Sezione: News

La Russia ha tenuto il suo annuale ricevimento del “Giorno della Russia” nel Sergei Courtyard di Gerusalemme, più noto come Russian Compound: un complesso di edifici costruito alla fine del XIX secolo dalla Società Imperiale Ortodossa di Palestina per i pellegrini russi in visita in Terra Santa, nazionalizzato sotto il Mandato Britannico, ma donato da Israele alla Russia nel 2009 come gesto di amicizia. Finora la celebrazione del “Giorno della Russia” si era sempre tenuta a Tel Aviv. Questo è il primo anno in cui l’evento si svolge a Gerusalemme. La Russia ha riconosciuto Gerusalemme ovest come capitale di Israele nel 2017, pur ribadendo che la parte orientale della città dovrebbe essere riservata come capitale per un futuro stato palestinese. Anche il presidente Usa Donald Tramp, nella sua dichiarazione del 6 dicembre 2017 con cui riconosceva Gerusalemme come capitale d’Israele, precisava che ciò non significa “prendere posizione sui problemi relativi allo status finale, compresi i confini specifici della sovranità israeliana a Gerusalemme o la risoluzione dei confini contestati: questioni che dipendono solo dalle parti interessate”.

L’Autorità Palestinese ha temporaneamente vietato ogni manifestazione di protesta pubblica. Lo ha detto mercoledì, in vista di una annunciata manifestazione in Cisgiordania contro le misure punitive adottate dall’Autorità Palestinese contro la striscia di Gaza gestita da Hamas. Alla fine della settimana scorsa alcune centinaia di persone erano scese nelle strade di Ramallah, sede dell’Autorità Palestinese, chiedendo che il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ponesse fine alle sanzioni contro Gaza. La dichiarazione di mercoledì, riportata dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, dice che nei prossimi giorni non verranno rilasciati permessi per manifestazioni, adducendo come motivazione la festa musulmana di Eid al-Fitr (fine Ramadan), che inizia venerdì.

Sarah Idan, la rappresentante irachena al concorso Miss Universo 2017, una cui foto su Instagram l’anno scorso insieme alla sua controparte israeliana Adar Gandelsman scatenò una tale campagna di insulti e minacce da costringere lei e la sua famiglia a lasciare il paese per rifugiarsi negli stati Uniti, è in visita in questi giorni in Israele dove ha incontrato di nuovo l’amica Miss Israele. All’epoca, Idan resistette a fortissime pressioni, rifiutandosi di rimuovere la foto da Instagram. Lo scorso dicembre ha raccontato la sua disavventura alla CNN, rievocando le “terrificanti” minacce e le telefonate minatorie dirette a sua madre. Durante il concorso internazionale Miss Universo a Las Vegas, sia Idan che Gandelsman avevano pubblicato sulle rispettive pagine Instagram il selfie congiunto, esprimendo il desiderio di promuovere la pace. Ma la reazione nel paese d’origine della irachena Idan era stata immediata e feroce. I suoi sponsor iracheni e persino il governo di Bagdad le ingiunsero di rimuovere la foto, minacciando di privarla del titolo. A nulla valse la precisazione postata da Idan, in cui affermava (come dovrebbe essere ovvio) che la foto non era una manifestazione di sostegno al governo di Israele. “Voglio sottolineare – scrisse – che lo scopo della foto era solo esprimere la speranza e il desiderio di pace tra i due paesi”. Vedi video e foto su Times of Israel

La FIFA ha deciso di aprire un procedimento disciplinare contro il capo della nazionale di calcio palestinese Jibril Rajoub, accusato d’aver fomentato la campagna di intimidazioni e manacce che ha portato alla cancellazione della partita amichevole tra l’Argentina e Israele, all’inizio di questo mese, a Gerusalemme. La scorsa settimana, la Federcalcio israeliana aveva sporto denuncia contro Rajoub e la Federcalcio palestinese per la loro campagna contro la partita, compresi gli appelli a bruciare poster e magliette con volto e il nome di Lionel Messi e la minaccia di impedire la candidatura dell’Argentina ad ospitare la Coppa del Mondo 2030.

Secondo una dichiarazione diffusa mercoledì dall’Organizzazione mondiale per la proibizione delle armi chimiche, le analisi di laboratorio hanno confermato che il 24 marzo 2017 è stato utilizzato gas sarin a sud della città di Ltamenah, nel governato settentrionale siriano di Hama. L’Organizzazione ha concluso, inoltre, che molto probabilmente il 25 marzo 2017 è stato usato il cloro come arma chimica all’ospedale di Ltamenah e nell’area circostante.

Servizi di sicurezza e unità d’élite delle Forze di Difesa israeliane hanno arrestato un palestinese accusato d’aver ucciso lo scorso 24 maggio il soldato Ronen Lubarsky, 20 anni, facendogli cadere in testa una lastra di marmo mentre era impegnato in un’azione anti-terrorismo nel campo palestinese di al-Am’ari (presso Ramallah). L’arrestato, Aslam Yussef Abu Hamid, 32 anni, appartiene a una famiglia di terroristi responsabili in passato di diversi attentati mortali. Metà della famiglia Hamid risulta affiliata a Hamas, l’altra metà a Fatah. Il fratello maggiore di Hamid è uno dei fondatori delle Brigate Martiri di al-Aqsa. Vedi video e foto su YnetNews e su Times of Israel

Usando i metodi tradizionali e le nuove possibilità offerte dall’analisi sistematica dei cyber big data, i servizi di sicurezza israeliani hanno prevenuto finora, nel 2018, almeno 250 gravi attacchi terroristici come attentati suicidi, sparatorie e sequestri di persona. Lo ha detto il direttore dei servizi di sicurezza Nadav Argaman durante una riunione a porte chiuse con un gruppo di ministri della sicurezza interna in visita a Gerusalemme per una conferenza internazionale sul terrorismo, ospitata dal ministro israeliano per la pubblica sicurezza e gli affari strategici Gilad Erdan. I servizi di sicurezza israeliani hanno diffuso una sintesi dell’intervento di Argaman.

L’esercito del regime siriano sta rafforzando le sue difese aeree vicino al confine con Israele. Lo ha detto un alto comandante (non siriano) di una milizia filo-Assad, citato martedì dalla Reuters. Secondo l’anonimo comandante, posizionare le batterie Pantsir-S1, di fabbricazione russa, sul Golan siriano significa mirare “a riportare al massimo livello il sistema di difesa aerea contro Israele”.

Il ministro della difesa israeliano Avigdor Liberman ha detto che un aumento della quantità di aiuti umanitari per la striscia di Gaza sarà subordinato al fatto che Hamas consenta alla Croce Rossa di visitare i cittadini israeliani trattenuti da Hamas contro la loro volontà. “Stiamo chiedendo di fare il gesto più ovvio e umanitario – ha detto Liberman durante una visita martedì nell’area di confine con Gaza – Che perlomeno permettano alla Croce Rossa di vedere gli ostaggi e le salme dei nostri soldati caduti. Dopodiché sarà più facile, non necessariamente arrivare a una hudna (tregua) a lungo termine, ma fornire più aiuti umanitari agli abitanti di Gaza”. Hamas trattiene a Gaza due cittadini israeliani con problemi mentali (Avera Mengistu e Hisham al-Sayed) che vi sono entrati di loro volontà, e i corpi di due soldati (Oron Shaul e Hadar Goldin) caduti nella guerra anti-terrorismo dell’estate 2014. In violazione di ogni norma del diritto internazionale, Hamas ha sempre impedito a qualunque organizzazione umanitaria di vederli.

Israele ha annunciato che sarà costretto a limitare l’importazione di elio nella striscia di Gaza dal momento che i terroristi palestinesi lo usamno sistematicamente per far volare palloni incendiari che provocano gravi danni e pericoli nel sud di Israele. Lo ha detto martedì l’ufficiale di collegamento israeliano con i palestinesi, Kamil Abu Rokon, avvertendo che Israele potrebbe interrompere del tutto le forniture di elio se gli attacchi con palloni incendiari continueranno. L’elio viene utilizzato per una serie di scopi medici, in particolare in forma liquida per il raffreddamento degli apparecchi per la risonanza magnetica. “Come al solito – ha sottolineato Rokon – Hamas non esita a sfruttare mezzi umanitari per compiere atti terroristici, inficiando gli sforzi di Israele volti a prevenire il deterioramento della vita civile nella striscia di Gaza”.