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“Il pagliaccio sionista internazionale ha detto che non permetterà all’Iran di produrre armi nucleari. Se avessimo tale intenzione, anche quelli più potenti di lui non potrebbero fermarci”. Lo ha scritto lunedì su Twitter la Guida Suprema islamica ayatollah Ali Khamenei. E ha aggiunto: “Il limite di arricchimento iraniano dell’uranio non sarà il 20%. Agiremo fino al punto che è necessario e che il paese richiede. Possiamo portare l’arricchimento al 60% per propellenti nucleari e altri scopi”.

A seguito di un’istanza del Ministero israeliano per la Protezione ambientale, un tribunale di Haifa ha decretato lunedì il totale segreto istruttorio sull’indagine in corso relativa alla fuoriuscita di petrolio che nei giorni scorsi ha causato un disastro ecologico lungo la costa mediterranea d’Israele. L’ordinanza, valida per una settimana, impedisce la pubblicazione di ogni dettaglio relativo alle indagini, compreso tutto ciò che potrebbe identificare i sospettati, le navi coinvolte, il loro carico, i porti di partenza e di destinazione. La decisione ha suscitato vivaci proteste in Israele. In risposta a un’interpellanza di Ha’aretz, il Ministero ha affermato che “in questa fase delicata le pubblicazioni potrebbero danneggiare un’indagine complessa con aspetti internazionali”. La complessità dell’indagine è verosimilmente legata al fatto che riguarda una nave straniera che avrebbe causato l’inquinamento in acque internazionali.

Il presidente d’Israele Reuven Rivlin lunedì sulla spiaggia di Herzliya (clicca per ingrandire)

I libri di testo distribuiti nelle scuole Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi, continuano a respingere la pace e a glorificare la violenza contro Israele nonostante la promessa fatta dall’ente di rimuovere tutti i contenuti di odio dalle sue scuole entro novembre 2020. Una ricerca pubblicata mercoledì scorso dell’Istituto non governativo israeliano per il monitoraggio della pace e della tolleranza culturale nell’istruzione scolastica (IMPACT-se) cita, ad esempio, un esercizio di ortografia usato per veicolare la condanna degli accordi di pace e di normalizzazione tra Israele e paesi arabi. Inoltre, nei testi dell’Unrwa Israele continua ad essere indicato esclusivamente come “il nemico” o “l’occupazione” e non compare sulle mappe della regione. “A quanto pare – ha commentato Marcus Sheff, CEO di IMPACT-se – l’agenzia sembra istituzionalmente incapace di adempiere al dovere fondamentale di prendersi cura dell’educazione degli scolari nelle sue scuole. I paesi donatori devono iniziare a porre all’Unrwa richieste molto più mirate se vogliono smettere di finanziare questo perdurante insegnamento dell’odio”.

Israele continua ad essere cancellato dalle carte geografiche dei testi scolastici dell’Unrwa (clicca per ingrandire)

Due sarcofagi antichi di 1.800 anni sono stati scoperti la scorsa settimana da operai israeliani impegnati nei lavori per la costruzione di un nuovo centro sanitario per la fauna selvatica del Ramat Gan Safari. Le caratteristiche dei due reperti, risalenti al periodo romano degli anni 200-300 e.v., indicano che molto probabilmente erano destinati a una coppia di alto rango sociale, hanno detto Alon Klein e Uzi Rothstein, ricercatori dalla Israel Antiquities Authority. Il luogo di sepoltura originale è sconosciuto, ma gli archeologi ritengono che fosse nelle vicinanze del Ramat Gan Safari, nella regione di Messubim, l’odierna Bnei Brak.

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Domenica in Israele hanno riaperto dopo due mesi centri commerciali, mercati, musei e biblioteche, mentre il paese continua ad allentare le restrizioni del terzo lockdown dall’inizio della pandemia di coronavirus. Israele ha vaccinato con la prima dose quasi 4,3 milioni di persone (circa il 47,1% della popolazione). Di questi, più di 2,9 milioni (circa il 32 % della popolazione) hanno ricevuto anche la seconda dose. Palestre, piscine e hotel hanno avuto il permesso di aprire solo ai detentori del Green Pass (su carta o su app) che certifica che è trascorsa almeno una settimana dalla loro seconda dose di vaccino o che sono guariti dalla malattia. Domenica, inoltre, un milione tra scolari delle elementari e studenti degli ultimi due anni delle superiori sono tornati in classe nelle città con tasso di contagi sotto controllo. Gli studenti delle classi intermedie torneranno in aula il mese prossimo, dopo quasi un anno di apprendimento a distanza- Tuttavia una quindicina di autorità locali (tra cui Haifa e Tel Aviv) hanno deciso di farli rientrare già da mercoledì. Intanto la compagnia aerea Israir ha annunciato che da martedì inizierà a operare un volo al giorno tra Tel Aviv ed Eilat riservato ai detentori di “pass verde”, consentendo loro di raggiungere gli hotel della città sul Mar Rosso, riaperti da domenica. Nei prossimi giorni Eilat dovrebbe tornare allo status di “isola verde”.

Scolari israeliani rientrano alla scuola elementare Gabrieli Carmel di Tel Aviv (clicca per ingrandire)

Il vaccino Pfizer-BioNTech anti-covid-19 è efficace quasi al 99% nel prevenire decesso, ospedalizzazione e casi gravi della malattia, secondo i dati diffusi sabato dal Ministero della Salute israeliano. Lo studio ha messo a confronto i non vaccinati e coloro per i quali erano trascorsi 14 giorni dalla seconda dose. I risultati mostrano che il vaccino è efficace al 98,9% nel prevenire la morte, al 99,2% nel prevenire casi gravi della malattia, al 98,9% nel prevenire ricoveri dovuti alla malattia, al 98% nel prevenire febbre e/o sintomi respiratori in coloro che comunque si ammalano, e al 95,8% nel prevenire del tutto la malattia.

Somministrazione del vaccino anti-coronavirus presso un bar di Tel Aviv (clicca per ingrandire)

Shlomo Galster, ebreo ortodosso del nord di Israele, ha contratto il morbo covid-19 più di un mese fa ed è stato ricoverato all’Ha’emek Medical Center di Afula. Giovedì scorso la famiglia è stata informata che non c’erano più speranze di salvargli la vita. Ma gli operatori sanitari dell’unità covid si sono resi conto che i famigliari non sarebbero arrivati in tempo per recitare la tradizionale preghiera “Shema Israel”. A quel punto il capo infermiere dell’unità, l’arabo israeliano Ibrahim Maher che aveva in cura Galster da quando era ricoverato, gli ha recitato lo Shema pur senza conoscere a memoria tutte le parole esatte. “Sapevo che era un uomo religioso e che era importante per lui – ha detto Maher a Israel HaYom – Non conosco esattamente l’intera preghiera, ma sapevo quanto fosse importante che sentisse le parole Shema Israel. Gli volevamo bene e abbiamo pregato con lui e per la sua famiglia. Abbiamo un solo Dio – ha continuato Maher – Per me era importante che la famiglia sapesse almeno che eravamo riusciti a recitare lo Shema”. La figlia di Galster ha detto a Israel HaYom: “È stata una giornata difficile e triste. Mio padre non aveva mai smesso di parlare delle cure devote che riceveva e di quanto fosse grato a Maher e all’intera squadra”.

Ibrahim Maher, capo infermiere dell’unità covid-19 dell’Ha’Emek Medical Center di Afula (clicca per ingrandire)

Una fornitura di 20.000 dosi di vaccino anti-coronavirus russo donate dagli Emirati Arabi Uniti è arrivata domenica nella striscia di Gaza attraverso l’Egitto. La consegna è stata organizzata da Mohammad Dahlan, ex esponente di Fatah che vive in esilio negli Emirati in quanto rivale politico del presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen.

Un camion carico di vaccini russi Sputnik acquistati dagli Emirati Arabi Uniti in arrivo nella striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah con l’Egitto (clicca per ingrandire)

Il direttore generale del Ministero della salute israeliano Chezy Levy, il capo dei servizi di sanità pubblica Sharon Alroy-Preis e il commissario per il coronavirus Nachman Ash si sono recati venerdì a Ramallah per incontrare i loro interlocutori presso il Ministero della salute dell’Autorità Palestinese dai quali hanno ricevuto un briefing sulla situazione del coronavirus nei territori palestinesi, nella consapevolezza che israeliani e palestinesi vivono in un’area epidemiologicamente comune.

La 25enne israeliana che aveva attraversato di propria volontà il confine con la Siria fra il 2 e il 3 febbraio, ed era stata arrestata dalle forze di sicurezza di Damasco, è tornata in Israele nelle prime ore di venerdì mattina dopo essere stata trasferita dai siriani in Russia, paese che ha mediato l’accordo per il suo rimpatrio. Secondo le Forze di Difesa israeliane, la donna era entrata in Siria in una zona montuosa presso la città drusa di Majdal Shams. In base all’accordo, Israele ha rilasciato due pastori siriani che erano entrati in territorio israeliano nelle scorse settimane e ha ridotto di tre mesi la pena di una residente del Golan a suo tempo condannata per complicità con Hezbollah. I due pastori siriani sono stati consegnati a funzionari della Croce Rossa al valico di Quneitra (Golan). Netanyahu ha calorosamente ringraziato il presidente russo Vladimir Putin per aver agevolato l’accordo. Inizialmente i mass-media ufficiali siriani avevano parlato del rilascio da parte di Israele di due detenuti per terrorismo identificati come Nihal al-Makt e Ziyab Qahmouz, ma successivamente sarebbero sorte complicazioni dovute al fatto che i due rifiutavano di essere trasferiti in Siria. Secondo vari mass-media, nell’ambito dell’accordo Israele avrebbe anche accettato di acquistare vaccini anti-coronavirus russi Sputnik V destinati ai siriani. La Siria ha smentito la notizia tramite l’agenzia statale SANA, sostenendo che è solo una trovata per “cercare di dipingere Israele come un paese umano”. Sabato sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato “posso dire che nemmeno una dose di vaccino israeliano è stata coinvolta in questa cosa”, senza tuttavia affrontare specificamente la notizia secondo cui Israele finanzierebbe l’acquisto di vaccini russi per 1,2 milioni di dollari. “Abbiamo portato a casa la donna – ha detto Netanyahu – e sono felice d’averlo fatto. Ma oltre a questo, non aggiungo nulla perché così ha chiesto la Russia”.