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Il pm Ariel Sharon ha chiesto all’Agenzia Ebraica di fornire aiuto per la risistemazione dei coloni dalla striscia di Gaza al Negev e alla Galilea. L’Agenzia ha accettato in linea di principio e discuterà la questione lunedì.

Agenti del Mossad pare stiano lavorando per raccogliere informazioni sullo sviluppo del programma nucleare iraniano.

Israele preme per la costruzione di edifici d’abitazione nella striscia di Gaza per accogliervi i profughi palestinesi e chiudere i campi profughi dell’Unrwa. Secondo Israele, il ritiro israeliano offre l’occasione per un vasto intervento di riabilitazione dei profughi e a questo dovrebbero servire prima di tutto gli aiuti internazionali.

Laburisti disposti a “salvare” Sharon con l’astensione nei voti di sfiducia alla Knesset solo sul programma politico, non su quello economico e sociale.

Ex presidente Usa Clinton sulle sue memorie: “Barak era disposto a fare enormi concessioni nel 2000, ma Arafat non seppe trasformarsi da rivoluzionario in statista, e non ebbe il coraggio di accettare”.

Hamas attacca Arafat per l’intervista di venerdì ad Ha’artez, si dice sbalordita che Arafat abbia ammesso il “carattere ebraico” di Israele e la presenza ebraica ai luoghi santi di Gerusalemme, e conclude:“Nessuno può rinunciare ai diritti palestinesi e della nazione islamica”.

Emendamento alla legge sul Centro Giordano per i Diritti Umani, volto a vietare ogni collaborazione con enti israeliani (“dell’entità giudaica e chi la sostiene”), respinto dal parlamento giordano con 58 voti su 98 presenti.

Mortalmente ferito lunedì da terroristi palestinesi un lavoratore tailandese nelle serre di Kfar Darom (striscia di Gaza). Ne è seguito uno scontro a fuoco fra terroristi e soldati israeliani.

Forze di sicurezza israeliane in azione in Cisgiordania hanno arrestato durante la notte 6 sospetti terroristi membri Fatah-Tanzim.

Per la prima volta Arafat dice, in una intervista ad Ha’aretz, di riconoscere il “carattere ebraico” di Israele e il diritto d’accesso degli ebrei ai luoghi santi di Gerusalemme “sotto governo palestinese”, ma ribadisce il “diritto al ritorno” di profughi e loro discendenti all’interno di Israele.