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Israele ha effettuato la prima esportazione di greggio in Europa con una spedizione dal giacimento offshore di Karish. Lo ha annunciato martedì la Energean, società quotata a Londra e a Tel Aviv licenziataria dell’estrazione dai giacimenti di gas naturale Karish e Tanin nelle acque economiche di Israele, spiegando che “per la prima volta nella storia della produzione israeliana di petrolio e gas”, una nave da carico di idrocarburi liquidi (HGL) estratti dal gas naturale (poi utilizzati in una miscela per produrre greggio) è stata avviata ai mercati globali. Energean ha ottenuto il via libera all’estrazione da Karish lo scorso ottobre, un giorno prima che Israele e Libano firmassero l’intesa sul confine economico marittimo mediato dagli Stati Uniti. I giacimenti Karish e Tanin contengono in totale circa 75 miliardi di metri cubi di gas naturale. Ogni anno in Israele vengono consumati circa 12 miliardi di metri cubi. Karish è la terza piattaforma di gas naturale offshore d’Israele, con quelle di Tamar e Leviathan, ciascuna collegata alla terraferma da infrastrutture separate. Israele ha iniziato a esportare gas naturale nel 2017 grazie a un primo accordo con la Giordania e poi con l’Egitto, avviandosi verso un’indipendenza energetica che lo ha in gran parte protetto dalla crisi scatenata lo scorso anno con la guerra russa contro l’Ucraina. A giugno, Israele ha firmato un nuovo accordo con il Cairo e l’Unione Europea per esportare gas naturale in Europa attraverso l’Egitto.

La Knesset ha approvato mercoledì in terza e ultima lettura, con 94 voti a favore e 10 contrari, una legge volta a revocare la cittadinanza a terroristi condannati che ricevono finanziamenti dall’Autorità Palestinese o da un ente associato. La legge, un emendamento alla legge israeliana sulla cittadinanza del 1952, si applica sia a cittadini israeliani che a residenti permanenti incarcerati a seguito di una condanna per terrorismo, favoreggiamento del terrorismo, attacco alla sovranità israeliana, istigazione alla guerra o aiuto al nemico in tempo di guerra, e dà facoltà al Ministro degli interni di revocare il loro status dopo un’udienza. Una volta revocata la cittadinanza, la persona perde il diritto d’ingresso in Israele. L’Autorità Palestinese paga regolarmente vitalizi a terroristi condannati e il disegno di legge si applica anche a enti che lo versano per conto dell’Autorità Palestinese. La logica della legge è che i pagamenti a un terrorista da parte dell’Autorità Palestinese creano un vincolo d’autorità tra i due soggetti, permettendo che tali terroristi vengano privati della cittadinanza israeliana ed espulsi nei territori dell’Autorità Palestinese. Israele non è l’unico stato che prevede la revoca della cittadinanza ai terroristi.

La Knesset ha approvato mercoledì in prima lettura, con 62 voti a favore e 36 contrari, un disegno di legge volto ad annullare il cosiddetto “disimpegno” dal nord della Cisgiordania che nel 2005 comportò lo sgombero di quattro insediamenti nella Cisgiordania settentrionale (Homesh, Sa-Nur, Kadim eGanim) contemporaneamente allo sgombero di tutti gli insediamenti israeliani nella striscia di Gaza. Il disegno di legge, che riguarda solo le parti della legge relative alla Cisgiordania settentrionale, è indispensabile per l’obiettivo di alcuni partiti della coalizione di legalizzare l’avamposto non autorizzato di Homesh e la yeshivà che gli attivisti hanno ripetutamente tentato di stabilirvi negli anni scorsi. Per entrare in vigore, il disegno di legge deve passare altre tre votazioni. Se approvata, la legge consentirebbe agli israeliani di visitare gli avamposti di Homesh e Sa-Nur nel nord della Cisgiordania, ma il divieto di costruire e vivere nei due siti resterebbe in vigore.

Il Consiglio comunale di Barcellona ha respinto la decisione presa la scorsa settimana della sindaca Ada Colau di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv. Il voto ha solo valore simbolico, giacché il Consiglio comunale non ha il potere di ribaltare la decisione della sindaca, il cui partito è stato l’unico a schierarsi a sostegno della revoca. Il giorno dopo la decisione della sindaca di Barcellona, il sindaco di Madrid José Luis Martínez-Almeida aveva immediatamente offerto al sindaco di Tel Aviv Ron Huldai di gemellare le due città per condividere “l’impegno di Madrid verso la democrazia e la libertà” e “inviare il messaggio a tutti i cittadini d’Israele che Madrid sa molto bene con chi rafforzare e sviluppare i legami, e cioè con un paese democratico, rispettoso delle leggi e dei diritti come lo stato di Israele”. Nei due giorni scorsi Isabel Díaz Ayuso, presidente della Comunità di Madrid (7 milioni di abitanti) è giunta in Israele per una vista lampo, in aperta polemica con la decisione della sindaca di Barcellona. “La città di Barcellona ha fatto un grosso errore che non rappresenta l’intera Spagna e non rappresenta Madrid”, ha detto Díaz Ayuso al Jerusalem Post.

La presidente della regione di Madrid Isabel Díaz Ayuso ricevuta a Gerusalemme dal presidente d’Israele Isaac Herzog (clicca per ingrandire)

Le autorità israeliane hanno eseguito, mercoledì mattina, lo sgombero di un vasto uliveto gestito da cittadini israeliani su un terreno di proprietà “non definita” vicino all’insediamento di Shilo, in Cisgiordania, con l’intervento di centinaia di agenti di polizia e veicoli di demolizione, mentre numerosi coloni e studenti di yeshivà si legavano agli alberi per cercare di impedirne lo sradicamento. L’ordine di sgombero è stato emesso dopo che l’amministrazione israeliana, avendo esaminato le rivendicazioni delle due parti, ha giudicato non infondato il ricorso di proprietari terrieri palestinesi secondo i quali la società israeliana Eretz Zeit Shemen Muvchar stava parzialmente violando la loro proprietà.

Una società privata con base in Israele sarebbe responsabile d’aver manipolato, dietro pagamento, processi elettorali e referendari negli ultimi due decenni in decine di paesi in Africa, Sud e Centro America, Stati Uniti ed Europa attraverso azioni di hacking, sabotaggio e disinformazione automatizzata. E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta sotto copertura da un consorzio di giornalisti investigativi di 30 diversi media tra cui Le Monde, Der Spiegel, El País e l’israeliano Ha’aretz. Durante le indagini, giornalisti di Radio France, Ha’aretz e dell’israeliano TheMarker hanno parlato con un agente della società fingendosi un gruppo di interesse intenzionato a rimandare a tempo indefinito le elezioni in un paese africano, e hanno registrato di nascosto l’incontro.

Un rapporto pubblicato il primo febbraio dall’istituto di ricerca “NGO Monitor” riporta quelle che definisce “prove schiaccianti” degli stretti legami tra sette ong palestinesi e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), un gruppo designato come terrorista da Stati Uniti, Unione Europea e Canada. Ciò nonostante, il 12 luglio 2022 nove governi europei hanno condannato la decisione di Israele di classificare come terroristiche sei ong palestinesi in quanto collegate al FPLP. All’epoca, i ministeri degli esteri di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia avevano affermato in una dichiarazione congiunta che il bando da parte di Israele delle “organizzazioni della società civile” palestinesi non era supportato da prove. “Quando i funzionari europei sostengono di non vedere ‘nessuna prova’ dei legami terroristici dei loro partner nelle ong palestinesi, ignorano numerosi esempi facilmente verificabili” denuncia Gerald Steinberg, presidente di “NGO Monitor”. Secondo il rapporto di 85 pagine intitolato Chiari e convincenti: i legami tra FPLP e la rete di ong finanziate da governi europei, la posizione dell’UE è “indifendibile”. Sulla base di materiali open-source, “NGO Monitor” ha identificato almeno 60 funzionari di ong palestinesi strettamente collegati con il FPLP, inclusi alcuni condannati per aver pianificato o eseguito attacchi terroristici come l’omicidio nell’agosto 2019 della 17enne Rina Shnerb. “Cinque delle ong hanno collegamenti organizzativi altamente visibili con il FPLP” afferma “NGO Monitor”. Conclude Steinberg: “Non ci sono scuse per questo cieco abuso dei fondi dei contribuenti. Invece di ignorare i fatti, è ora che i governi europei agiscano in modo responsabile”.

In una dichiarazione congiunta diffusa martedì, i ministri degli esteri di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Italia si dicono “profondamente turbati” dalla decisione del governo israeliano di legalizzare nove avamposti in Cisgiordania e di portare avanti piani per la costruzione di circa 10mila unità abitative in comunità ebraiche già esistenti in Cisgiordania. I ministri dei cinque paesi si dichiarano “fermamente contrari a queste azioni unilaterali che servono solo a esacerbare le tensioni e a minare gli sforzi per raggiungere una soluzione negoziata a due stati”.

Un terrorista di 17 anni ha tentato di scagliare un ordigno esplosivo, martedì mattina, contro soldati delle Forze di Difesa israeliane in servizio presso il campo palestinese di al-Fara’a (Cisgiordania settentrionale) ma è stato colpito e ucciso dall’immediata reazione dei militari. Lunedì notte, un palestinese aveva sparato verso la vicina località di Homesh, senza causare vittime.

Due attentati terroristici nel giro di poche ore, lunedì a Gerusalemme. Nel pomeriggio un terrorista palestinese di 13 anni ha estratto un coltello e ha aggredito gli agenti della polizia di frontiera che stavano conducendo un’ispezione di sicurezza su un autobus al posto di controllo del campo palestinese di Shuafat. Gli agenti hanno reagito sparando e hanno arrestato l’aggressore. Uno degli agenti, Asil Saud, 22 anni, arabo beduino del villaggio di Hussniyya (Israele nord), è rimasto gravemente ferito sia dai colpi di coltello che da fuoco amico ed è deceduto in tarda serata all’ospedale. Poche ore prima, lunedì pomeriggio, un israeliano sui 20 anni era stato ferito da colpi di coltello alla schiena da un 14enne palestinese vicino alla Porta delle Catene del Monte del Tempio. Il ragazzino terrorista è stato arrestato mentre tentava di nascondersi nella spianta delle moschee. Hamas h celebrato le “eroiche operazioni” aq Gerusalemme.