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Sarebbe un membro dell’ala militare della Jihad Islamica palestinese il terrorista che lo scorso 21 agosto ha sparato a bruciapelo oltre il muro di frontiera ferendo mortalmente alla testa l’agente della polizia di frontiera Barel Hadaria Shmueli che era schierato a difesa del confine di Israele con la striscia di Gaza. Lo ha appreso giovedì YnetNews da fonti palestinesi. Per settimane Hamas avrebbe tenuto il terrorista in “custodia protettiva”, e censurato ogni notizia sul suo conto, nel timore di ritorsioni israeliane.

Il terrorista mentre spara oltre ilmuro di confine con Israele, uccidendo Barel Hadaria Shmueli (clicca per ingrandire)

Un attacco aereo, attribuito a Israele dalla tv statale siriana Al-Ikhbariya, ha preso di mira mercoledì centri delle milizie sostenute dall’Iran a ovest della città siriana di Palmyra, tra cui un centro di addestramento e una torre di comunicazione. Vi sarebbero vittime fra soldati siriani e miliziani filo-iraniani. No comment delle Forze di Difesa israeliane.

L’ambasciatore israeliano in Guatemala Matanya Cohen ha inaugurato questa settimana nella città di La Gomera, insieme al sindaco e alle autorità locali, la 27esima strada del paese intitolata a “Gerusalemme capitale d’Israele”. Nel 2018 il Guatemala è stato il secondo paese dopo gli Usa a riconoscere che la capitale d’Israele è Gerusalemme e a spostarvi la propria ambasciata. L’idea delle vie intitolate alla capitale dello stato ebraico è un’iniziativa personale dell’ambasciatore Cohen, lanciata subito dopo il trasferimento dell’ambasciata del Guatemala a Gerusalemme. Tra le città che hanno aderito anche Città del Guatemala, unica capitale al mondo con una strada chiamata “Gerusalemme capitale d’Israele”. L’ambasciatore Cohen afferma d’aver ricevuto richieste da sindaci di tutto il Guatemala e conta di estendere l’iniziativa a 34 città entro la prossima estate. L’idea si sta diffondendo anche in altri paesi del continente e l’ambasciatore israeliano in Costa Rica, Oren Barel, è già in contatto con quattro città del paese intenzionate ad aderire.

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Oracle ha lanciato mercoledì a Gerusalemme la sua nuova area cloud ad alta sicurezza. E’ il primo cloud provider globale che apre un’area cloud in Israele. Al lancio hanno presenziato, oltre al CEO di Oracle Safra Catz, il ministro israeliano delle comunicazioni Yoaz Hendel e il sindaco di Gerusalemme Moshe Lion. La struttura ha sede in un impianto sotterraneo rinforzato contro attacchi fisici, come rassi e missili. Il data center si estende su quattro piani a una profondità di 50 metri sotto il livello del suolo ed è progettato per essere uno dei più sicuri in Medio Oriente, fornendo servizi cloud avanzati ad aziende dei settori difesa, governo, banche, assicurazioni, infrastrutture, tecnologia, vendita al dettaglio e altro. La struttura è gestita in collaborazione con Bynet Data Communications. Oracle ha anche annunciato progetti per una seconda area cloud sotterranea nel paese, nel quadro della sua strategia “a doppia area” volta a fornire ai clienti continuità e capacità di ripristino in caso di emergenza, oltre a garantire che tutti i dati rimangano all’interno di Israele.

Il Ministero degli Esteri israeliano ha confermato che il vice ministro degli esteri Idan Roll si è incontrato negli Emirati Arabi Uniti con il ministro della giustizia sudanese Nasredeen Abdulbari. I due hanno parlato di una futura cooperazione nella formazione high-tech. Israele e Sudan hanno firmato un accordo nell’ottobre 2020 con cui hanno deciso di normalizzare i legami in futuro. Il ministro israeliano per gli affari regionali Issawi Frej, che pure ha incontrato Abdulbari, ha detto che secondo il ministro sudanese la cooperazione in materia di istruzione e cultura è più apprezzata in Sudan degli accordi economici tra paesi.

Da sinistra, il ministro della giustizia sudanese Nasredeen Abdulbari e il vice ministro degli esteri israeliano Idan Roll, mercoledì ad Abu Dhabi (clicca per ingrandire)

Con 54 voti a favore, compresi quelli del partito arabo islamista Ra’am, e 42 contrari, la Knesset ha approvato mercoledì in prima lettura un disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis presentato dalla parlamentare di “Nuova Speranza” Sharren Haskel. Haskel ha elogiato la coalizione per aver approvato il disegno di legge affermando che esso aiuterà a garantire il necessario sollievo a 100mila persone che necessitano di cannabis medica.

I Cherokee dell’Alabama nord-orientale hanno stabilito una relazione con Israele nel corso di una cerimonia tenuta lo scorso 25 settembre a Guntersville durante la quale la tribù ha presentato una risoluzione, approvata all’unanimità dal Consiglio Tribale, che riconosce la “nazione ebraica sovrana” di Israele con Gerusalemme come sua “eterna capitale indivisa” e promette sostegno “al perseguimento della pace di Gerusalemme e della nazione d’Israele”. “Se c’è un popolo che può capire come si sentono gli ebrei, quello è il popolo Cherokee – ha dichiarato il capo Larry Smith – Abbiamo scelto di identificarci con un popolo come popolo”. Seth Penn, vice rappresentante del Red Wind Tribal District, ha affermato che “la nazione di Israele ha molto in comune con il popolo Cherokee: sono stati rimossi dalla loro patria, sono tornati e devono battersi per la loro patria”.

Da sinsitra, il capo dei Cherokee dell’Alabama nord-orientale Larry Smith e Seth Penn (clicca per ingrandire)

Ronen Bar, nuovo capo dei servizi di sicurezza israeliani Shin Bet, ha definito la lotta alla violenza criminale nel settore arabo della società “una missione nazionale”. “I servizi non staranno con le mani in mano – ha detto – Dopo aver studiato la questione, offriremo il giusto equilibrio tra il nostro contributo al rafforzamento della polizia e l’aumento del coinvolgimento del servizio”.

Hamas sta aumentando le sue attività in Libano per minacciare Israele da due fronti, ma rischia di pestare i piedi a Hezbollah. E’ quanto afferma un rapporto dell’ALMA Research Center secondo il quale nel corso degli anni Hamas, attiva in Libano da decenni sotto la supervisione del ramo palestinese della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, è arrivata ad avere centinaia di operativi che sviluppano capacità militari sul confine nord di Israele di nascosto da autorità libanesi e Hezbollah. Lo scorso maggio sarebbe stata Hamas, con la benedizione dell’Iran, a lanciare alcuni razzi su Israele durante gli scontri a Gaza costringendo Hezbollah ad aggregarsi ai lanci senza averlo realmente deciso. Hezbollah considera Hamas e palestinesi come “ospiti” in Libano ma Hamas non la vede allo stesso modo, continua il rapporto, e potrebbe porre una sfida molto seria a Hezbollah. In Libano Hamas persegue la propria tattica, compresa quella di non informare in anticipo Hezbollah dei lanci di razzi su Israele, una modalità che potrebbe trascinare Hezbollah in una guerra con Israele controvoglia.

All’interno di un vasto cratere nel deserto israeliano del Negev, una squadra in tuta spaziale ha iniziato a simulare le condizioni di vita su Marte. L’Austrian Space Forum, insieme all’agenzia spaziale israeliana, ha creato una simulazione di base marziana nel Makhtesh Ramon, un cratere nel sud di Israele profondo 500 metri e largo 40 chilometri. Avendo superato estenuanti test fisici e psicologici, i sei “simil-astronauti” (provenienti da Austria, Germania, Israele, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna) vivranno in isolamento nella stazione virtuale fino alla fine del mese conducendo vari test, compreso l’uso di un prototipo di drone che funziona senza GPS e veicoli di mappatura automatici a energia eolica e solare. La missione mira anche a studiare il comportamento umano e l’effetto dell’isolamento sugli astronauti. L’Austrian Space Forum, un’organizzazione privata composta da specialisti aerospaziali, ha già organizzato una dozzina di missioni analoghe, la più recente in Oman nel 2018. Questa in Israele era prevista per l’anno scorso, ma è stata rinviata causa pandemia.

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