Sezione: News

Sabato le Forze di Difesa israeliane hanno arrestato in tempo un palestinese armato di un coltello che aveva superato barriera di sicurezza fra la striscia di Gaza settentrionale e Israele.

Venerdì sera, dopo il lancio di cinque razzi palestinesi dalla striscia di Gaza verso la comunità israeliana di Ibim, il kibbutz Or Haner e la città di Sderot (dove è scoppiato un incendio), le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo alcune postazioni di Hamas nella striscia di Gaza, a nord di Beit Hanun e vicino a Beit Lahiya. Nessun gruppo palestinese ha rivendicato il lancio dei razzi.

Venerdì scorso, più di 6.000 attivisti palestinesi hanno attaccato la barriera di sicurezza fra Gaza e Israele con lanci di ordigni esplosivi, granate e bombe molotov. Diversi terroristi sono riusciti a oltrepassare il confine, per poi essere respinti all’interno di Gaza dall’intervento dei militari israeliani. Secondo fonti di Gaza, negli scontri sono rimasti uccisi due adolescenti palestinesi.

Per la prima volta dall’inizio di questa campagna elettorale, in un sondaggio pubblicato giovedì da Knesset Channel il partito “kahanista” di estrema destra Otzma Yehudit ha superato la soglia minima d’ingresso. Tuttavia, stando al sondaggio, il blocco della destra non supera ancora i 60 seggi: non abbastanza per formare una coalizione di destra più partiti ultra-ortodossi. Il sondaggio dà il Likud e Blu&Bianco testa e testa con 31 seggi ciascuno. Attribuisce inoltre 11 seggi a Lista (araba) Unita e al partito Yamina (A destra) di Ayelet Shaked, 9 seggi a Israel Beytenu di Avigdor Lieberman, 8 e 7 seggi rispettivamente ai partiti ultra-ortodossi Shas e Ebraismo Unito della Torà, 5 seggi ciascuno a Laburisti-Gesher e Campo Democratico. Chiuderebbe appunto l’elenco Otzma Yehudit, con 4 seggi.

 

Jason Greenblatt, inviato speciale dell’amministrazione Usa per i negoziati internazionali, intende dimettersi nelle prossime settimane, verosimilmente dopo la pubblicazione dell’atteso piano di pace per il Medio Oriente alla cui stesura ha lavorato insieme al conigliere e genero di Trump, Jared Kushner. Quando aveva iniziato a lavorare alla Casa Bianca, all’inizio del 2017, Greenblat aveva detto che intendeva rimanere in carica solo due anni.

La operazioni di voto per la 22esima Knesset sono iniziate mercoledì sera con il voto dei diplomatici israeliani in servizio a Wellington, Nuova Zelanda. Vi sono 5.080 cittadini israeliani che hanno diritto di votare dall’estero: dipendenti governativi, delle Forze di Difesa, dell’Agenzia Ebraica, del Keren Kayemeth LeIsrael-Fondo Nazionale Ebraico, dell’Organizzazione Mondiale Sionista. Il voto si tiene in 97 missioni diplomatiche in tutto il mondo, la più grande delle quali è il Consolato a New York, con 750 elettori, la più piccola quella a Kigali, in Ruanda, con tre elettori. Le operazioni di voto dall’estero si chiudono venerdì mattina nei Consolati israeliani di Los Angeles e San Francisco (Usa).

L’ambasciatore d’Israele in Nuova Zelanda Itzhak Greenberg è il primo cittadino israeliano a votare per la 22esimna Knesset, presso l’ambasciata a Wellington (clicca per ingrandire)

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato giovedì a Londra il premier britannico Boris Johnson con il quale ha concordato sulla necessità di impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e di contenere il suo “comportamento destabilizzante” nella regione. Lo ha riferito una portavoce di Downing Street, secondo la quale Johnson ha anche sottolineato la necessità del dialogo e di una soluzione diplomatica. Dal canto suo, Netanyahu ha detto di auspicare una maggiore cooperazione bilaterale con il Regno Unito per contrastare quella che ha definito la “sfida dell’aggressione e del terrorismo dell’Iran”.

 

Ad un convegno di Canale 12 il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha affermato giovedì d’essere rimasto “sorpreso”, a fine maggio, quando il primo ministro Benjamin Netanyahu si rifiutò di rimettere l’incarico dopo che non era riuscito a formare una coalizione di governo. All’indomani delle elezioni dello scorso 9 aprile Rivlin conferì l’incarico a Netanyahu, che era stato indicato dalla maggioranza dei gruppi parlamentari. Netanyahu non riuscì a formare un governo entro le sei settimane di legge ma, anziché restituire il mandato a Rivlin, con il partito Likud fece approvare alla Knesset una legge di auto-scioglimento che comportò automaticamente la convocazione delle nuove elezioni, che si terranno il 17 settembre. “Rimasi sorpreso – ha detto Rivlin – Ora, come la maggior parte dei cittadini israeliani, vedo con grande severità la prospettiva di una terza tornata elettorale nello stesso anno, e farò tutto il possibile per evitarla”.

Centinaia di palestinesi si sono riuniti davanti dall’ambasciata canadese, a Beirut, per chiedere asilo nel paese nordamericano lamentando il deterioramento delle loro condizioni di vita in Libano e le severe restrizioni cui sono sottoposti. Periodiche proteste fuori dall’ambasciata sono iniziate alcune settimane fa, dopo un ulteriore giro di vite repressivo delle autorità libanesi contro il lavoro “straniero” senza documenti. In Libano vivono decine di migliaia di discendenti di profughi palestinesi, per la maggior parte relegati sin dalla nascita in squallidi campi senza accesso ai servizi pubblici, limitate opportunità di lavoro e nessun diritto di proprietà immobiliare. I manifestanti protestano anche contro quella che definiscono la diffusa corruzione dentro l’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi e i loro discendenti.

 

In un comunicato-stampa accompagnato da immagini satellitari, le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato mercoledì d’aver identificato una struttura nel Libano meridionale utilizzata da Hezbollah per fabbricare missili guidati di precisione con l’assistenza dell’Iran. Nel complesso vicino ad al-Nabi Chit, nella valle della Bekaa, istituito diversi anni fa dall’Iran e da Hezbollah per la produzione di armi, è stata recentemente creata “una catena di montaggio per armi di precisione” con diverse macchine fornite dall’Iran “atte a fabbricare i motori e le testate di missili con una precisione inferiore a 10 metri”. L’esercito ha sconfessato un’altra “menzogna” del capo di Hezbollah Hassan Nasrallah, ha twittato il portavoce militare Jonathan Conricus. In un discorso diffuso sabato scorso, Nasrallah aveva ripetuto che la sua organizzazione “non possiede fabbriche di missili di precisione” in Libano.

(clicca per ingrandire)