Una nuova chance per l’Unifil

Dopo aver trasformato i caschi blu in Libano nello zimbello della regione, finalmente il comandante Beary è in partenza. Gli succede l’italiano Stefano Del Col che potrebbe ripristinare credibilità e deterrenza

Di Ron Prosor

Ron Prosor, autore di questo articolo

Che liberazione! Queste sono le più adatte parole di commiato per il generale Michael Beary, il comandante dell’Unifil (la Forza interinale dell’Onu nel Libano meridionale) che ha appena terminato il suo mandato di quattro anni.

Beary aveva un compito da assolvere: impedire a Hezbollah di schierarsi a sud del fiume Litani. Ma si è costantemente rifiutato di far rispettare questo divieto, continuando a ripetere che i terroristi libanesi che si muovono a sud del fiume non sono altro che pastori e cacciatori. Perfino nelle sue interviste d’addio non è riuscito a pronunciare la parola Hezbollah.

La rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha strigliato Beary per essersi sottratto al suo dovere, definendolo “cieco” di fronte all’evidenza e una vergogna per l’organismo che lo aveva incaricato. La condotta di Beary è anche la ragione per cui l’anno scorso ho personalmente guidato una campagna internazionale per farlo sostituire. Ora le Nazioni Unite hanno nominato al suo posto il generale Stefano Del Col, un italiano, che assume l’incarico martedì 7 agosto.

Mi auguro che la parola Hezbollah sia venuta fuori, quando il comandante uscente e quello in arrivo si sono seduti per discutere il passaggio di consegne. Ma dal momento che non c’è modo di confidare che Beary abbia svolto a dovere questo compito fondamentale, mi permetto di suggerire alcune modalità con cui il nuovo comandante potrebbe svolgere efficacemente la propria missione.

Il generale Stefano del Col

Egregio generale Del Col, non sono così ingenuo da pensare che l’Unifil da sola possa rimuovere Hezbollah dal sud del Libano, e nessuno si aspetta che lei sfidi apertamente quell’organizzazione terroristica. Ma ecco quello che potrebbe e dovrebbe fare.

Innanzitutto, si adoperi per far valere il suo mandato là dove prescrive di “adottare tutte le misure necessarie, nelle aree di schieramento delle forze Unifil e nella misura in cui lo ritiene entro i limiti delle sue capacità, per assicurare che la sua area di operazioni non sia utilizzata per attività ostili di alcun tipo”. Attualmente le truppe Unifil hanno troppa paura per operare dopo il tramonto e si rifiutano semplicemente di entrare nelle aree controllate da Hezbollah.

In secondo luogo, lei dovrebbe usare gli strumenti che ha a disposizione. Non sono sicuro che Beary le abbia parlato dei droni che le sue truppe hanno in deposito. Possono monitorare le attività di Hezbollah e trasmettere i filmati a sale di controllo in tutto il mondo, con un rischio quasi nullo per le sue truppe sul terreno. È ora che lei tiri fuori quei droni dai loro contenitori e inizi a usarli.

La terza cosa che dovrebbe fare è riferire in modo accurato tutti i risultati del monitoraggio. Lei sta per assumere il comando di una forza Onu che ha toccato un punto molto basso. Il tuo predecessore è diventato lo zimbello della regione e ne ha minato la credibilità e la deterrenza. Non sorprende che nessuno da queste parti prenda minimamente sul serio la forza Unifil. Ripristinare la sua credibilità ne ripristinerà anche la forza deterrente.

(Da: Israel HaYom, 6.8.18)

Caschi blu spagnoli dell’Unifil fotografati il 23.5.15 nella piazza Ashoura di Nabatieh (Libano meridionale) dove Hezbollah si apprestava a tenere la cerimonia annuale per celebrare il ritiro di Israele dal sud del Libano del 24 maggio 2000 (fonte: Mohammed Zaatari per The Daily Star)

 

Lanciarazzi Grad da 122 mm fotografi lo stesso giorno nella stessa piazza di Nabatieh, in vista della cerimonia celebrativa di Hezbollah (fonte: Mohammed Zaatari per The Daily Star)