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Un gruppo di palloni palestinesi con appeso un ordigno esplosivo è atterrato giovedì mattina nella città meridionale di Ashkelon. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia israeliana.

L’ordigno esplosivo trovato nella città di Ashkelon (clicca per ingrandire)

Israele ha risposto ai colpi di mortaio palestinesi di mercoledì sera colpendo nella notte alcune posizioni di Hamas nella striscia di Gaza. Da una settimana si registrano tutti i giorni attacchi palestinesi da Gaza con razzi e colpi di mortaio, oltre a decine di aerostati con ordigni esplosivi lanciati sulle comunità civili israeliane.

Il Sudan ha accettato di consentire l’attraversamento del suo spazio aereo a voli commerciali diretti in Israele. Lo ha detto mercoledì un portavoce militare sudanese, citato dalla Reuters.

Secondo l’Osservatorio Siriano per i diritti umani, mercoledì notte aerei israeliani avrebbero attaccato basi filo-iraniane presso Damasco causando una ventina di morti fra miliziani siriani e non siriani. No comment delle Forze di Difesa israeliane.

I bambini di un asilo israeliano vicino a Kiryat Gat sono stati costretti a correre al riparo, mercoledì, quando i loro educatori hanno visto avvicinarsi un gruppo di palloni palestinesi con appeso un ordigno esplosivo. In un video diffuso da Canale 13 si sente un’insegnante che chiama concitatamente i bambini, alcuni dei quali sono in lacrime, dicendo loro di rientrare di corsa nell’edificio dal cortile dove stavano giocando. Altri ordigni appesi ad aerostati palestinesi sono stati avvistati mercoledì nella città meridionale di Sderot e nelle zona di Merhavim e di Eshkol. In serata, due colpi di mortaio sono stati sparati dalla striscia di Gaza verso Israele.

Immagine d’archivio: mortaio palestinese in azione nella striscia di Gaza (clicca per ingrandire)

Per la prima volta Israele si farà rappresentare all’Eurovision Song Contest di quest’anno (a maggio in Olanda) da una concorrente di origine etiope: Eden Alene, 19 anni, cresciuta nel quartiere Katamonim di Gerusalemme da una madre single immigrata dall’Etiopia e poi trasferita con la famiglia a Kiryat Gat, ha vinto il reality show “E’ nata una stella”, sulla tv Canale 12, dopo che nel 2018 aveva già vinto la versione israeliana di “X-Factor”, diventando la prima concorrente di reality nella storia d’Israele a vincere entrambi gli show. “Una volta  non mi piaceva il fatto di essere etiope – ha detto Alene, che sta ancora facendo il servizio di leva – Oggi sono la prima rappresentante etiope d’Israele all’Eurovisione e ne sono molto fiera. Pensate a dove eravamo quando gli ebrei etiopi iniziarono a fare l’aliyah (stabilirsi in Israele ndr) e guardate dove siamo ora. È un mondo completamente nuovo”.

Eden Alene (clicca per ingrandire)

Le Forze di Difesa israeliane hanno confermato che un giovane palestinese che lanciava molotov contro i soldati è rimasto ucciso, mercoledì, dalla reazione dei militari. “Durante violenti tumulti nella città di Hebron – afferma un comunicato dell’esercito – i soldati hanno aperto il fuoco verso un palestinese che lanciava ordigni molotov contro di loro”.

Militare israeliano colpito da un ordigno molotov a Hebron (clicca per ingrandire)

La Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha esortato i palestinesi ad opporsi al piano Trump “mediante la jihad”, garantendo che la Repubblica Islamica considera “un proprio dovere” sponsorizzare i gruppi armati. “Loro [Israele e Stati Uniti] cercheranno di promuovere le loro trame con bustarelle, armi e lusinghe – ha detto Khamenei in un discorso postato mercoledì sul suo sito web e poi sul suo account Twitter – Qual è il rimedio? Una coraggiosa resistenza da parte della nazione palestinesi e dei suoi gruppi armati per scacciare il nemico sionista e gli Stati Uniti mediante la jihad. Anche tutte le nazioni musulmane e il mondo islamico devono sostenerli. Siamo certi che le organizzazioni armate palestinesi resisteranno e continueranno la resistenza, e la Repubblica Islamica considera proprio dovere il sostegno ai gruppi palestinesi. Quindi li sosterrà come può e quanto può, e questo supporto è l’aspirazione del sistema islamico e della nazione iraniana. Non badate alla presenza di pochi capi di stato arabi traditori e incompetenti, che non hanno rispetto per la loro stessa nazione. La Palestina appartiene ai palestinesi – ha concluso Khamenei – e mi auguro che i vostri giovani saranno testimoni della liberazione della Palestina e, a Dio piacendo, vedranno il giorno in cui pregherete ad al-Quds (Gerusalemme)”.

 

Israele risulta l’ottavo paesi al mondo con il più alto costo della vita, secondo la classifica della rivista economica Ceoworld, superando Hong Kong, Singapore, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti (questi ultimi al 20esimo posto, mentre l’Italia è al 28esimo). Svizzera e Norvegia occupano rispettivamente primo e secondo posto, l’Islanda il terzo seguita da Giappone, Danimarca, Bahamas e Lussemburgo. La classifica – chiusa dal Pakistan, preceduto da Afghanistan, India, Siria, Uzbekistan, Kirghizistan e Tunisia – tiene conto di cinque parametri principali: costo della vita, prezzi degli affitti, prezzi dei negozi, costi dei ristoranti e potere d’acquisto. Da tempo i cittadini israeliani si lamentano del caro-vita nel paese, uno dei temi al centro delle recenti campagne elettorali.

Il giudice supremo palestinese per la shari’a, Mahmoud al-Habbash, ha minacciato sulla tv ufficiale dell’Autorità Palestinese chiunque osi accettare il piano di pace proposto dall’amministrazione Trump. Come riporta mercoledì Palestinian Media Watch, Habbash ha minacciato chiunque accettasse il piano – da lui definito “umiliante”, “l’accordo della vergogna”, “la vergogna del secolo” e la “sporcizia del secolo” – dicendo che costui verrebbe trattato da “traditore” e “la pagherà cara”. Habbash ha aggiunto che il martirio è meglio che accettare il piano Trump. “Ben venga la morte per amore di Allah – ha detto – se la morte è il prezzo della dignità, della sovranità e dell’onore”.

(clicca per il video con sottotitoli in inglese)