Sezione: News

Le Forze di Difesa israeliane hanno sventato un mese fa un tentativo di contrabbandare nella striscia di Gaza materiali destinati alla produzione di missili. Le autorità militare hanno diffuso venerdì mattina un video che mostra due imbarcazioni palestinesi entrate l’11 maggio nell’area off-limits nel sud della striscia di Gaza in violazione delle norme di sicurezza e delle intese per la tregua. La marina israeliana ha preso in custodia le imbarcazioni e arrestato quattro sospetti. Vedi il video sul Jerusalem Post

Hamas ha condannato, giovedì, il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) per aver espresso condoglianze per la morte di Nechama Rivlin, moglie del presidente d’Israele Reuven Rivlin. “Le condoglianze di Abu Mazen sono un tradimento del popolo palestinese e una pugnalata al cuore delle famiglie dei martiri in totale spregio dei loro sentimenti”, ha affermato il gruppo terrorista in una dichiarazione.

Più di 10mila persone hanno partecipato, giovedì, alla 18esima edizione della parata annuale Gay Pride di Gerusalemme. A margine della manifestazione, la polizia israeliana ha fermato o arrestato alcune decine di persone (una delle quali sorpresa da agenti in borghese con addosso un coltello) che minacciavano in vario modo di intralciare o interrompere la parata. “La polizia agisce sempre con la massima determinazione contro chiunque abbia intenzione o cerchi di intralciare o impedire la parata Gay Pride a Gerusalemme”, si legge in una dichiarazione. Alla manifestazione ha preso parte anche il neo ministro della giustizia Amir Ohana. A proposito dei partecipanti che lo hanno fischiato, Ohana ha detto in un video: “La parata di Gerusalemme è per me molto importante perché Gerusalemme è la capitale d’Israele e sede del governo e delle istituzioni legali. Come liberale che crede profondamente nella libertà di espressione, ho detto al gruppo che mi ha contestato, e che non erano ultra-ortodossi o religiosi, che è importante che siano venuti qui. Spero che questo non offuschi il messaggio principale di questo evento: non importa se sei religioso o laico, di sinistra o di destra, LGBT o no, il messaggio è di tolleranza“.

Gerusalemme addobbata per la parata Gay Pride di giovedì (clicca per ingrandire)

6 giugno 2019: parata Gay Pride a Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Il ministro Amir Ohana al Gay Pride di Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Un sondaggio condotto dall’associazione Hiddush e pubblicato giovedì rivela che una solida maggioranza degli israeliani (anche religiosi) sostiene il matrimonio e/o l’unione civile di coppie omosessuali. Alla domanda “secondo te le coppie dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare o registrare come partner in Israele (conferendo la registrazione diritti e doveri simili al matrimonio)?”, il 78% degli intervistati ha risposto sì (55% al matrimonio, 23% alla registrazione), mentre solo il 22% si è detto contrario. Suddivisi per grado di osservanza religiosa, hanno risposto affermativamente il 93% dei laici e il 54% dei religiosi.

Le Forze di Difesa israeliane hanno confermato d’aver registrato giovedì il lancio di vari missili anti-aerei dalla Siria verso Israele. I missili sono ricaduti all’interno del territorio siriano.

In un comunicato stampa, la municipalità di Tel Aviv afferma che “centinaia di migliaia di persone provenienti da Israele e da tutto il mondo si ritroveranno a Tel Aviv per una settimana di feste, eventi e spettacoli per celebrare la vivace comunità LGBTQ della città, culminando nella grande parata (di venerdì 14) attraverso le strade della città. La parata Gay Pride di Tel Aviv – sottolinea il comunicato – è il più grande evento Pride di tutta l’Asia e il Medio Oriente e uno dei più grandi del mondo”.

L’Iran si adopera per armare le organizzazioni terroristiche attive in Giudea e Samaria (Cisgiordania). E’ quanto emerge da un rapporto del Jerusalem Center for Public Affairs che riporta una serie di dichiarazioni fatte da esponenti del regime iraniano, tra cui l’ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, generale Yahya Rahim Safavi, oggi consigliere per la sicurezza della Guida Suprema Ali Khamenei. Parlando venerdì scorso per la Giornata al-Quds, Safavi ha detto che il sostegno ai palestinesi è un principio fondamentale della rivoluzione islamica e che continuerà fino a quando il “regime sionista” sarà eliminato. Safavi ha definito “benedetta” la fornitura ai palestinesi di armi avanzate. Facendo riferimento a recenti dichiarazioni di Khamenei che ha esplicitamente esortato ad armare la Cisgiordania nello stesso modo in cui è armata la striscia di Gaza, Safavi ha detto che la fornitura di armi alla Cisgiordania è attualmente in corso e che “vi sono segnali crescenti che il regime sionista scomparirà dalla regione”. Già nel 2014, Khamenei aveva affermato che “la Cisgiordania sarà armata di razzi come Gaza, e la sicurezza del regime sionista diminuirà di giorno in giorno”.

Grazie alla mediazione di una terza parte, Israele collaborerà con i paesi costieri del Mar Rosso (Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Eritrea, Sudan, Yemen e Gibuti) nell’istituire un centro di ricerca per lo studio, il monitoraggio e la protezione degli ecosistemi delle barriere coralline. Il Centro di ricerca transnazionale del Mar Rosso, avviato da Maoz Fine dell’Università di Bar-Ilan, avrà sede nella città svizzera di Berna e sarà guidato dalla Scuola federale di tecnologia di Losanna (EPFL), per facilitare il partenariato con paesi che non hanno rapporti diplomatici con Israele. Le barriere coralline sono minacciate dal cambiamento climatico globale e da vari fattori locali come inquinamento e pesca. Studi recenti hanno dimostrato che le barriere coralline del Mar Rosso, pur avendo problemi, sono più resistenti allo stress da innalzamento delle temperature dell’acqua. I ricercatori ritengono che le minacce possano essere meglio sventate attraverso la condivisione delle conoscenze e il coordinamento regionale.

Commentando un’intervista del primo ministro dell’Autorità Palestinese Muhammad Shtayyeh al New York Times in cui si lamentava che l’amministrazione di Ramallah è sull’orlo del collasso, il rappresentante speciale Usa per i negoziati internazionali Jason Greenblatt ha twittato mercoledì: “Shtayyeh ha torto, è l’Autorità Palestinese che ha causato la situazione. E’ tempo che essa impari ad assumersi la sue responsabilità verso la sua popolazione e l’economia. L’Autorità Palestinese non può continuare a incolpare gli Stati Uniti e tutti gli altri per una situazione che essa stessa ha causato”. Greenblatt ha anche criticato il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen per aver privilegiato i vitalizi ai terroristi e gli aumenti di stipendio ai suoi ministri rispetto al benessere dei palestinesi.

Israele ha ridotto mercoledì da 15 a 10 miglia nautiche la zona di pesca di fronte a Gaza dopo i continui lanci di ordigni incendiari palestinesi che nella sola giornata di martedì hanno appiccato almeno tre incendi. E’ la terza volta in due settimane che Israele adotta questo provvedimento, per poi revocarlo appena la situazione della sicurezza sembra migliorare.