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Dopo Svizzera, Olanda e Belgio, anche l’Australia sta rivedendo il proprio sostegno finanziario all’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi, dopo la recente apertura di un’inchiesta su accuse di corruzione e malversazione ai massimi livelli dell’organismo. L’Australia versa ogni anno all’Unrwa 80 milioni di dollari.

A differenza del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) che l’ha respinto a priori, la popolazione palestinese è molto interessata al piano di pace per il Medio Oriente dell’amministrazione Trump (di cui finora è stata rivelata sola la parte economica). Lo ha affermato l’inviato speciale americano Jason Greenblatt durante un’intervista a Bloomberg Television. Greenblatt ha anche dichiarato che gli Stati Uniti non perseguono un cambio di regime in Cisgiordania ma continueranno a evitare qualsiasi rapporto con Hamas, il gruppo islamista che controlla la striscia di Gaza. “Non stiamo cercando un cambio di regime – ha detto Greenblatt – Il presidente Abu Mazen è il leader dei palestinesi, quindi speriamo che possa sedere al tavolo dei negoziati e speriamo di avere un impegno costante o un eventuale re-impegno con l’Autorità Palestinese”.

Vi sarebbe un attacco aereo dietro alle esplosioni verificatesi lunedì scorso in un deposito di armi a sud di Baghdad (in Iraq) appartenente a una milizia sciita sostenuta dall’Iran. E’ quanto emerge da una valutazione della società israeliana di immagini satellitari ImageSat International che mercoledì ha diffuso le foto del sito. Secondo ImageSat International il deposito, che misurava m 140×180, apparteneva alla milizia Hashd al-Shabi (“Mobilitazione popolare”) e si trovava all’interno della base militare irachena di Al-Saqr. “L’edificio principale risulta distrutto, con significativi segni di danni collaterali – afferma ImageSat International – In base alle caratteristiche dei danni, è probabile che l’esplosione sia stata causata da un attacco aereo seguito da esplosioni secondarie degli ordigni immagazzinati”. Una persona è morta a altre 29 sono rimaste ferite nell’esplosione, secondo Sky News Arabia. L’incidente ha suscitato diffuse critiche per il fatto che il deposito di armi si trovava vicino a una zona residenziale, mettendo in pericolo i civili. No comment delle Forze di Difesa israeliane.

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Le autorità giordane hanno interrotto la lavorazione di un film di fiction per il solo fatto che vi si facevano dei riferimenti alla storica presenza ebraica in Giordania. Il film Jaber, tratto da un libro con lo stesso titolo, narra di un ragazzino beduino di Petra che trova una pietra con una misteriosa iscrizione ebraica.

Il capo di Hamas, Yahya Sinwar, ha promesso di “inondare le città israeliane con centinaia di missili alla volta” nel caso di una nuova guerra con Israele. “Spezzeremo una volta per sempre l’esercito di occupazione se entrerà nella striscia di Gaza. Sappiamo quello che diciamo e lo diciamo sul serio” ha detto Sinwar parlando martedì nella sua città natale di Khan Younis, nel sud di Gaza, in occasione della festa musulmana di Eid al-Adha. Sinwar ha poi elogiato l’attentato del primo agosto quando un membro della forza di frontiera di Hamas armato di Kalashnikov ha aperto il fuoco e ferito un ufficiale e due soldati delle Forze di Difesa israeliane mentre cercava di infiltrarsi nel sud di Israele, nell’area di Kissufim. In un altro discorso, tenuto mercoledì, Sinwar ha affermato che pochi giorni fa ha avuto luogo un incontro di sei ore fra dirigenti politici e militari di Hamas e della Jihad Islamica palestinese per coordinare “dettagliati piani di resistenza armata per la liberazione e il ritorno”.

In un’intervista al sito di news libanese Al Ahed, il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha elogiato sia il Libano che Hezbollah per aver “dimostrato al mondo che il regime sionista (=Israele) può essere sconfitto”.

Un sondaggio pre-elettorale della tv Canale 12 diffuso martedì mostra pochi cambiamenti rispetto all’ultimo sondaggio pubblicato 10 giorni fa. Al Likud vengono attribuiti 30 seggi, a Blu-Bianco 29. Il partito Laburista, unito a Gesher (Orly Levy), guadagnerebbe un seggio arrivando a 7, così come Unione Democratica (Meretz, Ehud Barak, Stav Shaffir). Il partito Israel Beytenu di Avigdor Liberman otterrebbe attualmente 10 seggi. Al partito Yamina (A destra), guidato da Ayelet Shaked, vengono attribuiti 11 seggi. Undici anche i parlamentari che otterrebbe la Lista araba congiunta. Anche i partiti religiosi Shas ed Ebraismo Unito della Torà si collocherebbero al di sopra della soglia minima di ingresso (3,25%).

Sondaggio Canale 12, 13.8.19 (clicca per ingrandire)

Un incendio è scoppiato martedì, presso il kibbutz Be’eri, a causa di un aerostato incendiario palestinese lanciato dalla striscia di Gaza.

L’Authority israeliana per l’innovazione ha approvato la creazione di un nuovo consorzio volto a promuovere lo sviluppo di tecnologie di riciclaggio e l’uso di materiali riciclati nell’industria israeliana delle materie plastiche. Destinato a ricevere un investimento di 30 milioni di shekel (circa 8.600.000 dollari), il consorzio CIRCLE consentirà alle aziende del settore del riciclaggio o ai produttori di plastica e polimeri, nonché agli istituti accademici e di ricerca nel ramo, di sviluppare tecnologie innovative per offrire un vantaggio competitivo all’industria israeliana sui mercati internazionali. Le tecnologie sviluppate dal consorzio consentiranno di ampliare la gamma di materiali riciclati e le loro applicazioni.

Parlando a famiglie palestinesi nella striscia di Gaza in occasione della festa musulmana di Eid al-Adha, il capo di Hamas Yahya Sinwar ha affermato martedì che il suo gruppo “continuerà a combattere contro l’occupazione e perseguirà la via della lotta armata fino alla liberazione della terra e al raggiungimento del diritto al ritorno” in Israele dei profughi palestinesi e dei loro discendenti.