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Microsoft ha annunciato lunedì che sta acquisendo CyberX, una società israeliana di sicurezza informatica, per contribuire a risolvere i problemi di sicurezza che riguardano l’Internet of Things (IoT).

 

Il corso di sicurezza informatica on-line dell’Università di Tel Aviv, gratuito e già visualizzato da utenti di 150 paesi, si è aggiudicato il primo posto nella classifica mondiale dei corsi online del suo settore, redatta dal sito Class Central, che coordina le valutazioni delle piattaforme di formazione universitaria on-line in tutto il mondo. Lanciato nel dicembre 2019 da Avishai Wool e Dan Gittik con l’aiuto della società israeliana Checkpoint, il corso on-line intitolato “Unlocking information security” ha scalato tutte le posizioni in soli sei mesi qualificandosi al primo posto fra i corsi di crittografia e al sesto posto fra tutti i 1.750 corsi di informatica on-line testati.

Nuovo attacco dell’Iran contro il disgelo dei rapporti tra Israele e stati arabi sunniti del Golfo. Intimando di “non giocare col fuoco”, l’assistente speciale per gli affari internazionali del presidente del parlamento iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ha affermato sabato che “la normalizzazione con il regime sionista non contribuirà alla sicurezza del Bahrain o dell’Arabia Saudita”.

Nella sua prima conferenza stampa, il neo direttore generale del Ministero della sanità israeliano Chezy Levy ha detto domenica che il numero di nuovi contagi da coronavirus è salito a circa 300 al giorno. “Nell’ultima settimana abbiamo assistito a un cambiamento nel livello di infezione e questo ci preoccupa” ha detto Levy, ribadendo la necessità che la gente rispetti le linee guida sul distanziamento sociale. “Non abbiamo alternativa”, ha spiegato. Secondo il vice ministro della sanità Yoav Kisch, Israele è stato troppo frettoloso nel riaprire la sua economia.

Il comitato interministeriale per la legislazione ha approva domenica un progetto di legge volto a depenalizzare l’uso personale di cannabis in Israele. Hanno votato contro soltanto i ministri Yaakov Litzman (Ebraismo Unito della Torà) e Rafi Peretz (HaBayit HaYehudi). Il disegno di legge, presentato dai parlamentari Ram Shefa (Blu-Bianco) e Sharren Haskel (Likud), include anche proposte di riforma circa l’uso medico della marijuana e dovrebbe essere sottoposto questa settimana al voto della Knesset per la prima delle tre letture necessarie per diventare legge. “Per la prima volta nella storia d’Israele – ha scritto su Facebook la parlamentare Haskel – stiamo avviando un processo legislativo che porterà alla regolamentazione del mercato della cannabis nel paese. Sono orgogliosa di portare questa buona notizia a oltre un milione di consumatori di cannabis e a decine di migliaia di malati”.

I firmatari del disegno di legge Sharren Haskel e Ram Shefa (clicca per ingrandire)

 

Piantagione di cannabis medica nel nord di Israele (clicca per ingrandire)

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha iniziato a rendersi conto che l’Iran mente sulle sue ambizioni nucleari, e oggi capisce ciò che Israele denuncia da anni. Lo ha detto domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’apertura della riunione settimanale del governo. Netanyahu ha fatto riferimento alla risoluzione di venerdì scorso con l’AIEA ingiunge all’Iran di cooperare “senza ulteriori ritardi” con l’agenzia e concedere l’accesso a ex siti nucleari sospetti, che potrebbero ancora ospitare materiale nucleare non dichiarato. Ha affermato il ministro della difesa israeliano Benny Gantz: “L’Iran è prima di tutto un problema per il mondo, poi un problema regionale che indebolisce la stabilità dell’intero Medio Oriente, ed è anche una minaccia per Israele”. Gantz ha detto che “le questioni di sicurezza che si percepiscono meno a causa del coronavirus non sono affatto scomparse e anzi ritornano”.

In un video di 38 secondo postato domenica mattina sui social network, l’organizzazione terrorista sciita libanese Hezbollah si vanta di poter colpire qualsiasi punto d’Israele con missili di precisione. Nel video, il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah afferma: “Oggi non solo possiamo colpire la città di Tel Aviv ma, ad Allah piacendo e con il suo aiuto, possiamo colpire ovunque all’interno della Palestina occupata [= Israele]”. A quanto risulta, Hezbollah dispone di un ampio arsenale missilistico, dai razzi a corto raggio Katyusha al missile Fateh 110, oltre ai missili Scud B e C che possono trasportare testate tra 600 e 985 kg a distanze di 300-550 km. Il gruppo terrorista filo-iraniano ha anche missili anticarro e missili terra-mare come lo Yakhont di fabbricazione russa, un missile cruise supersonico anti-nave.

E’ scomparso domenica all’età di 85 anni (per complicazioni post-chirurgiche) Zeev Sternhell, sopravvissuto alla Shoà, esperto di fama mondiale in materia di fascismo e nazionalismo, professore si scienze politiche dell’Università di Gerusalemme dal 1969 al 2003, Premio Israel 2008, voce di primo piano della sinistra, a lungo editorialista di Haaretz.

Zeev Sternhell, 1935-2020 (clicca per ingrandire)

La 23esima Knesset – ha sottolineato Sharon Nizza su Repubblica di sabato – presenta il numero record di parlamentari dichiaratamente omosessuali: 6 su 120. Tre fanno parte della coalizione di governo e tre dell’opposizione, e rappresentano quattro partiti diversi. L’anno scorso si era registrato un altro primato quando Amir Ohana era diventato il primo ministro gay dichiarato della storia del paese. Allora ministro della giustizia, oggi nel nuovo governo di unità nazionale occupa il dicastero della pubblica sicurezza per il Likud, il partito del premier Benjamin Netanyahu. Altra posizione ministeriale di rilievo è ricoperta nell’attuale governo da Itzik Shmuli, ministro per welfare e lavoro, in quota laburista. Il terzo parlamentare della maggioranza è Eitan Ginzburg, già primo sindaco gay di una città israeliana (Raanana) e ora presidente della commissione legislativa e capogruppo di Blu-Bianco, il partito del vice-premier Benny Gantz. All’opposizione siedono Nitzan Horowitz, capo del partito di sinistra Meretz e storico leader della comunità Lgbtq, e le new entry per il partito Yesh Atid Idan Roll e Yorai Lahav-Hertzano.

Sono stati scoperti nel nord di Israele i resti di quella che fu una prospera città cristiana, distrutta circa 1.400 anni fa dalle forze persiane. Lo hanno riferito gli archeologi la scorsa settimana su Atiqot, il giornale pubblicato dalla Israel Antiquities Authority. L’insediamento rurale bizantino di Pi Metzuba, nella Galilea occidentale, giunse al suo epilogo all’inizio del VII secolo e.v. quando la Persia invase la regione nel quadro del suo conflitto con l’Impero bizantino. Gli scavi hanno portato alla luce, fra l’altro, un edificio contrassegnato da simboli cristiani, corredato di un mosaico di buona fattura con figure floreali, animali e umane ispirate all’iconografia pagana. Le rovine sono state scoperte durante uno scavo di controllo, prima di avviare i lavori di ampliamento della strada che collega Shlomi al kibbutz Hanita, appena a sud del confine di Israele con il Libano. La città di Pi Metzuba è menzionata nel Talmud di Gerusalemme, il compendio della legge religiosa ebraica redatto nel IV-V secolo e.v. in Galilea. Il nome Metzuba o Metzub venne conservato negli insediamenti in zona crociati, mamelucchi e ottomani e oggi nel nome del vicino kibbutz Metzuba. L’Impero bizantino e la Persia sassanide hanno combattuto una lunga e sanguinosa guerra dal 602 al 628, durante la quale i persiani invasero e occuparono la Galilea e il resto della Terra Santa a partire dal 613. Alla fine, i bizantini sconfissero i nemici e riguadagnarono i territori perduti nel Levante, ma la guerra depauperò i due imperi rendendoli vulnerabili al nascente califfato islamico in Arabia, che lanciò la sua invasione del Levante pochi anni dopo, negli anni ‘30 del VII secolo.

Particolare del mosaico di Pi Metzuba (clicca per ingrandire)