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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato con forza l’invasione turca della Siria nord-orientale. “Israele condanna fermamente l’invasione militare turca delle province curde in Siria – ha dichiarato Netanyahu appena terminato Yom Kippur – e mette in guardia contro la pulizia etnica dei curdi da parte della Turchia e dei suoi alleati. Israele farà ogni sforzo possibile per fornire assistenza umanitaria al valoroso popolo curdo”.

9 ottobre: civili siriani, arabi e curdi, in fuga dai bombardamenti turchi sulla città nord-orientale siriana di Ras al-Ain (clicca per ingrandire)

Insolito rimprovero delle Nazioni Unite a Hamas per il fatto che mette deliberatamente a rischio la vita dei bambini palestinesi nelle proteste del venerdì al confine fra Gaza e Israele. “Sono preoccupato perché gli organizzatori delle manifestazioni hanno etichettato le proteste di domani come ‘I nostri martiri bambini’, il che può spingere ragazzini e ragazzine a mettersi in pericolo – ha detto giovedì il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Jamie McGoldrick – Esorto Hamas ad assumersi la responsabilità di garantire la sicurezza dei bambini di Gaza, anche evitando che si espongano al rischio di violenze o che vengano utilizzati come strumenti di azione politica. Ribadisco nei termini più energici che i bambini non devono mai essere oggetto di violenza, né dovrebbero essere messi a rischio di violenza o incoraggiati a partecipare alla violenza”.

Ancora nessuna svolta nella situazione di stallo politico in Israele. Avigdor Lieberman, di Israel Beytenu, ha diffuso giovedì la sua proposta per un governo di unità nazionale. Il Jerusalem Post riferisce che, secondo il piano, Blu&Bianco dovrebbe accettare Benjamin Netanyahu come primo ministro, inteso che Benny Gantz diventerebbe primo ministro quando Netanyahu non fosse più politicamente in condizione di restare in carica a seguito delle previste incriminazioni. Dal canto suo, Netanyahu dovrebbe rinunciare al blocco di 55 parlamentari coi partiti di destra e religiosi e formare invece una coalizione solo con Blu&Bianco e Israel Beytenu. Per ora, ha scritto giovedì Moran Azulay su YnetNews, lo schema di Lieberman non sembra aver avvicinato le parti.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha denunciato giovedì la crescente aggressività dell’Iran nei confronti di Israele. “L’Iran è impegnato a rafforzare la sua posizione in Libano, Siria, Yemen e striscia di Gaza – ha detto giovedì Netanyahu, parlando a una cerimonia commemorativa dei caduti nella guerra dello Yom Kippur del 1973 – L’Iran attacca rotte marittime internazionali, ha abbattuto un drone americano, ha brutalmente attaccato strutture petrolifere in Arabia Saudita. L’Iran sta toccando sempre nuovi livelli di impudenza, e minaccia di distruggerci dicendo esplicitamente che Israele scomparirà dalla carta geografica”.

Dalla sera di martedì alla sera di mercoledì si celebra Yom Kippur, il giorno dell’espiazione, una delle ricorrenze religiose più importanti del calendario ebraico.

Tel Aviv, Yom Kippur 2019 (clicca per ingrandire)

Simon e Salim Matari, due fratelli idraulici arabi israeliani della città settentrionale di Haifa, hanno rinunciato a una parcella di 1.000 shekel (285 dollari) dopo aver appreso che la loro cliente, la 95enne Rosa Meir, è una sopravvissuta alla Shoà. Lo ha riferito martedì la tv Canale 12. “A un certo punto, mentre lavoravamo, mio fratello Salim ha iniziato a parlare con Rosa della sua vita e lei ci ha raccontato che è una sopravvissuta alla Shoà – ha detto Simon alla tv – La sua storia ci ha toccato il cuore e abbiamo deciso di non prendere un centesimo da lei”. Completato il lavoro, Simon ha rilasciato una fattura di “0 shekel” alla “sopravvissuta Rosa” la quale, commossa alle lacrime, ha detto: “I due fratelli mi hanno sorpresa davvero, è stato così toccante ed esemplare e li ho ringraziati molto”.

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La Turchia non si piegherà alle minacce per i suoi piani in Siria. Lo ha dichiarato martedì il vicepresidente turco reagendo all’avvertimento del presidente Usa Donald Trump circa la portata dell’incursione militare pianificata da Ankara nella Siria nord-orientale. Domenica la Casa Bianca aveva annunciato che il presidente Trump ha dato ordine di ritirate le truppe da una fascia di territorio siriano adiacente al confine con la Turchia, dando di fatto luce verde a un’operazione militare turca contro le forze curde siriane finora sostenute dagli americani contro l’ISIS. Poco dopo, a seguito di un’ondata di critiche da parte di esponenti sia repubblicani che democratici, Trump ha affermato che avrebbe energicamente impedito alla Turchia di spingersi troppo oltre, senza spiegare esattamente quale sarebbe il limite. Trump ha minacciato di “cancellare” l’economia turca se Ankara avesse fatto “qualsiasi cosa al di fuori di ciò che riteniamo umano”. Martedì il Ministero degli esteri iraniano ha dichiarato che Teheran si oppone a qualsiasi operazione militare turca in Siria. Sempre martedì, dopo aver difeso la propria decisione sottolineando il ruolo della Turchia come alleato nella Nato, Trump ha tuttavia affermato che gli Stati Uniti “non hanno abbandonato” i loro alleati curdi all’interno della Siria. “Possiamo essere in procinto di lasciare la Siria – ha twittato – ma non abbiamo mai abbandonato i curdi, che sono persone speciali e combattenti meravigliosi”. E ha aggiunto: “Li aiutiamo finanziariamente e con armi”.

8 ottobre 2019: combattenti curdi feriti manifestano con i ritratti di compagni uccisi nella guerra contro l’ISIS, di fronte all’edificio Onu a Qamishli, Siria nord-orientale, contro la prevista incursione turca (clicca per ingrandire)

 

Sessantanove rare monete antiche risalenti al periodo di Alessandro Magno sono state scoperte la scorsa settimana dalle guardie di frontiera israeliane mentre venivano contrabbandate da commercianti palestinesi della striscia di Gaza attraverso il valico di Keren Shalom a bordo di un camion carico di prodotti tessili diretti da Gaza in Israele. Lo ha comunicato martedì il Ministero della difesa israeliano. Le monete d’argento del periodo ellenistico, probabilmente coniate 2.300 anni fa durante il regno di Alessandro Magno o poco dopo la sua morte, sono state confiscate e trasferite all’unità archeologica dell’amministrazione civile.

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L’Iran potrebbe attaccare Israele con un mix di missili da crociera e droni sofisticati come ha fatto il mese scorso contro gli impianti petroliferi sauditi. Lo ha detto il ministro israeliano Yoav Galant a radio Galei Tzahal. Galant, che è generale riservista, è uno dei numerosi membri del gabinetto di sicurezza israeliano che questa settimana hanno commentato la minaccia iraniana a seguito della riunione di domenica del gabinetto di sicurezza. Pur premettendo che non avrebbe fatto ipotesi sulla probabilità di un simile attacco, Galant ha osservato che se l’Iran può “sparare in una direzione [verso l’Arabia Saudita] a centinaia di km di distanza, potrebbe sparare da centinaia di km di distanza anche in un’altra direzione [verso Israele]. Teniamo d’occhio ciò che sta accadendo intorno a noi” ha continuato Galant, spiegando che da maggio l’Iran ha aumentato la sua attività ostile nella regione, compreso l’attacco senza precedenti del 14 settembre contro i campi petroliferi sauditi che ha comportato l’uso coordinato di decine di ordigni, missili e droni. “L’Iran non è un nemico teorico” ha aggiunto Galant, spiegando che le sue minacce contro Israele devono essere prese molto sul serio. E ha concluso sottolineando che Israele non è l’Arabia Saudita e i suoi militari sono in grado di affrontare simili situazioni, ma è comunque importante essere vigili e preparati.

L’Iran potrebbe condannare a morte un famoso cantante curdo accusato d’essere omosessuale. Il Kurdistan Human Rights Network ha twittato che il cantante di Kermanshah, Mohsen Lorestani, è stato accusato dalle autorità iraniane di mofsed-e-filarz (“diffusione delle corruzione sulla Terra”) a causa di cose scritte in una chat privata. Anche il sito Iran News Wire ha riferito che “il noto cantante curdo iraniano, Mohsen Lorestani, è stato accusato di diffusione delle corruzione sulla Terra da un tribunale di Teheran per aver pubblicato contenuti immorali sui social network”, e che il presunto reato “può comportare la condanna a morte”. Il giornalista della BBC Ali Hamedani ha twittato domenica che il cantante “è accusato di essere omosessuale e potrebbe subire un’esecuzione, giacché l’Iran mette a morte i gay”.

Mohsen Lorestani (clicca per ingrandire)