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In una conferenza stampa di mercoledì sera, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che il governo israeliano punta a completare la riapertura del paese entro aprile, quando si prevede d’aver vaccinato l’intera popolazione di età superiore a 16 anni. Attualmente ci sono 1,2 milioni di israeliani adulti che non sono ancora immunizzati. “In tutto il mondo – ha detto Netanyau – la gente aspetta i vaccini. In Israele, i vaccini aspettano la gente. Dobbiamo rimediare subito”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu mostra, mercoledì sera, le vaccinazioni ancora da effettuare per raggiungere l’obiettivo

 

Un’israeliana viene vaccinata in un negozio IKEA a Rishon Lezion (clicca per ingrandire)

A un mese dalle elezioni in Israele del 23 marzo, sembra che anche il quarto voto in due anni non riuscirà a produrre una stabile coalizione di governo. Secondo un sondaggio condotto martedì da Canale 12 News, se si votasse oggi il Likud prenderebbe 28 seggi, seguito da Yesh Atid di Yair Lapid (18 seggi), Nuova Speranza di Gideon Sa’ar (13), Yamina di Naftali Bennet (11), la Lista araba Congiunta (9), il partito ultra-ortodosso sefardita Shas (8), quello askenazita Ebraismo Unito della Torà (7), Yisrael Beytenu di Avigdor Lieberman (7), i Laburisti di Merav Michaeli (6), Blu-Bianco di Benny Gantz (5), il Meretz (4) e il Partito Sionista Religioso (4). Non supererebbero la soglia d’ingresso il Partito Economico e Ra’am, il partito arabo islamico uscito dalla Lista Congiunta. In base a questi dati ipotetici, il blocco di destra arriverebbe a 47 seggi, massimo 58 se si aggiungesse Yamina: comunque 3 meno della maggioranza minima di 61 seggi. Il blocco di centro-sinistra potrebbe arrivare alla maggioranza solo se aggregasse la Lista araba o, in alternativa, se riuscisse a coinvolgere contemporaneamente Yamina (destra) e Meretz (sinistra).

Facendo seguito all’annuncio di martedì, Israele prevede di trasferire fra 2.000 e 5.000 dosi di vaccino anti-coronavirus a una ventina di paesi. In totale, Israele donerà quasi 100.000 dosi. Secondo notizie di stampa, l’elenco potrebbe includere Ciad, Etiopia, Guatemala, Guinea Equatoriale, Honduras, Kenya, Maldive, San Marino, Uganda, oltre all’Autorità Palestinese, ma anche paesi dell’Unione Europea come Cipro, Repubblica Ceca e Ungheria. L’emittente Kan ha menzionato anche l’Italia. Stando al Jerusalem Post, nella lista potrebbe figurare anche la Mauritania, paese africano musulmano sunnita membro della Lega Araba che non ha rapporti diplomataci con Israele.

Il Ministero israeliano per la Protezione ambientale ha lanciato mercoledì una grande operazione per smaltire in impianti di trattamento biologico o discariche appropriate le 70 tonnellate di catrame raccolte da migliaia di volontari, organizzati da amministrazioni locali, enti ambientali e unità militari, sulle spiagge del paese colpite dalla disastrosa fuoriuscita di petrolio della scorsa settimana. Tuttavia, la quantità ancora da raccogliere e smaltire potrebbe esser molto più elevata. Nel frattempo, il primo ministro libanese Hassan Diab ha attribuito lunedì a “una nave del nemico israeliano” la causa della fuoriuscita di petrolio, che ha raggiunto anche le coste del Libano meridionale.

Secondo i dati diffusi mercoledì mattina dal Ministero della Salute, oltre 4,5 milioni di israeliani (circa la metà della popolazione totale) hanno ricevuto almeno una dose di vaccino anti-coronavirus, e 3,1 milioni (oltre il 33% della popolazione israeliana) hanno ricevuto anche la seconda dose.

Un israeliano viene vaccinato presso una stazione mobile sulla spiaggia di Tel Aviv (clicca per ingrandire)

Dopo settimane di calo continuo, il tasso di diffusione del coronavirus in Israele è tornato a salire nei giorni scorsi suscitando forti preoccupazioni in vista della festa di Purim (il cosiddetto carnevale ebraico) che quest’anno ricorre dalla sera di giovedì 25 alla sera di venerdì 26 febbraio. Martedì sera il governo ha approvato un coprifuoco notturno da giovedì a sabato. Negli stessi giorni saranno anche fermati i trasporti pubblici tra città per scoraggiare la partecipazioni a feste fuori regola.

Israele ha deciso di donare “quantità limitate” di vaccini anti-coronavirus all’Autorità Palestinese e a diversi paesi. Lo ha annunciato martedì l’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu spiegando che Israele è stato contattato da numerosi paesi con richieste di vaccini. “Israele non produce vaccini in proprio – afferma il comunicato – e ha informato che le quantità ordinate da Israele sono destinate alla vaccinazione della popolazione israeliana, per cui non si mette in conto di poter aiutare altri in modo significativo prima della fine della campagna di vaccinazione in Israele”. Tuttavia, continua il comunicato, “nell’ultimo mese si è accumulato un limitato surplus di vaccini non utilizzati, e quindi si è deciso di aiutare con quantità simboliche il personale medico dell’Autorità Palestinese e di alcuni paesi che l’hanno chiesto a Israele”. Secondo fonti governative citate da Kan Tv, fra questi paesi vi sarebbero l’Honduras, il Guatemala e la Repubblica Ceca.

Betlemme: personale sanitario palestinese riceve vaccini Moderna forniti da Israele (clicca per ingrandire)

Le Forze di Difesa israeliane hanno riferito martedì che si stanno avvicinando al completamento della loro campagna di vaccinazione e calcolano che circa l’85% di tutto il personale militare sarà immunizzato entro le prossime settimane.

Israele ha iniziato martedì a vaccinare i palestinesi che vivono nei sobborghi orientali di Gerusalemme al di là della barriera di sicurezza.  Le vaccinazioni vengono effettuate dai paramedici del Magen David Adom (Stella Rossa di David) presso il valico di Qalandiya. Israele ha anche iniziato a vaccinare i circa 122.000 palestinesi di Cisgiordania che lavorano come pendolari in Israele. Alcuni palestinesi che lavorano nel settore sanitario sono già stati vaccinati ma sono una piccola parte, mentre la grande maggioranza dei pendolari è impiegata nell’edilizia o nell’agricoltura.

Un palestinese viene vaccinato martedì, da un paramedico israeliano, al posto di controllo di Qalandia fra Cisgiordania e Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Lo sviluppatore svedese-israeliano di energia da moto ondoso Eco Wave Power ha vinto per voto pubblico il Global Innovation Award nella categoria “Vita sott’acqua”, nella Settimana della sostenibilità di Abu Dhabi, grazie alla sua tecnologia volta a generare elettricità dalle onde del mare. Lo ha annunciato lunedì la società stessa, già riconosciuta come “Tecnologia pionieristica” dal Ministero dell’Energia israeliano e designata “Soluzione efficiente” dalla Solar Impulse Foundation. A Gibilterra, un progetto Eco Wave Power ha ricevuto finanziamenti dal Fondo di sviluppo regionale dell’Unione Europea e dal programma quadro HORIZON2020 della Commissione Europea. L’azienda ha anche meritato il Climate Action Award delle Nazioni Unite. Il Global Innovation Award, sponsorizzato dal Ministero dei cambiamenti climatici e dell’ambiente degli Emirati Arabi Uniti, è progettato per attirare innovazioni da tutto il mondo nel paese del Golfo. Clicca qui per un video sul progetto attuato a Gibilterra