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Militari delle Forze di Difesa israeliane hanno individuato in tempo e arrestato, venerdì, due palestinesi che cercavano di attraversare la recinzione di confine nel sud della striscia di Gaza dopo aver posizionato nell’area un ordigno esplosivo.

L’Iran ha condannato l’uccisione di manifestanti avvenuta nel corso di sparatorie a Beirut giovedì scorso e ne ha addossato la colpa a Israele. “L’Iran è convinto che il popolo, il governo, l’esercito e la resistenza in Libano supereranno con successo la sedizione sostenuta dall’entità sionista” ha detto venerdì il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh, citato dall’agenzia di stampa IRNA.

Per la prima volta dall’inizio della quarta ondata, per 24 ore fra mercoledì e giovedì in Israele non è stato registrato nessun decesso da covid-19. Tuttavia, benché la pandemia stia recedendo in tutto il paese, il direttore generale del ministero della salute, Nachman Ash, ha dichiarato giovedì mattina che durante l’inverno gli israeliani continueranno a indossare mascherine al chiuso. “Ci piacerebbe allentare tutto – ha spiegato Ash Nachman a YnetNews – ma abbiamo imparato dalle precedenti ondate che alcune restrizioni devono restare in vigore. Quindi al chiuso le mascherine rimarranno per tutto l’inverno. È una precauzione semplice e importante per evitare infezioni, ad esempio anche l’influenza. Anche il green pass continuerà ad accompagnarci per il prossimo futuro”. Giovedì sera il Ministero della Salute ha riferito che il numero di pazienti covid-19 ricoverati in condizioni gravi è sceso sotto i 400 per la prima volta dal 9 agosto. Circa il 75% di tutti i pazienti malati gravemente è non vaccinato.

Un totale di 235 nuovi immigrati dalla comunità ebraica Bnei Menashe sono giunti mercoledì dall’India in Israele. La comunità presente a Manipur, nel nord-est dell’India, ha preservato di generazione in generazione usi e tradizioni ebraiche. Il loro trasferimento in Israele è frutto di un’operazione promossa dalla ministra dell’aliyà e dell’integrazione, Pnina Tamano-Shata, e dall’organizzazione Shavei Israel con sede a Gerusalemme. “Gli olim (immigrati) atterrati questa mattina si uniscono agli oltre 4.000 Bnei Menashe che già vivono in Israele e che si sono stati integrati con successo nella società israeliana – ha affermato Michael Freund, presidente di Shavei Israel – Ma non dobbiamo dimenticare che 6.500 membri della comunità in India aspettando con ansia il momento in cui anche loro potranno stabilirsi in Israele ed è nostro dovere fare tutto il possibile affinché ciò accada”.

Bambini della comunità Bnei Menashe arrivati mercoledì dall’India in Israele (clicca per ingrandire)

Un agente della polizia di frontiera israeliana è stato gravemente ferito nelle prime ore di giovedì da un’auto che l’ha investito al valico di frontiera di Qalandiya, ingresso nord di Gerusalemme. Le forze in servizio al posto di controllo hanno aperto il fuoco contro il veicolo quando si è scagliato verso di loro prima di schiantarsi contro un muro. Arrestato il 22enne palestinese che era alla guida.

United Hatzalah (un’organizzazione israeliana di pronto soccorso basata su volontari che a bordo di scooter garantiscono intervento medico immediato prima dell’arrivo delle ambulanze) ha tenuto martedì un’esercitazione per incidenti di massa della sua unità femminile attualmente composta da circa 150 volontarie, ebree e arabe. La sessione di formazione ha simulato un grave incidente stradale con il coinvolgimento di un autobus di ragazze di scuola superiore e ha coinvolto più di 100 pazienti simulati e più di 60 soccorritrici.

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Almeno sei persone sono rimaste uccise e più di 30 ferite in scontri a fuoco scoppiati giovedì a Beirut,ì durante una protesta dei sostenitori di Hezbollah contro Tarek Bitar, il giudice che indaga sulla devastate esplosione dell’anno scorso al porto di Beirut. Hezbollah e i suoi alleati si oppongono alle indagini di Bitar sostenendo che il giudice è di parte e lavora per scopi politici. Ma giovedì un tribunale libanese ha respinto l’ultima denuncia presentata contro di lui, consentendogli di riprendere il lavoro. Il deputato libanese Ali Hassan Khalil, alleato di Hezbollah, aveva sporto denuncia dopo che Bitar aveva emesso un mandato di cattura contro di lui per essersi rifiutato di presentarsi a un interrogatorio. Lunedì il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha attaccato Bitar dicendo che il giudice sta usando il caso per obiettivi politici. Il parlamentare Khalil aveva avvertito che ci sarebbe stata una “escalation politica, e forse anche di altro tipo”. Dal canto loro, le famiglie delle vittime dell’esplosione hanno messo in guardia contro la sostituzione o l’intimidazione di Bitar, avvertendo di “tenere giù le mani dalla magistratura”. Secondo l’ex deputato Mustapha Allouch, la situazione attuale sta ripetendo quella dell’assassinio dell’ex primo ministro Rafik Hariri, poiché come allora Hezbollah sente che l’inchiesta punta nella sua direzione.

La ong israeliana IsraAID ha coordinato questo mese l’evacuazione dall’Afghanistan, attraverso l’Albania, di 125 persone a rischio sotto il dominio dei talebani tra cui giudici, atleti professionisti, giornalisti, presentatori televisivi, attivisti per i diritti umani, parenti di diplomatici afgani, artisti e altri. Lo riferisce giovedì il Jerusalem Post aggiungendo che già a settembre IsraAID aveva aiutato ad evacuare 42 donne e ragazze afgane verso gli Emirati Arabi Uniti.

Un soldato e un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane sono rimasti leggermente feriti da un colono che ha spruzzato spray urticante dentro il loro veicolo. L’incidente è avvenuto mercoledì nella zona di Ramallah (Cisgiordania) quando forze israeliane sono state chiamate sul posto su segnalazione di atti vandalici a sfondo nazionalista contro alberi di ulivo del villaggio palestinese di al-Mughayyir. Il capo di stato maggiore Aviv Kochavi ha fermamente condannato questo e altri recenti attacchi contro i militari da parte di estremisti israeliani, affermando che “i crimini contro i soldati delle Forze di Difesa israeliane da parte di civili sono intollerabili e richiedono un’applicazione rapida e rigorosa della legge”. Il ministro della difesa Benny Gantz ha ordinato alle Forze di Difesa israeliane di “agire in modo sistematico, combattivo e senza compromessi, insieme ai servizi di sicurezza e alla polizia, contro tutte le forme di violenza rivolte contro palestinesi, ebrei e naturalmente contro le forze di sicurezza”.

“Il popolo ebraico e Gerusalemme sono la stessa cosa e quindi il trasferimento dell’ambasciata italiana da Tel Aviv a Gerusalemme è un impegno morale, civile, religioso e politico”. Lo ha dichiarato Matteo Salvini, segretario della Lega, intervenendo mercoledì all’evento “Jerusalem Prayer Breakfast Rome” presso il Senato della Repubblica, insieme a vari esponenti dell’opposizione e della coalizione e all’ambasciatore di Israele in Italia Dror Eydar. “Attualmente – ha detto l’ambasciatore Eydar – l’ambasciata italiana in Israele non è nella nostra capitale, non è nella sua sede naturale. Io ho un sogno, ed è condiviso da molti: il sogno di vedere la bandiera dell’Italia sventolare nella Città Eterna di Gerusalemme. Il trasferimento dell’ambasciata d’Italia a Gerusalemme sarebbe la chiusura di un doppio cerchio. Si chiuderebbe il cerchio dell’Italia moderna, che diede inizio al processo del ritorno a Sion circa un secolo fa a Sanremo. E si chiuderebbe un cerchio storico. Siamo a Roma: da questo luogo partirono nel primo secolo e.v. le legioni dell’Impero Romano per reprimere la rivolta e le aspirazioni di libertà del popolo ebraico, distruggendo Gerusalemme e il suo Tempio. E da qui, dopo 1.900 anni, verrà il riconoscimento di Gerusalemme come capitale eterna d’Israele”.