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Israele si è offerto lunedì mattina di inviare squadre di soccorso in Turchia per aiutare nella ricerca di sopravvissuti al devastante terremoto che durante la notte ha colpito Turchia e Siria. Il ministro della difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dato disposizione alle Forze di Difesa di prepararsi immediatamente a fornire aiuti di emergenza attraverso le unità di soccorso internazionale del Comando Fronte Interno, in coordinamento con il Ministero degli esteri. Nella mattinata di lunedì il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele è pronto a estendere i suoi aiuti anche alle vittime siriane.

Diversi di terroristi di una cellula di Hamas sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco lunedì mattina vicino a Gerico lunedì. Lo scorso 28 gennaio due palestinesi armati avevano tentato di compiere un attentato sparando a raffica sui 30 avventori presenti in un ristorante vicino al raccordo Almog, presso Jericho. Quando l’arma si era inceppata, i due erano fuggiti in auto verso Gerico. Da allora le forze di sicurezza israeliane li hanno attivamente ricercati fino ad individuare un’abitazione nel campo palestinese di Aqabat Jabr, adiacente a Gerico, dove i due si erano asserragliati con armi e complici in attesa di compiere altri attentati. Lunedì mattina, quando le truppe israeliane sono intervenute per arrestarli è scoppiato lo scontro a fuoco durante il quale sono morti diversi membri della cellula di Hamas, compresi i due ricercati.

Il presidente del Consiglio di sovranità transitorio del Sudan, generale Abdel Fattah al-Burhan, ha ricevuto giovedì a Khartoum il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen per la prima visita ufficiale di un diplomatico israeliano nel paese arabo africano. Scopo dell’incontro, secondo fonti sudanesi, portare avanti la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi e discutere di questioni militari e di sicurezza. Il Sudan ha accettato in linea di principio di normalizzare i legami con Israele nel quadro degli Accordi di Abramo del 2020, ma il processo non è stato ancora completato.

2 febbraio 2023: il generale sudanese Abdel Fattah Al-Burhan (a destra) riceve il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen nella capitale Khartoum (clicca per ingrandire)

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presenziato all’apertura, giovedì a Ramat Gan, della prima ambasciata del Ciad in Israele. “Stiamo rafforzando la nostra amicizia e i nostri interessi comuni nel perseguire la pace, la sicurezza e la prosperità” ha detto Netanyahu al presidente ciadiano Mahamat Idriss Deby Itno, in vista in Israele per la storica occasione. Durante il suo ultimo mandato come primo ministro, Netanyahu si recò in Ciad nel 2018, un anno prima di rendere pubblici i legami riservati tra i due paesi. La normalizzazione delle relazioni fra Israele e il paese centrafricano a maggioranza islamica è stata vista come una svolta nei legami fra Israele e Africa, oltre a costituire un precedente per gli Accordi di Abramo del 2020 con cui Israele ha normalizzato i rapporti con quattro stati arabi.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente del Ciad Mahamat Déby all’inaugurazione dell’ambasciata ciadiana in Israele (clicca per ingrandire)

Otto mesi dopo essere stato gravemente ferito da un colpo d’ascia alla testa durante un attacco terroristico nella giornata dell’Indipendenza d’Israele, è morto nella notte di mercoledì Shimon Maatuf, di 75 anni. Sale così a quattro il numero delle persone assassinate a colpi di ascia e coltello da due terroristi palestinesi lo scorso 5 maggio, nella città di Elad (Israele centro). Dopo una caccia all’uomo durata 60 ore, i due terroristi vennero arrestati in un’area boschiva a circa un km dal luogo dell’attentato.

Un razzo palestinese lanciato mercoledì pomeriggio dalla striscia di Gaza verso la città israeliana di Sderot è stato intercettato in tempo dal sistema difensivo “Cupola di ferro”. Un’israeliana sulla cinquantina si è ferita mentre correva verso il rifugio antiaereo. Il lancio è stato rivendicato dalla Jihad Islamica Palestinese. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo obiettivi terroristici a Gaza.

Nonostante il parere contrario di alcuni membri della coalizione, mercoledì il governo israeliano ha chiesto alla Corte Suprema una proroga di 4 mesi dell’ingiunzione di sgombero del villaggio beduino illegale di Khan al-Ahmar, poco a est di Gerusalemme. E’ la nona volta che il governo chiede un rinvio da quando nel 2018 la Corte ha decretato la demolizione dell’agglomerato di baracche e tende improvvisate che ospita circa 200 residenti beduini abusivi pericolosamente a ridosso di un’autostrada. Secondo i resoconti di stampa, la decisione di chiedere il rinvio è stata voluta dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Gli avversari della decisione affermano che lo sgombero viene ripetutamente rinviato per evitare un incidente internazionale dal momento che il villaggio illegale è pubblicamente sostenuto da attivisti per i diritti umani, gruppi pro-palestinesi e dall’Unione Europea.