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Xpovio, un farmaco per prevenire la proliferazione di cellule cancerose sviluppato da Karyopharm Therapeutics, società di Newton (Massachusetts) fondata dalla scienziata israeliana Sharon Shacham, ha recentemente ricevuto l’approvazione per la vendita dalla Food and Drug Administration americana. In uno studio basilare per l’approvazione del farmaco, circa il 40% dei pazienti ha visto restringersi i tumori e l’aspettativa di vita dei pazienti è aumentata da tre a cinque volte. Xpovio, che agisce contro una proteina che svolge un ruolo chiave nella crescita del cancro, è stato utilizzato principalmente per trattare il mieloma, il secondo tipo più comune di tumore del sangue che in Israele colpisce ogni anno tra 400 e 500 persone, ma secondo Karyopharm Therapeutics ha potenzialità maggiori e potrebbe essere la risposta per pazienti con altri tipi di tumori come linfoma, sarcoma, cancro uterino e cancro al cervello.

Sharon Shacham

Israele ha annunciato martedì che invierà una squadra di vigili del fuoco per aiutare il Brasile a combattere gli incendi che stanno consumando ampie aree della foresta pluviale amazzonica del paese.

Vicino alla città di Al-Bukamal, sul confine siriano-iracheno, l’Iran sta costruendo una base militare capace di contenere migliaia di soldati e missili di precisione. Lo afferma un reportage di Fox News secondo cui il progetto segreto, chiamato “complesso Imam Ali”, è stato approvato dai massimi vertici di Teheran e viene realizzato dalla Forza Quds del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana. La grande base disterebbe meno di 300 km da una postazione militare americana. Da diversi anni l’Iran sta cercando di stabilire un corridoio militare terrestre di 1.200 km da Teheran al Mediterraneo.

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L’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, ha denunciato in una lettera al Consiglio di Sicurezza l’attacco di Hezbollah con missili anticarro contro Israele, avvertendo che così facendo il gruppo terroristico sponsorizzato dall’Iran rischia di portare al disastro il Libano. Nella lettera, Danon dichiara che l’attacco terroristico di Hezbollah è stato perpetrato dall’interno delle aree che ricadono sotto il mandato dei caschi blu dell’Unifil, come parte del generale tentativo delle organizzazioni sostenute dall’Iran di destabilizzare la regione. Danon ricorda che Israele ha più volte avvertito il mondo degli sforzi fatti da Hezbollah per incrementare la sua forza militare e produrre missili guidati di precisione, in aperta violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 1559 e 1701. L’ambasciatore ha anche accusato i dirigenti libanesi di conoscere i progetti missilistici di Hezbollah sul loro territorio e di non fare nulla per fermarli.

“Se l’Iran lo decide, può avere uranio arricchito al 20% entro uno o due giorni”. Lo ha detto martedì il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana, Behrouz Kamalvandi, citato dall’agenzia di stampa Fars. Per raggiungere livelli militari, l’uranio deve essere arricchito oltre il 90%. Ma per via della natura del processo di arricchimento, una volta raggiunto il 20% basta un salto relativamente breve per arrivare al 90% necessario per il materiale fissile utilizzato nelle armi nucleari.

L’Iran si rifiuta di cooperare con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che vorrebbe ispezionare un magazzino a Teheran sospettato di contenere materiale radioattivo e attrezzature per la produzione di armi nucleari. Lo riferisce il Wall Street Journal ricordando che il magazzino venne rivelato per la prima volta dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel suo discorso all’Assemblea Generale Onu dell’anno scorso, quando svelò l’esistenza di una struttura nella capitale iraniana definita un “deposito atomico” pieno di materiale relativo al programma nucleare.

Il governo israeliano si sta adoperando per organizzare un incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Israele per discutere della rimozione delle forze iraniane dalla Siria. Lo ha detto martedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una riunione di gabinetto, citato da Knesset Channel.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato il Bahrein per la sua posizione contro l’attacco di Hezbollah di domenica scorsa e le critiche al governo libanese che non è in grado di controllare il gruppo terroristico sponsorizzato dall’Iran. Domenica Khalid bin Ahmed Al Khalifa, ministro degli esteri del Bahrain, ha twittato: “L’aggressione di uno stato contro un altro stato è vietata dal diritto internazionale. Uno stato che se ne sta inerte a guardare i combattimenti che si svolgono ai suoi confini, e che mettono in pericolo la sua popolazione, è uno stato che trascura gravemente le sue responsabilità”. “Anche il mondo arabo – ha commentato Netanyahu – comprende che l’aggressione iraniana mette in pericolo non solo Israele, ma l’intera regione. Esorto altri paesi a opporsi all’aggressione dell’Iran e dei suoi satelliti”.

L’Iran risponderà sempre no a qualsiasi offerta di colloqui bilaterali degli Stati Uniti. Lo ha detto martedì il presidente iraniano Hassan Rouhani. “Ci sono state molte offerte di colloqui – ha detto Rouhani ad una sessione parlamentare aperta, trasmessa in diretta dalla radio di stato – ma la nostra risposta sarà sempre negativa”. Il presidente Usa Donald Trump si è offerto di incontrare i dirigenti iraniani e di tenere colloqui bilaterali senza precondizioni.

Secondo l’analista di Ha’aretz Amos Harel, i filmati della tv di Hezbollah Al-Manar e delle telecamere di sicurezza israeliane tra il moshav Avivim e il kibbutz Yir’on mostrano che l’attacco Hezbollah di domenica non ha colpito, ma ha mancato di poco un veicolo medico blindato delle Forze di Difesa israeliane modello Ze’ev (“Lupo”) con a bordo cinque soldati, al comando di un ufficiale medico, che transitava per motivi ancora non chiari su una strada vulnerabile, a circa 5,5 km dal confine: non in prima linea, ma comunque entro la portata dei missili guidati Kornet. Lo Ze’ev è un veicolo blindato, ma non è in grado di reggere a un colpo diretto del potente missile anticarro Kornet. L’attacco Hezbollah era iniziato con un lancio contro un avamposto militare presso Avivim, che tuttavia l’esercito israeliano aveva tempestivamente sgomberato quando ha ridotto il numero di obiettivi che Hezbollah avrebbe potuto colpire modificando il proprio dispiegamento. Non essendo riusciti a colpire soldati in posizioni fisse, i terroristi Hezbollah hanno mirato a bersagli mobili che è più difficile, ma certamente non impossibile, colpire. Il sito di notizie Walla afferma le Forze di Difesa stanno indagando sulle circostanze della presenza del veicolo dove non avrebbe dovuto trovarsi.