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Secondo il Jerusalem Post, il calciatore egiziano Mohammed Salah ha minacciato di lasciare il Liverpool se dovesse arrivare dal Salisburgo l’attaccante israeliano Moanes Dabour.

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato mercoledì d’aver scoperto diversi giorni fa, e “neutralizzato con un’esplosione”, un altro tunnel transfrontaliero di Hezbollah (il quinto dall’inizio, ai primi del mese, dell’operazione Scudo Settentrionale) che originava dal villaggio libanese di Ayta ash Shab. Il comunicato dell’esercito afferma che i caschi blu dell’Unifil sono stati informati del tunnel, così come “le altre autorità competenti”, e ribadisce che Israele reputa il governo libanese responsabile per le “flagranti violazioni” della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

“Non siamo disposti ad accettare un insediamento militare iraniano in Siria rivolto contro di noi”. Lo ha ribadito mercoledì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, parlando a una cerimonia di fine-corso per cadetti piloti presso la base aerea di Hatzerim. “La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di rimuovere le truppe americane dalla Siria – ha aggiunto Netanyahu – non cambia la nostra politica di opporci con determinazione all’Iran in Siria”. Facendo riferimento a una sua recente alle Industrie Aerospaziali Israeliane, Netanyahu ha detto d’aver visto lo sviluppo di “capacità speciali che non ha nessun altro paese in questa regione, e alcune che non ha nessun altro paese al mondo”. Netanyahu ha poi accennato ad una “attività aerea come non s’era mai vista in Medio Oriente” con “aerei che vanno e vengono, decollano e atterrano e raggiungono arene sia vicine che lontane, anche molto lontane”, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli. Infine, il primo ministro israeliano ha ricordato che prosegue l’operazione Scudo Settentrionale per distruggere i tunnel terroristici di Hezbollah. “Li stiamo distruggendo uno dopo l’altro – ha detto – Pensavano di avere un’arma devastante da usare contro di noi, ma li abbiamo sconfitti con astuzia, audacia e determinazione”.

La polizia palestinese ha impedito al presidente del parlamento palestinese, Aziz Dweik (di Hamas), l’accesso a Ramallah (Cisgiordania) dove avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa contro la decisione del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) di sciogliere il Consiglio Legislativo (parlamento) palestinese. La polizia palestinese ha giustificato il provvedimento dicendo che lo scioglimento del parlamento “è già in vigore” e quindi “nessuno può affermare d’esserne il presidente”.

Un palestinese che ha tentato di compiere un attentato scagliandosi con l’auto contro cittadini israeliani a una fermata d’autobus presso Nablus (Cisgiordania) è stato ferito, mercoledì, dalla reazione di militari israeliani presenti alla scena. Soccorso sul posto da un’unità medica delle Forze di Difesa israeliane, è stato poi ricoverato all’ospedale Beilinson del Rabin Medical Center di Petah Tikva in condizioni non gravi.

Con una presa di posizione insolita, il Ministero degli esteri tedesco ha aspramente criticato la rappresentanza diplomatica dell’Autorità Palestinese a Berlino per aver postato martedì su Facebook un’immagine celebrativa della terrorista del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Leila Khaled. “Abbiamo messo in chiaro con la missione palestinese che esigiamo chiarimenti circa il post su Facebook e che la glorificazione del terrorismo e di Leila Khaled, uno dei dirottatori di un volo Lufthansa, sono totalmente inaccettabili” ha detto il portavoce del ministero, citato dal Jerusalem Post. La missione palestinese ha successivamente cancellato il post pro-Fplp. Sia l’Unione Europea che gli Usa classificano l’Fplp come entità terrorista.

Un missile della difesa antiaerea israeliana, probabilmente del tipo Arrow, è stato attivato martedì notte contro un missile lanciato dalla Siria, nel quadro di quello che viene ritenuto un attacco aereo israeliano sulla zona di Damasco. Lo hanno confermato mercoledì le Forze di Difesa israeliane senza fornire ulteriori dettagli. Stando a immagini circolate sui social network, il missile della difesa israeliana sarebbe stato lanciato vicino a Hadera, sulla costa mediterranea. Secondo quanto riportato da vari mass-media siriani, martedì notte Israele avrebbe colpito postazioni militari e magazzini di armi vicino alla capitale siriana appartenenti a milizie filo-iraniane o alle stesse forze del regime siriano. Secondo l’agenzia di stampa israeliana Nziv.net, l’aviazione avrebbe distrutto un deposito di missili iraniani Fajr-5 stoccati vicino a Damasco. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede in Gran Bretagna, uno degli obiettivi era rappresentato da forniture iraniane di sofisticati componenti GPS destinati a premettere a Hezbollah di trasformare i suoi missili non guidati in missili di precisione. Stando a un secondo dispaccio di Nziv, bersaglio del raid sarebbe stata anche una delegazione di alti esponenti di Hezbollah arrivata a Damasco. Secondo Newsweek, che cita un alto funzionario del Dipartimento della difesa Usa, diversi alti esponenti Hezbollah sarebbero rimasti feriti a pochi minuti dal loro imbarco su un aereo diretto a Teheran, circostanza smentita dalla tv libanese Al Mayadeen.

La proposta di legge sull’esportazione di cannabis a uso medico è stata approvata martedì dalla Knesset in seconda e terza lettura. Israele diventa così il terzo paese, dopo Paesi Bassi e Canada, a portare la sua cannabis medica a livello globale. La legge prevede che le licenze per l’esportazione vengano approvate dal Ministero della salute, previo nullaosta delle autorità di polizia.

Secondo il Guardian, gli stati del Golfo si stanno adoperando per riammettere la Siria nella Lega Araba, dopo che ne venne espulsa nel 2011 a causa della brutale repressione delle proteste poi sfociate in guerra civile.

Il 9 aprile 2019 si terranno in Israele elezioni politiche anticipate. Lo hanno concordato lunedì pomeriggio i leader dei sei partiti che formano l’attuale coalizione di governo. “Per senso di responsabilità nazionale e verso il bilancio – hanno affermato in una dichiarazione congiunta – i partiti della coalizione hanno deciso all’unanimità di sciogliere la Knesset e andare a nuove elezioni all’inizio di aprile dopo 4 anni di mandato”. Le ultime elezioni, per la 20esima Knesset, si sono tenute il 17 marzo 2015. La decisione di indire elezioni anticipate, secondo YnetNews, è stata presa quando è risultato chiaro che la maggioranza di un solo seggio (61 seggi su 120) non sarebbe stata in grado di approvare il disegno di legge sulla leva obbligatoria per i giovani ultra-ortodossi che, per decisione della Corte Suprema, doveva essere approvato entro il 15 gennaio. All’inizio della giornata i partiti di opposizione Yesh Atid e Yisrael Beiteinu avevano dichiarato che non intendevano sostenere la proposta di legge. La questione dell’esenzione dal servizio militare obbligatorio dei giovani ultra-ortodossi divide da anni l’opinione pubblica israeliana.