Sezione: MITZPÉ: gli articoli del direttore Marco Paganoni

L’irriducibile propaganda di Abu Mazen pro terroristi e contro l’esistenza di Israele

C’è da augurarsi che qualunque prossima amministrazione americana abbia abbastanza acume politico e onestà intellettuale per tenere conto di questa realtà

Di Marco Paganoni

Probabilmente molti in Occidente pensano che i sentimenti di orrore e di condanna per il massacro degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del settembre 1972 siano un fatto universale, un po’ come il raccapriccio e la riprovazione per le agghiaccianti decapitazioni in video o il turpe mercato di schiave del sesso yazide perpetrati pochi anni fa dall’Isis.

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Libri che vorremmo leggere in italiano

Ma che non si trovano, nonostante l’editoria del nostro paese sia abbastanza prodiga di traduzioni quando si tratta di opere che distorcono la storia di Israele e del conflitto

Di Marco Paganoni

In questa stagione non c’è mass-media che non si senta in dovere di consigliare ai propri lettori un po’ di libri da “portarsi in vacanza” nel fiducioso assunto che in vacanza i lettori non abbiano molto altro da fare

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La guerra del ritorno

Due esponenti della sinistra sionista si sono riproposti di capire da dove nascono i reiterati rifiuti palestinesi. Ne è nato un libro la cui lettura è obbligatoria per chiunque voglia discutere seriamente la questione

Di Marco Paganoni

Nell’episodio 10 della terza stagione della geniale serie di cartoni animati Rick and Morty, compare un funzionario che dà questa notizia al presidente americano: “Israele e Palestina hanno annunciato una tregua permanente: hanno firmato una certa cosa chiamata Accordo Abbastanza Ovvio Se Ci Pensi”.

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L’inimmaginabile partita di calcio Australia-Palestina del 1939

Ovvero, le grottesche cantonate che rischia di pigliare chi fa scempio della storia pur di spogliare gli ebrei di identità e diritti

Di Marco Paganoni

L’ex parlamentare britannico George Galloway non è che un vecchio arnese del più vieto pregiudizio anti-israeliano. Se ci occupiamo di lui è solo perché è incorso in un infortunio web troppo gustoso per non essere ricordato, seppure a qualche mese di distanza.

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Quel poster sionista inopinatamente diventato un labaro dell’irredentismo palestinese

Il nazionalismo arabo palestinese si è forgiato ed è cresciuto sulla negazione della storia e della realtà degli ebrei in Palestina: un ostacolo formidabile sulla strada per la convivenza e la pace

Di Marco Paganoni

Esiste un poster degli anni ’30 che affascina i palestinesi tanto da essere diventato un’icona del loro irredentismo. Contiene un’accattivante immagine stilizzata della città vecchia di Gerusalemme accompagnata dalla scritta: Visit Palestine, “visitate la Palestina”. Ciò che sfugge ai tantissimi palestinesi e loro sostenitori che lo esibiscono orgogliosi nelle case, nei negozi, negli uffici o sui social network, è che si tratta di un poster squisitamente sionista.

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Rifiuto, odio, violenza. E’ questa la “nuova strategia” della futura leadership palestinese?

Lasciano poco spazio alla speranza le interviste a “intellettuali palestinesi indipendenti che chiedono un cambiamento”

Di Marco Paganoni

Da tempo le critiche più severe alla “corrotta, litigiosa e incompetente” leadership palestinese provengono dall'interno dello stesso mondo palestinese, tanto che quasi non fanno più notizia.

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Su Espansione TV: Gerusalemme città contesa

Una riflessione all'indomani della dichiarazione di Trump su Gerusalemme capitale d'Israele

. Il direttore di israele.net, Marco Paganoni, ha partecipato la sera di lunedì 11 dicembre su Espansione TV (Como e Italia settentrionale) a una puntata della trasmissione “Il Dariosauro”, condotta da Dario Campione, dedicata al tema “Gerusalemme città contesa”.

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Accusare se stessi pur di infangare Israele

Con grande sprezzo del ridicolo, Breaking the Silence attacca la giustizia israeliana per aver condotto proprio le indagini che la accusa sempre di non fare

Di Marco Paganoni

E’ stato assolto, dunque è colpevole. Colpevole d’avere spudoratamente mentito quando si è auto-accusato d’aver picchiato un palestinese innocente. Parliamo di Dean Issacharoff, portavoce del gruppo Breaking the Silence

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Che valore può avere un giornale che definisce Israele “pura malvagità, malvagità sadica, malvagità fine a se stessa”?

Il più screditato quotidiano israeliano è anche il più citato nelle rassegne internazionali. Ingenuità o malizia?

Di Marco Paganoni

La passione degli israeliani per il pluralismo e il libero dibattito delle idee si riflette anche nei loro giornali, che si fanno un punto d’onore di pubblicare editoriali che esprimono opinioni diverse fra loro e anche in contrasto con la linea generale della testata.

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