Sezione: News

Il ministro israeliano per la cooperazione regionale Issawi Frej ha firmato martedì un memorandum d’intesa con Giordania ed Emirati Arabi Uniti volto a promuovere un accordo che vedrà Israele fornire alla Giordania acqua desalinizzata dal Mediterraneo in cambio di elettricità da solare prodotta da un impianto giordano costruito dagli Emirati. La prima fase dell’accordo era stata firmata nel 2021 sotto gli auspici degli Emirati Arabi Uniti. Il protocollo d’intesa è stato firmato alla presenza dell’inviato Usa per il clima, John Kerry, nell’ambito della conferenza COP27 delle Nazioni Unite sul clima a Sharm el-Sheikh (Egitto).

I firmatari del memorandum Israele-Giordania-Emirati (clicca per ingrandire)

La ministra israeliana per la protezione ambientale Tamar Zandberg ha partecipato martedì a una riunione dei paesi mediorientali e del Mediterraneo orientale insieme a rappresentanti iracheni e libanesi, nel quadro della conferenza COP27 delle Nazioni Unite sul clima in corso a Sharm el-Sheikh (Egitto). Ufficialmente Iraq e Libano sono tutt’ora in stato di guerra contro Israele. Il Libano vieta ai propri cittadini di avere qualsiasi contatto con gli israeliani e anche il recente accordo sui confini marittimi è stato negoziato dalla diplomazia americana senza che nessun funzionario libanese incontrasse pubblicamente i corrispondenti israeliani.

La ministra Tamar Zandberg all’incontro con gli altri paesi mediorientali e mediterranei (clicca per ingrandire)

La tv Canale 12 ha riproposto lunedì vecchi estratti dalla testimonianza resa Yigal Amir, l’estremista ebreo all’ergastolo in Israele per aver assassinato nel 1995 l’allora primo ministro Yitzhak Rabin. Nel video Yigal Amir afferma che i servizi di sicurezza non sapevano nulla su di lui e sulle sue intenzioni e non avrebbero mai potuto prevenire il suo attentato nonostante gestissero un agente doppiogiochista di cui tuttavia nessuno nel suo ambiente si fidava perché era screditato (l’agente Avishai Raviv venne effettivamente incriminato ma poi assolto dall’accusa d’aver saputo e taciuto del piano). Le frasi di Yigal Amir smentiscono l’accusa mossa da leader del partito Sionismo Religioso Bezalel Smotrich che domenica alla Knesset, durante una cerimonia per i 27 anni dall’assassinio di Rabin, ha fatto allusioni a presunte “manipolazioni” dell’assassino da parte dei servizi segreti che lo avrebbero “incoraggiato a portare a termine il suo piano”. Le accuse di Smotrich, definite complottiste, hanno suscitato l’indignata reazione dei servizi di sicurezza e di vari esponenti politici.

Il leader del partito Sionista Religioso Bezalel Smotrich domenica alla cerimonia commemorativa della Knesset per i 27 anni dall’assassinio di Yitzhak Rabin, (clicca per ingrandire)

È deceduto martedì, allo Sheba Medical Center Shalom di Ramat Gan, il 63enne israeliano Shalom Sofer due settimane dopo essere stato accoltellato in un attentato nel villaggio palestinese di Al Funduq dove si era recato per fare acquisti. L’aggressore palestinese era stato arrestato dalle forze di sicurezza israeliane dopo una breve caccia all’uomo nella zona.

Shalom Sofer, deceduto martedì in seguito alle ferite riportate lo scorso 25 ottobre in un attentato all’arma bianca (clicca per ingrandire)

Elezioni per la Knesset 2022. Secondo i primi exit poll, il blocco di Benjamin Netanyahu, che comprende Likud, Sionismo Religioso, Ebraismo Unito della Torà e Shas, arriverebbe a 61 o 62 seggi.

Exit poll della tv pubblica Kan (clicca per ingrandire)

Media degli exit poll delle tre maggiori emittenti israeliane (clicca per ingrandire)

Un terrorista palestinese ha aperto il fuoco con un mitra M16 contro cittadini israeliani, sabato sera, all’ingresso di Kiryat Arba, presso Hebron, uccidendo il 50enne Ronen Hananya e ferendone diversi altri (di cui almeno uno in condizioni critiche), prima che un ufficiale fuori servizio lo colpisse a morte. Il terrorista è stato identificato come un insegnante di Hebron affiliato a Hamas, malato terminale di cancro, che ha sparato anche sui soccorritori ferendo un paramedico palestinese di 37 anni. Un fratello del terrorista venne scarcerato nel 2011 nell’ambito del ricatto di Hamas per la liberazione dell’ostaggio Gilad Shalit. I militari hanno smentito la notizia, inizialmente circolata, secondo cui l’attentato avesse preso di mira l’abitazione del deputato israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir. ,Domenica mattina un terrorista palestinese 49enne originario di Gerusalemme est ha deliberatamente investito con la sua auto cittadini israeliani a sud di Gerico (un primo gruppo presso Nabi Musa e poi un secondo gruppo in attesa a un fermata d’autobus all’incrocio Almog), ferendone cinque prima di essere ucciso dalla reazione di un poliziotto e di un soldato che si trovavano sul posto.

Ronen Hanania, 50 anni, ucciso sabato sera da un terrorista palestinese (clicca per ingrandire)

 

Con una presa di posizione molto insolita, giovedì scorso una serie di stati delle Nazioni Unite si sono espressi con forza contro la Commissione d’inchiesta su Israele, condannando sia i suoi pregiudizi sia le dichiarazioni di stampo antisemita circa il presunto potere della “lobby ebraica” mondiale fatte da uno dei tre membri della Commissione, Miloon Kothari, che aveva anche messo in dubbio il diritto di Israele di essere membro dell’Onu. “Non si può ignorare che un attuale membro della Commissione ha fatto commenti antisemiti lo scorso agosto” ha detto l’inviata Usa Lisa Carty, chiedendo alla presidente della Commissione Navi Pillay di riferire sulle misure che intende adottare per garantire che la Commissione “sia completamente obiettiva e imparziale”. Pillay non ha mai condannato le dichiarazioni di Kothari. Almeno 10 paesi, incluso Israele, hanno fatto riferimento a quelle dichiarazioni quando hanno preso la parola per denunciare i pregiudizi anti-israeliani della Commissione, mentre altri nove dei 35 paesi intervenuti hanno condannato la Commissione e il suo recente rapporto. Il presidente dell’Assemblea Generale è intervenuto più volte chiedendo ai relatori di non criticare un membro della Commissione, ma i suoi appelli sono caduti nel vuoto. Tra i paesi che hanno difeso Israele contro i pregiudizi della Commissione figurano Paesi Bassi, Guatemala, Germania, Australia, Austria, Regno Unito, Isole Marshall, Albania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Canada, Liberia, Italia, Uruguay e Micronesia. Anche l’Unione Europea ha rilasciato una dichiarazione critica verso la Commissione.

Secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dall’emittente pubblica Kan in vista delle elezioni israeliane del 1 novembre, il blocco destra+religiosi di Benjamin Netanyahu potrebbe avvicinarsi molto, ma non raggiungere la maggioranza di 61 seggi nella Knesset. Il sondaggio registra una risalita dei partiti di sinistra Meretz e Laburisti, che nei sondaggi precedenti si collocavano appena sopra il quorum minimo d’ingresso. In dettaglio, il sondaggio prevede 31 seggi per il Likud di Netanyahu e 24 seggi per Yesh Atid di Yair Lapid. Sionismo Religioso di estrema destra continua a crescere e potrebbe diventare il terzo partito con 14 seggi. Seguirebbero il partito Unità Nazionale di Benny Gantz e Gideon Sa’ar con 11 seggi, Shas con 8, Ebraismo Unito della Torah 7, Yisrael Beiteinu di Yisrael Beiteinu 6, Laburisti 6, Meretz 5, Ra’am 4 e Hadash-Ta’al 4. Questi risultati darebbero al blocco di Netanyahu 60 seggi (su 120). La coalizione avversaria (compreso il partito arabo Ra’am) ne avrebbe 56, mentre i restanti 4 seggi andrebbero alla lista araba Hadash-Ta’al che fa parte del campo anti-Netanyahu ma ha dichiarato che non entrerebbe a far parte neanche della nella coalizione avversaria. Secondo questo sondaggio, sia il partito arabo nazionalista Balad che HaBayit HaYehudi di Ayelet Shaked non supererebbero la soglia del 3,25%, fermandosi rispettivamente al 2,2% e al 2% dei voti.

Ci saranno circa 196.000 nuovi elettori alle prossime elezioni israeliane del primo novembre. Ne ha dato notizia giovedì l’Ufficio Centrale di Statistica specificando che saranno chiamati alle urne circa 6,2 milioni di cittadini aventi diritto, pari a un aumento del 3,3% dall’ultima volta che in Israele si è votato per la Knesset nel marzo 2021.

Con una cerimonia che la parte libanese ha voluto senza incontri né strette di mano, è stato firmato giovedì l’accordo fra Israele e Libano sul confine di sfruttamento marittimo fra i due paesi. A distanza di poco tempo l’uno dall’altro, il primo ministro israeliano Yair Lapid e il presidente libanese Michel Aoun si sono fatti fotografare mentre siglano l’intesa che pone fine al lungo contenzioso. Lo scambio dei due identici documenti è poi avvenuto in una base Onu presso Naqura (Libano meridionale), alla presenza del mediatore statunitense Amos Hochstein e della coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano Joanna Wronecka. “Si tratta di un successo diplomatico – ha commentato Lapid – Non capita tutti i giorni che un paese nemico riconosca lo stato di Israele con un accordo scritto di fronte alla comunità internazionale. Non capita tutti i giorni che Stati Uniti e Francia ci sostengano e forniscano garanzie economiche e di sicurezza. Questo accordo rafforza la sicurezza di Israele e la nostra libertà di azione rispetto a Hezbollah e alle minacce da nord. C’è pieno consenso nell’establishment della sicurezza sulla sua necessità: l’hanno approvato il ministro della difesa Benny Gantz, le Forze di Difesa israeliane, il Mossad, l’intelligence e il Consiglio di sicurezza”. Il nuovo confine riconosce la piena sovranità di Israele sul giacimento di gas di Karish (più volte minacciato da Hezbollah) mentre gran parte del giacimento di Kana passa al Libano, ma Israele potrà contare una quota dei futuri profitti.