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Israele si sta preparando a creare un secondo ospedale da campo per assistere i profughi ucraini in uscita dal loro paese. Lo ha riferito mercoledì la tv Kan.

Volontari israeliani distribuiscono cibo ai profughi ucraini in Moldova (clicca per ingrandire)

Una volontaria israeliana avvolge in una coperta termica il bambino di una profuga ucraina (clicca per ingrandire)

Il ministro degli esteri israeliano Yair Lapid si è incontrato per la seconda volta in pochi mesi con Hussein al-Sheikh, alto funzionario dell’Autorità Palestinese.

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, Aviv Kochavi. è giunto mercoledì nel Bahrain per una serie di incontri con alti funzionari della sicurezza nel regno del Golfo Persico. La visita di Kochavi fa seguito a quella del ministro della difesa israeliano Benny Gantz, che il mese scorso in Bahrain ha firmato un accordo di cooperazione in materia di sicurezza.

Presentata mercoledì al Consiglio Comunale di Haifa la proposta di cambiare il nome della via dove si trova il Consolato russo da Via Haparsim in “Via Zelensky”. “Il presidente non ha abbandonato il suo popolo in questo momento difficile in cui avrebbe potuto salvare se stesso e la sua famiglia. Invece, si è posto alla testa dell’eroica resistenza del popolo ucraino”, ha scritto il consigliere Kirill Karetnik nella motivazione della richiesta di cambiamento. Haifa è città gemella di Odessa.

Il presidente d’Israele Isaac Herzog parte mercoledì per una visita in Turchia di due giorni, su invito del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Si tratta del primo leader israeliano che si reca in visita ufficiale in Turchia dal 2008.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato, martedì, il primo ministro israeliano Naftali Bennett per i suoi sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra russa contro l’Ucraina. Bennett e Zelensky hanno parlato per la quarta volta da quando il premier israeliano ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin, sabato scorso a Mosca. In serata, il Cremlino ha affermato che anche Putin ha avuto una nuova conversazione telefonica con Bennett per discutere della situazione in Ucraina.

Nel 2021, solo l’8,1% dell’energia di Israele è derivata da fonti rinnovabili benché l’obiettivo del governo fosse di arrivare al 10% entro la fine del 2020. Lo ha detto la ministra dell’energia Karine Elharrar, specificando che l’obiettivo attuale del Ministero è raggiungere il 20% di energie rinnovabili entro il 2025 e il 30% entro il 2030.

Commentando la recente visita del primo ministro Naftali Bennett a Mosca per tentare di mediare un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, il ministro degli esteri siriano Faisal Mekdad ha dichiarato alla tv libanese Al Mayadeen (pro-Hezbollah) che “la visita dimostra ancora una volta la natura del governo israeliano e la sua difesa del nuovo nazismo in Europa”. Nella crisi ucraina, il regime siriano si è schierato a fianco della Russia la quale ha indicato la “de-nazificazione” dello stato vicino come uno degli obiettivi dell’invasione.

La carenza di gas naturale in Europa rilancia la prospettiva del gasdotto EastMed, che trasporterebbe gas da Israele ai paesi europei attraverso Grecia e Cipro. Lo ha detto lunedì l’amministratore delegato della Chevron, Michael Wirth, alla conferenza sull’energia CERAWeek. Il gasdotto EastMed è stato annunciato nel 2016 e da allora sono stati firmati diversi accordi fra i tre paesi interessati, che puntano a completare il progetto da 6 miliardi di euro entro il 2025. Tuttavia lo scorso gennaio gli Stati Uniti hanno informato Israele, Grecia e Cipro che non sostenevano più il progetto EastMed facendo riferimento alla necessità di favorire elettricità prodotta da fonti di energia rinnovabile. Ma oggi le cose potrebbero di nuovo cambiare, a fronte dei timori per una nuova incombente crisi energetica legata alle importazioni di gas dalla Russia. Martedì, ad esempio, il ministro italiano per la transizione energetica Roberto Cingolani ha detto che l’Italia punta a diventare indipendente entro 24-30 mesi dalle importazioni di gas russo, che al momento coprono il 40% delle importazioni totali italiane, aggiungendo che il paese intende trovare forniture alternative per la metà di tale importo entro la primavera.

Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba si è scusato per aver ingiustamente accusato la compagnia aerea israeliana EL AL di accettare pagamenti, sul suo sito web, dalla rete russa per fondi elettronici internazionali Mir. “In effetti, il pulsante di pagamento Mir è rimasto sul sito ma l’uso è stato bloccato – ha twittato martedì Kuleba – Sono grato a EL AL per le sue importanti operazioni umanitarie e porgo le mie scuse”. La compagnia aerea ha spiegato d’aver cessato di accettare pagamenti Mir sin dal 28 febbraio, quattro giorni dopo l’inizio della invasione russa dell’Ucraina.