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E se Anna Frank avesse avuto una videocamera anziché un diario? Il 30 marzo la Casa-Museo “Anne Frank” di Amsterdam ha iniziato a postare su YouTube i 15 episodi (di 5-10 minuti l’uno) che raccontano la vicenda dell’adolescente ebrea rimasta chiusa nell’alloggio segreto più di due anni finché fu scoperta e deportata dai nazisti a Bergen-Belsen, dove morì prima di compiere i 16 anni. Nel “video-diario” di Anna Frank tutto viene riprodotto fedelmente (luoghi, persone, eventi) salvo la presenza della videocamera. Gli episodi, girati in olandese, sono disponibili con sottotitoli in inglese, spagnolo, portoghese, tedesco. “Il modo in cui leggiamo il diario di Anna è sempre influenzato dalle nostre stesse vite – ha detto a Times of Israel il direttore del museo, Ronald Leopold – Di questi tempi, anche la pandemia influenzerà il modo in cui le persone leggono il diario”. Il progetto, partito più di un anno fa, cade al momento gusto, secondo Leopold, in particolare per gli insegnanti costretti a fare scuola a distanza.

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Il Waqf (ente gestore del patrimonio islamico) di Gerusalemme ha postato martedì sulla sua pagina Facebook ufficiale delle foto che mostrano i suoi dipendenti che eseguono scavi non autorizzati sul Monte del Tempio, con la seguente didascalia: “Nonostante la chiusura della moschea al-Aqsa e dell’Haram esh-Sharif [Monte del Tempio] a causa del coronavirus, il personale, i lavoratori e le guardie della moschea di al-Aqsa continuano il loro duro lavoro”. Per via della natura estremamente delicata del Monte del Tempio, tutti gli scavi nel sito devono essere approvati sia dal Waqf che dalla Authority israeliana per le antichità. Ma il Waqf ha una lunga storia di scavi illegali, in particolare nel 1999 quando movimentò più di 9.000 tonnellate di terra nel totale disprezzo per i preziosi reperti archeologici in essa contenuti (per lo più relativi alla storia ebraica, ma non solo) una parte dei quali viene ora faticosamente recuperata grazie al progetto israeliano Temple Mount Sifting (setaccio).

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La disoccupazione in Israele continua a crescere a causa della crisi covid-19, ma a un ritmo più lento. Nella giornata di mercoledì 7.200 israeliani si sono registrati come disoccupati (contro i 35.668 della giornata precedente), portando il tasso di disoccupazione al 24,6% della forza lavoro. Giovedì sera il tasso di disoccupazione è salito a 24,9%, per un totale di 1.036.586 israeliani senza lavoro.

Sabato 4 aprile alle 19.00 (ora italiana) la cantante israeliana Noa (Achinoam Nini), insieme al chitarrista Gil Dor, terrà un concerto in streaming trasmesso sui canali social di Bergamo Jazz e I-Jazz nell’ambito di una iniziativa lanciata insieme a Bergamo Jazz Festival e alla Fondazione  Teatro  Donizetti con l’obiettivo di sostenere l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo attraverso la raccolta fondi promossa dalla onlus Cesvi. In un video postato su Facebook, Noa ricorda il rapporto personale e professionale che la lega a Bergamo, una città e un territorio particolarmente colpiti in queste settimana dall’epidemia covid-19. Tra le vie e le piazze di Città Alta venne infatti girato nel 2000 il video di “La vita è bella”, la canzone scritta da Nicola Piovani per l’omonimo film di Roberto Benigni.

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Sono riprese mercoledì, e potrebbero durare tutta la notte, le trattative tra Likud e Blu-Bianco per la formazione di un governo di unità nazionale. I colloqui vertono sulla distribuzione dei ministeri e su aspetti programmatici, come la questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Circa 350 insegnanti delle Forze di Difesa israeliane si prendono cura dei figli in età scolare di medici e paramedici che non possono seguirli nei loro studi da casa perché impegnati al massimo nella battaglia contro l’epidemia da coronavirus. Il progetto è stato annunciato mercoledì dal Ministero della difesa israeliano.

Per la prima volta nella storia d’Israele il numero di disoccupati ha superato il milione, pari al 24,1% della forza lavoro. Mercoledì mattina il numero totale di persone in cerca di lavoro è salito infatti a 1.004.316, con un aumento di 843.945 unità dall’inizio di marzo. Nella giornata precedente si erano registrate 35.668 persone in cerca di lavoro, circa il 49% in più rispetto a lunedì. In pratica, un lavoratore su quattro in Israele è attualmente disoccupato. All’inizio di marzo, il tasso di disoccupazione in Israele era solo del 3,9%. Complessivamente, l’89,7% delle nuove persone in cerca di lavoro si trova in congedo non retribuito, mentre il 6,4% è stato licenziato. Prima dell’inizio della crisi sanitaria, solo il 3% delle persone in cerca di lavoro era in congedo non retribuito.

Anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha elogiato la cooperazione israelo-palestinese nella lotta per arrestare la diffusione del coronavirus. Lo ha riferito martedì sera l’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon.

31 marzo 2020: addetti alle pulizie della Municipalità di Gerusalemme disinfettano l’area del Muro Occidentale (“del pianto”) come misura anti-coronavirus.

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30 marzo 2020: dipendenti della Municipalità di Gerusalemme disinfettano il piazzale antistante l’ingresso alla Chiesa del Santo Sepolcro come misura contro la diffusione del coronavirus.

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