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Due terroriste suicide palestinesi, Adalla Hassan Muhamed Joabra, 21 anni, e Lina Zidki Muhamed Juabra, 22, si sono con consegnate mercoledì ai soldati del posto di blocco di Beit Iba, presso Nablus, poche ore dopo che era stato ucciso dagli israeliani il loro mandante, Hanni Akel, del Fronte Popolare. Dovevano farsi esplodere a Tel Aviv.

Dieci bambini palestinesi feriti (3 gravi) dallo scoppio mercoledì sera di un ordigno dei terroristi con cui stavano giocando nel campo di Jelazoun (a nord di Ramallah). Nonostante la chiusura dei territori per lalto allarme terrorismo nel periodo delle festività ebraiche, 5 bambini sono stati ricoverati in un ospedale di Gerusalemme.

I terroristi libanesi Hezbollah, insieme a Fplp, Fdlp e Fatah, figurano fra la 200 organizzazioni che parteciperanno al convegno internazionale No Global il prossimo fine settimana a Beirut, dedicato al futuro dei movimenti “anti-globalizzazione e anti-guerra”.

Il 57% delle case israeliane è collegato a internet (contro il 46% di un anno fa). La metà delle abitazioni collegate usa linee ad alta velocità (cavo o ADSL), solo il 7% usa la normale linea telefonica.

Tiri di mortaio palestinesi su abitazioni e postazioni israeliane nella striscia di Gaza.

Operazione militare israeliana, martedì notte a Nablus, per arrestare terroristi latitanti asserragliati in una casa con civili. Nello scontro a fuoco restano uccisi 5 palestinesi ricercati e, forse, un civile.

Fra i terroristi morti nello scontro a fuoco a Nablus martedì notte, anche: Hani Aked, Majdi Mari, Mulam Abu Jamila e Nader Aswad, responsabili fra l’altro dell’invio dei ragazzini palestinesi con cinture esplosive scoperti in tempo dai soldati al posti di blocco di Hawara nel marzo scorso.

Scontro a fuoco mercoledì pomeriggio a Jenin: uccisi tre palestinesi ricercati per terrorismo, armati di mitra Kalashnikov, M-16 e bombe a mano.

La polizia di Gerusalemme prende molto sul serio le minacce di morte telefoniche giunte negli ultimi giorni contro il pm Sharon e componenti della Commissione per il disimpegno guidata da Yonantan Bassi.

Approvata a larga maggioranza dal comitato centrale del Partito Nazionale Religioso la proposta del ministro Zevulun Orlev di restare nel governo Sharon.