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Grazie anche all’allentamento delle restrizioni anti-coronavirus, il numero di ebrei immigrati in Israele nei primi tre trimestri del 2021 (20.360) segna un aumento del 31% rispetto ai 15.598 che sono immigrati nello stato ebraico in tutto il 2020. Si prevede che per la fine del 2021 la cifra possa attestarsi sulle 26-27.000 persone trasferitesi in Israele. Per la maggior parte (5.000) sono ebrei arrivati dalla Russia, seguiti dai 3.104 dagli Stati Uniti, 2.819 dalla Francia e 2.123 dall’Ucraina, a cui si aggiungono 1.589 ebrei giunti dall’Etiopia nel quadro dell’Operazione Zur Israel, guidata dall’Agenzia Ebraica e dal Ministero dell’Aliyà e dell’Integrazione volta a promuovere la riunificazione delle famiglie.

Israele terrà le alture del Golan, conquistate difendendosi dall’aggressione della Siria nella guerra dei sei giorni del 1967. Lo ha ribadito lunedì il primo ministro Naftali Bennett in una conferenza organizzata dal quotidiano Makor Rishon. “L’Iran, che ha inviato milizie gregarie e istituito eserciti per circondare lo stato di Israele – ha detto Bennett – aspira a costruire un altro esercito al confine del Golan. Noi continueremo ad agire ovunque e ogni volta che sarà necessario, su nostra iniziativa e su base quotidiana, per respingere la presenza iraniana in Siria, garantendo così la pace non solo agli abitanti delle alture del Golan, ma a tutti i cittadini di Israele”. Bennett ha osservato che le atrocità della decennale guerra interna siriana hanno “persuaso molti nel mondo che è preferibile che questo strategico territorio sia nelle mani di Israele e resti verde e fiorente anziché un altro teatro di uccisioni e bombardamenti”. Ma se anche la situazione dovesse cambiare, ha aggiunto Bennett, e il mondo dovesse mutare tattica nei confronti della Siria e del dittatore Assad, ciò non influenzerebbe la posizione di Israele sul Golan. “Le alture del Golan sono israeliane, punto e basta” ha affermato Bennett, specificando che il suo governo approverà la creazione di due nuove comunità sulle alture e stanzierà fondi per raddoppiare la popolazione del Golan con l’obiettivo, nel lungo periodo, di raggiungere i 100.000 residenti, quasi quattro volte il numero attuale. Nel 2019 l’allora presidente Usa Donald Trump riconobbe la legittima sovranità d’Israele sul Golan. L’attuale amministrazione Biden, pur non cambiando quella politica, è più circospetta sulla questione riconoscendo il controllo di Israele come de facto anziché de jure.

“Ogni governo in Germania dovrà schierarsi al fianco di Israele e penso che qualunque governo tedesco sentirà davvero l’impegno per la tua sicurezza”. Lo ha detto la cancelliera uscente Angela Merkel durante la sua visita di due giorni in Israele, facendo riferimento in particolare alla minaccia iraniana. Allo stesso tempo, ha aggiunto Merkel, “non si deve perdere di vista il diritto dei palestinesi” né “perdere di vista la questione di una soluzione a due stati”. In una conferenza stampa congiunta, il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha affermato: “Non ignoriamo i palestinesi, sono i nostri vicini e non sono destinati ad andare da nessun’altra parte”. Tuttavia, ha aggiunto Bennett, “l’istituzione di uno stato palestinese significherebbe l’istituzione di uno stato terrorista a sette minuti da casa mia, e da quasi ogni altro punto in Israele”.

Un giudice di Gerusalemme ha ribadito, venerdì, l’ordinanza della polizia che vieta qualunque tipo di preghiera ebraica sul Monte del Tempio annullando la recente decisione di un tribunale di grado inferiore. Dopo che il ministro della polizia israeliana Omer Barlev ha impugnato la prima sentenza avvertendo che avrebbe potuto scatenare violenze, il giudice della corte distrettuale Aryeh Romanov ha confermato che agli ebrei è vietato pregare apertamente nel sito dove, secondo una pluridecennale norma di pubblica sicurezza, possono farlo solo i musulmani. Il giudice di prima istanza aveva stabilito che l’appellante aveva pregato in silenzio in modo non palese, non rappresentando un rischio per la sicurezza, ma Romanov ha osservato che il fatto stesso che l’appellante fosse stato colto sul fatto dagli agenti indica che la preghiera era palese “altrimenti nessuno se ne sarebbe accorto”. Romanov si è comunque astenuto dall’entrare nel merito della questione se le regole sulle preghiere al Monte del Tempio siano troppo rigide o se vi sia spazio per una maggiore flessibilità nell’applicazione del divieto.

Nella sua classifica annuale dei migliori ospedali specialistici del mondo, la rivista statunitense Newsweek ha nominato tre centri medici israeliani fra i primi 250 per cardiologia e oncologia: lo Sheba Medical Center di Tel Hashomer (in 42esima posizione), l’Heart Institute presso l’Hadassah Ein Karem Medical Center, collegato all’Università di Gerusalemme (173esima posizione) e il Tel Aviv Sourasky Medical Center (204esima posizione). L’Hadassah si qualifica anche per l’assistenza oncologica con lo Sharett Institute of Oncology del Monte Scopus classificato 211esimo al mondo.

Una delegazione di funzionari militari e della sicurezza del Sudan avrebbe effettuato una visita segreta di due giorni in Israele, secondo quanto riferito venerdì dall’emittente Al Arabiya, che tuttavia non ha fornito ulteriori dettagli.

Israele ha ufficialmente inaugurato, giovedì sera, il suo padiglione alla fiera mondiale Expo 2020 a Dubai, poco più di un anno dopo la normalizzazione dei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti. La scintillante arcata del padiglione, piena di video che promuovono i progressi high-tech e i monumenti storici israeliani, si anima in particolare la sera con singolari musiche ebraiche e palloncini patriottici, il tutto a portata di vista del vicino padiglione palestinese (non ancora aperto). “Sono felice di invitare tutti voi a venire a visitare il mio paese”, ha detto il ministro israeliano del turismo Yoel Razvozov alla folla dei presenti alla festa, dopo aver tagliato il nastro.

Il padiglione d’Israele Expo 2020 a Dubai (clicca per ingrandire)

Varie fazioni palestinesi hanno espresso indignazione e minacciato un’escalation di violenze, giovedì, dopo la sentenza di un tribunale che ha affermato per la prima volta il diritto dei fedeli ebrei di pregare “in silenzio” sulla spianata del Monte del Tempio di Gerusalemme (il luogo più santo dell’ebraismo, dove sorgono anche la moschea di al-Aqsa e la Cupola della Roccia). La Corte ha accolto l’appello di Aryeh Lipo, un visitatore ebreo che era stato allontanato e bandito dal complesso per 15 giorni dopo che un agente di polizia gli aveva ordinato di smettere di pregare durante una visita a Yom Kippur. Secondo la giudice Bilha Yahalom, un video mostra che il comportamento del ricorrente non ha violato la legge o le norme di pubblica sicurezza sul Monte del Tempio poiché pregava da solo e in silenzio in modo non esteriore né visibile. La Corte ha affermato che pregare in questo modo non costituisce un “atto criminale”. Haitham Abu Alfoul, portavoce del ministero degli esteri giordano, ha definito la decisione una “flagrante violazione della legittimità internazionale” e dello “status quo della moschea di al-Aqsa”, affermando che il Waqf giordano è l’unico organismo responsabile della gestione del sito. Hamas ha definito la sentenza una “chiara dichiarazione di guerra” e una “palese aggressione contro la benedetta moschea di al-Aqsa”, esortando palestinesi e arabi israeliani a “fare da baluardo contro l’occupazione”. Hamas ha anche esortato i paesi arabi e musulmani ad “assumere il loro ruolo nella difesa della moschea”, aggiungendo che la moschea e tutta la spianata “aspettano le masse di conquistatori liberati”. La Jihad Islamica palestinese ha espresso indignazione, definendo la sentenza “un attacco alla santità della moschea di al-Aqsa e al puro diritto dei musulmani ad essa”, e ha minacciato conseguenze sottolineando che i palestinesi “affronteranno qualsiasi tentativo di colpire la al-Aqsa con tutta la loro forza, fermezza e la determinazione implacabile”. Il governatore di Gerusalemme per l’Autorità Palestinese, Adnan Ghaith, ha detto che consentire preghiere silenziose costituisce un pericoloso precedente, sostenendo che tale decisione fa parte di un tentativo di dividere il complesso per aprire la strada “alla costruzione del Terzo Tempio”.

Secondo quanto riportato giovedì da mass-media palestinesi, Hamas si è vantata d’aver condotto il mese scorso “1.204 operazioni di resistenza” in Israele, colpendo “29 sionisti”.

“Nell’ultimo anno, con più di 600 coscritti è continuato ad aumentare il numero di beduini che si arruolano (volontari) nelle Forze di Difesa israeliane”. Lo ha sottolineato mercoledì sera il ministro della difesa israeliano Benny Gantz durante una cerimonia in onore del ruolo dei beduini nella difesa del paese. Sebbene i cittadini arabi beduini non siano obbligati a prestare servizio nell’esercito, le Forze di Difesa israeliane hanno sempre apprezzato il loro prezioso contributo soprattutto come esploratori e tracciatori sul terreno, “una competenza insostituibile tramandata di generazione in generazione”, ha detto Gantz ricordando il loro contributo di sempre nella difesa da infiltrazioni ai confini e di recente nel tracciamento di terroristi evasi. “Nella consapevolezza dell’importanza della diversità – ha concluso Gantz – vogliamo vedervi di più in posizioni di comando di alto livello, nonché in unità tecnologiche e posizioni che aprono le porte della società israeliana”.

Il ministro della difesa Benny Gantz alla cerimonia in onore del ruolo dei beduini nelle Forze di Difesa israeliane (clicca per ingrandire)