Peres: I sospetti sull’atomica israeliana sono un buon deterrente

“Non sono le armi che distruggono, ma la gente che le usa”, spiega il presidente d’Israele

image_1811“Le armi non distruggono. È la gente che usa le armi quella che distrugge”. Lo ha detto il presidente d’Israele Shimon Peres in un’intervista pubblicata dal quotidiano turco Today’s Zaman, legato al partito al governo ad Ankara. “Il Pakistan ad esempio – ha continuato Peres – ha la bomba atomica, ma non ha mai colpito nessuno. Qui, invece, ci troviamo di fronte alle dichiarazioni del leader di un paese membro delle Nazioni Unite che dice di voler cancellare dalla carta geografica un altro paese membro delle Nazioni Unite. Nessuno può accettare una cosa del genere. Israele viene minacciato dall’Iran, mentre l’Iran non è minacciato da nessuno”.
Peres ha espresso scetticismo sull’eventualità che Ankara possa esercitare un’influenza positiva su Teheran. “La Turchia – ha spiegato – può fare affari con l’Iran, ma non può spingere l’Iran a fermare il terrorismo, né spingerlo a smetterla di costruire bombe e di minacciare altri popoli”.
Alla domanda se Israele intenda sottoscrivere il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, Peres ha risposto: “Questa è tutta un’altra faccenda. Israele non ha mai detto di voler far esplodere una bomba atomica in Medio Oriente. Ma la gente è sospettosa, e se il sospetto funziona come deterrente, a noi va benissimo. Ci basta il sospetto, non vogliamo niente di più”.
A Peres è stato poi chiesto se vede qualche possibilità di coinvolgimento per Hamas nel processo politico in Medio Oriente. “Penso che sia ben poco probabile – ha risposto il presidente israeliano – Naturalmente si può sempre avere un dialogo, ma non si può dialogare con un muro”.
Parlando del ruolo della Turchia in Medio Oriente, Peres ha detto che in Israele viene ben visto: “Siamo molto lieti di venire a sapere che l’Unione delle Camere di Commercio turca ha deciso di contribuire alla creazione di parchi industriali nei territori palestinesi, a partire da Gaza fino a Jenin. E stiamo trattando con una università turca per aprire qui una sua sezione”. Peres ha ribadito che Israele vede con favore la disponibilità della Turchia a giocare un ruolo più attivo nella regione, pur specificando che il sostegno alla pace può avvenire soprattutto sul piano economico, mentre sul piano politico il negoziato “non può che essere un negoziato diretto fra le parti”.
A proposito dei timori per il rafforzamento in Turchia del partito islamico, secondo Peres si tratta di paure infondate. “Il premier Recep Tayyip Erdogan – ha spiegato – dichiara di essere a favore di un governo laico, e non di un governo islamico. Si può dubitare delle sue parole, ma ciò che conta sono i fatti. Si sta comportando come un islamista? Anche solo il fatto che la Turchia mantiene relazioni con Israele – ha concluso Peres – è la miglior prova della natura del suo governo”.

(Da: YnetNews, 2.09.07)

Si veda anche:

Il nucleare necessario

http://www.israele.net/sections.php?id_article=1401&ion_cat=