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La capo-staff del Ministro della difesa, Maayan Israeli, si è recata lunedì a Ramallah per un incontro con il commissario per gli affari civili dell’Autorità Palestinese, Hussein al-Sheikh, responsabile del coordinamento con Israele. Ne ha dato notizia YnetNews citando una fonte palestinese secondo la quale scopo dell’incontro era quello di formulare un pacchetto di provvedimenti pro-palestinesi in vista del mese di Ramadan, che inizia fra circa tre settimane.

Secondo quanto riportato martedì da mass-media iraniani, erano membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran i due miliziani morti lunedì notte in attacchi aerei in Siria attribuiti a Israele.

La Russia sta reclutando siriani “abili nel combattimento urbano” per combattere contro l’Ucraina. Lo ha scritto lunedì il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi secondo i quali la Russia recluta soldati in Siria sin dal 2015. La Russia è entrata nella guerra civile siriana nel 2015 a fianco del regime del presidente Bashar al-Assad. Stando a un funzionario citato dal Wall Street Journal, alcuni combattenti siriani sarebbero già in Russia.

Due agenti della polizia israeliana sono stati feriti a colpi di coltello, lunedì nella Città Vecchia di Gerusalemme, da un terrorista poi mortalmente ferito dalla reazione degli agenti.

L’esercito siriano ha dichiarato lunedì che Israele ha colpito obiettivi militari intorno a Damasco. Vi sarebbero due vittime. Si tratterebbe del primo attacco in Siria attribuito a Israele dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Un adolescente palestinese che lanciava ordigni molotov contro veicoli civili in transito poco a est di Gerusalemme è stato mortalmente ferito, domenica sera, dalla reazione di militari israeliani.

Il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha parlato domenica sera con il presidente russo Vladimir Putin, dopo aver avuto conversazioni telefoniche nella stessa giornata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il presidente francese Emmanuel Macron e con il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

E’ giunto domenica all’aeroporto Ben Gurion il gruppo di circa 100 orfani ebrei in fuga dall’Ucraina. La compagnia aerea EL AL ha detto d’aver scelto per il volo personale di lingua ucraina che potesse assistere direttamente i bambini, alcuni dei quali hanno familiari che si trovano ancora nelle aree dove si combatte.

Il primo ministro Naftali Bennett accoglie all’aeroporto i piccoli orfani giunti dall’Ucraina (clicca per ingrandire)

In proporzione alle sue dimensioni, Israele ha accolto finora più profughi ucraini (per la maggior parte non ebrei) di qualsiasi stato europeo, a parte quelli che confinano direttamente con l’Ucraina. Lo ha detto domenica la ministra dell’interno Ayelet Shaked. Nel frattempo, il Ministero degli esteri israeliano ha spiegato la decisione di non trasferire aiuti militari all’Ucraina. “Israele vuole mantenere canali aperti con tutte le parti coinvolte nel conflitto – ha detto il portavoce Lior Haiat a radio Galei Tzahal – Continueremo a concentrarci sugli aiuti umanitari, di cui hanno estremo bisogno gli ucraini”. “Sono grato a Israele per il suo sostegno all’Ucraina”, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video-messaggio.

Un portavoce del primo ministro israeliano ha spiegato che la violazione dello Shabbat (il sabato ebraico durante il quale gli ebrei osservanti si astengono rigorosamente, fra l’altro, dall’uso di mezzi come auto e aereo) è giustificata dal pikuach nefesh, il principio ebraico secondo il quale la salvaguardia della vita umana prevale su quasi ogni altro comandamento religioso. Scrive Lahav Harkov sul Jerusalem Post: “Salvare vite umane viene prima dello Shabbat. Questa è una frase ben nota fra gli ebrei osservanti. Normalmente significa che se c’è un incidente di sabato, si può usare un’ambulanza nonostante il divieto di andare in auto, e che i soldati possono combattere di sabato per proteggere il loro paese. Sabato scorso, ha significato che il primo ministro Naftali Bennett poteva volare su un jet privato per Mosca per cercare di convincere il presidente russo Vladimir Putin a fermare la guerra in Ucraina”.