bunker e officine per la produzione di razzi Qassam).

Secondo il quotidiano Ha’aretz, il disegno di legge “Shalit” (a inasprire le condizioni di detenzione dei detenuti affiliati a Hamas per ottenere che l’ostaggio Gilad Shalit, nelle mani di Hamas a Gaza da quasi quattro anni, venga almeno visitato dalla Crioce Rossa), è stato alleggerito dal governo prima dell’approvazione da parte della commissione ministeriale per la legislazione. Tutte le principali disposizione in materia di visite ai detenuti resterebbero in vigore.

L’Unione Europea potrebbe riconsiderare l’importo degli aiuti all’Autorità Palestinese se i negoziati con Israele non faranno progressi. Lo ha detto lunedì il rappresentante dell’UE a Gerusalemme, Christian Berger.

Secondo i documenti inviati ad Ha’aretz da gruppi sciiti oppositori di al-Qaeda, la rete terroristica internazionale addestrerebbe gruppi armati nello Yemen per prepararli a combattimenti contro Israele dalla striscia di Gaza.

Iran: è stato impiccato nel carcere di Ahwaz (sud-ovest del paese) un uomo condannato a morte per traffico di droga. Ne ha dato notizia lunedì l’agenzia di stampa Isna precisando che il condannato era stato trovato in possesso di 675 grammi di eroina. Secondo i dati forniti dalla stampa locale, l’esecuzione porta ad almeno 67 il numero di persone messe a morte in Iran dall’inizio dell’anno.

Il ministro degli interni di Hamas, Fathi Hamad, ha comunicato domenica che il suo movimento ha arrestato un ufficiale egiziano che si era infiltrato nel territorio della striscia di Gaza controllato dai fondamentalisti palestinesi al fine di raccogliere informazioni. Hamas ha colto l’occasione per criticare il ruolo del Cairo nel “blocco” della striscia di Gaza.

Hamas non parteciperà alle elezioni comunali in programma questa estate in Cisgiordania, qualificando l’Autorità Palestinese, che organizza le elezioni, come un “organismo incostituzionale”. Lo ha annunciato lunedì l’organizzazione islamista palestinese. Anche la Jihad Islamica palestinese non parteciperà alle elezioni.