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Il presidente d’Israele Isaac Herzog ha acceso la prima candela di Hanukkah domenica sera a Hebron (Cisgiordania). “Il legame storico degli ebrei con Hebron, con la Tomba del Patriarca, con l’eredità dei patriarchi e delle matriarche è indiscutibile – ha detto Herzog – Il riconoscimento di questo legame deve essere al di là di ogni controversia”. Allo stesso tempo, Herzog ha fatto appello all’eredità condivisa da ebrei e musulmani, nonostante le tensioni sempre presenti nella città. “Tutti abbiamo radici condivise in questa Grotta – ha detto – e dobbiamo ricordare che le nostre radici non sono le uniche che risalgono a questa Grotta. Soprattutto oggi, e soprattutto qui, in questo spazio sacro dedicato a tutti i figli di Abramo, dobbiamo continuare a sognare la pace fra tutte le fedi e i credi su questa terra, e condannare ogni tipo di odio o violenza”. Hamas aveva minacciato violenze, dopo l’annuncio che il presidente Herzog avrebbe acceso la prima candela di Hanukkah alla Grotta dei Patriarchi, un luogo santo venerato sia dagli ebrei che dai musulmani. Per 700 anni l’accesso alla Grotta dei Patriarchi di Hebron, allora sotto controllo musulmano, venne vietato agli ebrei, che potevano salire a pregare solo fino al settimo gradino della scala esterna. Venerdì scorso l’alto esponente di Hamas Ismail Radwan aveva definito l’accensione della candela “una provocazione contro i sentimenti dei palestinesi e una spudorata profanazione della santità della moschea”.

Il presidente Isaac Herzog accende domenica sera la prima candela di Hanukkah presso la Grotta dei Patriarchi a Hebron (clicca per ingrandire)

Variante Omicron. Le autorità israeliane hanno deciso di re-imporre per almeno 14 giorni diverse restrizioni anti-pandemia, in particolare il blocco degli ingressi nel paese di tutti gli stranieri salvo casi eccezionali, il ripristino della quarantena obbligatoria per tutti i rimpatriati, il tracciamento telefonico da parte dei servizi di sicurezza dei casi confermati di Omicron e l’obbligo di green pass in tutti i luoghi al chiuso con 50 persone o più. “Vogliamo preservare il grande successo conseguito contro la variante Delta – ha detto il primo ministro Naftali Bennett – cioè un paese aperto, con un’economia funzionante e un sistema educativo attivo con gli alunni che vanno a scuola. Questa è la priorità”. Il ministro della salute Nitzan Horowitz ha detto che Israele tiene “sotto controllo” la variante Omicron del coronavirus. “Ci aspettavamo che sarebbe apparsa qualche nuova variante – ha detto Horowitz – Grazie alle nostre misure difensive e restrittive, abbiamo individuato rapidamente questa variante. Siamo stati fra i primi a trovarla e isolarla. La cosa è sotto controllo e non c’è motivo di farsi prendere dal panico”. Il Ministero della salute ha riferito domenica d’aver identificato in Israele una seconda persona portatrice della variante Omicron (una donna arrivata di recente dal Sudafrica). Alcuni altri casi sospetti, ma non ancora confermati, sono sotto osservazione.

Nonostante le nuove restrizioni anti-variante Omicron del coronavirus, Israele ospiterà il concorso di bellezza Miss Universo previsto per il 12 dicembre a Eilat. Lo ha dichiarato domenica il ministro del turismo, Yoel Razvozov, spiegando che verranno usate deroghe, eventualmente chiedendo ai partecipanti test tampone ogni 48 ore e altre misure precauzionali. “Sapremo come gestire questo evento trasmesso in 174 paesi, a cui Israele si è impegnato e che non possiamo cancellare”, ha detto Razvozov.

Israele è “molto preoccupato” che le potenze mondiali siano disposte a rimuovere le sanzioni contro l’Iran in cambio di “restrizioni insufficienti” al suo programma nucleare, consentendo così “un afflusso di miliardi di dollari” verso Teheran. Lo ha detto domenica il primo ministro israeliano Naftali Naftali Bennett alla vigilia della ripresa dei negoziati a Vienna. “Questo è il messaggio che stiamo trasmettendo in ogni modo sia agli americani che agli altri paesi che stanno negoziando con l’Iran”, ha aggiunto Bennett.

L’ex capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, Fereydoun Abbasi-Davani, ha fatto intendere che lo scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh lavorava effettivamente a un programma per armi nucleari, contraddicendo una fatwa in senso contrario emessa dalla Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Intervistato sabato dall’agenzia di stampa IRNA in occasione del primo anniversario dell’uccisione di Fakhrizadeh, Abbasi-Davani ha detto di aver lavorato con Fakhrizadeh sulla “difesa nucleare” e che lo scienziato aveva il compito non solo di difendere l’Iran, ma anche di sostenere i gruppi gregari sostenuti dall’Iran all’estero. Nel 2018, circa 100mila file trafugati dal Mossad da un archivio atomico segreto di Teheran hanno dimostrato che la Repubblica Islamica aveva mentito alla comunità internazionale negando di aver perseguito un programma nucleare militare.

In base a un’intesa fra le ministre dell’Assorbimento immigrati, Pnina Tamano-Shata, e dell’Interno, Ayelet Shaked, il governo israeliano ha approvato l’immigrazione di un ulteriore gruppo di 3.000 etiopi (e relative famiglie) che hanno già parenti di primo grado in Israele.

Un iraniano è stato arrestato in Kenya con l’accusa di pianificare attacchi terroristici contro obiettivi locali e israeliani. Lo ha scritto il quotidiano keniano The Star citando un alto funzionario dell’unità antiterrorismo della polizia, che ha affermato: “Abbiamo profilato lui e i suoi contatti per lungo tempo e abbiamo motivi sufficienti per ritenere che abbia operato con gruppi terroristici”. L’uomo è sospettato di essere un agente dell’intelligence iraniana incaricato di raccogliere informazioni su vari obiettivi. Il governo iraniano non ha risposto alle richieste di chiarimenti dal Kenya. Nel 2015 le autorità keniane arrestarono due iraniani accusati di pianificare un attentato a Nairobi. Nel giugno 2012, due iraniani vennero stati arrestati con 15 kg di esplosivo con cui intendevano compiere attentati nelle città del Kenya.

Una modella greca che aveva annunciato che avrebbe boicottato il concorso Miss Universo in Israele “in solidarietà con i palestinesi” non era nemmeno previsto che vi partecipasse. L’organismo responsabile della selezione della rappresentante greca ha affermato sabato che “la dichiarazione di Rafaela Plastira secondo cui non parteciperà al concorso di Miss Universo è falsa”. Stando a quanto postato su Facebook da Giorgos Kouvaris, presidente di Star & Mr GS Hellas, Plastira non era stata scelta per rappresentare la Grecia al concorso. Nel frattempo, Miss Sudafrica 2021 Lalela Mswane ha confermato sui social network che intende partecipare al concorso Miss Universo in Israele nonostante le pressioni esercitate su di lei dal governo sudafricano perché si ritiri.

Il 40% di tutti gli investimenti privati in tecnologia informatica viene investito in Israele. E’ quanto afferma il libro Cybermania scritto dal fondatore dell’Israel’s National Cyber Directorate Eviatar Matania, dell’Università di Tel Aviv, insieme al giornalista Amir Rapaport. “Nella cyber technology – afferma Matania, che è anche professore a contratto presso la Blavatnik School of Government dell’Università di Oxford – Israele è una potenza globale in cifra assoluta”.

Come preannunciato, il parlamento britannico ha approvato venerdì la norma che mette fuori legge l’organizzazione Hamas nella sua interezza in quanto “terroristica”.