Sondaggio: gli arabi di Gerusalemme preferiscono essere cittadini israeliani

Il 40% è disposto persino a traslocare, nel caso la città venisse divisa.

image_3034Il futuro di Gerusalemme è considerato una delle questioni chiave del contenzioso e dei negoziati israelo-palestinesi, nonché uno degli ostacoli più significativi al raggiungimento di un accordo di pace definitivo fra le parti. Tuttavia, sul versante palestinese coloro che vivono a Gerusalemme pare che per lo più abbiano già fatto la loro scelta in materia, ed è una scelta che la dirigenza dell’Autorità Palestinese a Ramallah potrebbe non apprezzare.
Un sondaggio d’opinione condotto dalla American Pechter Middle East Polls per conto del Council on Foreign Relations insieme a Nabil Kukali, direttore del Palestinian Center for Public Opinion, rivela che se Gerusalemme venisse divisa, nel quadro di un accordo di pace fra Israele e futuro stato palestinese, gli arabi di Gerusalemme est preferirebbero rimanere sotto sovranità israeliana.
Il sondaggio, che comprendeva gli abitanti dei diciannove quartieri prevalentemente arabi di Gerusalemme est, indica anche che la loro opposizione alla prospettiva di una divisione della città è così forte che in maggioranza preferirebbero trasferirsi in una nuova casa all’interno dei confini d’Israele piuttosto che vivere sotto l’autorità di uno stato palestinese. Lo studio mostra inoltre che i palestinesi che vivono a Gerusalemme sono interessati a conservare la loro carta d’identità israeliana e continuare a godere dei servizi sociali e sanitari garantito dallo stato.
Circa il 35% degli intervistati ha affermato che la cittadinanza israeliana è preferibile, contro il 30% che sceglierebbe quella del futuro stato palestinese. Un altro 35% dice di non sapere o di non voler rispondere alla domanda.
E cosa dicono i vicini? Alla domanda la gente del proprio quartiere preferirebbe diventare cittadino palestinese o israeliano, il 31% ritiene che la maggior parte dei propri vicini preferirebbe essere cittadino palestinese, mentre il 39% ritiene che i vicini preferirebbero essere cittadini israeliani. Anche in questo caso c’è un 30% che dice di non sapere o di non voler rispondere.
A quanto risulta dal sondaggio, la maggior parte degli arabi palestinesi che abitano a Gerusalemme est sarebbe pronta a spingersi molto avanti pur di conservare la carta d’identità blu dello stato d’Israele: il 40% dice che sarebbe disposto a traslocare per rimanere cittadino israeliano, nel caso il suo quartiere passasse sotto sovranità palestinese. Per contro, solo il 27% dice che, nel caso contrario in cui il quartiere rimanesse sotto sovranità israeliana, sarebbe disposto a traslocare verso un’area sotto autorità palestinese.
Come motivazione, oltre ai benefici sociali, coloro che prediligono la cittadinanza israeliana menzionano soprattutto la possibilità di muoversi liberamente all’interno di Israele, il reddito più elevato e le migliori opportunità di lavoro. Invece quasi tutti quelli che optano per la cittadinanza palestinese citano ragioni di ordine nazionalistico e patriottico come motivazione principale.
“Suppongo che la dirigenza palestinese non sarà troppo contenta di questi risultati – dice ad Ha’aretz David Pollock, senior fellow del Washington Institute che ha supervisionato e analizzato la ricerca – Ma penso che i risultati siano molto attendibili e solidi. Ho personalmente supervisionato la ricerca a Gerusalemme, lo scorso novembre, e li reputo molto affidabili”. Pollok aggiunge di ritenere che “il principale motivo per cui si presta così poca attenzione all’opinione della gente che vive a Gerusalemme è che molti temono le risposte a queste domande. Anche dal punto di vista di Israele – aggiunge – il messaggio è a due facce. Da una parte costituisce probabilmente una gradita sorpresa il fatto che un’alta percentuale di palestinesi di Gerusalemme preferisce non dividere la città; dall’altra, tuttavia, circa la metà degli abitanti di Gerusalemme est ritiene di subire una dose significativa di discriminazione. Le autorità israeliane dovrebbero dunque risolversi ad integrare veramente questi 270.000 palestinesi. Esiste una netta discrepanza – conclude lo studioso – fra ciò che presumono i decisori politici, in Israele e nei territori, circa i palestinesi di Gerusalemme est, e ciò che questi ultimi vogliono effettivamente. Penso che tutti, israeliani, palestinesi e altri arabi, dovrebbero prestare molta attenzione a questi risultati”.

(Da: YnetNews, Haaretz, 13.1.11)

Si veda anche:

Non esiste nessuna Gerusalemme est come non esiste nessuna Berlino est

http://www.israele.net/sezione,,2806.htm