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“Insieme alla Repubblica Islamica, siamo sulla strada che porta a combattere l’entità sionista e tutti gli arroganti”. Lo ha detto domenica il numero due di Hamas, Saleh al-Arouri, citato dall’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars, durante un incontro a Teheran con Kamal Kharazi, capo del Consiglio strategico iraniano per le relazioni estere. Al-Arouri è giunto sabato nella capitale iraniana con altri capi di Hamas (tra cui Moussa Abu Marzouk, Maher Salah, Husam Badran, Osama Hamdan, Ezzat al-Rishq e Ismail Radwan) per una visita di più giorni durante la quale sono in programma incontri con tutti i massimi dirigenti del regime khomeinista. Incontrando lunedì la Guida Suprema dell’Iran, ayatollah Ali Khamenei, al-Arouri ha detto che “Hamas rappresenta la prima linea dell’Iran”. Dal canto suo Khamenei ha affermato che l’Iran non rinuncerà mai alla propria posizione sulla Palestina spiegando che sostenere i palestinesi “è una questione ideologica e religiosa”, e ha ribadito la condanna del piano di pace Usa dicendo che per opporvisi i palestinesi oggi dispongono “non solo di sassi ma di missili precisi” e che questo costituisce il progresso di cui i palestinesi hanno bisogno. “Il ritorno di quella terra santa al mondo dell’islam – ha aggiunto Khamenei – non è una cosa strana né irraggiungibile”, così come l’obiettivo del capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, di conquistare la moschea al-Aqsa sul Monte del Tempio di Gerusalemme “per noi è un’aspirazione assolutamente concreta e realizzabile”.

La Guida Suprema dell’Iran, ayatollah Ali Khamenei, ha detto lunedì che il piano Usa per porre fine al conflitto tra Israele e palestinesi mediante uno sviluppo economico alimentato da massicci investimenti internazionali costituisce “un complotto pericoloso che mira a eliminare l’identità palestinese usando il denaro”. Lo ha riferito il sito web dello stesso Khamenei.

 

L’Unione Europea ha permesso a Khaled Barakat, noto membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), di parlare al Parlamento europeo a Bruxelles nonostante il fatto che l’Fplp sia stato designato gruppo terrorista dalla stessa Unione Europea, oltre che da Usa, Canada, Giappone, Australia e Israele. Barakat, membro dell’Fplp e della ong pro-BDS Samidoun, legata all’Fplp, ha parlato questo mese al Parlamento europeo su invito del neo-eletto eurodeputato spagnolo Manu Pineda, a sua volta un attivista BDS che nell’aprile 2013 pubblicò da Gaza su Facebook una foto insieme a terroristi Fplp con armi e volto coperto. Pineda è anche membro fondatore dell’associazione Unadikum, che afferma di battersi per i diritti umani ma sostiene la lotta violenta, e nel novembre 2012 ha incontrato il capo di Hamas Ismail Haniyeh pubblicando una foto insieme a lui, e nel 2015 ha commemorato sul proprio account Instagram l’ex segretario generale del Fplp, Abu Ali Mustafa, accusato d’essere la mente di una decina di attentati con autobomba in Israele tra il 2000 e il 2001. Durante un incontro nel 2016 in Sudafrica citato da giornali palestinesi, Barakat dichiarò che l’obiettivo della ong pro-BDS Samidoun è “rovesciare il progetto del movimento sionista e costruire una Palestina su tutto il territorio nazionale”.

2013: selfie di Manu Pineda con terroristi Fplp (clicca per ingrandire)

2012: Manu Pineda a Gaza con il capo di Hamas Ismail Haniyeh (clicca per ingrandire)

Polizia e servizi di sicurezza israeliani hanno comunicato d’aver arrestato un 20enne originario della città prevalentemente beduina di Rahat, nel sud di Israele, accusato d’aver progettato un attacco terroristico contro un hotel nella città di Ashdod. L’uomo, sostenitore di Hamas, aveva già acquistato materiali per produrre un ordigno ed era in possesso di almeno cinque bombe a mano e un fucile.

Dando seguito a una sentenza dello scorso giugno della Corte Suprema, le autorità israeliane hanno demolito lunedì a Gerusalemme est una decina di edifici illegali, per la maggior parte non finiti e non occupati. “La demolizione degli edifici illegali e per lo più disabitati a Wadi Al Hummus, nel sobborgo Sur Baher di Gerusalemme – ha detto in un comunicato il ministro della sicurezza pubblica Gilad Erdan – è stata approvata dall’Alta Corte di Giustizia israeliana, che ha stabilito che l’edificazione illegale [in quell’area] costituisce una seria minaccia alla sicurezza e può fornire copertura ad attentatori suicidi e altri terroristi che si nascondono tra la popolazione civile e mettono in pericolo la vita di civili e forze di sicurezza. La Corte ha anche stabilito in modo inequivocabile che coloro che costruivano nella zona della barriera di sicurezza sapevano che era vietato farlo e hanno consapevolmente infranto la legge”. Lunedì un portavoce dell’External Action Service dell’Unione Europea ha condannato le demolizioni definendole “illegali secondo il diritto internazionale”. Il ministro israeliano Erdan ha seccamente respinto la condanna scrivendo su Twitter: “Come al solito i portavoce UE si sono bevuti le menzogne dei palestinesi senza nessun esame approfondito. Quando una costruzione abusiva presenta una minaccia alla sicurezza Israele ha l’autorità, anche in base agli Accordi di Oslo, di far rispettare la legge. Anche la Corte Suprema si è pronunciata in questo senso. I palestinesi hanno intenzionalmente costruito quelle case a ridosso della barriera di sicurezza. Vale la pena sottolineare che i residenti stessi volevano trasferirsi sul lato ovest [israeliano] della barriera e proprio per loro la barriera venne deviata verso est. Dopodiché hanno iniziato a costruire illegalmente in una zona situata dentro Gerusalemme”.

“I nostri missili possono colpire tutto Israele e la leadership dell’entità sionista lo sa”. Lo ha detto Il capo di Hamas, Ismail Haniyeh, in un incontro nel fine settimana con giornalisti turchi in videoconferenza dal suo ufficio di Gaza. Haniyeh ha aggiunto: “Ci opponiamo a uno stato palestinese indipendente sui confini del 1967 anche se Hamas accetta uno stato palestinese su confini temporanei: ma questo non costituisce una concessione da parte di Hamas sul resto della Palestina”.

L’ambasciatore israeliano negli Usa Ron Dermer ha detto che Israele non impedirà alle congressiste Usa Ilhan Omar e Rashida Tlaib di entrare in Israele il prossimo mese nonostante siano entrambe dichiarate sostenitrici del movimento BDS (boicottaggio contro Israele). In base a una legge approvata nel 2017, le autorità israeliane possono proibire l’ingresso a cittadini stranieri che “di proposito esortano pubblicamente a boicottare lo stato d’Israele”. Il Ministero degli esteri, tuttavia, può raccomandare una deroga per motivi diplomatici nel caso di politici o funzionari governativi. Israele accusa il movimento BDS di mascherare dietro la campagna per il boicottaggio il suo autentico obiettivo di delegittimare e cancellare lo stato ebraico.

I palestinesi in Libano che protestano contro le nuove restrizioni sul lavoro imposte dalle autorità di Beirut hanno ricevuto l’ordine da Fatah di limitare le loro manifestazioni all’interno dei campi profughi e di astenersi da violenze e dall’incendio di pneumatici. Ne ha dato notizia il giornale al-Joumhouria.

L’Argentina ha ufficialmente classificato Hezbollah come organizzazione terroristica e ne ha congelato i beni. L’annuncio è giunto in coincidenza con il 25esimo anniversario dell’attentato suicida del 18 luglio 1994 all’AMIA, sede della comunità ebraica argentina a Buenos Aires (85 morti, più di 300 feriti), attribuito dalle autorità argentine a Hezbollah, così come l’attentato suicida che aveva colpito due anni prima l’ambasciata israeliana nella capitale argentina (30 morti, 242 feriti).

Manifestazione di famigliari delle vittime dell’attentato di Hezbollah all’AMIA del 1994 (clicca per ingrandire)

Con un totale di 4.873 giorni a capo del governo israeliano nell’arco di 13 anni, il 69enne Benjamin Netanyahu ha ufficialmente superato il precedente record di David Ben Gurion ed è diventato il premier più longevo della storia di Israele. Netanyahu è stato primo ministro tra il 1996-1999 e poi di nuovo dal 2009.