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Israele e Unione Europea hanno avviato colloqui per incrementare la cooperazione economica e hanno discusso la possibilità di creare un nuovo corridoio commerciale tra il Mediterraneo orientale e gli stati del Golfo. L’idea di istituire una “ferrovia della pace regionale” che darebbe impulso alle economie di Israele, Giordania, Autorità Palestinese, Arabia Saudita e altri stati del Golfo è emersa durante discussioni annuali, che si sono concentrate anche sull’impatto della crisi del coronavirus. Ne ha dato notizia lunedì la Reuters, ricordando che la proposta è sorta dopo che gli stati del Golfo Bahrain ed Emirati Arabi Uniti hanno firmato storici accordi per la normalizzazione dei rapporti con Israele. Secondo la Bank of Israel, la nuova ferrovia rappresenterebbe un modo “più breve, più rapido, più economico e più sicuro” per collegare est e ovest rispetto alle attuali rotte commerciali.

Un nuovo piano del Ministero dell’energia israeliano, presentato lunedì, ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio del 7,5% entro il 2030. Il Ministero ha inoltre raccomandato un obiettivo intermedio di miglioramento dell’efficienza energetica dell’11% entro il 2025 rispetto al 2015 (che si tradurrebbe in un miglioramento medio dell’1,2% all’anno), e un miglioramento del 18% dell’efficienza energetica entro il 2030 rispetto al 2015.

Le Forze di Difesa israeliane hanno scoperto e disinnescato in tempo, martedì, una serie di ordigni esplosivi piazzati lungo il confine con la Siria, all’interno del territorio israeliano, nella parte meridionale delle alture del Golan. Gli esplosivi erano stati collocati in un’enclave israeliana che ha ospitato un ospedale da campo umanitario per curare i feriti della guerra civile siriana. L’ospedale è stato chiuso nel 2018, sebbene civili siriani continuino a ricevere cure in altri ospedali israeliani. Lo scorso agosto l’esercito aveva sventato un analogo tentativo di piazzare ordigni nello stesso luogo. Quattro terroristi erano stati uccisi mentre piazzavano gli esplosivi, che poi sono stati rinvenuti circa 25 metri all’interno del territorio israeliano. “Le Forze di Difesa israeliane considerano il regime siriano responsabile di qualsiasi azione intrapresa dal suo territorio e non consentirà alcuna violazione della sovranità israeliana”, ha detto il portavoce militare israeliano.

Israele sta inviando aiuti a Guatemala Honduras e Panama, i tre paesi pesantemente colpito dell’uragano Eta. La regione non subiva un disastro naturale di questa portata dall’uragano Mitch del 1998. “Israele non dimentica i suoi alleati e certamente non nei momenti di difficoltà” ha detto Matanya Cohen, ambasciatore d’Israele in Guatemala e Honduras.

Aiuti israeliani a San Pedro Sola, in Honduras (clicca per ingrandire)

Nelle prime ore di martedì mattina una ventina di famiglie israeliane sono entrate di nascosto nell’ex insediamento di Sa-Nur, nella Cisgiordania settentrionale, per protestare contro il rifiuto del governo di consentire loro di tornare definitivamente nelle case sgomberate 13 anni fa. Il gruppo era composto da ex residenti di Sa-Nur e di Homesh che, con altri due insediamenti del nord della Cisgiordania (Ganim e Kadim), furono evacuati nell’estate 2005 mentre venivano sgomberati anche tutti gli israeliani dalla striscia di Gaza come parte del piano detto di disimpegno. Ai sensi della legge sull’attuazione del piano di disimpegno, la presenza di civili israeliani nelle case abbandonate dei quattro insediamenti è illegale. Già in altre occasioni, alcuni ex abitanti hanno tentato di tornare in massa a Sa-Nur. Nel luglio 2015 le forze israeliane dovettero rimuovere dalla collina circa 200 attivisti che vi si erano installati in occasione del decimo anniversario dell’evacuazione.

Il mercato orto-frutticolo gestito dalla Municipalità di Dubai nell’area Ras Al Khor ha ospitato sabato la prima esposizione di prodotti israeliani negli Emirati Arabi Uniti. All’evento era presente Shlomi Fogel, presidente di Carmel Agrexco, uno dei maggiori esportatori israeliani di prodotti agricoli. Hanno presenziato fra gli altri Ahmed bin Sulayem, CEO di DP World, Essa Abdul Rahman Al Hashemi, capo della sicurezza alimentare presso ufficio del primo ministro emiratino, e Mohammed Al Dhanhani, direttore sviluppo agricolo e sanità presso il Ministero emiratino dei cambiamenti climatici. Gli Emirati Arabi Uniti sono uno dei maggiori importatori di frutta e verdura fresca. Nel 2015 il paese importava 21.000 tonnellate di prodotti freschi al giorno, per la maggior parte dall’Asia meridionale e dall’Australia.

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L’ex pilota di caccia Eytan Stibbe diventerà presto il secondo astronauta nella storia d’Israele. Lo ha annunciato lunedì l’Agenzia spaziale del paese in una dichiarazione televisiva speciale dalla residenza del presidente Reuven Rivlin, a Gerusalemme, insieme alla Fondazione Ramon e al Ministero della scienza e della tecnologia. Stibbe dovrebbe decollare alla volta della Stazione Spaziale Internazionale alla fine del 2021 per una missione di poco più di una settimana (finanziata da privati). Trascorrerà 200 ore nello spazio dove eseguirà una serie di esperimenti utilizzando tecnologia e ritrovati scientifici israeliani. L’addestramento inizierà l’anno prossimo negli Stati Uniti, in Germania e in Russia. Il primo astronauta israeliano, Ilan Ramon, che faceva parte della missione sullo Space Shuttle Columbia del 2003, rimase ucciso insieme agli altri sei membri dell’equipaggio quando il Columbia si disintegrò al rientro nell’atmosfera, solo 16 minuti prima del previsto atterraggio. Da Ilan Ramon, dal figlio Assaf Ramon (morto in un incidente durante un volo d’addestramento nel 2009) e dalla moglie Rona Ramon (deceduta per cancro nel 2018) prende il nome la Fondazione Ramon, una ong dedicata ai giovani. Il presidente Rivlin ha reso omaggio a Ilan, Rona e Asaf Ramon dicendo che “la loro assenza oggi è così pesante, così tangibile, che sono quasi qui con noi”. Rivlin li ha definiti “una famiglia che è fonte di vera ispirazione e orgoglio per gli israeliani”. Rivolto a Stibbe, Rivlin ha detto: “Con la tua missione custodisci e porti avanti la loro eredità. Oggi diventi l’inviato di tutti noi, e ti auguriamo un grande successo. Va in pace e torna in pace, e non dimenticare di salutarci da lassù. Ti aspettiamo qui a casa”. Il 62enne Stibbe è un colonnello riservista dell’aviazione militare israeliana che ha trascorso 43 anni come pilota di caccia partecipando a dozzine di missioni operative. È anche uno dei co-fondatori della Fondazione Ramon ed è membro a titolo volontario del suo consiglio d’amministrazione. Nelle prossime settimane, la Fondazione Ramon pubblicherà un bando per scienziati e imprenditori invitandoli a inoltrare proposte di esperimenti da compiere sulla stazione spaziale, che saranno poi valutate da un comitato consultivo scientifico indipendente.

Eytan Stibbe, che diventerà il secondo astronauta d’Israele (clicca per ingrandire)

 

Ilan Ramon, primo astronauta israeliano, morto nel disastro della Columbia del 2003 (clicca per ingrandire)

 

Israele visto dalla Stazione Spaziale Internazionale (clicca per ingrandire)

Il ministro degli esteri del Bahrein Abdullatif bin Rashid Al Zayani si recherà mercoledì per la prima volta in visita in Israele dove incontrerà il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro degli esteri Gabi Ashkenazi e il segretario di stato Usa Mike Pompeo (in visita in Israele da mercoledì a venerdì). Secondo Bahrein News Agency, la visita servirà a sottolineare “la posizione ferma e permanente del Bahrein a sostegno del processo di pace, e per far luce sulle opportunità economiche e di accordi bilaterali con Israele”.

Un tribunale dell’Autorità Palestinese a Nablus ha tenuto lunedì la prima udienza di una causa contro il governo di Londra accusato di “crimini” in Palestina durante il periodo del mandato britannico (1917-1948) e in particolare per la Dichiarazione Balfour del 1917 (successivamente incorporata nel Mandato istituito dalla Società delle Nazioni) che si riprometteva di favorire “la costituzione in Palestina di una sede nazionale per il popolo ebraico”.

Due razzi palestinesi sono stati lanciati dalla striscia di Gaza verso Israele nelle prime ore di domenica mattina: uno si è abbattuto vicino alla città costiera di Ashdod, l’altro sulla spiaggia di Palmachim, a sud di Tel Aviv. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito poco dopo colpendo infrastrutture sotterranee e postazioni militari del gruppo terroristico Hamas, che controlla Gaza. Il lancio di razzi è avvenuto pochi giorni dopo il primo anniversario dell’uccisione di Baha Abu al-Ata, un capo della Jihad Islamica palestinese, gruppo terroristico sostenuto dall’Iran. Abu al-Ata, comandante delle Brigate Al-Quds nel nord della striscia di Gaza, personalmente responsabile di numerosi attentati contro Israele nei mesi precedenti, venne ucciso con un colpo ad alta precisione nell’appartamento in cui si trovava, nel quartiere Shejaiya di Gaza. Nella serata di domenica i militari israeliani sono giunti alla conclusione che i due razzi sono partiti da una rampa di lancio appartenente a Hamas e non alla Jihad Islamica, e stanno esaminando l’ipotesi che il lancio dei due razzi, già armati e puntati, sia stato innescato da fulmini presenti in quel momento su Gaza.