I tentacoli dell’Iran

La condotta rozza e violenta di Tehran e complici deve preoccupare non solo Israele, ma tutto l’occidente.

Alcuni commenti dalla stampa israeliana

image_3362Scrive YOAV LIMOR, su Yisrael Hayom: «La prima e lampante conclusione che deriva della serie di attentati degli ultimi giorni è che l’Iran è sotto pressione. Non c’è altro modo di interpretare la sua rozza e violenta condotta, che contravviene praticamente ad ogni logica operativa e diplomatica, se non per il fatto che i dirigenti di Tehran stanno ormai ragionando con le viscere e non con la testa.» L’editoriale osserva tuttavia che, «nonostante la fretta e il dilettantismo operativo con cui sembrano attuati gli ultimi attentati, la loro preparazione è stata scrupolosa: è stata raccolta una considerevole quantità di materiale di intelligence e i terroristi sapevano esattamente chi cercare.» Secondo Limor, «Israele conta di usare gli eventi di questi ultimi giorni (compresa la crescente evidenza del coinvolgimento dell’Iran nell’aiutare il presidente Assad a reprimere con la violenza le dimostrazioni dell’opposizione in Siria) come un solido argomento in campo diplomatico per rafforzare ulteriormente le pressioni sull’Iran per la questione del nucleare. Ma la fretta di agire dell’Iran, a dispetto del pesante prezzo che gli deriva dal suo esporsi su tutti i fronti, deve essere senza dubbio motivo di preoccupazione sia a Gerusalemme che in occidente.»
(Da: Yisrael Hayom, 15.2.12)

All’indomani dell’“incidente sul lavoro” con conseguente esplosione anticipata di un ordigno che agenti iraniani stavano approntato a Bangkok, l’editoriale del JERUSALEM POST commenta: «Repubblica Islamica e Hezbollah hanno dimostrato più volte in passato d’essere in grado di realizzare micidiali attentati terroristici, e non solo contro obiettivi israeliani. Il comandante dei terroristi Hezbollah, Imad Mughniyeh, si rese responsabile nel 1983 dell’attentato alla caserma dei marines Usa a Beirut che uccise 241 soldati americani e 58 paracadutisti francesi, e dell’attentato all’ambasciata Usa, sempre nel 1983 e nella stessa città, che uccise 60 persone. Ma Hezbollah è sul libro paga dell’Iran, che è il principale stato al mondo che sponsorizza il terrorismo. C’erano i mullah iraniani dietro agli attentati dei primi anni ’90 contro il Centro comunitario ebraico AMIA e l’Ambasciata israeliana a Buenos Aires. Gli operativi delle Guardie Rivoluzionari iraniane e i loro collaboratori sciiti sono da tempo una forza destabilizzante in Iraq, dove uccidono militari americani e iracheni sunniti. Non basta. L’Iran sostiene le forze anti-occidentali in Afghanistan, contrabbanda armi e missili per Hezbollah nel Libano meridionale e ha unito le sue forze a quelle del presidente Bashar Assad nella brutale repressione delle rivolte popolari in Siria. Indagini, suppliche e deplorazioni non bastano. È ormai del tutto evidente che l’Iran costituisce una minaccia per l’occidente. La violenta retorica dei dirigenti ufficiali della Repubblica Islamica e il loro sostegno attivo agli attentati terroristici, sia in Medio Oriente che nel resto del mondo, non possono essere congedati con vuote condanne. Una delle ragioni dietro a questi ultimi attentati a Nuova Delhi e a Tbilisi è il desiderio dell’Iran di dissuadere l’occidente dall’attaccare i suoi impianti nucleari, mostrando che i suoi lacchè Hezbollah possono allungare i loro tentacoli terroristici dove vogliono, finanche in Georgia e in India. Una severa risposta dell’occidente a questi attentati, al contrario, farebbe arrivare un chiaro contro-messaggio ai mullah di Tehran: i tentacoli possono essere allungati, ma possono anche essere mozzati.»
(Da: Jerusalem Post, 15.2.12)

Si veda anche:

I terroristi non sono mai a corto di scuse varie per perpetrare le loro stragi: attentati (mancati) a Baku contro ebrei e israeliani.

http://www.israele.net/articolo,3345.htm