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Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Cornel Feruta, ha detto lunedì d’aver messo in chiaro coi rappresentanti iraniani che “il fattore tempo è essenziale” perché sia efficace la collaborazione di Teheran con la sua agenzia, aggiungendo che il suo messaggio “è stato capito”.

“Avvertiamo il regime (siriano) di Bashar al-Assad che pagherà un prezzo pesante per il fatto di consentire a iraniani e milizie sciite di operare dal suo territorio, chiudendo un occhio e persino cooperando con loro”. Lo ha scritto lunedì su Twitter Avichay Adraee, portavoce in arabo delle Forze di Difesa israeliane, che ha aggiunto: “Questa cosa non ci è ignota. Siete avvertiti”.

Le Forze di Difesa israeliane hanno comunicato lunedì che, nella notte, un imprecisato numero di missili era stato lanciato verso il nord di Israele da una base vicina a Damasco appartenete a una milizia sciita filo-iraniana agli ordini della Forza Quds delle Guardia Rivoluzionarie iraniane, ma nessuno dei missili ha raggiunto il territorio israeliano. Più o meno nelle stesse ore, una base militare al confine tra Siria e Iraq è stata colpita da un attacco aereo, che Israele non ha commentato. Varie fonti locali parlano di 18 miliziani uccisi, anche iraniani. La base di Al Bukamal (anche traslitterata Abu Kamal), nella regione di Deir Ez Zor, sul versante siriano del confine, appartiene a varie milizie fra cui la Forza di Mobilitazione Popolare, una milizia sciita irachena sponsorizzata e diretta dall’Iran, ma anche a Hezbollah, e costituisce un passaggio chiave per personale e armi iraniani diretti in Siria e Libano. Immagini satellitari scattate dopo l’attacco aereo, e diffuse lunedì sera, mostrano l’accurata distruzione di quattro grandi magazzini militari.

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Un drone delle Forze di Difesa israeliane è caduto nel sud del Libano nelle prime ore di lunedì mattina. Fonti militari hanno detto che il piccolo veicolo a eliche si è schiantato da solo mentre compiva ricognizioni di routine, smentendo l’affermazione di Hezbollah che sostiene d’averlo abbattuto. “Non vi è alcuna preoccupazione che dal drone possano essere tratte informazioni riservate”, ha detto l’esercito.

I soldati israeliani hanno individuato e arrestato in tempo, domenica sera, due palestinesi penetrati in Israele dalla striscia di Gaza armati di coltelli e materiale per appiccare incendi. In serata, le sirene d’allarme hanno segnalato il lancio di razzi palestinesi, probabilmente ricaduti all’interno della striscia di Gaza.

 

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha rilevato tracce di uranio arricchito nei campioni prelevati in quello che un anno fa, parlando all’Onu, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva indicato come un “deposito atomico segreto” a Teheran. Lo hanno riferito due diplomatici che seguono le ispezioni dell’agenzia Onu, la quale ha chiesto all’Iran di spiegare le tracce ma Teheran non l’ha fatto. “Ci sono molte possibili spiegazioni – hanno detto i diplomatici – Ma dal momento che l’Iran non ha ancora dato alcuna spiegazione, è difficile verificare l’origine delle particelle e non è neanche chiaro se risalgono a prima o dopo l’accordo sul nucleare iraniano del 2015”. Lo scorso aprile, la Reuters aveva riferito per la prima volta che l’AIEA aveva ispezionato il sito. Una settimana fa, nel suo rapporto trimestrale, pur non menzionando i risultati del campione perché altamente riservati, l’AIEA lamentava la scarsa cooperazione da parte dell’Iran. Non è la prima volta che l’Iran punta i piedi nelle sue relazioni con l’AIEA. In precedenti rapporti, l’agenzia Onu aveva già lamentato i tempi con cui Teheran concede l’accesso alle ispezioni.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu del settembre 2018 (clicca per ingrandire)

Una delegazione di funzionari egiziani della sicurezza è giunta domenica nella striscia di Gaza per colloqui con i dirigenti di Hamas e di altre fazioni palestinesi allo scopo di preservare la calma con Israele.

Il governo israeliano ha approvato domenica un disegno di legge promosso dal primo ministro Benjamin Netanyahu che permetterebbe l’uso nei seggi elettorali di telecamere anti-brogli da parte dei rappresentanti di lista. Il procuratore generale Avichai Mandelblit, eccezionalmente presente alla votazione del governo, si è detto contrario all’approvazione affrettata di una legge così delicata: “Non sono contrario alle telecamere, ma deve essere fatto in modo corretto”, ha spiegato. La proposta, contrastata dall’opposizione e dallo stesso Comitato elettorale centrale, verrà sottoposta lunedì al voto della Knesset. “La legge proposta dice che le telecamere registreranno ciò che accade nelle aule dei seggi – ha detto Netanyahu – Ovviamente non dentro le cabine elettorali. La segretezza del voto sarà rigorosamente garantita”.

Sabato pomeriggio un uomo di 60 anni, Yosef Peretz, e suo figlio 17enne sono stati accoltellati da un adolescente palestinese mentre uscivano da un ambulatorio dentistico nel villaggio palestinese di Azun. L’aggressore si sarebbe consegnato alla polizia dell’Autorità Palestinese. Yosef Peretz è stato colpito a un bracco, il figlio è stato ferito in modo più grave alla schiena. Il dentista palestinese Amin Mansour ha difeso i due israeliani e ha prestato loro il trattamento di primo soccorso. Per questo è stato poi oggetto di violenti attacchi e minacce di morte sui social network palestinesi. “Sono un medico da molti anni – ha dichiarato Mansour a YnetNews  – e come medico è mio dovere fornire cure a tutti, indipendentemente dal fatto che siano israeliani o palestinesi. Ogni persona è prima di tutto un essere umano”. Quello di sabato è stato il quarto grave attacco in Cisgiordania nell’ultimo mese. A Gush Etzion, il 18enne Dvir Sorek è stato pugnalato a morte lo scorso 7 agosto. I fratelli Nahum, 18 anni, e Noam Navis, 20 anni, sono stati feriti in un attacco a colpi di arma da fuoco il 16 agosto. Il 23 agosto, terroristi palestinesi hanno fatto esplodere un ordigno presso una meta naturalistica vicino a Dolev, uccidendo la 17enne Rina Shnerb e ferendo il padre, Eitan, e il fratello Dvir di 19 anni.

Dopo che i terroristi dalla striscia di Gaza hanno usato un drone per sganciare un ordigno in territorio israeliano causando danni a un veicolo (ma non vittime), l’aviazione israeliana ha reagito sabato colpendo la base del commando che aveva effettuato il lancio e altri obiettivi terroristici (senza causare vittime palestinesi).