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I libri di testo utilizzati nelle scuole controllate dal gruppo terrorista sciita libanese Hezbollah trasmettono agli scolari “una forte istigazione all’antisemitismo e sostegno al terrorismo”. Lo afferma un rapporto pubblicato giovedì dalla Anti-Defamation League, che spiega d’aver deciso di esaminare testi in questione data la crescente influenza di Hezbollah in Libano, dove praticamente controlla il parlamento. Il rapporto cita in particolare due testi di prima media pubblicati dalla casa editrice Mustafa Generation e usati nelle scuole controllate da Hezbollah, nei quali gli ebrei vengono descritti come “i nemici dell’umanità”. “Il giudaismo – si legge ad esempio in uno dei testi – è una religione circoscritta agli ebrei, padroni del mondo e signori dell’universo, a cui nessuno altro ha diritto di appartenere, indipendentemente dalla sua posizione. Questo è ciò che li ha resi odiosi e isolati, ed è ciò che ha accresciuto l’ostilità della gente nei loro confronti: la loro ingiustizia, la loro arroganza, la loro avidità e il loro monopolio”. E ancora: “I sionisti sono nemici dell’umanità nel passato, nel presente e nel futuro a causa delle loro caratteristiche: inganno, falsità, tradimento e violazione dei patti”. La Anti-Defamation League esorta gli Stati Uniti e gli altri paesi a sanzionare le istituzioni educative legate a Hezbollah.

Israele, una volta che avrà riaperto i suoi confini ai non residenti, si aspetta un’ondata di immigrazione ebraica come conseguenza della crisi sanitaria globale. “Entro la fine del 2021 possiamo aspettarci l’arrivo di 90.000 immigrati, contro i 35.463 del 2019”, ha dichiarato mercoledì alla Knesset la ministra dell’immigrazione Pnina Tamano-Shata.

L’aliyà di ebrei etiopi immigrati in Israele (clicca per ingrandire)

Il Parlamento europeo ha ratificato mercoledì sera l’accordo “cieli aperti” con Israele, concludendo un processo iniziato sette anni fa. Inizialmente concordato nel 2013, l’accordo entrò immediatamente in vigore in attesa della ratifica formale e da allora ha comportato una significativa riduzione dei prezzi dei voli passeggeri tra UE e Israele. Negli anni seguenti è stato ratificato dai parlamenti di tutti i 27 stati membri. Il processo si è ora concluso con la ratifica finale del Parlamento europeo che ha approvato l’accordo con 437 voti a favore, 102 contrari e 147 astensioni. Alcuni gruppi di sinistra hanno tentato di rinviare il voto, ma la loro mozione è stata sconfitta e l’accordo è passato, insieme ad accordi simili con Giordania, Cina e Georgia. L’accordo consente a qualsiasi compagnia aerea dell’Unione Europea e qualsiasi compagnia aerea israeliana di collegare qualsiasi aeroporto dell’Unione Europea con qualsiasi aeroporto in Israele. Sebbene al momento non sia permesso l’ingresso in Israele di cittadini non israeliani a causa della persistente emergenza sanitaria, la previsione è che l’industria del turismo possa gradualmente riaprire a partire dal primo agosto.

Il World Economic Forum ha nominato martedì sei start-up israeliane nella sua 20esima serie di Technology Pioneers, identificate come aziende all’avanguardia in grado di esercitare un impatto significativo sul business e sulla società. Le 100 start-up scelte ogni anno dal World Economic Forum vengono invitate ai seminari, agli eventi e alle discussioni di alto livello dell’organizzazione con sede in Svizzera. Le start-up israeliane invitate quest’anno nella community dei pionieri tecnologici si occupano di digitalizzazione 3d, sviluppo di carne senza macellazione, sicurezza informatica, mobilità per il trasporto di massa, intelligenza artificiale. Tutte le start-up selezionate dal World Economic Forum in Medio Oriente e Nord Africa hanno sede in Israele.

Il ministro degli esteri giordano Ayman Safadi ha effettuato giovedì una visita a sorpresa a Ramallah per incontrare il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Dopo il colloquio, Safadi ha ribadito che i progetti di “annessione” da parte di Israele in Cisgiordania sono “una mossa che distruggerà tutte le basi del processo di pace”, aggiungendo che Amman farà di tutto per contrastare il piano. Dal canto suo, Abu Mazen ha fatto capire che l’Autorità Palestinese non farà nulla per evitare eventuali proteste violente: “Il popolo palestinese farà ciò che crede”, ha detto. Secondo la tv Canale 13, il ministro degli esteri giordano ha detto al presidente palestinese che deve parlare direttamente con Trump se vuole cercare di fermare il piano per l’annessione. L’emittente ha aggiunto che la Giordania ha già fatto appelli del genere ad Abu Mazen, ma questo ha sempre rifiutato temendo che Trump avrebbe fatto trapelare la conversazione umiliandolo. Non è dato sapere come ha risposto giovedì al reiterato  appello di Amman.

L’Unione Europea ha annullato una sovvenzione di 1,7 milioni di euro all’associazione no profit palestinese “Badil – Resource Center for Palestinian Residency and Refugee Rights” che ha rifiutato di firmare la cosiddetta clausola antiterrorismo (l’articolo 1.5 dell’allegato II delle “Condizioni generali applicabili ai contratti di sovvenzione finanziati dall’Unione Europea per azioni esterne”), che la obbligherebbe a garantire che nessuno dei finanziamenti ricevuti vada a membri affiliati alle organizzazioni che la UE qualifica come terroriste. Secondo Badil, la clausola “criminalizza la lotta palestinese e pretende che l’organizzazione ricevente esegua procedure di screening, che equivale a sorvegliare il proprio personale”.

Gli Emirati Arabi Uniti possono cooperare con Israele in alcune aree, come la tecnologia e la lotta contro il coronavirus, pur essendo divisi da importanti divergenze politiche. Lo ha affermato martedì il ministro degli affari esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, intervenendo alla conferenza annuale dell’American Jewish Committee. Gargash ha detto che linee di comunicazione aperte con Israele sono importante e produrranni risultati molto migliori rispetto alle altre vie intraprese in passato, come il boicottaggio arabo anti-israeliano.

Il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash (clicca per ingrandire)

Un adolescente palestinese è stato arrestato, mercoledì pomeriggio, dalle Forze di Difesa israeliane subito dopo aver attraversato la barriera di sicurezza fra la striscia di Gaza e Israele. “Nessuna arma è stata trovata in possesso del giovane – ha detto l’esercito – e, dopo un rapido interrogatorio, è stato rimandato nella striscia”.

Si apprende che alcune settimane fa le Forze di Difesa israeliane, grazie a una precisa segnalazione dei servizi di sicurezza, hanno sventato un tentativo di contrabbandare armi dalla penisola del Sinai settentrionale al gruppo terroristico di Hamas nella striscia di Gaza attraverso il Mar Mediterraneo. In una data non specificata, la Marina militare israeliana ha identificato l’imbarcazione sospetta, l’ha inseguita e l’ha bloccata procedendo all’arresto dei due operativi a bordo, uno dei quali, identificato come Mahmoud Bachar, è considerato dai militari un contrabbandiere al servizio di Hamas. “La sua cattura rappresenta un significativo risultato operativo”, hanno detto mercoledì le Forze di Difesa.

 

La Knesset ha approvato lunedì in seconda e terza lettura, con 66 voti a favore e 43 contrari, una legge che consente ai parlamentari che vengono nominati ministri o viceministri di dimettersi temporaneamente dal seggio parlamentare, consentendo ai successivi candidati non eletti delle rispettive liste di subentrare al loro posto. Secondo la cosiddetta “legge norvegese”, se in seguito un ministro o vice ministro si dovesse dimettere o dovesse diventare primo ministro o vice primo ministro, ritornerebbe automaticamente ad occupare il suo seggio alla Knesset.