Sezione: Attualità

Una spia d’allarme le bandiere palestinesi sventolate sabato sera a Tel Aviv

Ancora sulla legge dello Stato nazionale del popolo ebraico, per un dibattito scevro da errori e disinformazione

«Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non avrebbe potuto chiedere di meglio – scrive l’editoriale del Jerusalem Post (13.8.18) – Dal suo punto di vista, le bandiere palestinesi sventolate in piazza Rabin a Tel Aviv la sera di sabato scorso dicono tutto.

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Hadar Goldin, il soldato israeliano vittima di un “cessate il fuoco umanitario” (spudoratamente violato da Hamas)

In quanto depositari del diritto umanitario internazionale, le Nazioni Unite e i loro rappresentanti hanno il dovere di garantire che vengano rispettati i più basilari obblighi morali e legali

Di Michal Cotler-Wunsh

Il primo agosto 2014 Hadar Goldin venne sequestrato e ucciso mentre era in vigore un cessate-il-fuoco umanitario annunciato da Onu e Stati Uniti e sostenuto dall’Unione Europea.

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Chi ha abbattuto, sotto una pioggia di razzi, le trattative per una tregua fra Israele e Gaza?

Non è difficile capire che la decisione di affossare il possibile accordo di cessate il fuoco non è stata presa al Cairo e nemmeno a Gaza. E’ stata presa a Teheran

Di Daniel Bucksbaum

Meno di una settimana fa rappresentanti israeliani, egiziani e di Hamas esprimevano ottimismo, in varia misura, circa un possibile accordo di cessate il fuoco a lungo termine tra Israele e Gaza.

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L’Iran versa centinaia di milioni ogni anno ai terroristi islamisti di Gaza e Libano

Intanto Hamas continua a predicare la fine di Israele e l'odio verso gli ebrei, mentre Hezbollah si finanzia con la criminalità organizzata in Europa

Mentre in Iran si moltiplicano le proteste contro lo spreco dei soldi pubblici della Repubblica Islamica colpita da una grave crisi economica, vengono alla luce maggiori informazioni circa le dimensioni dell'aiuto garantito da Teheran ai terroristi della striscia di Gaza e in Libano.

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Le critiche alla Legge sullo Stato nazionale derivano da un fraintendimento sul sistema costituzionale israeliano

Ecco un’argomentata spiegazione del perché la nuova legge israeliana avrà i suoi difetti, ma non è né discriminatoria né antidemocratica

Di Evelyn Gordon

La nuova legge israeliana sullo stato nazionale ebraico ha suscitato una tempesta di critiche sin dal momento della sua approvazione, lo scorso 19 luglio. Alcune di queste critiche sono giustificate.

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L’Unrwa permette a Hamas di usare fondi umanitari per addestrare ragazzini alle armi?

L’Agenzia Onu per i palestinesi grida ai quattro venti d’essere ormai senza fondi, ma non risulta vero. Il problema è dove finiscono i suoi soldi

Di David Bedein

Nel mese scorso i membri della Sottocommissione per il Medio Oriente della Camera degli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per il fatto che gli aiuti umanitari non raggiungano davvero la popolazione palestinese a cui sono destinati, soprattutto nella striscia di Gaza.

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L’amara ironia degli attivisti siriani: “Fortunata Ahed Tamimi a non essere stata in una prigione dal regime di Assad”

Molti arabi sul web si chiedono retoricamente come mai i mass-media si concentrano tanto sulla vicenda della giovane provocatrice palestinese, anziché sulle immani sofferenze inflitte ogni giorno in altri paesi della regione

"Israele ha rilasciato Ahmed Tamimi in piena salute e senza un graffio", ha scritto su Twitter Yasser Wardh, fotografo e attivista siriano. Non è l’unico.

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La (saccente) sindrome “se soltanto Israele…”

In realtà gli israeliani non hanno alcun bisogno di essere spronati, persuasi o forzati a perseguire la pace: hanno bisogno d’essere convinti che sia possibile una pace vera e duratura

Di David Harris

La sindrome “se soltanto Israele...” consiste nell’errata convinzione, diffusa e propagandata da molti nel mondo diplomatico, accademico e dei mass-media (sempre rigorosamente “per il bene” di Israele) che, “se soltanto Israele facesse questo o quello”, la pace con i palestinesi e con tutto il mondo arabo e islamico sarebbe cosa fatta.

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