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Dopo che un pallone con ordigno incendiario lanciato da palestinesi della striscia di Gaza è esploso lunedì fra due edifici civili israeliani nella zona di Eshkol, elicotteri dell’aviazione israeliana hanno attaccato un avamposto di Hamas vicino a Deir el-Balah, pochi minuti dopo che era stato sgomberato in modo da non causare vittime. Nel pomeriggio, altri due ordigni esplosivi palestinesi legati ad aerostati sono stati lanciati dalla striscia di Gaza verso Israele.

Due miliari israeliani sono stati feriti da un’auto palestinese che si è avventata lunedì mattina contro un gruppo di persone, lungo una strada nei pressi della città di Ramallah (Cisgiordania). Altri soldati hanno aperto il fuoco verso il veicolo uccidendo due delle persone a bordo e ferendo la terza. Nel veicolo sono state poi trovate bombe Molotov. Hamas ha salutato con favore l’attentato, affermando in una dichiarazione: “La morte dei due martiri vicino a Ramallah dimostra che il popolo palestinese continua la sua lotta contro l’occupante fino alla liberazione di tutta la terra”. Tra la fine del 2015 e il 2016, numerosi terroristi palestinesi hanno compiuto attacchi investendo deliberatamente col proprio veicolo civili e militari israeliani, ma da allora la frequenza di questi attentati era molto diminuita.

Su iniziativa del presidente esecutivo Isaac Herzog, l’Agenzia Ebraica per Israele sarà il primo ente statale a garantire assistenza finanziaria con prestiti agevolati ai dipendenti gay alla ricerca di servizi di maternità surrogata all’estero. L’anno scorso, con una controversa decisione, il governo israeliano ha esteso l’assistenza finanziaria per servizi di maternità surrogata alle donne single ma non a uomini e coppie omosessuali. La decisione dell’Agenzia Ebraica si applica in modo eguale ai suoi 1.250 dipendenti, inclusi circa 450 emissari all’estero, sia che il dipendente sia uomo o donna o parte di una coppia gay o eterosessuale.

“Chiunque segua le chiacchiere di Jason Greenblatt, l’inviato del presidente Trump, vede che la sua condizione è molto simile alla sindrome di Down e che ha tutte le caratteristiche interne ed esterne di un mongoloide”. Lo ha scritto Omar Hilmi Al-Ghoul, già consigliere dell’ex primo ministro dell’Autorità Palestinese Salam Fayyad, sul quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadida. “La sindrome di Down – continua l’editorialista palestinese – colpisce tutte le componenti dell’amministrazione americana. Chiunque esamini i geni dei componenti dell’amministrazione Trump vede che si tratta di una creatura politicamente handicappata”. L’ambasciatore Usa in Israele, David Friedman, ha commentato: “Sono disgustato. Non per Jason Greenblatt, che ha le spalle larghe, ma per questo totale disprezzo del valore di ogni vita umana”. “Attaccare Greenblatt o qualsiasi altro essere umano definendolo Down o handicappato – ha detto Kalman Samuels, presidente di Shalva, l’associazione israeliana per la cura e l’inclusione delle persone con disabilità – è non solo vergognoso, ma disconosce i più elementari diritti umani. L’arcaico uso offensivo di questi termini è escluso da decenni nel mondo civile. È stato detto che la cartina di tornasole di una società è come tratta i suoi anelli più deboli, e questa ne è una chiara testimonianza. L’organizzazione che ho l’onore di dirigere si prende cura di centinaia di persone Down dall’infanzia alla maturità, di ogni background etnico e religioso, con la dignità e l’amore che ogni essere umano merita, e francamente sono persone fantastiche”.

Un’altra serie di aerostati incendiari palestinesi è stata lanciata domenica sera dalla striscia di Gaza verso Israele. Inoltre, sei ordigni esplosivi sono stati scagliati da manifestati palestinesi verso i soldati israeliani in servizio al confine. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito attaccando un posto d’osservazione di Hamas nella zona di Beit Hanoun, nel nord della striscia di Gaza.

Respingendo le accuse mosse dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dai suoi sostenitori, il Procuratore di stato Shai Nitzan ha dichiarato domenica che la decisione del Procuratore generale Avichai Mandelblit di raccomandare l’incriminazione del premier non è motivata da considerazioni politiche. “Il comportamento di Mandelblit è stato attaccato da due direzioni contraddittorie – ha detto Nitzan, parlando all’Università di Haifa – Da un lato è stato detto che ha usato la mano troppo leggera con il primo ministro; dall’altro, che ha usato la mano troppo pesante. C’è stato anche chi ha sostenuto che il Procuratore generale e l’ufficio del Procuratore di stato hanno agito per motivi politici. Queste accuse non hanno alcun fondamento. Le decisioni sono state prese unicamente sulla base di considerazioni di sostanza basate su prove. La questione dell’identità politica del sospetto non ci interessa” ha concluso Nitzan. “Non va dimenticato – ha scritto domenica l’editoriale del Jerusalem Post – che Mandelblit, nominato dallo stesso Netanyahu, viene dalla destra ed era stato in precedenza segretario di gabinetto di Netanyahu. Fu Netanyahu a spingere per la sua nomina come Procuratore generale”.

Dall’accusa a carico del 29enne palestinese Arafat Irfaiya depositata domenica dalla polizia alla Corte di Gerusalemme per l’omicidio, circa un mese fa, della 19enne israeliana Ori Ansbacher, risulta che l’accusato ha pugnalato tre volte la vittima per poi trascinarla in un luogo ancora più isolato dove l’ha pugnalata un altro paio di volte e le ha tappato la bocca con la sua sciarpa. Dopo di che l’ha violentata, le ha rotto il telefono perché non potesse chiedere aiuto e l’ha abbandonata agonizzante. Venne poi catturato mentre cercava di nascondersi in una moschea. Presumibilmente a causa non dell’assassinio ma dello stupro, nessun gruppo palestinese ha rivendicato l’attentato. Lo scorso fine settimana, la tv Channel 12 ha riferito che, a quanto risulta in base anche alla ricostruzione dello stesso imputato, Irfaiya entrò illegalmente in Israele dalla Cisgiordania con l’intenzione di uccidere un ebreo a caso per motivi “nazionalistici” e quando vide la ragazza israeliana decise che l’avrebbe anche violentata.

“Il presidente Vladimir Putin ed io abbiamo concordato un obiettivo comune: il ritiro delle forze straniere che sono arrivate in Siria dopo lo scoppio della guerra civile. E abbiamo deciso di creare una squadra comune, insieme ad altri attori, per promuovere questo obiettivo”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riferendo al governo, domenica mattina, sulla sua vista a Mosca della settimana scorsa. Fonti diplomatiche hanno precisato che l’intesa non riguarda le forze russe presenti in Siria da prima dell’inizio della guerra civile nel 2011. “Ho chiarito inequivocabilmente che Israele non permetterà il radicamento militare iraniano in Siria, e ho chiarito inequivocabilmente che continueremo ad agire militarmente contro di esso”, ha aggiunto Netanyahu.

Forze comandate da Hezbollah e Iran si trovano di fronte a Israele, lungo il confine sulle alture del Golan, e vengono utilizzate come fonti di informazioni tattiche. Lo afferma un reportage del sito di news Nziv.net, secondo il quale combattenti Hezbollah sono stati posizionati dall’Iran presso il confine per servire da “occhi e orecchie” dell’Alto Comando iraniano, sotto la direzione di Qasem Soleimani, comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche. Sarebbe stata creata una nuova brigata di combattenti sciiti comprendente libanesi di Hezbollah, iracheni di al-Hashd al-Shaabi, forze afghane e abitanti dei villaggi della Siria settentrionale. Posizionati nella valle a nord-est di Daraa, il capoluogo della Siria meridionale, questi uomini sarebbero destinati a rimanere in Siria con l’incarico di controllare la parte sud del confine siro-israeliano, che negli anni scorsi era caduta nelle mani di forze siriane anti-regime e terroristi dell’ISIS.

L’Afghanistan ha donato un milione di dollari all’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi (e i loro discendenti). Lo ha annunciato domenica l’ambasciatore dell’Afghanistan in Turchia, Abdul Rahim Sayed Jan.