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Sei razzi Qassam palestinesi sono stati lanciati giovedì pomeriggio e sera dalla striscia di Gaza contro Israele e si sono abbattuti nelle zone di Ashkelon e di Shaar HaNegev.

Uccisi giovedì nella loro auto a Rafah da elicotteri israeliani (striscia di Gaza) Amar Abu-Sita, capo delle brigate Abu-Rish (gruppo terroristico affiliato a Fatah), e la sua guardia del corpo.

Più di 30 colpi di mortaio palestinesi da giovedì sera sulle abitazioni israeliane a Gush Katif (striscia di Gaza): ingenti danni, ma senza vittime.

Secondo sondaggio Palestinian Center for Communications (Gerusalemme)

diffuso martedì, se si votasse oggi, Hamas e Fatah sarebbero testa a

testa (30% contro 32%), ma il primo ministro Ismail Haniyeh prevarrebbe

sul presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen): 19% contro 14,5%.

Siria. Più di mille uomini di Hezbollah sono entrati in Siria domenica. Lo ha denunciato in un’intervista tv il portavoce del Libero Esercito Siriano, Louai Meqdad. Secondo Meqdad, l’organizzazione terrorista islamista libanese “ha invaso la Siria e ha lanciato una guerra contro i ribelli”: una mossa che, a suo dire, è stata pienamente coordinata con il regime di Assad.

Fonti ufficiali siriane hanno smentito che bersagli siriani, né militari né civili, abbiano subito alcun attacco sabato da forze israeliane.

Secondo fonti palestinesi, un terrorista delle Brigate al-Aqsa (Fatah) sarebbe morto domenica mattina nellesplosione di un ordigno che cercava di scagliare contro soldati israeliani a Nablus.

Parlamentare palestinese pro-riforme Ahmed Batsh ha detto che la sua abitazione e la sua auto nel villaggio di Bir Nabala , presso Gerusalemme, sono state bersagliate mercoledì da raffiche di mitra e ha chiesto le dimissioni del primo ministro palestinese Ahmed Qureia (Abu Ala) perché incapace di garantire il rispetto della legge.

La Corte Suprema israeliana deve iniziare ad esaminare il ricorso presentato dalle due liste arabe Balad e Raam-Taal escluse dalle prossime elezioni per delibera della Commissione Centrale. Il consigliere giuridico del governo Meni Mazuz si è espresso contro l’esclusione, ritenendo troppo vaghe le prove portate dalla Commissione sul “sostegno alla lotta armata” contro l’esistenza di Israele da parte delle due liste.