Sezione: News

Domenica sera, nuovi lanci di razzi palestinesi da Gaza verso Israele (almeno uno intercettato sopra la città di Askelon). Intanto la tv israeliana Canale 2 ha mandato in onda immagini di giovani arabi che a Gerusalemme, venerdì e sabato, gridavano “Forza Brigate Qassam [di Hamas], colpite Tel Aviv!” e di un giovane che diceva al reporter Ohad Hemo: “Questa sarà una guerra di religione. Tu sei ebreo, io sono musulmano. Continueremo a combattere. Non ci sarà pace tra di noi”.

Razzo palestinese intercettato dal sistema difensivo israeliano Cupola di ferro (clicca per ingrandire)

 

Un agente di polizia assiste un automobilista israeliano aggredito domenica sera da lanciatori di pietre palestinesi a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Domenica pomeriggio gruppi di palestinesi provenienti dal quartiere Isawiya di Gerusalemme est hanno scatenato scontri davanti all’ingresso del campus dell’Università di Gerusalemme sul Monte Scopus scagliando pietre contro alcuni agenti di polizia. Tre gli agenti feriti.

LO sgombero di un agente ferito sul Monte Scopus (clicca per ingrandire)

Non permetteremo a forze estremiste di stravolgere la pace di Gerusalemme. Lo ha detto domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lanciando un avvertimento a coloro che attaccano Israele nella sua capitale Gerusalemme o ai confini con Gaza. Parlando all’indomani di un fine settimana caratterizzato da violenze in vari punti critici della città, tra cui il Monte del Tempio e il quartiere di Sheikh Jarrah dove quattro famiglie palestinesi rischiano lo sfratto, Netanyahu ha affermato: “Negli ultimi giorni, abbiamo assistito a sommosse violente a Gerusalemme sotto l’influenza di soggetti agitatori. Non permetteremo a nessuna fazione estremista di turbare la pace di Gerusalemme. Preserveremo l’ordine e lo stato di diritto con fermezza e responsabilità, e continueremo a garantire la libertà di culto per tutte le religioni senza permettere disordini violenti”. Netanyahu ha aggiunto che “Israele risponderà con forza a qualsiasi atto di aggressione dalla striscia di Gaza”.

Domenica la Corte Suprema israeliana ha rinviato l’udienza in cui avrebbe dovuto decidere sullo sfratto di quattro famiglie arabe residenti su terreni di proprietà ebraica nel quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme est. L’udienza, rinviata “alla luce delle circostanze e della richiesta del procuratore generale Avichai Mandelblit”, era prevista per lunedì, giorno in cui ricorre anche la Giornata di Gerusalemme con cui Israele commemora l’anniversario (secondo il calendario ebraico) della riunificazione della città nel 1967, dopo 19 anni di occupazione giordana della parte est. Per il momento il giudice Yitzhak Amit ha ordinato la sospensione degli sfratti, decretati da un tribunale distrettuale. La parte ebraica ha dimostrato che terreni e case vennero perduti durante l’aggressione giordana a Israele del 1948. Le famiglie palestinesi sostengono d’aver ricevuto le case negli anni ’50 dalle autorità giordane che all’epoca controllavano Gerusalemme est. La controversia legale ha portato a una serie di scontri e violenze tra manifestanti palestinesi, abitanti ebrei e forze di polizia israeliane.

Parallelamente alle violenze a Gerusalemme, sono ripresi negli ultimi giorni gli scontri ai confini fra striscia di Gaza e Israele, con decine di manifestanti palestinesi che hanno incendiato pneumatici e scagliato ordigni incendiari verso i militari israeliani schierati dall’altra parte del confine. Ripresi anche da tre giorni i lanci di palloni incendiari, che nella sola giornata di domenica hanno appiccato quasi 40 incendi nei campi israeliani prossimi alla striscia di Gaza. Si è trattato per lo più di incendi circoscritti, ma danni significativi sono stati arrecati a tre campi di grano e alla riserva naturale di Be’eri. Un incendio ha provocato l’interruzione temporanea della linea ferroviaria Ashkelon-Netivot. Un pallone incendiario proveniente dalla striscia di Gaza è atterrato sabato sera nel cortile di una casa del moshav Zimrat, mentre vi si trovava riunita la famiglia. Sabato notte un razzo palestinese lanciato da Gaza verso il sud di Israele ha innescato la risposta delle Forze di Difesa israeliane, che hanno colpito una postazione di Hamas. A causa del rinnovato lancio di razzi e palloni incendiari, le Forze di Difesa israeliane hanno disposto la chiusura della zona di pesca di fronte alla striscia di Gaza fino a nuovo ordine. Sospesa anche la decisione, che sarebbe dovuta entrare in vigore domenica, di permettere dopo mesi l’ingresso in Israele di uomini d’affari di Gaza.

Un campo di grano israeliano in preda alle fiamme causate da palloni inceneriari palestinesi lanciati da Gaza (clicca per ingrandire)

 

Incendio vicino al moshav Netta (clicca per ingrandire)

Il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ha salutato, venerdì sera, i violenti scontri a Gerusalemme con una dichiarazione televisiva in cui ha celebrato “la fermezza del popolo palestinese a Gerusalemme e ovunque, e la difesa della città”.

Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha esortato venerdì tutti i gruppi armati della striscia di Gaza a unirsi alla recente ondata di scontri violenti tra palestinesi e Israele a Gerusalemme est.

Tre terroristi palestinesi che venerdì hanno aperto il fuoco contro agenti della polizia di frontiera israeliana vicino al confine fra nord della Cisgiordania e Israele avevano originariamente pianificato di compiere un “grave attentato” contro civili all’interno di Israele. Lo hanno detto venerdì funzionari dell’esercito e della polizia israeliana. I tre aggressori, tutti sulla ventina, erano su un autobus insieme a lavoratori palestinesi in transito verso il centro di Israele. Quando il mezzo è stato fermato per controlli vicino al valico di frontiera, i tre sono scesi dall’autobus e hanno aperto il fuoco. Nello scontro a fuoco che ne è seguito, due dei terroristi sono stati uccisi, il terzo ferito. “Stando alla nostra valutazione – ha detto il commissario di polizia Kobi Shabtai agli agenti in servizio sul posto – siete riusciti a impedire ai terroristi di compiere un grave attentato nel centro di Israele”. Poco prima, sempre venerdì, la polizia di frontiera israeliano aveva scoperto in tempo e arrestato senza colpo ferire una palestinese 27enne di Hebron che aveva tentato di effettuare un attacco all’arma bianca alla Grotta dei Patriarchi.

I mistra usati nell’attentato palestinese di venerdì (clicca per ingrandire)

Con quasi un milione di abitanti Gerusalemme si conferma la città israeliana con la popolazione più grande, più giovane e più diversificata, mentre di appresta a celebrare (da domenica sera a lunedì sera) il 54esimo anniversario della riunificazione, avvenuta durante la guerra dei sei giorni dopo 19 anni di occupazione giordana della parte est. Stando a un rapporto del Jerusalem Institute, alla fine del 2020 la capitale d’Israele contava 952.000 abitanti, circa l’1,8% in più rispetto all’anno precedente. Il 62% della popolazione di Gerusalemme si identifica come ebreo (o di qualche gruppo di minoranza), mentre il 38% si identifica come arabo. L’età media è 24 anni, rispetto ai 30 anni a livello nazionale e i 36 e 38 anni rispettivamente a Tel Aviv e Haifa. Il 9% dei residenti a Gerusalemme ha più di 65 anni, rispetto al 12% della media nazionale. L’Università di Gerusalemme risulta il migliore istituto accademico del paese e conta 20.900 studenti (seconda per numero solo all’Università di Tel Aviv), dei quali 57% donne e 13% arabi. L’economia di Gerusalemme è la seconda d’Israele con 344.300 dipendenti, pari al 9% del totale nazionale. Tel Aviv impiega l’11% dei lavoratori israeliani.

Gerusalemme: quasi un milione di abitanti alla vigilia del 54esimao anniversario della riunificazione (clicca per ingrandire)

In una dichiarazione diffusa giovedì in vista della Giornata di Gerusalemme, il gruppo terroristico Jihad Islamica palestinese esorta i palestinesi a moltiplicare gli attentati terroristici “riprendendo gli attacchi con coltelli e veicoli e sparando senza esitazione ovunque si trovino soldati e branchi di coloni”.