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Mansour Abbas, leader del partito arabo islamista Ra’am, ha chiesto la cessazione delle violenze anti-ebraiche da parte di arabi israeliani. “Vediamo la situazione prendere una svolta pericolosa – ha detto – Le manifestazioni popolari iniziate pacificamente sono diventate conflittuali e rappresentano un rischio per il benessere dei nostri giovani”. Mercoledì Mansour Abbas ha anche dichiarato: “È sicuro che torneremo ai colloqui politici per la formazione del governo, dopo che l’incendio si sarà placato. Abbiamo una reale opportunità di svolgere un ruolo importante nella politica israeliana per il bene della nostra società”. Lunedì il partito Ra’am aveva annunciato d’aver sospeso i colloqui di coalizione con il cosiddetto “blocco per il cambiamento”.

Il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha condannato con forza le violenze scatenate martedì notte a Lod da bande di arabi locali, e ha esortato la leadership araba israeliana a prendere posizione. “La vista del pogrom a Lod ad opera di una folla araba aizzata e assetata di sangue che ha ferito persone, danneggiato proprietà e persino attaccando luoghi sacri ebraici, è imperdonabile – ha detto Rivlin – Il silenzio della leadership araba su questi disordini è vergognoso, dà sostegno al terrorismo e alle violenze e incoraggia la rottura della società in cui viviamo e in cui continueremo a vivere una volta che tutto questo sarà passato. Questo paese appartiene a tutti noi, e più di ogni altra cosa dobbiamo essere fedeli ad esso e alle sue leggi”.

Una scuola religiosa di Lod data alle fiamme martedì sera da bande di “manifestanti” arabi (clicca per ingrandire)

 

Rotoli della Torah rimossi da una sinagoga incendiata durante il “pogrom” di martedì sera a Lod (clicca per ingrandire)

Mercoledì mattina le Brigate Abu Ali Mustapha, ala militare del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, hanno minacciato massicci attacchi su Ashkelon, definendola “città occupata”. “Gli occupanti dovranno scegliere se andarsene o morire”, hanno proclamato le Brigate del Fplp.

Una ragazza israeliana confortata dal padre, di fronte alla casa distrutta da razzi palestinesi a Yehod, Israele centro (clicca per ingrandire)

Mentre continuavano i lanci di razzi palestinesi sulla popolazione israeliana, mercoledì mattina un missile anticarro sparato dalla striscia di Gaza ha colpito una jeep in territorio israeliano: un soldato ucciso (Omer Tabib, 21 anni) e tre feriti. Hamas ha rivendicato l’attacco. Il gruppo terroristico ha anche sparato colpi di mortaio verso i soccorritori, che hanno dovuto evacuare i feriti sotto il fuoco dei terroristi.

Da lunedì pomeriggio a mercoledì mattina i terroristi palestinesi della striscia di Gaza hanno lanciato sulla popolazione civile israeliana del sud e del centro del paese più di 1050 ordigni, fra razzi e proiettili di mortaio. Con la morte mercoledì mattina di un padre e della figlia 16enne colpiti nella loro auto in un quartiere arabo di Lod, è salito a 5 il bilancio dei civili israeliani (ebrei, arabi e stranieri) uccisi dagli attacchi. Decine i feriti, centinaia di migliaia di persone costrette nei rifugi da Tel Avuv a Beersheva a Sderot. Le forze israeliane hanno reagito colpendo 500 obiettivi terroristi, compresi alcuni alti comandanti di Hamas e Jihad Islamica. Circa 200 razzi palestinesi sono ricaduti all’interno della striscia causando danni e vittime. I sistemi difensivi israeliani hanno finora intercettato tra l’85 e il 90% dei razzi diretti su aree densamente abitate.

Nella notte, bande di giovani arabi hanno messo a ferro e fuoco la città mista arabo-ebraica di Lod (Israele centro) incendiando sinagoghe, scuole, decine di auto e lanciando molotov nelle case ebraiche. Il sindaco Yair Revivo ha parlato di “notte dei Cristalli” e ha chiesto l’intervento dell’esercito.

Le Forze di Difesa israeliane hanno distrutto un palazzo, sede di diversi terroristi Hamas, dopo aver avvertito tutti gli abitanti con vari messaggi. In serata, Hamas ha rivendicato, per “vendetta”, il lancio di 130 razzi sull’area di Tel Aviv. Una donna 50enne uccisa, diversi feriti tra cui una bambina di 5 anni nella vicina Rishon LeZion. Anche la Jihad Islamica ha rivendicato gli attacchi sul centro di Israele. Mercoledì, chiuse tutte le scuole del paese.

Un autobus centrato martedì sera da razzi palestinesi a Holon, presso Tel Aviv (clicca per ingrandirà)

Le Forze di Difesa israeliane hanno affermato martedì sera che in due giorni i terroristi palestinesi hanno lanciato 630 razzi verso Israele. Di questi, circa 150 sono ricaduti all’interno della striscia di Gaza, mentre circa 200 sono stati intercettati dal sistema difensivo Cupola di ferro (il sistema prende di mira solo i razzi la cui traiettoria minaccia aree disabitate).

“Dopo una valutazione della situazione, è stato deciso che saranno aumentate sia la potenza che la frequenza dei nostri attacchi [contro i terroristi a Gaza]”. Lo ha detto martedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video, dopo l’uccisione di due donne da parte dei razzi palestinesi. Martedì pomeriggio le Forze di Difesa israeliane hanno detto agli abitanti di Gaza di tenersi lontani dalle strutture di Hamas nella striscia perché è in arrivo “una straordinaria ondata di attacchi dall’aria”. “Per la vostra sicurezza – ha detto in arabo il portavoce militare Avichay Adraee – state lontani da qualsiasi struttura che contenga armi e munizioni di Hamas”.

Le due vittime dei razzi palestinesi ad Ashkelon sono una  donna anziana e la badante di origine indiana, che non sono riuscite a raggiungere in tempo il rifugio.