Il perfetto salto all’indietro di Ban Ki-moon

Il Segretario generale dell’Onu si è dimenticato di ciò che lui stesso deplorava pochi giorni fa?

Di Boaz Bismuth

image_3525Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha deciso di partecipare al summit dei Paesi Non Allineati che si concluderà il 30 e 31 agosto a Teheran. L’annuncio ufficiale è stato dato cinque giorni fa.
Pochi giorni prima, un comunicato diramato dall’ufficio di Ban Ki-moon affermava: “Il Segretario generale è sgomento per le dichiarazioni che minacciano l’esistenza di Israele attribuite nei giorni scorsi alla Guida Suprema e al presidente della Repubblica Islamica d’Iran”.
Purtroppo i due annunci, per quanto sembri inverosimile, provengono dalla stessa persona, dallo stesso Ban Ki-moon. Il Segretario generale delle Nazioni Unite è evidentemente dotato di mirabolanti talenti che gli avrebbero potuto guadagnare una medaglia olimpica in ginnastica artistica: ha infatti offerto un grande spettacolo producendosi in un perfetto salto mortale all’indietro.
Non c’è da meravigliarsi se l’Iran se la ride alle spalle del resto del mondo: talvolta il mondo si copre di ridicolo da solo. La Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, sta probabilmente pensando che gli infedeli sono rimbambiti. Prima ci sono state le potenze mondiali, Stati Uniti compresi, che stavano al gioco dell’Iran di tirarla per le lunghe impegnandosi in chiacchiere sul dialogo. Per le potenze mondiali, quelle chiacchiere non si sono tradotte in altro che un po’ di visti in più sui passaporti dei negoziatori. Per l’Iran, quelle chiacchiere erano perfette giacché, esattamente come i colloqui fra Iran e AIEA, appunto non erano altro che chiacchiere.
Ma il capo dell’Onu ha fatto un passo ulteriore. Ha dato il suo timbro d’approvazione al vertice dei Paesi Non Allineati convocato a Tehran: vertice che rappresenta un chiaro tentativo da parte dell’Iran (lo stesso Iran che proclama l’intento di annientare Israele) di rompere le mura dell’isolamento erettegli attorno dalla comunità internazionale. L’evento organizzato a Tehran non è altro che un’operazione di pura propaganda, sponsorizzata dal regime degli ayatollah (lo stesso regime che cerca di dotarsi di armi nucleari contro le risoluzioni dell’Onu). Già non è bello che vi prendano parte le delegazioni di Cuba e Corea del Nord. Ma il Segretario generale dell’Onu?
La Società delle Nazioni (1920-1946), che precedette l’Onu, fallì e andò in pezzi grazie anche al suo atteggiamento conciliatorio di fronte alla Germania nazista. La posizione soi-disant pacifista tenuta dalla maggior parte dei suoi membri fu uno dei fattori che contribuì allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il viaggio di Ban Ki-moon questa settimana a Tehran ricorda quei giorni. Questa visita in Iran non fa che erodere un po’ di più la reputazione morale delle Nazioni Unite. L’Iran, nel caso Ban Ki-moon l’avesse dimenticato, è il paese che invoca apertamente l’annientamento di un altro stato membro delle Nazioni Unite in lampante violazione della Carta dell’Onu. L’Iran è anche il paese che nega la Shoà (accusando gli ebrei di averla inventata per soggiogare il mondo e depredare il Medio Oriente). Ban Ki-moon non può essersi dimenticato di ciò che lui stesso deplorava pochi giorni fa.
Anche il nuovo presidiante egiziano Mohammed Morsi ha annunciato la sua presenza a Tehran, insieme ad almeno altre 30 nazioni che hanno già confermato la loro partecipazione al vertice. Quella di Morsi sarà una visita storica: la prima di un presidente egiziano in Iran dopo la rivoluzione islamista del 1979. Ban Ki-moon sarà perlomeno in buona compagnia.

(Da: Israel HaYom, 23.8.12)

Nella foto in alto: il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon (a destra) riceve il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel 2010 nella sede delle Nazioni Unite

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