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“Condanniamo la dichiarazione [Stati Uniti-Israele-Bahrein] e la consideriamo un tradimento di Gerusalemme e della questione palestinese” ha affermato sabato l’Autorità Palestinese, riecheggiando il linguaggio usato per condannare il mese scorso un accordo simile tra Usa Israele ed Emirati Arabi Uniti. “Questa è un’altra pugnalata alle spalle della causa palestinese, del popolo palestinese e dei suoi diritti” ha detto Wasel Abu Yousef, alto rappresentate palestinese. Sempre sabato, l’Autorità Palestinese ha richiamato dal Bahrein il suo ambasciatore Khaled Aref. Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha condannato come “un attacco al popolo palestinese” l’annuncio di relazioni diplomatiche fra Israele e Bahrein. Un altro portavoce di Hamas ha affermato che “la debole risposta degli stati arabi all’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti ha spinto altri paesi a normalizzare le relazioni con Israele. La posizione palestinese è unita e forte contro tutti gli stati che normalizzano le loro relazioni con Israele, ma c’è bisogno di un ampio sostegno arabo”. La tv saudita Al-Arabiya con sede a Dubai ha sottolineato come i palestinesi si siano accodati a Iran e Turchia nel condannare l’annunciato accordo di normalizzazione fra Bahrein e Israele.

Il Bahrain è diventato il quarto paese arabo, dopo Egitto Giordania ed Emirati Arabi Uniti, ad accettare pieni rapporti diplomatici con Israele. Lo ha annunciato venerdì scorso il presidente Usa Donald Trump, dopo una telefonata a tre con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. I tre leader hanno rilasciato una breve dichiarazione congiunta di sei paragrafi attestante l’accordo. L’annuncio, nel 19esimo anniversario degli attentai dell’11 settembre 2001, è arrivato meno di una settimana prima della cerimonia prevista alla Casa Bianca per ufficializzare le piene relazioni tra Israele ed Emirati. All’evento parteciperà anche il ministro degli esteri del Bahrein. “Non c’è risposta più potente di questo accordo all’odio che generò l’11 settembre “, ha detto Trump ai giornalisti. “Si tratta di una svolta storica volta a promuovere la pace in Medio Oriente” affermano nella dichiarazione congiunta Trump, Netanyahu e re Hamad. La dichiarazione accenna anche ai palestinesi, dicendo che le parti continueranno ad adoperarsi “per raggiungere una soluzione giusta, globale e duratura del conflitto israelo-palestinese al fine di consentire al popolo palestinese di realizzare il suo pieno potenziale”. Come gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein non ha mai combattuto una guerra contro Israele e non confina con lo stato ebraico, ma come la maggior parte del mondo arabo aveva finora evitato di stabilire rapporti diplomatici con Israele. Analogamente all’accordo con gli Emirati, anche l’accordo Bahrein-Israele normalizzerà le relazioni diplomatiche, commerciali, di sicurezza e di altro tipo. Il Bahrain, insieme all’Arabia Saudita, aveva già cancellato il divieto ai voli israeliani di utilizzare il suo spazio aereo. Altre nazioni arabe che si ritiene potrebbero seguire l’esempio di Emirati e Bahrain sono Oman e Sudan, mentre è chiaro che tali sviluppi godono del tacito benestare dell’Arabia Saudita. Lo scorso anno il Bahrein aveva ospitando il lancio della parte economica del piano di pace dell’amministrazione Trump. “Ci sono voluti 26 anni tra il secondo e il terzo accordo di pace con un paese arabo – ha commentato Netanyahu – ma solo 29 giorni tra il terzo e il quarto, e ne seguiranno altri”.

La dichiarazionbe congiunta Usa-Bahrain-Israele (clicca per ingrandire)

 

La prima pagina di un quotidiano del Bahrain (clicca per ingrandire)

Il Ministero della sanità israeliano ha comunicato giovedì sera che nelle 24 ore precedenti sono stati registrati 4.013 nuovi casi di coronavirus, un nuovo record negativo che per la prima volta supera la soglia dei 4.000 casi giornalieri. Il continuo incremento dei contagi viene attribuito dagli esperti soprattutto alla tendenza, caratteristica degli ebrei ultra-ortodossi e degli arabi, di aggregarsi in gruppi molto numerosi per pregare e per celebrare matrimoni e funerali superando di gran lunga i limiti previsti. Per questo il coprifuoco preventivo è previsto nei luoghi e negli orari in cui sono più frequenti questi assembramenti. Il Ministero della sanità ha inoltre comunicato che il bilancio totale delle vittime del virus in Israele è salito a 1.075, più 23 rispetto al giorno prima, anche questo un nuovo record giornaliero negativo.

Lo Sheba Medical Center e la APEX National Investment degli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato giovedì d’aver firmato un accordo preliminare volto a promuovere congiuntamente le tecnologie della sanità negli Emirati e nella regione del Golfo. Il memorandum d’intesa è la prima collaborazione che viene annunciata tra un ospedale israeliano e una società degli Emirati dopo che il mese scarso i due paesi hanno concordato di normalizzare le relazioni. L’accordo finale dovrebbe essere firmato intorno al 21 settembre negli Emirati Arabi Uniti, ha affermato Yoel Hareven, direttore dello Sheba International allo Sheba Medical Center.

Il campus dello Sheba Medical Center, a est di Tel Aviv (clicca per ingrandire)

Il progetto israeliano di installare alla Tomba dei Patriarchi di Hebron un elevatore per rendere accessibile il sito anche ai fedeli, ebrei e musulmani, disabili e su sedie a rotelle è stato definito da dirigenti e mass-media palestinesi come “un crimine di guerra che equivale a scatenare una guerra di religione nella regione e nel mondo”. Come risposta al progetto, Ahmed Tamimi, membro del Comitato esecutivo dell’Olp e capo del suo Dipartimento diritti umani e società civile, ha invocato una “terza intifada”. Le dichiarazioni sono state riferite da Palestinian Media Watch, che già lo scorso maggio aveva documentato le accuse di “giudaizzazione” mosse dai palestinesi allo stesso progetto.

Dopo che i leader di Serbia e Kosovo hanno firmato i loro accordi con gli Stati Uniti la scorsa settimana, è diventato virale un video in cui il presidente serbo Aleksandar Vučić sembra sorpreso e a disagio quando il presidente Donald Trump afferma: “La Serbia si è impegnata ad aprire un ufficio commerciale a Gerusalemme questo mese e a spostare la sua ambasciata a luglio”. Molti hanno maliziosamente interpretato la reazione di Vučić come la prova che non fosse informato del trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme. In realtà, la reazione di Vučić era suscitata dalla data di luglio menzionata da Trump, che sembrava piuttosto lontana considerando che la Serbia prevede di aprire l’ufficio commerciale già questo mese. Lo hanno sottolineato fonti vicine a Vučić, ricordando che già alla Conferenza AIPAC di marzo il presidente serbo aveva annunciato che il suo paese avrebbe aperto un ufficio commerciale a Gerusalemme e che l’intenzione era quella di fare un primo passo verso l’apertura di un’ambasciata nella capitale israeliana. “L’idea che Vučić non ne fosse a conoscenza è infondata” ha affermato la fonte, citata giovedì dal Jerusalem Post.

Il Ministero della sanità israeliano ha riferito mercoledì sera che, nelle 24 ore precedenti, è stato diagnosticato il coronavirus a 3.563 persone, cifra che supera i record negativi dei giorni precedenti. Attualmente vi sono 31.263 portatori attivi di coronavirus e 926 ricoverati, la metà dei quali in gravi condizioni. Altri dieci israeliani sono morti a causa di complicazioni da covis-19, portando a 1.053 il totale delle vittime nel paese.

Eilat: un centro commerciale deserto nelle ore del coprifuoco notturno anti-coronavirus (clicca per ingrandire)

La Lega Araba si è rifiutata di approvare, mercoledì, una risoluzione di condanna dell’accordo di normalizzazione tra Israele ed Emirati Arabi Uniti proposta dall’Autorità Palestinese. “Dopo un dibattito di tre ore – ha detto a Ma’an News il rappresentante dell’Autorità Palestinese presso la Lega Araba Muhannad Aklouk – alcuni paesi arabi hanno rifiutato di includere nel testo una frase che condannava [gli Emirati Arabi Uniti] per aver abbandonato le posizioni arabe e hanno anche cancellato un’altra frase relativa all’accordo trilaterale [UAE-Usa-Israele]”. Il vertice ordinario della Lega Araba, ha affermato in una dichiarazione conclusiva l’alto funzionario della Lega Araba Hussam Zaki, è stato caratterizzato dal “mancato accordo” sulla questione palestinese. “Ovviamente la discussione su questo tema è stata seria e completa – ha detto Zaki – ma non ha portato a un accordo sulla risoluzione proposta dai palestinesi. Sono stati proposti numerosi emendamenti e contro-emendamenti e si è arrivati a un punto in cui i palestinesi hanno preferito che la bozza non passasse anziché approvarla in un modo che ritenevano inadeguato”. Il mese scorso la Lega Araba aveva respinto la richiesta dell’Autorità Palestinese di convocare una riunione d’emergenza sull’accordo Israele-Emirati, dicendo che l’argomento sarebbe stato discusso dai ministri degli esteri arabi durante la riunione ordinaria del 9 settembre. Oltre all’accordo Israele-Emirati, i ministri degli esteri arabi hanno discusso anche delle ingerenze iraniane e turche negli affari interni dei paesi arabi.

9 settembre 2020: in video-collegamento, il ministro degli esteri dell’Autorità palestinese Riyad al-Maliki chiede senza successo alla Lega Araba di condannare la normalizzazione tra Emirati Arabi Uniti e Israele (clicca per ingrandire)

L’Università di Gerusalemme ha ricevuto una sovvenzione dalla Fondazione Alfred Landecker per un totale di 13 milioni di dollari, finalizzata a finanziare iniziative accademiche incentrate su cause e conseguenze della Shoà e a promuovere studi su diritti umani, protezione delle minoranze, stato di diritto, riparazione di torti e ingiustizie storiche. La borsa di studio, la più grande di sempre tra Germania e Israele, prevede l’istituzione di tre nuove iniziative accademiche e un finanziamento supplementare che andrà al Minerva Center for Human Rights dell’Università di Gerusalemme.

La polizia israeliana ha trovato una granata artigianale attaccata a un mazzo di palloni vicino alla città di Gan Yavne, a est di Ashdod. L’origine dei palloni non è ancora chiara. Gan Yavne si trova a circa 30 km dal confine settentrionale di Gaza. I lanci quotidiani da Gaza di palloni palestinesi esplosivi o incendiari sono cessati la scorsa settimana dopo un cessate il fuoco mediato dall’inviato del Qatar.