Violento attacco dei leader ultra-ortodossi contro Bennett: “Disonora la kippà, mette in pericolo lo stato ebraico”

La risposta del premier designato: “Una scomposta scenata isterica: non saranno gli haredim a insegnarmi cos'è l'ebraismo e cos’è il sionismo”

Il leader di Yamina e premier designato Naftali Bennett durante una conferenza stampa domenica alla Knesset

In una conferenza stampa congiunta martedì pomeriggio, i vertici dei partiti israeliani haredi (ultra-ortodossi) Shas ed Ebraismo Unito della Torà hanno lanciato uno violentissimo attacco verbale contro il leader del partito Yamina (A destra) e primo ministro designato, Naftali Bennett. Con il previsto insediamento, domenica, del governo detto “del cambiamento” e il passaggio all’opposizione dei due partiti ultra-ortodossi, i leader haredi si sono spinti al punto di definire Bennett “malvagio” e sostenere che le politiche del suo nascituro governo metteranno in pericolo lo stato ebraico. Bennett ha liquidato l’attacco come una “scomposta e imbarazzante scenata isterica” e ha promesso che il suo governo rispetterà e salvaguarderà la vita religiosa nel paese.

Gli accordi di coalizione firmati dai partiti che sostengono il nuovo governo devono ancora essere formalmente resi pubblici, ma stando a quanto si è finora saputo potrebbero includere la promozione di una legge relativa al servizio di leva obbligatorio per una quota di studenti ultra-ortodossi finora esentati e per uno spazio misto di preghiera al Muro Occidentale (“del pianto”), più una serie di eventuali riforme su conversioni all’ebraismo, unioni civili, trasporti pubblici e maggiore apertura di servizi commerciali durante lo Shabbat, modifiche ai Comitati di nomina dei rabbini-capo, supervisione della kashrut (normativa alimentare).

A fronte di queste ipotesi, il leader dello Shas Aryeh Deri ha dichiarato che il governo guidato da Bennett “distruggerà e rovinerà tutto ciò che abbiamo preservato per millenni: distruggerà lo Shabbat, la conversione, il Gran Rabbinato, la kashrut e farà a pezzi il popolo d’Israele. Per amore della sua ambizione personale – ha continuato Deri – Bennett sta buttando via tutto ciò che è importante per il popolo ebraico. Lo stato ebraico è in pericolo, Israele sta cambiando volto, carattere e identità. Questa non è separazione tra stato e religione, questo è estirpare la religione dallo stato”.

Da sinistra (seduti): Yaakov Litzman e Moshe Gafni, di Ebraismo Unito della Torà, e il leader di Shas, Aryeh Deri, durante la conferenza stampa alla Knesset di martedì

“I nomi dei malvagi marciranno” ha rincarato il leader di Ebraismo Unito della Torà, Moshe Gafni, parlando di Bennett e del leader di Yesh Atid, Yair Lapid. “Scuoteremo cielo e terra contro il comportamento di quest’uomo che fa mostra di indossare la kippà – ha continuato Gafni riferendosi a Bennett – Fin dall’inizio sapevamo che è questo ciò che vuole: vuole un governo laico, antireligioso”. Gafni, che ha definito l’accordo di coalizione “un atto blasfemo”, ha affermato che i partiti haredi non permetteranno a Bennett di nominare rabbini nazionalisti-religiosi (dunque sionisti, anziché ultra-ortodossi) a capo dei Consigli religiosi locali o del Gran Rabbinato. “Non lo permetteremo in alcun modo – ha proclamato – Sarà guerra su tutti i fronti, e non ci sarà niente che possa fare questo malvagio”. Gafni ha esortato gli elettori di Yamina e gli altri nazionalisti-religiosi a “epurare queste persone tra di voi in modo che vengano scomunicate e ostracizzate”.

Aryeh Deri (Shas) ha condannato la creazione di un governo “grazie a portatori di kippà accecati dalla sete di potere, che finiranno col realizzare i vecchi sogni [laici] di Meretz, Laburisti, Lapid, Liberman e del movimento [ebraico] riformato”. Yaakov Litzman, di Ebraismo Unito della Torà, ha affermato che il governo in arrivo è “un governo di estrema sinistra che ha perso la bussola, senza più valori e senza più coscienza”. Litzman ha definito Bennett un ebreo “riformato”, un termine altamente dispregiativo negli ambienti haredi (ultra-ortodossi). “Se sottoscrive tutti questi accordi di coalizione, è reform – ha detto Litzman – Dovrebbe togliersi la kippà, che lui disonora, così almeno la gente potrebbe capire che è reform”. L’ebraismo riformato è un movimento religioso, particolarmente diffuso negli Stati Uniti, che ha modificato o relativizzato molte norme o pratiche tradizionali ebraiche nello sforzo di modernizzare l’ebraismo.

Naftali Bennett si è detto deluso e amareggiato per le invettive dei dirigenti haredi. “Questo genere di dichiarazioni non si guadagnano alcun rispetto – ha detto Bennett in una nota – e riflettono una perdita di controllo. Solo un anno fa, quando venne formato l’attuale governo di unità [Netanyahu-Gantz], Yamina rimase fuori e gli haredim vi entrarono. Nessuno mi ha sentito ingiungere a Gafni di togliersi la kippà. C’era un governo, noi non ne facevamo parte e la mattina dopo il sole è sorto normalmente. Non saranno i parlamentari ultra-ortodossi a insegnarmi cos’è l’ebraismo e certamente non mi insegneranno cos’è il sionismo – ha continuato Bennett – Come primo ministro, mi prenderò cura della società ultra-ortodossa e del mondo della Torà. Ai cittadini haredi, ripeto: non avete nulla da temere. Al contrario, quest’ultimo anno ha dimostrato che siete voi quelli che pagano il prezzo, persino con la vita, per una cultura politica di negligenza, clientelismo e perpetuazione dei problemi” ha proseguito Bennett riferendosi alla cattiva gestione della pandemia da parte dei partiti haredi. “Se poi l’intenzione di questa scenata isterica era quella di dissuaderci dall’istituire una commissione d’inchiesta sul disastro di Meron, non funzionerà: sono morte quarantacinque persone e qualcuno dovrà dare delle risposte”, ha aggiunto Bennett riferendosi al fatto che i partiti haredi hanno finora bloccato i tentativi di istituire una commissione d’inchiesta sulla tragedia avvenuta ad aprile nel sito religioso in Galilea, e che si ritiene sia stata causata da un’infrastruttura fatiscente trascurata per anni a causa di litigi politici tra diversi leader ultra-ortodossi.

L’alleanza di otto partiti che sostiene il governo “del cambiamento” guidato da Bennett e Lapid dovrebbe ottenere domenica la fiducia della Knesset potendo contare su una maggioranza di 61 voti contro 59. Gli accordi della coalizione devono essere formalmente consegnati alla Knesset e resi pubblici entro venerdì.

(Da: Times of Israel, YnetNews, Jerusalem Post, israele.net, 8.6.21)