Chi vorrebbe un Medio Oriente nucleare?

L’atomica iraniana innescherà una corsa pericolosa per il mondo intero

Da un articolo di Reuven Pedatzur

image_1801Il rinnovato interesse per programmi nucleari da parte dei paesi del Medio Oriente nasce dalla preoccupazione che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari. L’atomica iraniana potrebbe innescare una drammatica accelerazione nei programmi di sviluppo di armamenti nucleari in molti paesi della regione.
Il più probabile candidato all’ingresso nella corsa alle armi atomiche è la Turchia. Ankara considera l’Iran nucleare un pericoloso rivale che potrebbe approfittare del suo nuovo arsenale per imporre la propria egemonia nella regione a spese della Turchia.
Altri che potrebbero entrare in lizza sono l’Egitto, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l’Algeria, il Marocco e forse anche la Giordania, tutti paesi che hanno recentemente manifestato l’intenzione di sviluppare centrali nucleari a scopi pacifici. Naturalmente nessuno crede davvero che paesi in possesso di enormi risorse energetiche nel sottosuolo si siano improvvisamente accorti d’avere urgentissimo bisogno della tecnologia nucleare, che fra l’altro è già in circolazione da una sessantina d’anni.
Il problema è che il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, firmato da tutti questi paesi, permette molti passaggi utili per sviluppare armi nucleari sotto l’apparenza di programmi energetici ad uso civile. Ad esempio, in base al Trattato di Non Proliferazione è possibile l’arricchimento dell’uranio, componente cruciale per la produzione di armi atomiche.
Più l’Iran progredisce col suo programma nucleare, più gli altri paesi della regione prendono in considerazione programmi nucleari loro propri [il tutto – detto per inciso – senza alcuna attinenza con la presunta dotazione di armi atomiche israeliana, che non ha mai suscitato alcuna analoga preoccupazione nei paesi arabi].
Nel 2004 fonti ufficiali saudite annunciavano che stavano valutando la possibilità di acquistare, o prendere in leasing, armi nucleari dal Pakistan o dalla Cina. In precedenza l’Egitto aveva annunciato che stava sviluppando un grande impianto nucleare per la desalinizzazione dell’acqua di mare, spiegando d’aver ricevuto “tecnologia sensibile” dalla Libia. Anche la Siria ha annunciato l’intenzione di arricchire uranio, mentre l’Algeria sta costruendo il suo secondo reattore nucleare (a scopi di ricerca) e nel gennaio 2006 ha firmato un accordo di cooperazione con la Russia sulla tecnologia nucleare.
Verso la fine del 2006 l’Arabia Saudita e altri cinque stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno concordato di nominare una commissione di esperti per esplorare le possibilità di usare tecnologia nucleare a scopi pacifici.
Persino re Abdullah di Giordania ha dichiarato, lo scorso gennaio, che la situazione nucleare in Medio Oriente è cambiata, e a luglio ha discusso col primo ministro canadese l’acquisto di un impianto nucleare ad acqua pesante.
Il messaggio di Israele ai paesi europei che esitano nell’imporre severe sanzioni contro l’Iran è che la proliferazione nucleare in Medio Oriente disegnerebbe uno scenario estremamente pericoloso non solo per Israele, ma il mondo intero.

(Da: Ha’aretz, 22.08.07)

Si veda anche:
Il nucleare necessario

http://www.israele.net/sections.php?id_article=1401&ion_cat=