Un’esclusione che ha dell’incredibile

Per la seconda volta in due mesi Israele non è invitato (né citato) al Global Forum contro il terrorismo, fondato dagli Usa.

image_3487Marvin Hier, fondatore e decano del Simon Wiesenthal Center, accusa il “Global Forum contro il terrorismo”, sponsorizzato dagli Stati Uniti, d’aver deliberatamente escluso Israele dal secondo incontro che il gruppo ha tenuto in Spagna la scorsa settimana.
In una lettera dai toni molto duri indirizzata al segretario di stato americano Hillary Clinton, Hier scrive: “Quando vennero sollevate critiche per il vostro annuncio della creazione del Global Counterterrorism Forum che escludeva Israele, accolsi le rassicurazioni della vostra amministrazione secondo cui si sarebbe trovato un modo per coinvolgere anche Israele. Ma dopo aver letto l’intervento ‘Vittime del terrorismo’ del vostro sottosegretario a democrazia, sicurezza civile e diritti umani, sono pronto a credere che Israele venga tagliato fuori intenzionalmente”.
Maria Otero, il sottosegretario cui fa riferimento la lettera di Hier, è intervenuta al Global Counterterrorism Forum il 9 luglio scorso a Madrid con un discorso intitolato “Vittime del terrorismo” nel quale non si faceva alcuna menzione di Israele fra i paesi che hanno subito attentati terroristici. “Lo scorso settembre – ha detto la Otero nel suo intervento – in occasione del lancio ufficiale del Global Counterterrorism Forum, ebbi il privilegio di presentare in prima visione il film ‘Senti le loro voci’, che narra le storie di undici sopravvissuti ad attentati terroristici in Pakistan, Giordania, Irlanda del Nord, Uganda, Turchia, Indonesia, India, Spagna, Columbia [sic] e Stati Uniti. Il film, prodotto dal Global Survivors Network, è un forte appello al pubblico di tutto il mondo, soprattutto a coloro che tendono a simpatizzare con le recriminazioni avanzate dagli estremisti, affinché riconoscano i costi umani del terrorismo, e sono lieta che gli spagnoli che qui ci ospitano abbiano messo in programma la visione di questo film oggi pomeriggio”.
Lo scorso giugno la prima riunione formale del Global Counterterrorism Forum, a Istanbul, vide l’esclusione di Israele e la partecipazione, invece, di paesi caratterizzati da una storia di appoggio e sostegno all’ideologia estremista islamista. Un esempio lampante fu la presenza all’incontro dell’Arabia Saudita, il cui governo abbraccia e diffonde l’ideologia estremista wahabita a cui aderiscono molti terroristi. Il mancato invito di Israele all’evento di Istanbul sollevò non poche perplessità, soprattutto alla luce della lunga esperienza di Israele nella lotta contro il terrorismo. I critici attribuirono l’assenza di Israele all’opposizione della Turchia e alla sua influenza sull’amministrazione Obama. Scrive Marvin Hier: “Sono ben consapevole che la Turchia, uno dei paesi del Forum, si oppone alla presenza di Israele. Ma, con tutto il dovuto rispetto per la Turchia e per qualunque altro paese, il Forum è stato creato dagli Stati Uniti e Israele è fra gli alleati più affidabili e degni di fiducia degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo”. E prosegue: “Tenere un Forum globale sulla lotta contro il terrorismo e non includervi Israele è come tenere una conferenza mondiale sulla tecnologia ed escludere gli Stati Uniti. Non c’è nessuno che abbia maggiore esperienza nella lotta e nella pedagogia contro il terrorismo di quanta ne abbia lo stato di Israele. Ritengo che sia giunta l’ora che gli Stati Uniti chiariscano una volta per tutte come mai Israele viene escluso”.
Interpellato la scorsa settimana dal reporter Matthew Lee della Associated Press a un briefing presso il dipartimento di stato su “perché Otero non abbia menzionato Israele o gli israeliani parlando delle vittime del terrorismo”, il portavoce del dipartimento di stato Patrick Ventrell è sembrato titubante prima di rispondere: “Non dispongo dei particolari circa il discorso del sottosegretario”. Al che il giornalista ha fatto notare che il testo del discorso di Maria Otero è disponibile sul sito web del dipartimento di stato americano.
In un ampio servizio del Washington Free Beacon intitolato “Ignorata la difficile condizione di Israele”, dedicato al rifiuto da parte dell’amministrazione Obama di includere Israele nel Global Counterterrorism Forum, il giornale on-line cita Josh Block, stratega del partito democratico, già portavoce dell’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), il quale afferma: “Quando l’amministrazione, dopo l’inspiegabile esclusione di Israele dall’incontro iniziale un mese fa, aveva promesso che Israele d’ora in poi sarebbe stato incluso nel Forum contro il terrorismo fondato dagli stessi Stati Uniti, si pensava che sarebbe stata di parola. Chiaramente qualcuno qui ha mancato clamorosamente. Come sia possibile escludere Israele anche dal secondo incontro del Forum sulla lotta al terrorismo, che noi americani presiediamo, è qualcosa che ha dell’incredibile, a maggior ragione se l’evento è focalizzato sul tema delle vittime del terrorismo. Un errore macroscopico, oltretutto, nel momento in cui il candidato avversario Mitt Romney sta sfidando l’amministrazione proprio sul terreno dei rapporti Usa-Israele”.

(Da: Jerusalem Post, 16.7.12)

In alto: immagini di repertorio del terrorismo anti-israeliano

Per il testo del discorso di Maria Otero al Global Counter-Terrorism Forum di Madrid (in inglese):
Victims of Terrorism

http://www.state.gov/j/194690.htm

La pagina del governo spagnolo sul Global Counter-Terrorism Forum (in inglese):

http://www.lamoncloa.gob.es/IDIOMAS/9/Gobierno/News/2012/20120710_HLM_VictimsTerrorsm.htm

dove si legge che “il Global Counter-Terrorism Forum è formato dai seguenti paesi: Algeria, Australia, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Marocco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Pakistan, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti e Nazioni Unite”.

Si veda anche:

Non smetteremo di danzare. Il libro di Giulio Meotti che narra le storie (mai raccontate) degli ebrei di Israele uccisi dal terrorismo mediorientale solo perché ebrei

http://www.israele.net/sezione,,2646.htm

Aiutati da neo-nazisti i terroristi palestinesi della strage di Monaco ’72. Lo rivela Der Spiegel sulla base di documenti dei servizi di intelligence tedeschi

http://www.israele.net/articolo,3461.htm

Le vere radici del terrorismo. Come mostrano le foto giunte da Gaza, il terrorismo è una “inclinazione” insegnata e acquista

http://www.israele.net/articolo,3459.htm

Celebrare i terroristi coi fondi dell’Unione Europea. In un programma per giovani sulla tv dell’Autorità Palestinese di Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,3458.htm

I terroristi non sono mai a corto di scuse varie per perpetrare le loro stragi. Attentati (mancati) a Baku contro ebrei e israeliani

http://www.israele.net/articolo,3345.htm

Il grado zero dell’etica e della civiltà. Oltre a innocenti assassinati, ricatti vili e indecenti, cultura dell’odio e della morte sparsa nella società araba e palestinese, anche l’imbarbarimento generale del conflitto è da addebitare al terrorismo nemico di Israele

http://www.israele.net/sezione,,3260.htm

Abu Mazen ossequia una delle più spietate terroriste palestinesi. Il presidente palestinese ha voluto incontrare in Turchia l’assassina di un 16enne israeliano

http://www.israele.net/articolo,3318.htm

Hamas si vanta d’aver ucciso 1.365 “sionisti” in 1.117 attentati terroristici. Alla sua annuale adunata oceanica, il neo-alleato di Abu Mazen giura lotta fino alla distruzione di Israele

http://www.israele.net/articolo,3311.htm

Secondo voi, cosa significa “morte a Israele”? Mia figlia è un non-combattente disarmato: un dettaglio che dovrebbe essere di qualche rilevanza

http://www.israele.net/articolo,3278.htm

Prigionieri, detenuti, ostaggi. Le parole sono pietre: per questo noi di www.israele.net le usiamo con cognizione di causa

http://www.israele.net/articolo,3264.htm