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L’autore, giornalista e intellettuale israeliano Amos Oz è morto venerdì all’età di 79 anni. Durante i suoi cinque decenni di carriera, Oz si è occupato molto della storia dello stato ebraico sin dalla sua fondazione all’indomani della Shoà, della sua politica interna e di quella estera, a partire dal conflitto palestinese riguardo al quale Oz fu uno dei primi sostenitori della soluzione a due stati dopo la guerra dei sei giorni del 1967. Fra i suoi suoi lavori più notevoli, pubblicati in 45 lingue, particolarmente famosi Michael Mio e Una storia di amore e di tenebra, portato sul grande schermo nel 2015 dall’attrice e regista israelo-americana Natalie Portman. Circa la saggistica, oltre ai numerosissimi articoli, si ricordano in particolare In terra di Israele e Contro il fanatismo. Nato a Gerusalemme nel 1939 come Amos Klausner, Oz ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Bialik, il Premio Israel, il Prix Femina e l’Officier des Arts et Lettres in Francia, il Premio Primo Levi e il Premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa in Italia, e il Premio della Pace di Francoforte.

Venerdì notte Hamas ha lanciato un razzo dalla striscia di Gaza contro Israele, il primo dopo sei settimane. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito attaccando con elicotteri una postazione di Hamas. Sempre venerdì, Hamas ha diffuso una dichiarazione in cui afferma che “il popolo palestinese è determinato a continuare la lotta contro il nemico qualunque sia il numero dei morti”.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu è arrivato venerdì a Rio de Janeiro per incontrare il neoeletto presidente brasiliano Jair Bolsonaro. E’ la prima visita ufficiale di un premier israeliano in Brasile. Martedì Netanyahu si recherà a Brasilia per la cerimonia d’investitura del nuovo presidente.

Dopo diverse settimane che non accadeva, venerdì mattina un gruppo di 10 palloni attaccati a un ordigno esplosivo è stato rinvenuto vicino al cortile di un asilo d’infanzia nel moshav Kfar Maimon, presso il confine con la striscia di Gaza. Più tardi, un altro pallone legato a un ordigno esplosivo è stato localizzato nel moshav Zru’a. La polizia ha diramato un messaggio in cui esorta i cittadini israeliani della zona a stare in guardia circa oggetti sospetti, che siano palloncini o aquiloni, perché possono essere collegati a materiali esplosivi e/o incendiari, sottolineando in particolare l’importanza di informarne i bambini.

La portavoce del governo e ministra dell’informazione giordana Jumana Ghunaimat è stata fotografata la scorsa settimana mentre calpestava una bandiera israeliana dipinta sul pavimento della sede dei sindacati ad Amman in segno di protesta per la normalizzazione dei rapporti con Israele. Il primo ministro giordano Omar Razaz avrebbe invece evitato di farlo entrando nell’edificio da un ingresso laterale. In seguito alla pubblicazione delle immagini, Israele ha convocato al Ministero degli esteri l’ambasciatore giordano per trasmettere una nota di forte protesta al governo di Amman. Vedi le foto sul Jerusalem Post

“La nostra sovranità su Gerusalemme non comprometterà mai la libertà di culto e di religione di tutte le fedi, nella città e in tutto Israele”. Lo ha ribadito giovedì il presidente israeliano Reuven Rivlin ricevendo nella sua residenza ufficiale a Gerusalemme i leader religiosi cristiani del Paese per gli auguri dell’anno nuovo.

Le Forze di Difesa israeliane hanno dichiarato giovedì d’aver distrutto tutti i tunnel terroristici transfrontalieri scavati da Hezbollah a partire dal villaggio di Kafr Kiladel, nel Libano meridionale, verso il villaggio israeliano di Metulla, al confine nord del Paese. In un briefing con i giornalisti, il portavoce militare Jonathan Conricus ha chiarito che l’operazione Scudo Settentrionale è tuttora in corso, senza tuttavia specificare quanti tunnel da Kafr Kila sono stati distrutti né quanti si ritiene che siano rimasti da neutralizzare lungo tutto il confine. Conricus ha piuttosto illustrato due metodi usati per chiudere i tunnel, entrambi documentati da video diffusi dalla Forze di Difesa israeliane: l’uso di esplosivi e il pompaggio di liquidi che, fuoriuscendo sul versante libanese, dimostrano inequivocabilmente l’origine dello scavo. “Questo metodo – ha detto Conricus – ha confermato l’uso da parte di Hezbollah di strutture civili nel cuore di aree edificate nel sud del Libano, cosa che mette in pericolo i civili libanesi usati come scudi umani in grave violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”. Vedi foto e video su Times of Israel

Il coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori, Iyad Sarhan, si è rivolto giovedì ai residenti della striscia di Gaza attraverso i social network esortandoli a non prendere parte ad attacchi terroristici contro la barriera di confine con Israele. “Residenti di Gaza, cosa desiderate per il vostro prossimo venerdì? – ha detto Sarhan in un video messaggio in arabo pubblicato su Facebook – Desiderate trascorrerlo con la vostra famiglia o in amari incidenti alla barriera di sicurezza? Le Forze di Difesa israeliane non tollereranno nessun attacco alla barriera di sicurezza. Desideriamo anche un venerdì senza vittime sul vostro versante, ma dipende solo da voi. Le Forze di Difesa israeliane non permetteranno ai facinorosi di avvicinarsi o danneggiare la barriera di sicurezza, e qualsiasi tentativo di colpire i nostri soldati o di violare la sovranità d’Israele incontrerà una risposta energica. Mantenete la debita distanza dall’area della recinzione, e starete al sicuro”.

L’Autorità Palestinese ha annunciato giovedì d’aver ufficialmente deciso di interrompere l’importazione di frutta e verdura da Israele. Pochi giorni fa i palestinesi avevano bloccato l’importazione da Israele di carne d’agnello. In risposta a quella decisione, il ministro israeliano dell’agricoltura Uri Ariel aveva preso in considerazione l’idea di cessare l’importazione in Israele di frutta e verdura coltivata dai palestinesi nelle aree della Cisgiordania sotto il controllo dell’Autorità Palestinese, una misura che i palestinesi avevano denunciato come disastrosa per la loro economia.

Un alto ufficiale della difesa ha confermato mercoledì sera alla Associated Press che, tra martedì notte e mercoledì mattina, l’aviazione israeliana ha colpito in tre diverse località siriane una serie di obiettivi implicati nel trasferimento di armi iraniane al gruppo terroristico Hezbollah. Circa l’accusa della Russia che il raid israeliano abbia messo in pericolo voli civili, l’ufficiale ha detto che sono state in realtà le difese aeree siriane a mettere in pericolo gli aerei civili quando hanno sparato una trentina di missili in risposta all’azione israeliana. L’ufficiale ha anche detto che le forze iraniane in Siria operano a meno di 80 km dal confine israeliano contrariamente a quanto avevano assicurato i russi. Giovedì sono state diffuse immagini satellitari scattate da ImageSat International che mostrano danni significativi a depositi di armi poco fuori Damasco, e in particolare la completa distruzione di un magazzino di 60 x 15 metri in una base iraniana nella zona di Al-Muna che presumibilmente conteneva missili Fajr-5 (su rampe mobili, con una gittata di 75 km). Secondo ImageSat International, il sito colpito martedì era a circa 40 km da Israele. Vedi le immagini sul Jerusalem Post