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I servizi di sicurezza israeliani hanno confermato che, durante l’arresto di uno dei cinque sospetti per l’uccisione lo scorso ottobre della palestinese Aisha Rabi, hanno scoperto vari riscontri che “indicano tendenze estremiste anti-sioniste” nel gruppo di adolescenti implicati, tra cui un video che li mostra mentre bruciano una bandiera israeliana e un’altra bandiera sfregiata con una svastica e la scritta “morte ai sionisti”. Vedi video e foto su Times of Israel

Un ordigno a forma di drone attaccato a un gruppo di palloncini è atterrato domenica in un campo agricolo nella regione di Sdot Negev, presso la striscia di Gaza, ed è esploso mentre gli artificieri lo stavano esaminando a distanza usando un robot. L’aviazione israeliana ha reagito attaccando due posti d’osservazione di Hamas nella striscia di Gaza. Intanto la polizia ha ribadito l’appello agli israeliani che vivono nell’area perché chiamino le forze di sicurezza per ogni oggetto sospetto.

Decine di palestinesi hanno contestato, domenica, al grido di “traditore” il patriarca greco-ortodosso di Terra Santa, Teofilo III, in vista alla chiesa della Natività di Betlemme in occasione del Natale ortodosso. Molti palestinesi chiedono le sue dimissioni accusandolo d’aver permesso la vendita di terreni a ebrei israeliani. La chiesa greco-ortodossa, uno dei più grandi proprietari di beni immobili in Israele, è governata dal clero greco mentre i fedeli sono prevalentemente arabi.

Più di quattro milioni di turisti stranieri (esattamente 4.120.800) hanno visitato Israele nel 2018, pari a un aumento del 14% rispetto al 2017, e del 42% rispetto al 2016. Lo ha comunicato domenica il Ministero israeliano del turismo. “E’ il secondo anno consecutivo che registriamo un record storico nel numero di turisti in Israele – ha detto il direttore generale del ministero del turismo, Amir Levin – e siamo ottimisti circa il 2019, che inizierà con l’apertura del nuovo aeroporto internazionale di Timna, che contribuirà ad aumentare i voli diretti su Eilat (Mar Rosso)”. L’Italia è il quarto paese europeo per numero di arrivi in Israele dopo Francia, Germania e Regno Unito. Nel frattempo, dati diffusi da Euromonitor International indicano Gerusalemme come la città turistica che sta registrando la più alta crescita annuale al mondo di visitatori.

 

Sabato sera un autobus israeliano che transitava nei pressi di Beit El, in Cisgiordania, è stato bersagliato da colpi d’arma da fuoco. L’autista è rimasto ferito da schegge di vetro. Vedi le foto su YnetNews Si tratta del quarto attacco nell’area dallo scorso mese. Gli autisti della Egged, una delle maggiori compagnie di trasporti in Israele, hanno annunciato domenica uno sciopero per protestare contro tale situazione.

Polizia e servizi di sicurezza israeliani hanno arrestato, sabato, altri due minorenni ebrei nel quadro di una vasta indagine su gravi episodi di terrorismo anti-arabo, e in particolare sulla morte lo scorso 12 ottobre della palestinese Aysha Ravi, 47 anni, colpita da pietre scagliate contro l’auto in cui viaggiava presso il raccordo di Tapuah. Altri tre giovani sono già stati arrestati una settimana fa. Tutti i sospettati sono studenti di una scuola religiosa di Riheilim, nella Cisgiordania settentrionale, non lontana dal luogo dell’aggressione. In un comunicato diffuso domenica, i servizi segreti respingono le contestazioni sorte in alcuni ambienti estremisti israeliani ribadendo la propria determinazione a “continuare gli sforzi per contrastare il terrorismo sotto qualsiasi forma, ebraico o palestinese, in conformità ai valori dello stato d’Israele e in nome della sicurezza nazionale”.

L’esercito egiziano ha comunicato d’aver distrutto nell’ultimo anno 37 tunnel transfrontalieri tra la striscia di Gaza e la penisola del Sinai. In passato l’Egitto aveva inondato i tunnel di Hamas con acqua di mare o di fogna e aveva distrutto centinaia di case sul lato egiziano del confine a Rafah per impedire la costruzione dei tunnel. I militari egiziani hanno iniziato la battaglia contro i tunnel di Gaza dopo il golpe del settembre 2013 che ha esautorato il presidente Mohammed Morsi, espressione della Fratellanza Musulmana oggi fuorilegge. L’anno scorso l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, in una testimonianza contro Morsi, ha parlato dei circa 800 individui armati che penetrarono nel Sinai settentrionale attraverso i tunnel da Gaza. “Il generale Omar Suleiman – ha detto Mubarak, citato dalla Reuters – mi informò il 29 gennaio 2011 che erano entrati in Egitto attraverso Gaza e che avevano armi. Si diressero verso le carceri per liberare i detenuti di Hezbollah, Hamas e Fratellanza Musulmana”. Dal canto loro, le Forze di Difesa israeliane affermano d’aver neutralizzato l’anno scorso 15 tunnel transfrontalieri da Gaza, compreso uno che si diramava sia in Israele che nel Sinai egiziano nei pressi del valico di Kerem Shalom. Secondo Israele, anche quel tunnel non serviva per il contrabbando: Hamas intendeva usarlo per trasportare terroristi e armi tra Egitto e striscia di Gaza in vista di un futuro attacco combinato al valico di Kerem Shalom.

 

Venerdì scorso gli uffici di Gaza della tv ufficiale dell’Autorità Palestinese sono stati attaccati e devastati. I funzionari dell’emittente hanno immediatamente accusato Hamas per l’aggressione. “Chi controlla Gaza deve garantire protezione a tutti” ha detto alla Reuters Rafat Al-Qidra, direttore dell’ufficio. Sabato il ministro degli interni di Hamas a Gaza ha annunciato l’arresto di cinque palestinesi accusati d’aver partecipato all’incursione. Secondo Hamas, tutti e cinque sono ex dipendenti dell’Autorità Palestinese i cui stipendi sono stati recentemente sospesi da Ramallah.

L’ambasciatore del Qatar presso i palestinesi, Mohammed Al-Emadi, si recherà nuovamente a Gaza questo mese per consegnare ingenti somme di denaro in contanti destinate, secondo il quotidiano libanese Al-Akhbar, a pagare gli stipendi dei funzionari di Hamas. Si tratta della terza volta negli ultimi mesi che il Qatar fa arrivare denaro contante a Gaza. Nelle precedenti occasioni si era trattato di 15 milioni di dollari. Questa volta la cifra non è stata comunicata.

Parlando venerdì in una conferenza stampa al Cairo, il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha detto d’essere pronto a cancellare tutti gli accordi esistenti con Israele, nonché il coordinamento sulla sicurezza con lo stato ebraico, se lo riterrà necessario. “Vogliamo riesaminare i vari accordi, compreso l’Accordo di Oslo – ha detto Abu Mazen – Ho 83 anni e non sono disposto a finire la mia vita da traditore”. Quanto ad Hamas, Abu Mazen ha minacciato di tagliare ogni legame con la striscia di Gaza se il gruppo terroristico continuerà a violare l’accordo di riconciliazione palestinese. “Hamas riceve acqua, elettricità e medicinali da altri paesi e li vende a caro prezzo ai residenti di Gaza – ha detto Abu Mazen – Se Hamas non si adeguerà agli accordi, cesseremo tutti i pagamenti per la striscia di Gaza, che ammontano a 96 milioni di dollari al mese. Ramallah non continuerà a finanziare il governo di Hamas nella striscia di Gaza”.