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Almeno tre nuovi incendi sono stati causati, domenica, dal lancio di ordigni incendiari palestinesi dalla striscia di Gaza verso Israele.

La conferenza nel Bahrain intende mostrare cosa potrebbe accadere nell’economia palestinese se ci fosse un accordo di pace. Lo ha detto domenica l’inviato speciale Usa in Medio Oriente, Jason Greenblatt, a una conferenza del Jerusalem Post a New York. In un editoriale per la CNN, Greenblatt ha detto che l’atteso piano di pace americano potrebbe “sbloccare l’incredibile potenziale dell’economia palestinese e della regione. La dirigenza palestinese dipinge la partecipazione al workshop economico come un tradimento. Che assurdità”. Rivolgendosi direttamente al negoziatore palestinese Saeb Erekat, Greenblatt ha definito le sue critiche “completamente fuori strada”. E ha aggiunto: “Forse Erekat sa che non otterrà mai l’accordo che ha promesso per decenni ma piuttosto che ammetterlo, e disporsi a lavorare per ottenere un accordo realistico e attuabile che possa portare a grandi risultati per i palestinesi, vuole rifiutare prima ancora che si inizi. Che peccato per i palestinesi”.

Una delegazione del Qatar guidata dall’inviato Mohammed al-Emadi è arrivata nella striscia di Gaza domenica sera, attraverso il valico di frontiera di Erez con Israele, per colloqui con i capi di Hamas. Secondo quanto riportato dai mass-media palestinesi, la delegazione ha portato con sé una nuova tranche di denaro dal Qatar.

“Il problema non è la religione. Il problema è l’islamismo politico che istiga l’odio tra musulmani ed ebrei”. Lo ha detto domenica l’imam francese Hassen Chalghoumi, presidente della Conferenza degli imam di Francia, incontrando a Gerusalemme il presidente d’Israele Reuven Rivlin. Chalghoumi è alla guida di una “storica delegazione di giovani attivisti della comunità musulmana provenienti da Francia e Belgio”, che ha incontrato esponenti ebrei, cristiani, musulmani e drusi, compresi membri di esercito e polizia. Una giovane musulmana belga ha detto a Rivlin che, prima di venire in Israele, era una convinta fautrice del movimento BDS (per il boicottaggio contro Israele) avendo sentito e letto che i palestinesi soffrono terribilmente per mano degli israeliani e che ci sono ovunque violenza e terrore, e di essere rimasta sbalordita nel constatare che è vero il contrario e che Israele rispetta i diritti umani. Inizialmente era persino stupita di vedere arabi ed ebrei israeliani mescolarsi liberamente per le strade, e tornerà a casa con un’impressione completamente diversa di Israele. Chalghoumi ha detto a Rivlin che lo considera un simbolo di speranza e gli ha assicurato che vi sono molti musulmani nel mondo che desiderano la riconciliazione con Israele. Dal canto suo, Rivlin ha ribadito che Israele non è in guerra con l’islam, ma solo con i fondamentalisti islamisti i quali, ha detto, sono un pericolo non solo per Israele e il popolo ebraico, ma per il mondo intero. Circa una certa immagine negativa di Israele in Europa, Rivlin ha detto che è essenziale spezzare la catena propagandistica di menzogne che offende la verità.

Come preannunciato, domenica il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu si è riunito in un piccolo borgo sulle alture del Golan per annunciare l’inaugurazione di una nuova comunità chiamata “Ramat Trump”.

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Sara Netanyahu, moglie del primo ministro, ha patteggiato domenica una condannata per uso improprio di fondi pubblici che pone fine a una battaglia legale durata quattro anni. Il patteggiamento, fortemente caldeggiato dalla Corte di Gerusalemme, rende la condanna definitiva ma le accuse sono state ridotte e Sara Netanyahu dovrà pagare 55.000 shekel, anziché i 359.000 shekel originariamente chiesti dall’accusa. In base all’accordo, la moglie del primo ministro ha ammesso d’aver intenzionalmente approfittato dell’errore di un’altra persona, mentre l’accusa ha lasciato cadere la più grave imputazione originaria di frode.

Radi Nasser, sindaco del villaggio Deir Qaddis, in Cisgiordania, è stato espulso dalla fazione Fatah, che fa capo al presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen, dopo che sono circolate immagini di israeliani ortodossi della vicina comunità di Modi’in Ilit che partecipavano alla festa per il matrimonio del figlio del sindaco, su invito dei palestinesi che lavorano con loro in un garage per riparazioni di automobili. Il sindaco ha cercato di difendersi negando di essere a conoscenza della partecipazione degli israeliani, ma le immagini del matrimonio apparse on-line, dove si vedono gli ospiti ebrei che ballano insieme ad altri ospiti del matrimonio, hanno scatenato sui social network la condanna degli attivisti di Fatah che si oppongono a qualunque normalizzazione dei rapporti con Israele. Il portavoce di Fatah Osama Qawassmeh, citato domenica dal Jerusalem Post, ha detto che la partecipazione di “coloni terroristi a eventi sociali palestinesi è un atto codardo, condannabile, spregevole e riprovevole”. L’Autorità Palestinese, di cui Fatah è la fazione più importante, ha detto che avvierà un’indagine e adotterà provvedimenti contro coloro che hanno invitato gli israeliani.

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Hamas afferma d’aver scoperto e arrestato la cellula responsabile del razzo sparato da Gaza giovedì scorso e che ha colpito una scuola religiosa nella città israeliana di Sderot. Secondo fonti della striscia di Gaza citate da i24News, gli arrestati, originari della parte settentrionale della striscia di Gaza, sono membri delle Brigate Martiri di Al-Aqsa, ala militare di Fatah, fazione rivale di Hamas. Sia l’agenzia di sicurezza interna di Hamas che la sua ala militare Izzedine al-Qassam dicono che stanno indagando sulla possibilità che l’ordine per il lancio sia partito da fuori Gaza. L’aviazione israeliana aveva reagito all’attacco su Sderot colpendo, nelle prime ore di venerdì mattina, una serie di obiettivi terroristici nella striscia di Gaza tra cui infrastrutture di Hamas e una struttura appartenente alle forze navali del gruppo terrorista.

“E’ da un anno e mezzo che va avanti questo rituale ridicolo – ha detto venerdì ad Ha’aretz il capo del Consiglio regionale di Eshkol, Gadi Yarkoni – Loro lanciano aerostati che provocano incendi, l’esercito israeliano rafforza le sanzioni, loro reagiscono con i razzi e per 48 ore ci ritroviamo dentro a un round di violenze. Undici round come questo si sono finora conclusi senza risultato. Questo sistema non funziona e noi ci aspettiamo drastici cambiamenti”. Ha scritto Amir Buhbut, sul sito di news Walla, che Israele fa di tutto per trovare il modo di fare pressione su Hamas senza scatenare l’inferno: “Israele vuole ripristinare la deterrenza, ma sa che colpi troppo pesanti potrebbe trascinare la regione nel migliore dei casi in pericolose battaglie, nel peggiore in una guerra che nessuno vuole”.

Venerdì attivisti palestinesi ai confini fra Gaza e Israele hanno lanciato decine di aerostati incendiari, appiccando una quindicina di incendi presso le comunità israeliane della zona.

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