Sezione: News

Secondo le mappe (indicative) del piano di pace dell’amministrazione Trump, un gran numero di siti archeologici di Cisgiordania, compresi molti che fanno parte della storia e della tradizione ebraica, passerebbero o resterebbero sotto controllo palestinese. E’ quanto ha affermato “Preservare l’Eterno“, un’organizzazione che descrive se stessa come una rete di soggetti dedicati alla “protezione delle antichità in Israele, Giudea e Samaria”. Lo hanno riferito martedì Yediot Aharonot e il Jerusalem Post.

Il Ministero della sanità israeliano ha comunicato che tra lunedì sera e martedì sera sono stati registrati 258 nuovi casi di contagio da coronavirus: il bilancio quotidiano più grande dalla fine di aprile. L’incremento dei contagi degli ultimi giorni fa pensare che il paese sia di fronte a una seconda ondata. Attualmente in Israele si contano 19.495 casi confermati, di cui 39 in gravi condizioni. Resta invece invariato a 302 il bilancio totale dei decessi da covid-19. Mercoledì si riunisce il gabinetto dei ministri anti-coronavirus per discutere la ripresa dei contagi.

Una riunione del governo israeliano con misure anti-contagio (clicca per ingrandire)

Il sindaco di Gerusalemme, Moshe Lion, ha annunciato che il Fondo Nazionale Ebraico ha approvato un investimento di 70 milioni di shekel (ca. 17,7 milioni di euro) per creare un nuovo parco di oltre 80 ettari nel quartiere di Kiryat Hayovel. Il progetto del parco, promosso dalla Jerusalem Development Authority, comprende un lago artificiale, strutture per il gioco, piste ciclabili e molti spazi verdi. Il parco sorgerà nella valle conosciuta come “Asbestonim Wadi”, un’area sotto-sviluppata fra i quartieri di Kiryat Hayovel e Kiryat Menachem che prese il soprannome dalle estese strutture in asbesto che furono precipitosamente costruite negli anni ’50 e ’60 per dare una casa all’ondata di nuovi immigrati ancora ospitati nelle tendopoli (ma’abarah).

L’Asbestonim Wadi con una delle ultime strutture originali rimaste (clicca per ingrandire)

 

Rendering del progetto del parco Kiryat Hayovel (clicca per ingrandire)

Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito all’ordigno palestinese lanciato lunedì sera colpendo alcune postazioni di Hamas nel sud della striscia di Gaza.

Un ordigno palestinese lanciato lunedì sera dalla striscia di Gaza si è abbattuto su un’area non edificata presso il kibbutz Kissufim, nel sud di Israele.

“È possibile che l’annessione non venga implementata in una volta sola, bensì in più fasi. Dipende dai negoziati all’interno del governo”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro con un gruppo di ufficiali riservisti delle Forze di Difesa israeliane, secondo quanto riferito lunedì dalla tv Canale 13.

Israele ha iniziato a costruire una tangenziale soprannominata “la strada americana”, destinata a collegare i sobborghi nord, est e sud di Gerusalemme. Secondo i rappresentanti della Municipalità, il progetto, del costo stimato di 250 milioni di dollari, dovrebbe essere completato nell’estate 2021 e porterà beneficio sia ai residenti ebrei che a quelli arabi.

Veduta di un tratto della “strada americana” in costruzione alla periferia di Gerusalemme (clicca per ingrandire)

Israele avrebbe accettato di trasferire nella striscia di Gaza 50 milioni di dollari in aiuti del Qatar in cambio dell’impegno da parte di Hamas a fermare il terrorismo degli aerostati incendiari. Lo ha riferito lunedì il quotidiano libanese Al-Akhbar. L’importo è pari a due rate del pagamento mensile che il Qatar versava alla popolazione bisognosa nell’enclave palestinese. Un portavoce del “ministero dello sviluppo sociale” di Gaza ha smentito la notizia. Domenica mattina era stato disinnescato in tempo, presso la comunità israeliana meridionale di Tidhar, un ordigno esplosivo appeso a un pallone lanciato da Gaza. Si trattava del primo attacco di questo tipo dopo diversi mesi. Sabato, in un’intervista alla tv palestinese, l’alto esponente della Jihad Islamica palestinese Ahmed al-Modallal aveva annunciato che i gruppi terroristi stavano dando luce verde alla ripresa dei lanci incendiari. Dal canto suo, l’inviato del Qatar per la ricostruzione di Gaza, Mohammed Al-Emadi, ha dichiarato che il ritardo nell’arrivo dei fondi alla striscia di Gaza è dovuto alle misure anti-pandemia smentendo che il Qatar stia deliberatamente ritardando la consegna dei fondi o che Israele abbia impedito di consegnarli.

Le forze di sicurezza israeliane hanno demolito, lunedì, sei strutture costruite illegalmente nell’avamposto di Givat HaBaladim e altre sei nell’avamposto di Maoz Esther, entrambi situati nell’area C della Cisgiordania. A seguito di tafferugli con gruppi di oppositori israeliani, le forze di sicurezza hanno arrestato 13 persone.

Una struttura illegale demolita lunedì dalle forze israeliane (clicca per ingrandire)

 

L’arresto di un minorenne durante i tafferugli (clicca per ingrandire)

Re Abdullah II di Giordania si è rifiutato di parlare al telefono col primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e non ha indicato una data un incontro richiesto dal ministro della difesa e vice primo ministro israeliano Benny Gantz. Lo ha riferito lunedì l’agenzia di stampa palestinese Ma’an, aggiungendo che questa non sarebbe la prima volta che si verifica un simile incidente negli ultimi anni. Secondo un funzionario giordano citato da Ma’an, il re ha ordinato alla sua Corte di non fissare una data per l’incontro chiesto da Gantz per discutere il progetto di annessione di parti della Cisgiordania.