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Le vittime dell’attentato di giovedì sera a Elad sono Yonatan Havakuk, 44 anni e 5 figli, Boaz Gol, 49 e cinque figli, e Oren Ben Yiftah, 35 anni e sei figli. I tre israeliani sono stati trucidati alla fine della Giornata dell’Indipendenza da due terroristi palestinesi armati di ascia che sono entrati nella città (a soli 3 km dal confine con l’Autorità Palestinese) e hanno iniziato a colpire a caso i passanti. Altri dui uomini sui 40 e sui 70 anni sono ricoverati in condizioni critiche, un ventenne in condizioni gravi. Le forze di sicurezza israeliane stanno conducendo una massiccia caccia all’uomo per arrestare i due ventenni originari di Rumana, presso Jenin, individuati grazie ai filmati delle telecamere di sicurezza.

Le vittime dell’attentato palestinese a Eldad: da sinistra Boaz Gol, Yonatan Havakuk, Oren Ben Yiftah (clicca per ingrandire)

Almeno tre persone sono rimaste uccise, altre quattro ferite di cui due in modo grave, in un attacco terroristico, nella città di Elad, vicino a Petah Tikva (Israele centro), la sera di giovedì mentre volgeva al termine la festa di Yom HaAtzmaut, 74esima Giornata dell’Indipendenza. Secondo le prime notizie ancora non confermate, l’aggressione contro i passanti sarebbe stata perpetrata da due uomini, uno armato di ascia e l’altro di un’arma da fuoco, in due luoghi diversi nei pressi del parco cittadino. La polizia ha istituito posti di blocco lungo le principali vie, mentre il sindaco ha chiesto ai residenti di chiudersi in casa. Elad si trova all’interno di Israele a soli 3 km dalle aree della Cisgiordania controllate dall’Autorità Palestinese. Il gruppo terrorista Hamas ha immediatamente elogiato l’attentato. Sabato scorso, il capo di Hamas Yahya Sinwar aveva minacciato nuove violenze se degli ebrei avessero osato salire al Monte del Tempio di Gerusalemme in occasione di Yom HaAtzmaut (dopo quasi due settimane di chiusura dell’accesso ai non musulmani per rispetto della conclusione del Ramadan). Anche la Jihad Islamica Palestinese ha celebrato “l’eroica operazione”. Quello di giovedì sera è il settimo attentato mortale dall’inizio dell’ondata terroristica attuale, un mese e mezzo fa, che ha causato la morte di 19 persone.

Attentato la sera di Yom HaAtzmaut a Eldad (clicca per ingrandire)

Dolci offerti ai passanti a Gaza giovedì sera per “festeggiare” l’attentato terrorista a Eldad (clicca per ingrandire)

Yom HaAtzmaut 2022: 74esimo anniversario dell’indipendenza dello stato d’Israele (clicca per ingrandire)

La popolazione attuale di Israele ammonta a di 9.506.000 cittadini. Lo ha comunicato lunedì l’Ufficio Centrale di statistica israeliano in vista di Yom HaAtzmaut, 74esimo anniversario dell’indipendenza dello stato d’Israele (che quest’anno si celebra dalla sera di mercoledì 4 alla sera di giovedì 5 maggio). I poco più di 7 milioni di cittadini ebrei costituiscono il 73,9% della popolazione totale del paese. Gli arabi rappresentano il 21,1%, mentre il 5% appartiene ad altri gruppi. Dal Giorno dell’Indipendenza 2021, sono nati 191.000 bambini e sono decedute 55.000 persone. Negli scorsi dodici mesi sono immigrate 38.000 persone, la cifra annuale più alta degli ultimi due decenni. Dei neo immigrati, circa 9.000 sono giunti dall’Ucraina, circa 6.000 dalla Russia e 400 dalla Bielorussia. Complessivamente, in quest’ultimo anno la popolazione israeliana è aumentata dell’1,9% (pari a 176.000 persone). Al momento della proclamazione dell’indipendenza, nel maggio 1948, Israele contava 806.000 persone (l’82,1% ebrei, il 17,9% arabi). Dalla nascita dello stato, sono immigrati in Israele 3,3 milioni di ebrei. Oggi circa il 79% degli israeliani sono nati nel paese. La popolazione israeliana è mediamente giovane: il 28% degli abitanti ha un’età compresa tra 0 e 14 anni, solo il 12% ha 65 anni e più. Attualmente vive in Israele circa il 45% della popolazione ebraica mondiale.

Circa 200.000 musulmani hanno preso parte lunedì alle preghiere di Eid al-Fitr (festa di fine Ramadan) nella spianata delle moschee sul Monte del Tempio di Gerusalemme. Come già avvenuto mercoledì scorso in occasione della festività islamica di Laylat al-Qadr, non essendosi verificate violenze da parte di agitatori estremisti palestinesi l’evento si è svolto senza incidenti e nel massimo rispetto da parte delle forze di sicurezza israeliane. Tuttavia, quegli stessi facinorosi palestinesi che accusano continuamente Israele di non rispettare lo status quo in vigore nel luogo santo (e che venerdì scorso sulla spianata hanno dato fuoco a bandiere israeliane) non hanno perso l’occasione per inscenare ingiuriose provocazioni come lo sventolamento di bandiere di Hamas e l’affissione di un enorme striscione che inneggiava al terrorismo islamista.

Lunedì 2 maggio, preghiera di Eid al-Fitr sul Monte del Tempio a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Lunedì 2 maggio, nella spianata delle moschee sul Monte del Tempio a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Venerdì 29 aprile, sul Monte del Tempio a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Israele esige delle scuse dopo che il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che il Führer nazista Adolf Hitler “aveva sangue ebreo” e che vi sono ebrei “tra i peggiori antisemiti”. “Lo scopo di tali menzogne è incolpare gli stessi ebrei per i crimini più terribili della storia che sono stati commessi contro di loro, sollevando così dalla responsabilità i persecutori del popolo d’Israele”, ha affermato il primo ministro Naftali Bennett. Ancora più energica la condanna del ministro degli esteri Yair Lapid: “Sono dichiarazioni imperdonabili e scandalose, un terribile errore storico, e ci aspettiamo delle scuse – ha detto Lapid, il cui nonno paterno venne ucciso dai nazisti – Hitler non era di origine ebraica e non è che gli ebrei si uccisero fra loro durante la Shoà. La forma più bieca di razzismo contro gli ebrei è incolpare gli ebrei stessi per l’antisemitismo”. Lapid ha esortato la controparte russa a “correggere l’errore e aprire qualche libro di storia”. “La cosa mi fa infuriare non solo come ministro degli esteri, ma anche come figlio (dell’ex ministro) Tommy Lapid che venne rinchiuso nel ghetto di Budapest: non venne richiuso dagli ebrei, ma dai nazisti”. “Stiamo facendo ogni sforzo per mantenere buone relazioni con la Russia – ha concluso Lapid – ma c’è un limite, e questa volta il limite è stato superato. Il governo russo deve scusarsi con noi e con il popolo ebraico”. Le ricorrenti teorie complottiste secondo cui il fondatore del nazismo Adolf Hitler era di origini ebraiche, e ciò avrebbe motivato il suo antisemitismo e lo sterminio di sei milioni di ebrei, sono state ripetutamente smentite dagli storici.

Si chiamava Vyacheslav (Vladi) Golev ed era originario di Beit Shemesh l’agente di sicurezza di 23 anni ucciso venerdì a colpi di mitra da due terroristi palestinesi all’ingresso della località ebraica di Ariel (Cisgiordania). Golev ha fatto scudo col suo corpo all’altra guardia, Victoria Fligelman, originaria di Ashkelon e sua fidanzata. Sabato, le forze di sicurezza israeliane hanno individuato e arrestato, nella vicina località palestinese di Qarawat Bani Hassan, due palestinesi accusati d’aver compiuto l’attentato e hanno sequestrato le loro armi. Golev è la 15esima vittima dell’ultima ondata di terrorismo anti-israeliano.

Un’immagine dell’attentato di venerdì ad Ariel (clicca per ingrandire)

Victoria Fligelman e Vyacheslav Golev (clicca per ingrandire)

Nuove violenze nella spianata sul Monte del Tempio di Gerusalemme, giovedì mattina (ultimo giorno di accesso per i non musulmani prima della chiusura di dieci giorni per la fine del Ramadan), quando diverse decine di estremisti palestinesi hanno iniziato a scagliare pietre e ordigni contro visitatori ebrei e gli agenti di polizia che li scortavano, mentre sui social network arabi continuano ad essere postate fake news sugli eventi. In una telefonata giovedì pomeriggio con il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov, il capo di Hamas Ismail Haniyeh ha espresso apprezzamento per il sostegno di Mosca ai palestinesi circa i fatti alla moschea di al-Aqsa.

Estremisti palestinesi lanciano ordigni dalla moschea di al-Aqsa verso i visitatori ebrei (clicca per ingrandire)

Un razzo palestinese lanciato da Gaza giovedì sera si è abbattuto nel parcheggio di un’abitazione di Sderot causando danni ma non vittime. Tuttavia alcune persone sono state ricoverate per ferite riportate mentre correvano verso i rifugi. Un secondo razzo lanciato da Gaza si è abbattuto all’interno della striscia controllata da Hamas. Nella notte sono nuovamente scattate le sirene d’allarme a causa di raffiche di mitragliatrice da oltre confine. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo una postazione terroristica e un tunnel “contenente sostanze chimiche utilizzate per la produzione di motori per razzi”. Per la seconda volta in due giorni, i terroristi di Gaza hanno tentato, invano, di colpire con razzi i velivoli israeliani in missione. “In nessun caso accetteremo il lancio di razzi dalla striscia di Gaza sullo stato di Israele”, ha ribadito giovedì il ministro degli esteri israeliano Yair Lapid incontrando una delegazione del Dipartimento di Stato americano in visita in Israele. “Hamas e il mondo intero – ha aggiunto Lapid – devono sapere che Israele agirà e farà tutto ciò che è necessario per proteggere la sicurezza dei suoi cittadini. Lo stato d’Israele si trova a fronteggiare il terrorismo islamista estremista il cui unico scopo è seminare violenza, paura e caos. Israele continuerà a preservare in futuro lo status quo sul Monte del Tempio e non abbiamo alcuna intenzione di cambiarlo”.

Un razzo lanciato lunedì sera dalla striscia di Gaza verso Israele è stato intercettato in tempo dal sistema “Cupola di ferro” sopra le località civili israeliane di Kissufim e Ein Hashlosha, dove sono risuonate le sirene d’allarme. Era dal primo gennaio 2022 che non si verificavano lanci di razzi palestinesi. Allora, tuttavia, non erano suonate le sirene perché i due razzi si erano abbattuti in mare al largo della costa di Tel Aviv.

Violenti scontri sono scoppiati venerdì alle prime luci dell’alba attorno moschea di al-Aqsa, nella Città Vecchia di Gerusalemme, quando diverse decine di palestinesi a volto coperto, alcuni con le bandiere di Hamas, hanno iniziato a scagliare pietre e ordigni esplosivi sui fedeli ebrei riuniti nel sottostante piazzale del Muto Occidentale (“del pianto”), costringendo la polizia a intervenire per disperderli. La polizia ha sottolineato che questi disordini “impedivano di fatto a migliaia di pacifici fedeli musulmani di accedere al complesso per le preghiere del secondo venerdì del mese Ramadan”. La polizia ha affermato che prima di intervenire con mezzi anti-sommossa e procedere ad arresti, “erano stati dati invano molti avvertimenti e molte opportunità ai facinorosi per disperdersi autonomamente”. La polizia ha seccamente smentito l’accusa mossa da alcuni esponenti palestinesi secondo cui gli agenti sarebbero stati i primi ad avviare gli scontri. “Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare di entrare nel complesso sul Monte del Tempio – ha spiegato il capo della polizia israeliana, Kobi Shabtai – Abbiamo cercato di lasciare la gestione della giornata al Waqf (musulmano). Ma quando gli agitatori hanno lanciato ordigni pirotecnici e pietre sui fedeli ebrei al Muro Occidentale, siamo intervenuti e li abbiamo arrestati”. Un portavoce della polizia ha aggiunto: “Mentre la polizia si adopera per garantire la libertà di culto per tutti e preservare la legge e la sicurezza nei luoghi santi e in tutta Gerusalemme, vi sono altri che scelgono la violenza. Continueremo ad adottare misure energiche contro coloro che attentato alla pace e alla sicurezza dei cittadini”. Israele – ha affermato il ministro della Pubblica Sicurezza Omer Bar-Lev – non ha nessun interesse che il Monte del Tempio diventi un epicentro di violenze che danneggiano sia i fedeli musulmani che i fedeli ebrei al Muro Occidentale”. “Israele – ha dichiarato il ministro degli esteri Yair Lapid – è  impegnato a garantire la libertà di culto per tutte le fedi e il nostro obiettivo è consentire la pacifica preghiera dei credenti durante le festività del Ramadan. Le violenze di questa mattina sul Monte del Tempio sono inaccettabili e vanno contro lo spirito delle religioni in cui crediamo. La convergenza (quest’anno) di Pesach, Ramadan e Pasqua (cristiana) è il simbolo di ciò che abbiamo in comune. Non dobbiamo permettere a nessuno di trasformare questi giorni sacri in una piattaforma di odio, istigazione e violenza”.

Una volta dispersi e arrestati i violenti, venerdì nel complesso della al-Aqsa circa 60.000 fedeli musulmani hanno partecipato senza alcun problema alla preghiera di mezzogiorno (clicca per ingrandire)