Amos Gilad: «Israele deve prendere sul serio tutte le minacce»

C'è il rischio che i missili russi S-300 finiscano nelle mani di Hezbollah e Iran.

image_3739I sofisticati sistemi di missili anti-aerei S-300 che la Russia si è impegnata a consegnare alla Siria potrebbero arrivare ai terroristi sciiti libanesi filo-iraniani Hezbollah, e anche ad altri. Lo dice Amos Gilad, capo del ramo sicurezza diplomatica del Ministero della Difesa israeliano, intervistato dalla tv Canale Due.
“Si tratta di sistemi d’arma estremamente pericolosi – afferma l’alto funzionario della difesa israeliana – Se Hezbollah e Iran sostengono il regime siriano, perché questi non dovrebbe trasferire tali armi a Hezbollah? E ciò rappresenta una minaccia per Israele, una minaccia per le forze americane e una minaccia per il Golfo Persico”.
Il riferimento di Amos Gilad al Golfo Persico sembra costituire un velato avvertimento che la Siria potrebbe trasferire i missili S-300 anche all’Iran. Teheran avrebbe dovuto ricevere dalla Russia una fornitura di queste batterie nel 2010 se le pressioni americane e israeliane non avessero fatto saltare il contratto.
“Israele deve salvaguardare la sicurezza dei suoi cittadini” aggiunge Gilad, facendo notare come Hezbollah sia di fatto più stabile rispetto al regime siriano e, dal momento che Damasco ha già trasferito a Hezbollah missili tipo Scud, c’è motivo di credere che gli S-300 possano seguire lo stesso percorso dalla Siria al Libano.
A proposito della guerra civile siriana, entrata ormai nel suo terzo anno, Gilad afferma che il regime di Assad “per sopravvivere, sta uccidendo sistematicamente la sua stessa gente”. Le forze del regime, sottolinea, hanno già sparato tra i 200 e i 300 missili su centri abitati dalla propria popolazione”. Israele, che in fondo è un piccolo paese, non può influire sulla “terribile carneficina che si sta consumando laggiù”.
Gilad ha anche commentato il servizio del britannico Sunday Times che citava un anonimo alto ufficiale israeliano secondo il quale Israele preferirebbe che Assad rimanesse al potere. “Non è quello che dice la nostra Intelligence militare – afferma Gilad – Certamente non è questa la nostra posizione ufficiale. La nostra posizione è che dobbiamo prenderci cura della nostra sicurezza”.
A proposito della minaccia fatta nel fine-settimana dal vice capo di stato maggiore iraniano, Masoud Jazari, che ha giurato di trasformate le alture del Golan in una zona di attività terroristiche anti-israeliane, Gilad dice: “Noi siamo un piccolo paese che deve battersi su molti fronti. L’Iran, da qualunque parte lo si guardi, rappresenta la minaccia centrale. Ha lacerato il Libano e vi ha piazzato quasi 100mila razzi, creando di fatto uno stato dentro lo stato. E ha lacerato l’Autorità Palestinese: oggi nella striscia di Gaza esiste un Hamastan, un’entità terrorista fondamentalista sunnita. Non appena l’Iran riuscirà a dotarsi di armi nucleari, è facile immaginare cosa accadrà: queste minacce diventeranno molto peggiori”.
Gilad spiega che Israele deve prendere sul serio tutte le minacce iraniane, dirette e indirette, e aggiunge che in questo momento la zona di confine con la Siria rappresenta una situazione fluida. E conclude: “Dobbiamo contare sulla nostra forza di deterrenza. Non sfugga il periodo di quiete che abbiamo avuto attorno alla festività di Shavuot, la scorsa settimana. Dopo tutto, abbiamo forza deterrente e potenti forze armate che è bene che siano percepite come tali”.

(Da: Jerusalem Post, 18.5.13)

Nella foto in alto: batteria S-300 di produzione russa

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Un rischio giustificato e indispensabile. Da anni l’Iran conduce una strategia su due binari, imponendo a Israele una guerra difficile e dispendiosa

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http://www.israele.net/articolo,3720.htm