Sezione: News

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato domenica la nomina di Yisrael Katz come Ministro degli affari esteri.

Il film Synonyms, dell’israeliano Nadav Lapid, una co-produzione franco-israelo-tedesca che narra di un israeliano che cerca di annullare le proprie radici dopo essersi trasferito a Parigi, ha vinto sabato l’Orso d’Oro al Festival del cinema di Berlino.

Zippi Livni, leader del partito israeliano d’opposizione HaTnuah, ha incontrato il ministro degli esteri dell’Oman, Yusuf Ben Alawi, a margine della conferenza internazionale di Monaco sulla sicurezza. I due hanno parlato di Iran e della necessità di promuovere la pace nella regione. Vedi la foto su Twitter

Attraverso la sua agenzia di stampa AMAQ, l’Isis ha rivendicato un attacco nel Sinai settentrionale che sabato scorso avrebbe ucciso o ferito almeno 15 militari egiziani.

Agenti della polizia di frontiera israeliana hanno arrestato in tempo, venerdì vicino a Gerusalemme, un palestinese armato di coltello che intendeva compiere un attacco terroristico.

Un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane è rimasto ferito, venerdì, da un ordigno esplosivo scagliato durante una violenza manifestazione palestinese lungo il confine con la striscia di Gaza.

Il ministro degli esteri del Bahrain, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, ha affermato che affrontare l’aggressione iraniana è più pressante che risolvere il conflitto israelo-palestinese. “Siamo cresciuti pensando che la disputa tra Israele e Palestina fosse la questione più importante da risolvere – ha detto Khalifa durante una sessione a porte chiuse della conferenza di Varsavia sul Medio Oriente – Ma successivamente abbiamo visto una sfida più grande, più velenosa, in effetti la più velenosa della storia moderna, che proveniva dalla Repubblica Islamica d’Iran”. Le parole del ministro del Bahrain sono state registrate in un video dell’evento, brevemente mostrato giovedì dall’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ai reporter israeliani. “Se non fosse stato per le attività malevole dell’Iran nella regione – ha continuato Khalifa, alla presenza di Netanayhu – oggi saremmo molto più vicini a risolvere il problema con Israele. Ma questa è una sfida grave, che ora ci impedisce di progredire ovunque: in Siria, come nello Yemen, come in Iraq”. Nella stessa occasione, il ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ha affermato che Israele è giustificato nell’attaccare obiettivi iraniani in Siria. “Sì, ogni nazione ha il diritto di difendersi quando viene minacciata da un’altra nazione” ha detto il ministro rispondendo alle domande del moderatore, l’ex negoziatore americano in Medio Oriente Dennis Ross.

Il Mossad ha contribuito a sventare almeno quattro attentati terroristici su suolo europeo nel 2018. Lo ha riferito giovedì sera Channel 12 News dicendo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha condiviso queste informazioni dell’intelligence con i leader occidentali e arabi presenti alla conferenza sul Medio Oriente in corso a Varsavia. Lo scorso ottobre era emerso che il Mossad ha fornito alla Danimarca informazioni cruciali per sventare un piano iraniano volto ad assassinare su suolo danese un leader separatista iraniano. Sempre in ottobre, la Francia aveva espulso un diplomatico iraniano a causa di un piano di attentato, a giugno, contro una riunione di oppositori iraniani.

Israele potrà sviluppare relazioni più normali con il mondo arabo senza preventivamente risolvere il conflitto israelo-palestinese, ma non potrà fare pienamente la pace con quei paesi. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando giovedì con i giornalisti israeliani a margine della conferenza di Varsavia. Netanyahu ha detto che l’incontro costituisce un passo avanti storico per quanto riguarda i rapporti arabo-israeliani e che è stato infranto il tabù dei dirigenti arabi contro il fatto stesso di incontrare leader israeliani. “Non ho detto che potremo fare pace con i paesi arabi senza risolvere il conflitto israelo-palestinese – ha spiegato Netanyahu – ma potremo far avanzare la normalizzazione” in vari campi come il commercio, compresi i voli diretti, e imprimere un cambiamento nell’opinione pubblica del mondo arabo verso Israele. La paura degli stati arabi rispetto all’Iran, che percepiscono come una grave minaccia anche senza l’atomica, ha contribuito ad alimentare un nuovo orizzonte per Israele nel mondo arabo, ha concluso Netanyahu.

All’inizio dei colloqui formali della sessione di giovedì della conferenza sul Medio Oriente in corso a Varsavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato filmato seduto accanto al ministro degli esteri dello Yemen Abdul-Malek al-Mekhlafi: un fatto storico per i due paesi, che non hanno rapporti diplomatici. Vedi le immagini sul Jerusalem Post  L’inviato speciale Usa Jason Greenblatt ha twittato: “Quando il microfono di Netanyahu non ha funzionato, il ministro degli esteri dello Yemen gli ha passato il suo e Netenyahu ha scherzato sulla nuova cooperazione tra Israele e Yemen. Un passo dopo l’altro”. Il giorno prima Netanyahu aveva incontrato il ministro degli esteri dell’Oman, un altro paese arabo che finora non ha mai voluto avviare rapporti diplomatici con Israele. Durante l’incontro a Varsavia, ha aggiunto Greenblatt, Netanyahu “ha descritto le cure mediche fornite da Israele a migliaia di siriani vittime della tragica guerra civile nel loro Paese: un grande esempio di ciò che Israele fa per aiutare la regione. Si immagini cosa si potrebbe fare se si raggiunge la pace regionale”. Sia Netanyahu che il Segretario di stato Usa Mike Pompeo hanno sottolineato che si sta aprendo in Medio Oriente una nuova era di cooperazione tra Israele e i paesi arabi vicini, in particolare quando si tratta di fronteggiare l’Iran. I rappresentanti palestinesi hanno scelto di boicottare la conferenza.