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Redefine Meat, start-up israeliana che utilizza la stampa 3D industriale per creare bistecche “sintetiche”, ha annunciato d’aver raccolto 29 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato dalla società di venture capital di Hong Kong Happiness Capital e dalla Hanaco Ventures con sede a Tel Aviv e New York. Il finanziamento permetterà a Redefine Meat di distribuire il suo prodotto nei ristoranti entro quest’anno. Redefine Meat afferma che la sua tecnologia brevettata per la produzione digitale su scala industriale riesce a replicare completamente la struttura muscolare della carne bovina con alto contenuto proteico, zero colesterolo e identico aspetto, cottura e sapore. La materia prima della carne sintetica è composta da ingredienti vegetali simili a ciò che mangia una mucca. Contiene proteine di legumi e cereali per creare la consistenza della carne nonché grassi delle piante, per riprodurre il grasso di manzo, e aromi e colori naturali per riprodurre l’aspetto della carne e la sua succulenza.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato venerdì che la Guinea equatoriale sposterà la sua ambasciata a Gerusalemme. Netanyahu ha dato la notizia dopo una telefonata con il presidente del paese africano, Teodoro Mbasogo. La Guinea equatoriale diventa così il terzo paese a porre la propria ambasciata nella capitale d’Israele, dopo Stati Uniti e Guatemala. Altri paesi come Kosovo, Malawi e Honduras hanno annunciato la stessa intenzione.

Secondo un rapporto sull’occupazione durante il coronavirus pubblicato dal Ministero israeliano del Lavoro e del Welfare, circa il 47% dei lavoratori israeliani ha un’occupazione che consente di lavorare da casa, un dato superiore a quello di tutti i singoli paesi OCSE ad eccezione del Lussemburgo, e significativamente superiore alla media OCSE che è del 38%. Il rapporto rileva che gli israeliani lavorano più ore rispetto ai loro pari nei paesi OCSE, e suggerisce che le leggi sul lavoro vengano adattate per consentire una maggiore flessibilità di orari. Un lavoratore israeliano può essere impiegato fino a 12 ore al giorno (inclusi gli straordinari) e fino a 58 ore settimanali, mentre i lavoratori in Danimarca e Irlanda, ad esempio, non possono superare in media le 48 ore settimanali.

Il Coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori, Kamil Abu Rokon, ha annunciato che domenica i pendolari residenti dell’Autorità Palestinese potranno tornare a lavorare in Israele su base giornaliera. Secondo il sito di news Walla, Israele vaccinerà i 120.000 palestinesi muniti di permesso di lavoro nello stato ebraico, utilizzando vaccini forniti da Moderna. Israele, che usa principalmente vaccini Pfizer-BioNTech, ha ricevuto circa due mesi fa vaccini Moderna, più facilmente trasportabili, ma finora ha evitato di usarli per non generare confusione nella gestione dei diversi tipi di vaccini, ha spiegato il Ministero della Salute.

L’esponente palestinese Mohammed Dahlan ha annunciato giovedì che gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di donare alla striscia di Gaza 20.000 dosi del vaccino russo “Sputnik V” e che la fornitura arriverà presto a destinazione attraverso il valico di Rafah con l’Egitto. Dahlan ha stretti legami con i dirigenti degli Emirati, dove risiede da quando è stato mandato in esilio nel 2011 a seguito di contrasti con il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen.

 

Israele ha comunicato, giovedì, che sta sviluppando insieme agli Stati Uniti un nuovo scudo missilistico balistico, l’Arrow-4, che va ad aggiungersi agli intercettori Arrow-2 e Arrow-3 che sono già operativi come parte di un sistema a più livelli volto a distruggere i missili balistici e da crociera in arrivo nell’atmosfera e nello spazio.

Affacciandosi alla finestra dell’hotel Hilton di Tel Aviv, il judoka iraniano in esilio Saeid Mollaei ha detto d’essere rimasto sbalordito. “Ci è stato insegnato a odiare gli israeliani”, ha spiegato. Essendo cresciuto sotto gli ayatollah in Iran, non poteva credere che Israele fosse un posto così moderno. Si aspettava un’atmosfera militare minacciosa e ha trovato un paese che lo ha accolto a braccia aperte, anche se le regole anti-pandemia lo hanno costretto alla quarantena nella sua camera d’albergo. Risultato negativo al test per coronavirus, Mollaei si sta allenando con i membri della squadra di judo maschile israeliana e venerdì dovrebbe affrontare, in Israele, Sagi Muki in un match nella classe di peso fino a 81 kg.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno parlato al telefono, mercoledì sera, 27 giorni dopo l’ingresso di Biden alla Casa Bianca. Netanyahu è il primo leader mediorientale a ricevere una chiamata da Biden, il 12esimo in assoluto. “La conversazione calda e amichevole è durata quasi un’ora – ha detto l’Ufficio del primo ministro – I due leader hanno sottolineato i loro legami personali, che durano da molti anni, e hanno detto che lavoreranno insieme per continuare a rafforzare la solida alleanza tra Israele e Stati Uniti”. Netanyahu e Biden hanno parlato della promozione degli accordi di pace tra Israele e gli stati della regione, della minaccia iraniana e di altre sfide regionali. Biden si è congratulato con Netanyahu per la sua leadership nel combattere la pandemia covid-19.

La BBC ha ammesso d’aver sbagliato nel sostenere che Israele avesse la responsabilità di vaccinare i palestinesi in base agli accordi di Oslo. In un’intervista al giornalista Jonathan Sacerdoti per il programma Dateline London, il conduttore Shaun Ley ha affermato che l’accordo di pace indica che Israele dovrebbe vaccinare tutti i palestinesi. Jonathan Sacerdoti ha spiegato che spetta invece all’Autorità Palestinese, il cui stesso Ministero della salute aveva detto che si sarebbe procurato i vaccini attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. A seguito di proteste da pare di spettatori del programma, andato in onda su BBC News Channel il 16 gennaio, la BBC ha diramato una rettifica in cui ammette l’errore.

Eccezionale ondata di maltempo, mercoledì in Israele, con intense nevicate nel nord e sul Golan e forti mareggiate lungo la costa fra Haifa e Tel Aviv. Nel pomeriggio ha iniziato a nevicare a Gerusalemme.

La neve mercoledì a Tzfat/Safed, in alta Galilea (clicca per ingrandire)

 

La neve mercoledì a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

 

La neve a Gerusalemme, secondo Emanuele Luzzati: una serigrafia riservata ai lettori che aiutano israele.net (clicca l’immagine)