Sezione: News

La Federazione internazionale del football FIFA ha avviato un’indagine sul presidente della Federcalcio palestinese Jibril Rajoub, sospettato d’aver violato il codice etico dell’organismo. L’indagine si basa su documenti presentati due anni fa al Comitato disciplinare della FIFA dalla ong Palestinian Media Watch che attestano come Rajoub e la sua Federazione glorificano il terrorismo, istigano all’odio e alla violenza, promuovono il razzismo e impediscono l’uso del gioco del calcio per costruire ponti di pace. Una lettera a Rajoub da parte del capo dell’indagine FIFA per il Comitato etico, Martin Nagoga (datata gennaio 2019 e trapelata all’inizio di questo mese da un sito media filo-palestinese) afferma che Rajoub deve rispondere “personalmente” per ciascuno dei punti contestati.

La prima pagina della lettera del Comitato Etico FIFA (clicca per vedere il testo intero su PMW)

Almeno tre focolai d’incendio sono stati causati, mercoledì, da ordigni incendiari palestinesi lanciati verso Israele dalla striscia di Gaza, il più vasto dei quali nei pressi del kibbutz Nachal Oz. Martedì erano stati otto gli incendi appiccati da palestinesi nelle aree israeliane vicine a Gaza. Sempre mercoledì, per la prima volta da oltre un mese è scoppiato sopra una comunità israeliana un ordigno esplosivo appeso a un aerostato palestinese lanciato da Gaza. Non si registrano vittime.

I mass-media statali siriani hanno riferito che nelle primissime ore di mercoledì mattina Israele avrebbe lanciato diversi missili contro una strategica installazione militare siriana a Tal al-Hara, nel governatorato di Daraa, vicino al confine con il Golan israeliano, sostenendo che le difese aeree ne avrebbero intercettati alcuni. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, l’attacco avrebbe preso di mira batterie antiaeree e un sistema radar dell’esercito siriano. No comment delle Forze di Difesa israeliane. Parlando mercoledì a Rehovot in una cerimonia commemorativa per il decimo anniversario della scomparsa di Ephraim Katzir, quarto presidente d’Israele, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato: “La catena di sfide che dobbiamo fronteggiare non si ferma. Rispondiamo con determinazione e con fermezza a qualsiasi attacco contro di noi, ma non agiamo solo a posteriori: sventiamo anche le capacità del nemico prima che agisca”. Netanyahu ha aggiunto che Israele opera in modo “sistematico e coerente” per impedire ai suoi nemici “di stabilire basi d’attacco nelle nostre vicinanze”.

Il portavoce del Ministero degli esteri iracheno Al-Miyadin ha affermato mercoledì che l’Iraq non parteciperà al workshop sull’economia di pace indetto dagli Usa nel Bahrain per la fine del mese. Sempre mercoledì, il Consiglio Rivoluzionario di Fatah, la fazione palestinese che fa capo ad Abu Mazen, ha diramato una dichiarazione in cui “condanna” la decisione dei paesi arabi di partecipare alla conferenza economica e chiede alle “masse arabe” di “agire contro di essa”.

Gli scienziati dell’Università Ben-Gurion del Negev hanno creato un modello del cervello umano che può essere utilizzato per analizzare e studiare i disordini cerebrali e prevedere quali farmaci funzioneranno meglio in ogni singolo paziente. I risultati dello studio, spiegano dall’Università, aprono nuove possibilità alla medicina di precisione, particolarmente importante per le malattie neurologiche in cui i trattamenti sono basati in gran parte su tentativi ed errori. Lo studio utilizza cellule staminali specifiche del paziente per creare un modello personalizzato della barriera emato-encefalica, la struttura cerebrale che funge da “filtro d’accesso” al cervello, capace di bloccare le tossine ma talvolta anche di impedire l’ingresso di farmaci potenzialmente terapeutici. Disturbi neurologici come la sclerosi multipla, l’epilessia, la malattia di Alzheimer e la malattia di Huntington sono stati collegati da vari studi a un difettoso funzionamento della barriera emato-encefalica. Utilizzando le cellule staminali, gli scienziati sono riusciti a creare una barriera emato-encefalica che agisce come quella del paziente specifico, incluso il suo comportamento di fronte ad alcuni farmaci.

Sintesi grafica (clicca per ingrandire)

Il governo moldavo del primo ministro Pavel Filip ha approvato martedì la decisione di trasferire da Tel Aviv a Gerusalemme l’ambasciata in Israele della Repubblica di Moldavia, definendola “un impegno da lungo tempo dovuto”.

Dopo i quattro incendi di lunedì (uno dei quali ha bruciato campi di grano per centinaia di acri), martedì sono stati domati nei campi e nelle aree boschive israeliane altri otto focolai causati dal lancio di ordigni incendiari palestinesi dalla striscia di Gaza. Israele ha reagito limitando nuovamente da 10 a 6 miglia nautiche la zona consentita per la pesca davanti alle coste di Gaza.

Egitto, Giordania e Marocco hanno informato martedì l’amministrazione Trump che intendono partecipare al workshop economico indetto dagli Usa in Bahrain per il 25-26 giugno, dedicato alle proposte per stimolare l’economia palestinese come parte del futuro piano di pace americano. La partecipazione di Egitto e Giordania è considerata particolarmente importante giacché i due paesi sono stati storicamente protagonisti degli sforzi di pace israelo-palestinesi. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar avevano già annunciato la loro partecipazione, insieme agli ospiti del Bahrain e a vari organismi finanziari globali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. I dirigenti palestinesi hanno invece annunciato fin dall’inizio che boicotteranno la conferenza di Manama. Martedì sera anche il ministro degli esteri libanese, Gebran Bassil, ha detto che il suo paese non parteciperà al vertice. Tuttavia, non è chiaro se gli Stati Uniti avessero invitato il Libano.

I siriani – riferisce Khaled Abu Toameh sul Jerusalem Post di martedì – non hanno intenzione di ripristinare i rapporti con Hamas nonostante la disponibilità del movimento palestinese a ricucire con Damasco. Secondo notizie recenti, l’Iran e il suo alleato libanese Hezbollah hanno fatto da mediatori tra la Siria e Hamas nel tentativo di persuadere le due parti a ristabilire le relazioni. Il voltafaccia con cui Hamas si rifiutò di sostenere il regime di Bashar Assad dopo lo scoppio della guerra civile nel 2011 ha spinto i capi siriani a tagliare i loro rapporti con il movimento islamista palestinese, costringendo i suoi alti dirigenti a lasciare il paese. I siriani hanno anche accusato Hamas di sostenere i gruppi armati anti-regime. In risposta alle recenti notizie su un possibile riavvicinamento tra le due parti, all’inizio di questa settimana la presidenza siriana ha diffuso le parole con cui Assad del 2016 accusava Hamas. La loro ripubblicazione è considerata un segnale che il regime siriano rimane contrario a sanare la disputa con Hamas. Assad diceva: “Noi sostenevamo Hamas non perché fossero Fratelli Musulmani, ma perché fanno parte della lotta contro Israele. Alla fine si è visto che: Fratelli Musulmani una volta, Fratelli Musulmani per sempre”.

La peculiare assenza di gerarchia nelle imprese israeliane, che deriva dal servizio militare condiviso, è la “scintilla” che crea innovazione. Lo ha detto martedì Bill Ford, presidente esecutivo del gigante automobilistico americano Ford Motor Company. “Molte aziende occidentali tendono ad essere più gerarchiche e rischiano inconsapevolmente soffocare l’innovazione”, ha spiegato il pronipote del fondatore dell’azienda, Henry Ford, alla conferenza Ecomotion di Tel Aviv. “La mancanza di gerarchia rende Israele un ottimo ambiente per una start-up e per far sentire la propria voce sin dall’inizio del processo”, ha aggiunto Bill Ford. Mercoledì la Ford Motor apre un centro di innovazione a Tel Aviv, stabilendo una presenza permanente di Ricerca&Sviluppo per approfittare delle tecnologie israeliane. “La necessità è la madre dell’innovazione – ha continuato Ford – Questo paese ha preso avvio senza molte risorse naturali, costretto a inventarsi tutto da agricoltura e risorse idriche fino ai sistemi di difesa e ora alla comunità delle start-up: è un humus fantastico per l’innovazione”. Ford Motor è entrata nel mercato israeliano nell’agosto 2016 acquisendo la società di Tel Aviv di computer vision e machine learning SAIPS per promuovere i progetti di veicoli autonomi. “Tutto ciò che riguarda la nostra attività sta cambiando ed è guidato dai classici elementi: intelligenza artificiale, stampa 3D, guida autonoma. Tutti elementi che finiranno col cambiare il concetto stesso di mobilità. La tecnologia consentirà molte cose meravigliose – ha concluso Bill Ford – ma bisogna essere consapevoli che essa deve rimanere al servizio della vita individuale e della società nel suo insieme”.

Bill Ford a Ecomotion 2019 (clicca per ingrandire)