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Diverse esplosioni sono state segnalate martedì sera nella base aerea siriana di Shayrat, vicino a Homs, una delle installazioni più importanti del regime, nota per ospitare miliziani del gruppo terroristico Hezbollah e della forza iraniana Quds. Secondo il Pentagono, l’intelligence Usa è convinta che la base è stata usata in passato per il lancio di attacchi chimici. L’agenzia di stampa statale siriana Sana ha attributo le esplosioni a un attacco missilistico di jet israeliani.

31 marzo 2020: fedeli ebrei rispettano il distanziamento sociale al Muro Occidentale (“del pianto”) di Gerusalemme.

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Tre professori dell’Università di Gerusalemme hanno ottenuto gli Advanced Grant dell’European Research Council. Si tratta di sovvenzioni finanziate dall’Unione Europea che garantiscono agli assegnatari fino a 2,5 milioni di euro in “finanziamenti a lungo termine per perseguire progetti innovativi e ad alto rischio”. Ove necessario, la sovvenzione fornisce anche fino a 1 milione di euro in attrezzature e macchinari per laboratorio. La gara per aggiudicarsi queste sovvenzioni è molto dura. Su 2.052 candidature inoltrate, solo 185 hanno vinto finanziamenti (pari all’11%). Si tratta di sovvenzioni disponibili solo per ricercatori con una comprovato curriculum di risultati significativi. Complessivamente quest’anno Israele si è aggiudicato 5 Advanced Grant dell’European Research Council: uno ciascuno all’Università di Tel Aviv e al Technion di Haifa oltre ai 3 dell’Università di Gerusalemme: Yinon Ben-Neria per ricerche su trattamento della leucemia negli adulti, Gideon Shelach per studi storici sull’ecologia nella Mongolia e nella Cina medievali, Alex Lubotzky per ricerche matematiche su stabilità e testabilità di gruppi e codici. Queste sovvenzioni non solo consentiranno agli scienziati di approfondire le loro ricerche pionieristiche, ma permetteranno anche di creare posti di lavoro per post-doc, dottorandi e personale di laboratorio.

Da quattro giorni il Centro manutenzione e logistica del Ministero della difesa israeliano, che ha sede a Tel Hashomer (presso Tel Aviv), lo stesso che si occupa di carri armati Merkava e altri veicoli corazzati, ha convertito la catena di montaggio per la produzione di sedili di carro armato alla produzione di occhiali protettivi per personale medico. “Nel giro di 12 ore abbiamo modificato il nostro intero piano di lavoro”, ha spiegato il colonnello Udi Amira. Ora il centro produce 1.400 occhiali protettivi al giorno. La direzione tecnica e logistica delle Forze di Difesa ha avviato altri progetti simili in tutto il paese. Nella fabbrica di veicoli di Haifa, ad esempio, una catena di montaggio sta adattando le ambulanze alle nuove esigenze anti-virus, mentre un centro di ingegneria missilistica sta avviando la fabbricazione di ventilatori.

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A partire da martedì, soldati delle Forze di Difesa israeliane, per lo più disarmati, affiancano le forze di polizia nel far rispettare le norme anti-coronavirus.

31 marzo 2020: un’agente della polizia in servizio di pattuglia nel centro di Gerusalemme insieme a soldati delle Forze di Difesa israeliane per far rispettare le norme anti-coronavirus (clicca per ingrandire)

Le Nazioni Unite devono condannare l’istigazione all’odio diffusa dall’Autorità Palestinese contro Israele. “In questo momento, nonostante l’aiuto fornito da Israele all’Autorità Palestinese – ha detto lunedì l’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon – sentiamo il primo ministro palestinese che pronuncia parole di istigazione all’odio accusando i soldati delle Forze di Difesa israeliane di diffondere il coronavirus in Cisgiordania. Le Nazioni Unite devono condannare queste assurde dichiarazioni”.

Circa mille soldati delle Forze di Difesa israeliane hanno iniziato a distribuire cibo e generi di prima necessità ad anziani e altri cittadini a rischio.

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Il tasso di disoccupazione in Israele è salito a marzo al 23,8% a causa della pandemia da coronavirus. Dall’inizio di marzo, circa 812.000 persone si sono registrate come disoccupate portando il totale a 969.693 persone. Tra coloro che hanno inoltrato richiesta di sussidi statali, l’89,8% si trova in congedo non retribuito mentre il 6,3% ha perso il lavoro. Prima della crisi sanitaria erano 160.000 le persone registrate come disoccupate, pari a circa il 3,6% della forza-lavoro.

Il municipio di Tel Aviv è stato illuminato, lunedì sera, con il logo del servizio di pronto soccorso Magen David Adom (Stella Rossa di David) in segno di solidarietà verso tutti gli operatori sanitari impegnati nella lotta contro l’epidemia di coronavirus.

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La tv israeliana Canale 12 ha trovato e intervistato i protagonisti involontari di una foto che nei giorni scorsi ha fatto il giro del web. Si tratta di Avraham, abitante a Beer Sheva e padre di nove figli, e Zuheir, della cittadina beduina di Rahat e padre di sette figli. Avraham e Zuheir lavorano insieme come paramedici del Magen David Adom (Stella Rossa di David). Entrambi religiosi, ognuno a modo proprio, e in rapporto di stretta amicizia e rispetto reciproco, raccontano che a volte all’ora della preghiera si dicono a vicenda “prega anche per me”. Poi uno si rivolge verso Gerusalemme e l’altro verso la Mecca. Anche questo è Israele.

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