Sezione: News

Il judoka iraniano Saeid Mollaei, fuggito dal suo paese dopo aver criticato Teheran per averlo costretto a disertare l’incontro con l’avversario israeliano, si è rivolto su Instagram al vincitore israeliano dell’oro a Tokio Sagi Muki dicendogli: “congratulazioni campione”. “Grazie – ha risposto Muki – Sei d’ispirazione come essere umano e come atleta”.

La società di rating Fitch ha annunciato che intende confermare il rating A+ per Israele. Secondo gli economisti di Fitch, ogni anno dal 2003 Israele ha registrato un surplus annuale nel bilancio esterno e si prevede che tale surplus permanga anche nel periodo 2019-2020. Ad agosto, l’agenzia Standard & Poor’s ha confermato il rating globale di Israele AA con prospettiva stabile. S&P si è detta “non eccessivamente preoccupata” del deficit fiscale d’Israele di 53 milioni di shekel (ca. 15 milioni di dollari), pari al 3,8% del Pil, nonostante abbia superato l’obiettivo del governo che era di 40 milioni di shekel (11 milioni di dollari), pari al 2,9 % del Pil.

Il programma missilistico di precisione di Hezbollah è la massima priorità della Difesa israeliana, subito dopo gli sforzi dell’Iran per ottenere una capacità nucleare. Lo ha detto lunedì un alto funzionario della Difesa, riconoscendo per la prima volta che Israele ha effettuato attacchi preventivi su diversi fronti oltre che in Siria. “Nei giorni scorsi siamo stati minacciati da diversi fronti – ha detto l’ufficiale – Se non avessimo agito correttamente, oggi ci troveremmo in una situazione molto diversa. Per impedire il trinceramento militare dell’Iran, eseguiamo molte operazioni di cui nessuno sa nulla” ha aggiunto l’ufficiale, facendo riferimento sia alle Forze di Difesa israeliane che al Mossad.

Il capo di Hamas Ismail Haniyeh ha inviato una lettera alla Guida Suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ringraziandolo per il suo “vasto sostegno” al gruppo terroristico, inclusa la fornitura di armi. Lo ha riferito domenica l’agenzia di stampa iraniana Fars, secondo la quale Haniyeh ha concluso la lettera esprimendo l’auspicio di realizzare l’appello di Khamenei per la “liberazione della Palestina e la vittoria dei palestinesi sui loro nemici”.

Per la prima volta alcune centinaia di donne palestinesi hanno protestato, lunedì, davanti all’ufficio del primo ministro dell’Autorità Palestinese Mohammad Shtayyeh, a Ramallah, chiedendo un’indagine sul decesso di una donna di 21 anni morta il mese scorso per un possibile “omicidio d’onore”. La famiglia sostiene che è saltata da un balcone in quanto “posseduta dai demoni”. Le manifestanti hanno chiesto leggi più severe a protezione delle donne.

Lunedì l’alta istanza d’appello della Corte Penale Internazionale ha nuovamente ordinato al Procuratore Fatou Bensouda di riconsiderare il suo rifiuto di aprire un’istruttoria formale sull’incidente della nave filo-Hamas Mavi Marmara del 2010. Bensouda si è già più volte rifiutata di procedere con un’indagine, e men che meno con un’incriminazione, spiegando che i potenziali reati di cui si parla non sono di “gravità sufficiente” per la Corte Penale Internazionale visto che in ogni caso “non vi è alcuna base ragionevole per ritenere che siano stati commessi su larga scala o come parte di un piano o di una politica”.

“Tutti coloro che cercano di farci del male – ha dichiarato domenica il presidente d’Israele Reuven Rivlin, dopo l’attacco di Hezbollah al nord – devono sapere che siamo pronti e preparati a difendere i cittadini israeliani ovunque si trovino, senza esitazione. Siamo preparati, ma non vorremmo dover dimostrare quanto siamo preparati. Il confine può essere calmo solo se lo è su entrambi i versanti”. “I nemici d’Israele, e in particolare l’Iran – ha affermato il primo ministro Benjamin Netanyahu – devono sapere che coloro che cercano di distruggerci rischiano di essere distrutti loro”.

Artiglieria semovente israeliana schierata nella città settentrionale di Kiryat Shmona, presso il confine con il Libano (clicca per ingrandire)

Hamas si è congratulata con Hezbollah per i missili anticarro lanciati domenica contro il nord di Israele. Anche la Jihad Islamica palestinese si è congratulata con il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, per la “vendetta contro Israele” del gruppo terroristico. Dal canto suo il ministro degli esteri del Bahrain, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, in un tweet ha invece criticato il Libano per aver permesso al gruppo terroristico filo-iraniano Hezbollah di operare sul suo territorio, accusando Beirut di essere rimasta inerte mentre Hezbollah attaccava Israele.

Il gruppo terroristico Hezbollah ha lanciato domenica pomeriggio alcuni missili guidati anticarro contro una base e veicoli militari israeliani nell’area del moshav Avivim, nel nord di Israele. Lo hanno riferito le Forze di Difesa israeliane specificando che due colpi sono andati a segno (senza causare vittime), provocando l’immediata reazione dell’esercito che ha sparato un centinaio di colpi d’artiglieria contro il commando che aveva sferrato l’attacco “e altri obiettivi nel Libano sud”. Hezbollah, la milizia jihadista libanese sponsorizzata dall’Iran, ha rivendicato gli attacchi definendoli una risposta al recente raid aereo con cui Israele aveva sventato un piano d’attacco con droni esplosivi in partenza dalla Siria, uccidendo alcuni agenti iraniani e due terroristi Hezbollah. Le autorità militari israeliane hanno invitato tutte le comunità civili entro 4 km dal confine libanese a riaprire i rifugi antiaerei e i residenti ad evitare di avvicinarsi alla barriera di sicurezza anche per lavori agricoli. In serata le Forze di Difesa hanno dato il cessato allarme alle comunità nel nord.

Colonna di fumo presso il moshav Avivim, dopo l’attacco Hezbollah dal Libano meridionale (clicca per ingrandire)

 

Secondo quanto riferito da Times of Israel, il Qatar ha annunciato domenica il dimezzamento dei suoi finanziamenti per le forniture di carburante alla centrale elettrica di Gaza, proprio quando Israele aveva ripristinato le forniture complete dopo averle tagliate la scorsa settimana a seguito di una raffica di lanci di razzi palestinesi. Le fonti citate non chiariscono il motivo, mentre sia Israele che Hamas starebbero cercando di avere chiarimenti da Doha, che in questo modo romperebbe unilateralmente un accordo raggiunto con Onu.