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Il gruppo terroristico islamista filo-Iran Hezbollah ha impiantato in una base dell’esercito libanese, a ridosso del confine con Israele, una grande antenna con cui da circa due mesi diffonde le trasmissioni di radio Al-Aksa, l’emittente con cui Hamas esorta i cittadini arabi a compiere attentati terroristici e diffonde direttive ai suoi operativi dentro Israele. Ne hanno dato notizia le autorità di sicurezza israeliane, citate martedì sera dalla tv Canale 12, spiegando che l’impianto presso il villaggio sud libanese di Marwahin trasmette a centinaia di km all’interno di Israele, fino all’area di Tel Aviv, e interferisce costantemente con le frequenze di Radio Nord, un’emittente ascoltata da molti arabi israeliani. L’antenna è così vicina al confine israeliano che l’emittente televisiva ha potuto filmare i soldati armati di guardia. Intanto il Ministero delle comunicazioni israeliano ha presentato formale denuncia delle interferenze all’Unione Internazionale Telecomunicazioni, che a sua volta l’ha trasmessa all’Autorità per le comunicazioni libanese.

L’antenna montata da Hezbollah nel sud del Libano, vista dal versante israeliano della frontiera (clicca per ingrandire)

Jared Kushner, consigliere speciale del presidente Usa Donald Trump, ha detto che l’atteso piano di pace dell’amministrazione per il Medio Oriente verrà reso pubblico verso metà giugno. Parlando mercoledì a un centinaio di diplomatici e ambasciatori alla Blair House di Washington, il genero di Trump ha spiegato che, per presentare l’iniziativa, la Casa Bianca intende aspettare la fine del mese sacro musulmano del Ramadan, che quest’anno inizia il 4 maggio e si conclude il 5 giugno. Kushner ha esortato i diplomatici a guardare al piano con “apertura mentale”, limitandosi ad aggiungere che esso richiederà compromessi da entrambe le parti,

Nella sua prima intervista con i mass-media internazionali, il nuovo primo ministro dell’Autorità Palestinese Mohammad Ishtayeh (Shtayyeh) ha detto che il piano di pace americano “nascerà morto”. “Trump non ha interlocutori in Palestina, Trump non ha interlocutori arabi, Trump non ha interlocutori europei”, ha aggiunto Shtayyeh nell’intervista, durata un’ora.

Costretto a fuggire dal suo paese temendo per la propria incolumità, Abdullahi Dool, 59enne diplomatico somalo licenziato il mese scorso da capo ufficio del Ministro degli esteri per aver pubblicamente sostenuto l’avvio di relazioni con Israele, afferma che vorrebbe tornare in Somalia, ma che la fine della sua carriera e gli insulti che riceve on-line da parte di forze filo-palestinesi non gli faranno cambiare idea. In un’intervista esclusiva a Times of Israel, Abdullahi Dool dice: “Sono un convinto sostenitore del fatto che il mio paese stabilisca legami diplomatici con Israele e so di molte persone che sono favorevoli a questa scelta e che, come me, si domandano perché si sia aspettato tanto tempo”. La Somalia, paese musulmano nel Corno d’Africa, non ha mai avviato relazioni diplomatiche con Israele, sebbene nel 2016 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu abbia segretamente incontrato l’allora presidente somalo Hassan Sheik Mohamud. “Sarebbe dovuto accadere già da tempo – ha twittato Abdullahi Dool da una località segreta – Stabilire relazioni diplomatiche non nuoce a nessuno ed anzi promuove la pace e la cooperazione. I palestinesi sono i peggiori nemici di se stessi e non perdono mai l’occasione di perdere un’occasione di pace”. Vedi l’intervista (in inglese) su Times of Israel

Il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha comunicato martedì che la maggioranza dei parlamentari gli hanno indicato di incaricare l’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu per la formazione del nuovo governo.

La Commissione elettorale centrale israeliana ha dichiarato martedì che, al termine del conteggio e dei controlli definitivi dei voti, il partito Ebraismo Unito della Torà ha ottenuto un seggio in più, salendo a 8, mentre il Likud di Benjamin Netanyahu ne ha ottenuto uno in meno scendendo a 35, cioè lo stesso numero di seggi del partito Blu&Bianco. Si conferma che il partito Nuova Destra, dei ministri uscenti Naftali Bennet e Ayelet Shaked, non ha superato la soglia d’ingresso per 1.400 voti. Questa dunque la distribuzione definitiva dei seggi che la Commissione elettorale presenta mercoledì al presidente Reuven Rivlin:

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I parlamentari della 21esima Knesset presteranno giuramento il prossimo 30 aprile, dopo la pausa dovuta alle feste della Pasqua ebraica e della Pasqua cristiana.

Negli ultimi anni è diventato chiaro che le proteine leganti l’RNA svolgono un ruolo importante nella crescita del cancro. Queste proteine, attive in tutte le cellule ma soprattutto nelle cellule tumorali, si legano alle molecole di RNA e accelerano la crescita delle cellule tumorali. Nel prossimo numero di Nature Communications, il prof. Rotem Karni e il suo team all’Università di Gerusalemme presentano una nuova tecnologia per combattere il cancro basata su molecole “esca” che ingannano le proteine leganti l’RNA legandosi ad esse. Una volta legate, le proteine leganti l’RNA non sono più in grado di legarsi con le molecole di RNA naturale delle cellule tumorali e perdono la loro attività “a favore” del cancro. “La nostra tecnologia rappresenta un nuovo approccio nella lotta contro il cancro – spiega il prof. Karni – Comprendendo la funzione biologica delle proteine leganti l’RNA, siamo riusciti a progettare molecole-esca che inibiscono queste proteine e ci avvicinano sempre più alla creazione di un farmaco anti-cancro”.

Un nuovo centro-visitatori archeologico è stato fondato a Yokneam, in collaborazione con la Israel Antiquities Authorities e la Municipalità locale. La mostra presenta decine reperti che raccontano la storia di Yokneam dall’antichità ad oggi. L’antico insediamento di Yokeneam è menzionato nella Bibbia come una città dei Leviti, situata presso Meghiddo, all’incrocio di due antiche rotte commerciali internazionali, e fu uno dei territori conquistati dal faraone egiziano Thutmose III durante la battaglia di Meghiddo (XV sec. a.e.v.). I reperti trovati nel sito vanno dalla prima età del bronzo, all’età del ferro, ai periodi persiano, ellenistico, romano, bizantino e crociato, fino al periodo ottomano. Pezzo forte della mostra è una statua del sovrano di Yokneam risalente all’età del ferro (intorno al IX secolo a.e.v.)

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Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha offerto di inviare in Venezuela truppe dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana per proteggere il regime del presidente Nicolas Maduro. La notizia è stata riportata dalla tv Canale 13.

I parlamentari iraniani hanno approvato una legge proposta dal ministro della difesa Amir Hatami che definisce “terroriste” tutte le forze armate degli Stati Uniti in Medio Oriente. Su 207 parlamentari presenti, la legge è stata approvata con 204 voti a favore, 2 contrari e 1 astenuto.